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>>> >>> Da alcune ore i tecnici di Google stanno cercando di risolvere un [grattacapo](<https://www.ilpost.it/2011/02/28/la-posta-perduta-di-gmail/>) legato a Gmail: un malfunzionamento ha causato l'azzeramento di decine di migliaia di account della posta elettronica, facendo sparire messaggi, allegati e chat. Gli esperti della società sono al lavoro per ripristinare i dati scomparsi, ma non è ancora chiaro quanto dovranno pazientare gli utenti colpiti dal disservizio prima di riavere indietro la loro corrispondenza. Le probabilità che qualcosa di analogo accada anche al vostro account Gmail sono estremamente remote, pare che il problema interessi lo 0,08% di tutti gli indirizzi di posta di Google, però pensateci: nella vostra casella delle email conservate magari anni di corrispondenza, importanti messaggi di lavoro, lettere d'amore, il messaggio con la prima foto di vostro nipote e magari non avete mai fatto una copia di tutto questo, affidando i vostri ricordi e parte della vostra vita a un servizio che conserva questi dati chissà dove. >>> >>> Se leggi la posta sempre e solo tramite il browser, significa che i tuoi messaggi non vengono mai salvati sul computer. Questo ti consente di accedere alla posta anche da dispositivi diversi e di avere sempre tutti i messaggi a disposizione quando non usi il tuo computer, ma significa che l'unica copia di tutto quel materiale è solo in mano a Google, che la conserva sui propri server. >>> >>> Per avere una copia di sicurezza delle tue email ci sono due strade percorribili. Una, più semplice, prevede l'utilizzo di un servizio esterno che ti consente di fare un backup di tutto, l'altra prevede di sincronizzare la tua posta con un programma per le email che scarichi i messaggi sul tuo computer. >>> >>> **Servizio di Backup** > Uno dei servizi più noti si chiama [Gmail Backup](<http://www.gmail-backup.com/>). Devi scaricare un piccolo programma, disponibile per Windows, Mac e Linux, avviarlo e inserire le tue credenziali di accesso alla posta elettronica. Poi dici al programma dove salvare le tue email e gli dai il via. L'applicazione si collega a Gmail e inizia a scaricare tutti i messaggi. Il processo può richiedere diverse ore, a seconda di quante email hai sul servizio di posta di Google. Una opzione consente anche di selezionare un intervallo di tempo per scaricare solo messaggi ricevuti in un dato periodo temporale. Un altro sistema promettente si chiama [Backupify](<https://www.backupify.com/>), ma oltre una certa soglia di dati è a pagamento. >>> >>> **Client di posta** > Questa è una soluzione un po' più complicata, prevede qualche conoscenza aggiuntiva, ma una volta adottata ti permette di fare ogni volta che vuoi un backup dei tuoi ultimi messaggi. L'idea è quella di usare un programma per la gestione della posta elettronica (client), come Outlook (PC), Mail (Mac) o Thunderbird, per conservare i messaggi sul computer. >>> >>> Dalla versione per browser di Gmail devi accedere a "Impostazioni", in alto a destra, e poi selezionare la scheda "Inoltro e POP/IMAP". Da qui puoi decidere se impostare il tuo client di posta per funzionare con il sistema POP o quello IMAP. >>> >>> **POP** fa funzionare il client come fai tu quando ritiri la posta dalla buca delle lettere di casa. Sul server di Gmail arrivano nuovi messaggi, il tuo programma di posta li vede e li sposta dal server al tuo computer. Se usi questo sistema, i tuoi messaggi vengono sempre salvati sul computer e da lì non spariscono salvo tu non li voglia cancellare. Per sicurezza puoi anche dire a Gmail di conservare una copia sui suoi server. In generale, questa opzione va bene se leggi quasi sempre la posta dallo stesso computer ([qui le istruzioni](<http://mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&ctx=mail&answer=12103>)). >>> >>> **IMAP** fa funzionare il programma per la posta elettronica in maniera bidirezionale con la versione web di Gmail ed è ideale se accedi alla posta da computer diversi. Una volta impostato con questo sistema ([qui le istruzioni](<http://mail.google.com/support/bin/answer.py?hl=it&ctx=mail&answer=75726>)), il client sul tuo computer si sincronizza con la versione per browser di Gmail. Questo significa che se leggi o invii un messaggio dal computer sul lavoro attraverso il browser, quando torni a casa e usi il tuo programma della posta, questo si sincronizza automaticamente tenendo traccia di quello che hai fatto in giro. Questa opzione è ideale se leggi la posta da computer, smartphone, tablet o in giro su dispositivi che non sono tuoi. >>> >>> C'è però uno svantaggio: se su Gmail spariscono i messaggi, anche sul tuo client le email possono sparire perché il programma si sincronizza in continuazione con i server di Google. Per ovviare a questo problema basta ricordarsi ogni tanto di selezionare la cartella della posta in arrivo sul computer e farne una copia da qualche parte. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Come proteggere le mail di Gmail
Cipro rimanda il voto sugli aiuti
Il governo sloveno ha cominciato a perdere i suoi primi pezzi. Qualche settimana fa se n'è andata la ministra per le Autonomie locali Zlata Ploštajner, mentre a fine anno potrebbe uscire di scena anche il ministro della Sanità Borut Miklavčič 29/10/2009 -  Stefano Lusa Capodistria Delle dimissioni della ministra per le Autonomie locali Zlata Ploštajner si vociferava da tempo. I maligni dicevano che ci fossero delle forti divergenze con Mitja Gaspari, il potente ministro senza portafoglio per lo Sviluppo e le questioni europee. Per molti proprio Gaspari sarebbe una sorta di eminenza grigia di questo esecutivo. La Ploštajner ha motivato la sua decisione dicendo che usciva di scena per ragioni personali. In sintesi dietro ci sarebbero motivi di salute. La ministra, però, ha anche aggiunto di voler lasciare l'incarico a qualcuno con più forza fisica e politica. Era stata uno dei candidati che aveva riscosso maggior successo al momento della formazione del nuovo governo. Quando aveva presentato il suo programma di lavoro, persino dalle fila dell'opposizione, era arrivata la considerazione che si trattava della persona giusta al posto giusto. In un anno non si è praticamente vista sui giornali, ma avrebbe contribuito a rendere più efficace l'afflusso di fondi europei in Slovenia. Il paese dal 2005 avrebbe versato più soldi nelle casse dell'Unione europea di quanti riuscisse ad ottenerne. In questi mesi il trend s'era invertito. Ora spetterà al suo successore continuare su questa strada. L'opposizione ha letto le dimissioni come l'ennesimo segno della crisi in cui si dibatte l'esecutivo di centrosinistra e ha chiesto la costituzione di un governo tecnico. Il premier Pahor, invece, si è affrettato a sostituire la Ploštajner. L'operazione come al solito non è stata indolore per la maggioranza. Questa volta, però, la baruffa non si è scatenata tra le diverse forze politiche, ma all'interno del partito dei pensionati (Desus). La Ploštajner, infatti, era in quota al Desus. Spettava a loro, quindi, indicare il nome del suo successore. Dal cilindro è uscito un illustre sconosciuto, tanto ignoto che il premier Borut Pahor ha persino fatto fatica a pronunciare correttamente il suo cognome al momento dell'annuncio. L'incarico è andato a Henrik Gjerkeš, un quarantaquattrenne proveniente dall'Oltremura. Come ha precisato il presidente del Desus, Karl Erjavec, sarebbe stato scelto per le sue competenze e non per i suoi legami familiari (sua madre è vicepresidente del partito). L'operazione non è piaciuta al capogruppo alla camera della compagine Franc Žnidaršič e nemmeno al deputato Vili Resman, che hanno annunciato che non avrebbero votato per la nomina di Gjerkeš. La tensione all'interno del Desus è salita alle stelle. I due franchi tiratori, comunque, non rischiavano di compromettere l'esito del voto alla camera. Gli strali del presidente Erjavec si sono concentrati soprattutto contro Rezman. Quest'ultimo, eletto come indipendente sulle liste del partito dei pensionati, del resto, aveva già guidato una fronda interna al partito al momento della costituzione del nuovo governo. Senza il Desus il centrosinistra non aveva i numeri per andare al governo. All'epoca Erjavec avrebbe voluto occupare la poltrona di un ministero "importante". La sua aspirazione era stata però bloccata dai dubbi degli altri partner della coalizione. A quel punto i deputati del Desus avevano dato chiaramente ad intendere che volevano far parte della nuova maggioranza e quindi Erjavec si dovette accontentare di occupare la poltrona meno prestigiosa di ministro dell'Ambiente. Dall'esecutivo tra breve potrebbe accomiatarsi anche il ministro della Salute, Borut Miklavčič. Il governo - ha detto - ha bisogno di una persona che lavori 12 ore al giorno. Lui deve limitarsi a restare al suo posto solo per 4 ore per ragioni di salute. Appassionato subacqueo, il ministro, quest'estate, era stato colpito da un ictus, mentre si trovava in vacanza sulla costa dalmata. In questo periodo ha lavorato ad una radicale riforma della sanità pubblica in Slovenia. Si tratterebbe di adeguare il servizio ai trend d'invecchiamento della popolazione e di far fronte a quelle che sono considerate le nuove esigenze del settore. Il comparto costa molto allo stato. Negli ospedali ci sono 4,67 posti letto ogni 1000 abitanti e 238 medici ogni 100.000 residenti. Così com'è il sistema sembra, comunque, funzionare alquanto bene, anche se non mancano tempi d'attesa, che in alcuni casi sembrano eccessivi. Ora si vorrebbe razionalizzare. Tra le novità per i lavoratori si prospetta anche una riduzione degli indennizzi per le assenza causate da malattie. I sindacati hanno subito detto che non se ne parla nemmeno. Bisognerà vedere poi quanto terranno duro. D'altra parte c'è anche da far fronte alla protesta dei medici della mutua. Una parte di essi non è assunta dalle USL, ma opera in appalto. Gli indennizzi sarebbero troppo bassi ed ora minacciano di chiudere i battenti dei loro studi. //<![CDATA[ document.write('<fb:like href="http://www.balcanicaucaso.org/aree/Slovenia/A-pezzi-47397"></fb:like>'); //]]> Hai pensato a un abbonamento a OBC Transeuropa? Sosterrai il nostro lavoro e riceverai articoli in anteprima e più contenuti. Abbonati a OBCT ! I commenti, nel limite del possibile, vengono vagliati dal nostro staff prima di essere resi pubblici. Il tempo necessario per questa operazione può essere variabile. Vai alla nostra policy Commenti x tutti non mi fà né caldo né freddo x Stefano Lusa Log in or create a user account to comment.
A pezzi
La critica ieri e oggi
> > La battaglia per Tripoli, la capitale della Libia, [è iniziata due settimane fa](<https://www.ilpost.it/2019/04/05/libia-haftar-tripoli/>) e non sembra poter finire nel breve periodo. Le milizie armate legate al maresciallo Khalifa Haftar, che controlla quasi tutta la Libia orientale e meridionale, hanno attaccato da sud ma finora non sono riuscite a raggiungere i confini della città vera e propria, difesa dalle milizie schierate dalla parte di Fayez al Serraj, il primo ministro del governo con sede a Tripoli e riconosciuto dall'ONU come unico legittimo del paese. Secondo gli [ultimi dati](<https://twitter.com/WHOLIBYA/status/1118988161839976450>) diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), finora sono state uccise negli scontri più di 200 persone, e altre decine di migliaia sono state costrette a lasciare le loro case per fuggire dalle violenze. > > La battaglia iniziata a Tripoli è una delle più significative e importanti degli ultimi anni in Libia, tanto che diversi osservatori [hanno parlato](<https://www.ilpost.it/2019/04/09/guerra-libia-haftar-colpa/>) del rischio che inizi una terza guerra civile libica. Le violenze stanno anche minando i piani di rilancio della produzione di petrolio e gas libici, [ha scritto il _Wall Street Journal_](<https://www.wsj.com/articles/libya-fighting-hits-plan-to-revive-oil-gas-industry-11555520941>), aumentando il rischio di un aumento globale del prezzo del greggio. > > Negli ultimi giorni il governo di Serraj ha rivolto diversi appelli alla comunità internazionale per chiedere un intervento diplomatico contro Haftar, appoggiato da Egitto, Emirati Arabia Uniti, Arabia Saudita, Russia e Francia. Finora, però, Serraj ha ottenuto molto poco: sia il Consiglio di Sicurezza dell'ONU che l'Unione Europea hanno condannato le violenze a Tripoli con toni generici, senza prendere una posizione netta contro Haftar. L'inviato speciale dell'ONU per la Libia, Ghassan Salamé, ha parlato giovedì del rischio di una più ampia diffusione delle violenze in Nord Africa. Salamé ha inoltre identificato le divisioni interne alla comunità internazionale come uno dei fattori che avrebbero incoraggiato Haftar ad attaccare Tripoli, proprio una settimana prima di un'importante Conferenza organizzata dall'ONU sulla Libia che avrebbe dovuto avvicinare le parti del conflitto. > > Nel frattempo, il governo di Serraj ha emesso un mandato di cattura per crimini di guerra contro Haftar e altre personalità politiche e militari della Cirenaica, la regione orientale della Libia sede del governo che appoggia il maresciallo. Il ministero dell'Interno del governo Serraj, inoltre, ha diffuso un comunicato per annunciare di voler interrompere «qualsiasi relazione» con la Francia nell'ambito degli accordi bilaterali tra i due paesi, a causa dell'appoggio del governo francese ad Haftar. > > [Secondo fonti diplomatiche citate da _Reuters_](<https://www.reuters.com/article/us-libya-security-un-idUSKCN1RU2ML?utm_campaign=trueAnthem:+Trending+Content&utm_content=5cb944630cef930001bcc794&utm_medium=trueAnthem&utm_source=twitter>), né gli Stati Uniti né la Russia avrebbero intenzione di appoggiare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU che chiede una tregua in Libia e che condanna Haftar per l'aggressione contro Tripoli. _Reuters_ ha scritto inoltre che gli Stati Uniti non hanno voluto spiegare la propria posizione, che sembra essere in contraddizione con alcune dichiarazioni pubbliche precedenti di condanna dell'azione di Haftar: alcuni diplomatici dell'ONU sostengono che quella degli Stati Uniti potrebbe essere solo una tattica per prendere tempo e capire il da farsi nella complicata situazione libica. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Attorno a Tripoli si continua a combattere
Il PIL prima di tutto: le Regioni padane contro la direttiva europea anti-inquinamento
L'Angelo di Srebrenica Inizia oggi la quinta edizione della Settimana Internazionale della Memoria, organizzata dalla Fondazione Alexander Langer e dall'associazione Adopt Srebrenica a Tuzla, Srebrenica e Belgrado. Per questa occasione abbiamo incontrato Ado Hasanović, giovane regista bosniaco autore del cortometraggio “Andjeo Srebrenice” e direttore artistico del festival che si terrà in concomitanza con la Settimana della Memoria 02/09/2011 -  Mauro Cereghini Le immagini della guerra si colgono ancora sulle strade, sulle piazze, sui muri di Srebrenica. Eppure non è su di loro che concentra lo sguardo il regista, nei cinque minuti e mezzo del cortometraggio “Andjeo Srebrenice” - “L'angelo di Srebrenica”. E' piuttosto sulla figura che agile vi danza attorno, sospesa dentro uno spazio irreale in equilibrio tra tetti e cornicioni. La grazia della ballerina sulle punte in mezzo ai cocci e ai detriti delle distruzioni. La musica nel silenzio delle ferite umane. E poi l'arrivo a Potočari, il grande cimitero per le vittime del genocidio. Lì l'angelo-ballerina si ferma, tra lo stupore e l'orrore. L'incantesimo si spezza, e il dolore la prende fino a farla accasciare. Chiudendo gli occhi, fisserà come ultima immagine la tomba di Adnan. Aveva 14 anni, Adnan, l'11 luglio 1995. L'innocenza sua, come la nostra che guardiamo, è finita quel giorno. “L'angelo di Srebrenica” è un cortometraggio girato nel 2010 dal giovane regista bosniaco Ado Hasanovi ć . Abbiamo scambiato qualche battuta con lui, pochi giorni dopo la proiezione della sua opera al Sarajevo Film Festival. Finora Srebrenica è stata il centro dei tuoi lavori video... Sì, il documentario “Ja sam iz Srebrenice” (“Io sono di Srebrenica”), del 2007, mi ha portato il premio come migliore opera di studente al Mostar Film Festival, mentre col corto “L'angelo di Srebrenica”, dell'anno scorso, mi sono garantito l'ammissione alla Sarajevo Film Academy. Qui ho realizzato, come lavoro del primo anno, “Ljepotica i zvijer” (“La bella e la bestia”), anche questo appena proiettato al Sarajevo Film Festival. Parliamo de “L'angelo di Srebrenica”. Lo si può intendere come un messaggio di accusa – contro il genocidio, contro la comunità internazionale – ma anche come una preghiera per le vittime e la loro memoria. Quale aspetto volevi si cogliesse di più? Il messaggio del mio film è che nessuna vittima è giustificabile, in nessuna parte del mondo. Il lavoro è frutto di un rapporto emozionale tra me e la mia città natale, Srebrenica, che è stata colpita dal genocidio del 1995. Con questo messaggio ho voluto contribuire al rilancio e allo sviluppo di Srebrenica, come città al passo con il mondo. Per i temi che affronta, andrebbe mostrato in tutta Europa e nel resto del mondo. La componente tecnica del video – con le immagini in sovraimpressione – è importante e immagino abbia richiesto un certo investimento finanziario. Come hai potuto produrlo? L'Angelo di Srebrenica Ado Hasanović Vai al trailer de “ L'Angelo di Srebrenica ” Guarda il making of del cortometraggio Il sito web del regista, Ado Hasanovi ć   Il portale del festival di corti di Srebrenica , che si terrà in occasione della Settimana Internazionale della Memoria     Il film ha avuto diversi supporti, tecnici e finanziari. Per la parte di realizzazione in studio, con le immagini su sfondo verde, ho potuto contare sull'intervento di Berin Tuzlić, direttore artistico dell'agenzia Via Media, e sulla Fondazione tedesca “Schüler Helfen Leben”. Per la post-produzione ho avuto il sostegno dell'associazione “Amici di Srebrenica”, del Consiglio giovanile di Srebrenica e della Municipalità. L'angelo può essere visto come un simbolo religioso, che si muove tra i segni di fede del cimitero di Potočari. Oppure può essere inteso come un simbolo generico della vita dopo la morte. Qual è il tuo punto di vista? Gli angeli sono esseri spirituali indicati spesso come messaggeri di Dio. La mia proiezione dell'angelo è la ballerina, che nel film rappresenta tutte le persone innocenti che hanno vissuto e tuttora vivono a Srebrenica. L'angelo rappresenta Srebrenica stessa, la sua purezza, la sua bellezza e insieme la sua sofferenza, con cui ci confrontiamo quotidianamente. La memoria ed il passato sono temi difficili di cui parlare, non solo nei Balcani. Dove il film è stato proiettato, quali reazioni hai colto nel pubblico? La maggior parte delle proiezioni si è svolta finora in Italia, e io ho assistito a quelle di Torino, Roma, Venezia, Bolzano e Merano, le ultime tre grazie ad un invito della Fondazione Alexander Langer. Al termine della proiezione, la sala si riempie in genere di silenzio e di respiri profondi, cosa che mi rende felice perché attraverso la danza e la musica il pubblico sperimenta l'emozione che volevo trasmettere col mio lavoro. La prima mondiale del film è stata il 25 giugno al Colorado Film Festival, ma quella per me più importante è stata la prima bosniaca al Sarajevo Film Festival, il 28 luglio. Si è trattato di un'esperienza fantastica, e poi noi studenti dell'Academy abbiamo anche potuto incontrare e confrontarci con Wim Wenders. Dopo questo lavoro sulla memoria di Srebrenica, a quali opere stai pensando? I miei progetti futuri vedranno delle sperimentazioni con nuove tecniche di ripresa, e saranno uno sforzo per mostrare la mia città in una luce positiva. Inoltre sono impegnato come direttore artistico della quinta edizione di “Srebrena traka”, festival di cortometraggi che si terrà lì dall'8 al 10 settembre. //<![CDATA[ document.write('<fb:like href="http://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/L-angelo-di-Srebrenica-101395"></fb:like>'); //]]> Hai pensato a un abbonamento a OBC Transeuropa? Sosterrai il nostro lavoro e riceverai articoli in anteprima e più contenuti. Abbonati a OBCT ! 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L'angelo di Srebrenica
Guida autonoma per Curiosity
Ben venga la nuova **valutazione multidimensionale** per elaborare il **Progetto di vita individuale e personalizzato** che dovrebbe garantire alla persona con disabilità una piena integrazione. Ma rischia di non bastare senza le risorse per tradurlo in pratica. È questo il principale timore di alcune organizzazioni dopo il via libera del governo all'ultimo tassello della **Riforma** delle disabilità, il decreto attuativo che definisce la condizione di disabilità, introduce l’accomodamento ragionevole, riforma le procedure di **accertamento** e disciplina appunto la valutazione multidimensionale. Novità che entreranno in vigore con una sperimentazione a partire dal 2025 solo in alcune province con progetti-pilota e corsi di formazione e aggiornamento. Il provvedimento prevede anche l'abolizione dei termini “ **handicappato** ” e “ **portatore di handicap** ” in tutte le leggi ordinarie dello Stato italiano: saranno sostituiti con “persona con disabilità”. Vengono così recepite le disposizioni internazionali sul tema come la **Convenzione Onu** sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 2006 e ratificata dal Parlamento italiano il 24 febbraio 2009. A distanza di ben 15 anni Roma ha deciso finalmente di conformarsi ai termini idonei da utilizzare nelle proprie leggi quando si fa riferimento alle persone con disabilità. **Le novità** – Vi sono aspetti molto attesi dalle persone con disabilità e le loro famiglie perché riguardano direttamente la loro vita. La valutazione di base compiuta finora da una **commissione** medico-legale vedrà la presenza di un **assistente sociale** e uno **psicologo**. È importante perché lì si stabilisce il riconoscimento dell’invalidità civile. La valutazione multidimensionale, invece, è necessaria per attuare il progetto di vita: un progetto individuale per ogni persona con disabilità fisica, psichica e/o sensoriale, stabilizzata o progressiva, mirato a ottenere piena integrazione scolastica, lavorativa, sociale e familiare della persona con disabilità. La finalità è creare percorsi ad hoc in cui gli interventi siano coordinati per rispondere ai bisogni e aspirazioni del beneficiario. Il decreto, infine, affronta anche un altro aspetto importante, quello definito dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità **accomodamento ragionevole** , che in pratica significa adeguare le normative in modo da poter garantire ai soggetti disabili "l'uguaglianza con gli altri" sui diritti e sulle libertà fondamentali. Ad esempio nel lavoro, secondo la Cassazione, si tratta di accorgimenti che non comportano oneri organizzativi eccessivi a carico del datore di lavoro. **Soddisfatte alcune associazioni** - La ministra per le Disabilità **Alessandra Locatelli** (Lega) ha commentato con enfasi l’approvazione parlando “di una rivoluzione culturale e civile, che sviluppa un nuovo paradigma nella presa in carico della persona con disabilità, eliminando le estreme frammentazioni tra le prestazioni sociosanitarie”. Ma le persone con disabilità vedranno dei benefici concreti? _Ilfattoquotidiano.it_ ha sentito alcune organizzazioni nazionali che difendono i diritti delle persone con disabilità e i commenti sono diversi, non tutti soddisfatti. “Questa legge rappresenta un importante passo avanti nel migliorare la vita delle persone con disabilità”, dice **Vincenzo Falabella** , presidente della **Fish**. “È una misura che la Federazione e tutto il movimento associativo attendevano da tempo. Non solo riconosce più diritti, ma contribuisce anche ad eliminare stigma e pregiudizi, scartando termini obsoleti. Al cuore c'è il progetto di vita come strumento di supporto nella routine quotidiana”. **Roberto Speziale** , presidente dell’ **Associazione nazionale di famiglie** e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo (Anffas), parla di "decreto di portata epocale sia per la parte inerente la valutazione di base che per quella che riguarda la valutazione multidimensionale" e ricorda che "completa la riforma prevista dalla legge delega 227 nei tempi previsti dal Pnrr”. Per **Anffas** il decreto corona un impegno ultraventennale iniziato con l’art. 14 della **legge 328** del 2000. “Attraverso queste novità si potranno finalmente costruire dei veri progetti individuali di vita, personalizzati e partecipati e garantire maggiori diritti e qualità di vita per le persone con disabilità”, aggiunge Speziale. Ma la vera sfida comincia ora. “Occorrerà – spiega il numero uno - trasferire questa straordinaria riforma nella realtà concreta e nella vita materiale delle persone per le quali la riforma è stata pensata, voluta ed adottata”. **I timori: "Inps sovraccaricata e fondi insufficienti"** - Meno entusiasta è **Alessandro Chiarini** , presidente del **Coordinamento famiglie con disabilità** (Confad). “Sussiste il fondato timore che le aspettative indotte possano essere destinate a **sgretolarsi** alla prova dei fatti. Certamente non si tratta di una legge marginale perché riguarda sicuramente **aspetti delicati** per milioni di persone con disabilità e gli oneri che devono sopportare anche solo per vedersi riconoscere la loro condizione e poi per ricevere pensioni, agevolazioni, strumenti”. Stando al decreto, visionato da Confad in occasione di riunioni dell’ **Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità** , nella valutazione di base confluiscono tutte le valutazioni: handicap, invalidità, cecità, sordità, disabilità ai fini lavorativi (legge 68/1999), condizione di disabilità ai fini scolastici, protesi, agevolazioni fiscali. Lo schema descrive un processo nel quale si fa tutto in una sola valutazione con una **commissione** composta da due **medici** e un **assistente sociale** o uno **psicologo**. “Li affianca un medico di categoria non scelto dalla persona con disabilità, ma nominato dalle associazioni, e qui a nostro parere – dice Chiarini - va invece affermata la **libera scelta** della persona con disabilità che non può in ogni caso esaurirsi in capo ad alcune associazioni delegate”. Benefici reali dal decreto? “La responsabilità esclusiva della valutazione di base passa a Inps che si ritrova con una mole di lavoro, e non ci pare per nulla chiaro se e come sia stato valutato l’ **impatto organizzativo** di questo nuovo processo”, sottolinea il numero uno di Confad. “Il decreto autorizza Inps ad **assumere 1069 nuovi medici, 142 funzionari amministrativi, 920 funzionari** in ambito sanitario. Con l’attuale e ben nota situazione relativa alle difficoltà di trovare personale medico ci pare davvero **arduo** ”, commenta. Poi c'è il nodo risorse: “A regime è previsto un costo di 215 milioni di euro, a cui si aggiungono poco meno di 33 milioni l’anno per i medici di alcune associazioni, 248 milioni in tutto che rappresenta una spesa che vale una quota molto rilevante del **Fondo per la disabilità** (circa 300 milioni di euro). Se ne deduce che il Fondo per la disabilità serve in larga misura per le **spese di sistema,** non certo per i bisogni delle persone con disabilità”. L’altro problema rilevato da Confad è come verrà impostato il Progetto di vita. “Nello schema di decreto attuativo si dice che ‘resta ferma la disciplina della **compartecipazione al costo** delle prestazioni che la prevedono’”. Ma le risorse per finanziare i Progetti di vita indipendente ci sono? “Per realizzarli si prevede di attingere dal **Fondo per la non autosufficienza** (Fna) di circa 800 milioni di euro e da un vecchio Fondo per il diritto allo studio universitario. Nella sostanza sarà forse un diritto vedersi redigere un progetto di vita e partecipare alla sua stesura”, conclude il presidente del Coordinamento nazionale famiglie con disabilità, “ma appare del tutto aleatoria la possibilità che siano garantite le risorse necessarie ed adeguate per rendere concreto il progetto senza che si faccia ricorso ad un incremento sostanziale del Fna”. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
Decreto disabilità, le organizzazioni per i diritti: "Passo avanti, ma per rendere concreto il Progetto di vita servono risorse"
"Kate Middleton è stata operata all’addome da una equipe del Policlinico Gemelli di Roma. Re Carlo? Ha forti dolori alle ossa che gli creano grandi problemi"
>> >> Le Canzoni _è la newsletter quotidiana che ricevono[gli abbonati del Post](<https://abbonati.ilpost.it/>)_ _, scritta e confezionata da Luca Sofri (peraltro direttore del Post): e che parla, imprevedibilmente, di canzoni. Una per og_ _ni sera, pubblicata qui sul Post l’indomani,[ci si iscrive qui](<https://abbonati.ilpost.it/mio-account/newsletter/>). > _**È[morto ](<https://www.youtube.com/watch?v=L_jWHffIx5E>)Steve Harwell, **cantante degli Smash Mouth, band americana che andò forte anche nel resto del mondo con una manciata di pezzi alla fine degli anni Novanta, [questo ](<https://www.youtube.com/watch?v=L_jWHffIx5E>)e [questo ](<https://www.youtube.com/watch?v=LQj--Kjn0z8>)in particolare. > **Nel[nuovo numero ](<https://www.ilpost.it/2023/08/30/cose-spiegate-bene-voltiamo-decisamente-pagina-giornalismo/>)**di _Cose spiegate bene_ che esce in libreria la settimana prossima e che voi potete già [comprare ](<https://abbonati.ilpost.it/prodotto/cose-voltiamo-decisamente-pagina/>)c'è un'inevitabile citazione di [_Ah, Le Monde_](<https://www.youtube.com/watch?v=XTZJ5Yxn6LI>)dei PGR. > **Sta arrivando** un disco nuovo dei Rolling Stones, domani lo [presentano ](<https://rollingstones.com/>)in un'intervista video in streaming con il conduttore televisivo americano Jimmy Fallon. > **Era uscita**[un'altra canzone ](<https://www.youtube.com/watch?v=us5JFGeKRQo>)di Peter Gabriel, e ancora non si sa quando uscirà questo benedetto disco. >> >> **Sweet home** > Syml >> >> [**Sweet home**](<https://open.spotify.com/track/6gxWNvzbOJnSFqU0GlzHPR?si=45508add8827495e>)su Spotify > [**Sweet home**](<https://music.apple.com/it/album/sweet-home/1600863684?i=1600863685>)su Apple Music > [**Sweet home**](<https://youtu.be/vSvw2-8cn98>)su YouTube >> >> In una beata e pigra ultima settimana di vacanza mi sono fatto sequestrare dai documentari sulla storia del rock. Tutto è cominciato in realtà guardando la serie _Daisy Jones and the Six_ , che è una fiction, ma di quella parliamo nei prossimi giorni: mi ha fatto venire voglia di storie _vere_ di grandi canzoni _vere_ (canzoni _vere_ che erano la parte musicale migliore della serie, ricca anche di inadeguate canzoni scritte invece apposta: stavo per dire "originali", ma in una serie in cui ci sono sia canzoni degli anni Settanta che canzoni nuove inedite e scritte apposta, quali chiamereste "originali", nelle ambigue accezioni che diamo alla parola?). >> >> Comunque, saltando di palo in frasca e di genere in genere nei suddetti documentari - ma con elementi impensati di continuità, come [quando ](<https://x.ilpost.it/imgproxy/img/779459674/Screenshot+2023-08-31+alle+10.18.23.jpg>)ho visto Eric Clapton attribuirsi il merito della svolta disco dei Bee Gees, o Gordon Lightfoot celebrare le capacità di Drake, o Donna Summer che da ragazza voleva essere Janis Joplin, o Bono che iniziò la sua carriera dal vivo cantando _Show me the way_ di Peter Frampton - sono arrivato a certe cose meravigliose della West Coast degli anni Settanta, come il disco di Crosby, Stills e Nash che si chiamò _CSN_ e che avevo trascurato da molto tempo. Riconoscendo anche in questo caso una sintonia tra cose apparentemente lontane: tre cantanti maschi capaci di varie cose stupende coi coretti, come i Bee Gees negli stessi anni. >> >> E arrivo a oggi, e a questo disco di Syml uscito all'inizio dell'anno. Lui il nome lo scrive con tutte maiuscole, ma io ho delle resistenze a far prevalere criteri tipografici nella scrittura: non è neanche una sigla, ma una parola gallese che usa come nome d'arte per ragioni di genealogia, essendo lui invece del nordovest degli Stati Uniti (i formidabili nomi gallesi, pieni di consonanti, di elle e di ipsilon: ho un amico che si chiama Gwlym). Ha 40 anni e questo è il suo secondo disco, dedicato alla malattia e alla morte di suo padre ( _Sweet home_ è una sweet home finale). Ma ha i coretti, e molte cose anni Settanta, benché i coretti in questo caso siano spesso prodotti da lui solo, con registrazioni e sovrapposizioni: salvo la partecipazione di qualche ospite illustre, come Guy Garvey degli [Elbow](<https://www.ilpost.it/2020/05/27/le-canzoni-27-maggio-2020/>). > Un'altra dimostrazione di due cose: che non si inventa più niente, e che si possono fare ottime cose anche senza inventare più niente. >> >> [**Sweet home**](<https://open.spotify.com/track/6gxWNvzbOJnSFqU0GlzHPR?si=45508add8827495e>)su Spotify > [**Sweet home**](<https://music.apple.com/it/album/sweet-home/1600863684?i=1600863685>)su Apple Music > [**Sweet home**](<https://youtu.be/vSvw2-8cn98>)su YouTube *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Una canzone di Syml
Obama: chiudere Guantanamo e limitare droni
I giornali di oggi si occupano ancora in apertura degli effetti del voto di domenica per le elezioni europee: la maggior parte titola sulla conferenza stampa di ieri di Matteo Renzi, che ha annunciato di voler accelerare il cammino delle riforme in Italia e di voler dare un ruolo maggiore all'Italia in Europa, mentre Repubblica sottolinea il successo del PD anche nelle elezioni amministrative, il Giornale e Libero analizzano le ragioni della sconfitta di Forza Italia, e la Padania celebra il successo elettorale della Lega di Salvini. I quotidiani sportivi danno per certa la scelta di Pippo Inzaghi come nuovo allenatore del Milan per sostituire Seedorf. [ ](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/stampa-710/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/stampa-710/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/corriere_della_sera-667/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/repubblica-802/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/sole_24_ore-233/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/messaggero-717/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/unita-772/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/giornale-656/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/manifesto-610/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/osservatore_romano-520/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/fatto-408/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/libero-863/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/secolo_xix-622/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/tempo-372/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/europa-497/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/padania-592/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/mf-287/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/gazzettino-582/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/lacittadisalerno_salerno-532/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/iltirreno_livorno-645/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/gazzetta_del_mezzogiorno-445/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/lanuovasardegna_sassari-638/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/giornale_di_sicilia-149/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/ilcentro_pescara-649/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/ilpiccolo_trieste-644/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/leggo-206/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/messaggeroveneto_udine-645/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/mattinopadova_padova-639/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/lanuovaferrara_ferrara-643/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/gazzetta_dello_sport-601/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/corriere_dello_sport-657/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/tuttosport-936/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/05/27/le-prime-pagine-oggi-183/romanista-255/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Le prime pagine di martedì 27 maggio 2014
Con Bobbio, illuminati dal “lumicino della ragione”
Come si suol dire‭ “‬a bocce ferme‭”‬,‭ ‬qualche considerazione inattuale sull’aumento del consenso razzista alla Lega Nord,‭ ‬vale la pena spenderla.‭ ‬I risultati numerici delle ultime regionali dicono che la Lega Nord è stato l’unico partito ad aumentare i propri voti:‭ ‬+402.584‭ ‬rispetto a quelli delle elezioni politiche‭ (‬2013‭) ‬e‭ ‬+256.803‭ ‬rispetto alle Europee.‭ ‬Altro dato:‭ ‬il partito di Salvini ha riportato buone affermazioni soprattutto nelle regioni‭ “‬rosse‭”‬,‭ ‬aree in cui in precedenza era assai meno forte.‭ ‬In particolare,‭ ‬dal‭ ‬2014‭ ‬a oggi i consensi in Toscana e Umbria appaiono triplicati,‭ ‬nelle Marche raddoppiati.‭ ‬L’unica contrazione rispetto al‭ ‬2014‭ (‬-9,7%‭) ‬si è registrata nel Veneto,‭ ‬dove però,‭ ‬c’è stato l’effetto catalizzatore della lista‭ “‬del presidente‭” ‬collegata a Zaia,‭ ‬beneficiato soprattutto per la sua‭ “‬identità‭” ‬veneta più gradita in una regione sempre assai poco legata alla direzione‭ “‬lumbard‭” ‬della Lega.‭ ‬In Francia qualcosa di analogo si era già visto con l’ascesa del Front National,‭ ‬ma a fronte di questi dati,‭ ‬a sinistra,‭ ‬si sono spese molte analisi,‭ ‬tutte comunque accomunate dal tentativo di‭ “‬ridimensionare‭” ‬il fenomeno leghista‭; ‬sottovalutando tra l’altro‭ – ‬evidenza non secondaria‭ – ‬che ad essere premiata è stata la Lega peggiore:‭ ‬quella che ormai ha completamente soppiantato col razzismo le tematiche politiche che,‭ ‬pur approssimativamente,‭ ‬in passato aveva portato avanti‭ (‬federalismo,‭ ‬secessione,‭ ‬devolution,‭ ‬etc‭)‬,‭ ‬al punto da non avere più problemi a rivendicare parole d’ordine nazionaliste e tricolorate come‭ “‬Prima gli Italiani‭!”‬. La prima tesi è che si sarebbe trattato di un‭ “‬effetto mediatico‭”‬,‭ ‬ossia dovuto alla sovraesposizione televisiva di un personaggio come Salvini,‭ ‬segretario fino a poco tempo fa ritenuto del tutto insignificante.‭ ‬Sicuramente,‭ ‬la sua costruzione a tavolino‭ ‬-‭ ‬come opportunamente sottolineato da Wu Ming‭ – ‬è stata un capolavoro:‭ ‬da un momento all’altro‭ “‬Salvini‭” ‬è apparso nei giornali e nelle tv‭ – ‬e non ne è mai più uscito‭ – ‬interpretando il ruolo di un leader del centrodestra su misura per far vincere Renzi ancora per un po‭’‬,‭ ‬cannibalizzando i resti di Forza Italia.‭ ‬D’altronde la funzione è stata ammessa dalla stesso Renzi quando ha detto:‭ “‬Fuori dal Pd l’alternativa è Salvini e il centrodestra‭”‬,‭ ‬confermando quanto torni utile l’esistenza dell’altro Matteo con la felpa. Detto questo,‭ ‬però,‭ ‬ridurre semplicemente la sua‭ “‬rappresentatività‭” ‬in considerevoli settori dell’elettorato‭ – ‬anche in regioni e città tradizionalmente‭ “‬di sinistra‭” ‬e in quartieri a composizione popolare‭ ‬-‭ ‬ad una questione pubblicitaria appare francamente elusivo.‭ ‬Così come lo è sostenere che nel serbatoio leghista sarebbero confluiti‭ “‬soltanto‭” ‬voti di destra,‭ ‬centrodestra ed estrema destra che in passato avevano scelto altri simboli,‭ ‬non escluso quello del Movimento‭ ‬5‭ ‬Stelle. Tali teorie non convincono,‭ ‬soprattutto se si ascolta la famosa‭ “‬narrazione‭” ‬che prevale per strada,‭ ‬sui bus,‭ ‬nei negozi,‭ ‬nei treni e,‭ ‬purtroppo,‭ ‬sui posti di lavoro attorno alla cosiddetta‭ “‬emergenza‭” ‬immigrati o,‭ ‬peggio ancora,‭ ‬al‭ “‬problema‭” ‬rom.‭ ‬Luoghi comuni xenofobi‭; ‬dicerie come quella dei‭ ‬35‭ (‬o‭ ‬40,‭ ‬50,‭ ‬70…‭) ‬euro al giorno regalati ad ogni immigrato‭; ‬pregiudizi e stereotipi razziali‭; ‬infondate asserzioni sul presunto furto di case,‭ ‬lavoro,‭ ‬asili,‭ ‬etc.‭ ‬da parte dei‭ “‬non italiani‭”; ‬cinismo astioso che,‭ ‬in rete,‭ ‬esulta persino sui bambini morti se‭ “‬negri‭” ‬o‭ “‬zingari‭”‬:‭ ‬è una melma che sale e non soltanto dalle fogne nazifasciste.‭ ‬Una melma trasversale ai partiti,‭ ‬sicuramente non confluita unicamente nel voto alla Lega o ai Fratelli della Meloni e che,‭ ‬come ogni inquinamento culturale ed etico,‭ ‬è destinato a permanere pure dopo una sua futura flessione.‭ ‬Di fronte a tale allarmante sintomatologia si preferisce glissare,‭ ‬pure in contesti di movimento nominalmente‭ “‬anticapitalismo‭”‬,‭ ‬magari nella convinzione che il razzismo sia solo di stato oppure il riflesso delle politiche discriminatorie di un governo,‭ ‬una conseguenza fisiologica della crisi o finanche la conferma delle analisi marxiste delle contraddizioni frutto dell’esistenza del famoso‭ “‬esercito industriale di riserva‭”‬,‭ ‬rimandando quindi all’avvenire la risoluzione di un problema ritenuto‭ “‬sovrastrutturale‭”‬.‭ ‬Altri ancora,‭ ‬ancor più opportunisticamente,‭ ‬pur consci che le pulsioni razziste nei settori popolari sono in crescita,‭ ‬non ritengono conveniente affrontarlo direttamente,‭ ‬in quanto sarebbe troppo difficile e,‭ ‬appunto,‭ ‬risulterebbe impopolare‭; ‬per cui,‭ ‬si fa finta di non sentire,‭ ‬e magari si arriva a compiacere atteggiamenti individuali e collettivi che dovrebbero invece trovare subito un argine,‭ ‬in quanto tale deresponsabilizzazione e condiscendenza sono un boomerang ad alta pericolosità per i percorsi di lotta,‭ ‬emancipazione e solidarietà di classe.‭ ‬Sovente,‭ ‬alla base di certi arretramenti e rimozioni,‭ ‬vi si è la convinzione idealistica attorno ad un proletariato di per sé immune all’ideologia razzista e ai veleni della discriminazione‭ (‬compresa quella sessista‭); ‬purtroppo,‭ ‬così non è mai stato.‭ ‬Basti ricordare i linciaggi,‭ ‬veri riti pubblici di odio razziale per cementare le comunità,‭ ‬di cui fecero le spese centinaia di immigrati italiani negli Stati Uniti,‭ ‬a cavallo tra Ottocento e Novecento,‭ ‬o la strage di Aigues-Mortes nel‭ ‬1893‭ ‬quando una folla di operai e disoccupati francesi massacrò almeno una decina di italiani‭ (‬17‭ ‬i dispersi‭) ‬che lavoravano nelle saline:‭ ‬un eccidio durante cui comparvero tra gli aggressori anche bandiere e parole d’ordine‭ “‬rivoluzionarie‭”‬.‭ ‬Ma,‭ ‬anche,‭ ‬ricordando un po‭’ ‬la storia italiana,‭ ‬l’impietoso razzismo degli operai settentrionali nei confronti dei meridionali,‭ ‬dei‭ “‬terroni‭”‬,‭ ‬che giungevano nei centri industriali del Nord negli anni Sessanta,‭ ‬in un periodo quindi non di crisi ma di boom economico.Purtroppo,‭ ‬il nazionalismo‭ (‬magari a partire dalla difesa del Made in Italy‭) ‬in questi decenni ha fatto molti danni,‭ ‬penetrando anche nella classe lavoratrice e producendo nefaste contrapposizioni tra salariati‭ “‬autoctoni‭” ‬e‭ “‬stranieri‭”‬,‭ ‬per non parlare nel vero e proprio odio che colpisce gli ultimi tra gli ultimi,‭ ‬ossia rom e sinti che sono talvolta costretti a nascondere la propria appartenenza nei luoghi di lavoro.‭ ‬Nei loro confronti agisce una miscela particolarmente venefica che,‭ ‬assieme al rifiuto etnico,‭ ‬somma l’avversione produttivista nei confronti di chi non ama il lavoro salariato‭ (‬e lo sfruttamento‭)‬,‭ ‬già elemento centrale dell’ideologia staliniana non meno di quella capitalista.‭ ‬Riconoscere quindi il razzismo e combatterlo anche in seno alle classi popolari diventa quindi elemento centrale del conflitto contro il dominio:‭ ‬la sua coniugazione con la rivendicazione dell’uguaglianza e della libertà non è rinviabile ad un altro tempo,‭ ‬non tanto per scongiurare perdite di voti a sinistra,‭ ‬ma per disinnescare ulteriori guerre tra poveri.‭ ‬I nemici di altri sfruttati sono a tutti gli effetti nemici dell’umanità e,‭ ‬su tale confine,‭ ‬si definisce ancora la differenza tra asservimento e consapevolezza di classe. Osservatorio anti-discriminazioni
Razzismo di stato e razzismo popolare -
La confusione su Sakineh
>> >> Ehi voi! Siamo nel Rinascimento… Scusate se non mi presento, ma ora proprio non ho tempo: non ho sentito i rintocchi delle **campane** all’alba e sono in **ritardo**! Da quando ho cominciato a fare il **garzone** nella bottega di Benozzo non mi è mai capitato di far tardi. Be’, è vero, in effetti sono passati solo pochi mesi, dal giorno in cui ho compiuto otto anni. È stato allora che mio babbo Battista, un **orafo** , ha deciso di mandarmi a bottega dal suo amico [pittore](<https://www.focusjunior.it/scuola/arte/fj-lab-adi-disegno-i-cerchi-concentrici-di-kandinsky-video/>) perché imparassi il[ mestiere](<https://www.focusjunior.it/giochi/lavoretti/lavoretti-con-la-carta/i-trucchi-del-mestiere-come-realizzare-unoriginale-carta-tematica/>). Lui sa quanto mi piace disegnare e, dopo due anni di [scuola](<https://www.focusjunior.it/focus-scuola/documentare-e-importante/>), non aspettavo altro. Per questo, non mi importa se adesso non ho più tempo per giocare a palla o a far la guerra come quei bambini laggiù: io ormai sono un adulto. >> >> **BOTTEGAI E ARTISTI NEL RINASCIMENTO** >> >> In piazza San Giovanni alzo gli occhi verso l’ **enorme cupola** **del Brunelleschi** : ne parlano tutti a [Firenze](<https://www.focusjunior.it/video/curiosita/10-cose-sugli-orologi/>), ma oggi non posso fermarmi a **chiacchierare** con gli operai. Sono quasi in piazza del **Mercato Vecchio** , posso già sentire il rumore dei **carri** , il vociare dei **bottegai** , dei **[mercanti](<https://www.focusjunior.it/news/10-cose-che-forse-non-sai-sui-soldi/>)** , dei **frati** che predicano e della gente che li ascolta. Anche i vicoli stretti del centro cominciano ad animarsi e devo farmi largo a gomitate tra le donne e le loro sporte: tutto sudato, eccomi alla bottega del mio maestro. Appena in tempo! Apro i battenti, metto da parte i sacchi di [grano](<https://www.focusjunior.it/scuola/scienze/agricoltura-che-cose-e-perche-e-cosi-importante/>) e la botte di [vino](<https://www.focusjunior.it/scuola/storia/dei-dell-olimpo-della-grecia-antica/>) che ieri ha ricevuto come **pagamento** per un ritratto e, poi, per un attimo mi fermo incantato a guardare la tela a cui sta lavorando: solo tra alcuni anni potrò dirmi suo **discepolo** , ma ce ne vorranno almeno altri 10 per diventare maestro e aprire una mia **bottega**. Dietro di me qualcuno si schiarisce la voce: «Piero di Battista!». Mi giro di soprassalto: è il maestro, sorride. «Vai dallo [speziale](<https://it.wikipedia.org/wiki/Speziale>) a comprarmi dell’ **olio** di **lino** e i **semi** di [robbia](<https://it.wikipedia.org/wiki/Rubia>), ragazzo. Oggi mi preparerai un po’ di [**colore**](<https://www.focusjunior.it/scuola/arte/qual-e-il-tuo-colore-preferito-2/>)». Prendo le **monete** e corro in strada: sono felice, adoro la spezieria coi suoi **odori** misteriosi e pungenti e tutti quei vasi e **alambicchi** in ordine sugli scaffali. Decido di prendere la strada che passa di fronte al **forno** : che profumo. Il **pane** senza **sale** : non c’è niente di più buono. >> >> **MODA DEL 400 DURANTE IL RINASCIMENTO** >> >> Mentre torno in **bottega** , non posso non notare un gruppo di ragazzi **vestiti** alla **moda** : sicuramente sono dei ricconi. Anche se la **casacca** mi va grande e la mia larga **calzamaglia** di lana pizzica e mi scende, non farei mai cambio con la loro **giacchetta** corta e con quella zamaglia attillata, con le gambe di colore diverso. Ok, sarò sincero: vorrei anch’io un **mantello** e gli **stivaletti** di pelle alti fino al polpaccio, ma aspettate che diventi un grande pittore e vedrete! Appena rimetto piede in bottega, le [campane](<https://www.focusjunior.it/scienza/curiosita-scientifiche/perche-quando-ci-annoiamo-il-tempo-non-passa/>) suonano due volte. La mattina è volata: sono le 11, ora di pranzo. Vado a divorare **pane** e **uovo** sodo sulle scale di una chiesa. Davanti a me due ragazzi giocano al **civettino** : a turno uno blocca il piede dell’altro e poi volano i ceffoni. È davvero divertente. >> >> **PER IL ROSSO, SEMI TRITATI** >> >> Il pomeriggio scorre tranquillo in bottega: il maestro **dipinge** e chiacchiera con gli **amici** che vengono a trovarlo, mentre io preparo i **colori** , un **compito** molto importante. Macinando bene nel **pestello** i semi opachi della robbia ottengo un **rosso** brillante, che poi mescolo con l’olio di lino: Benozzo è soddisfatto. Quando ho finito, un’ora prima del tramonto, mi fa cenno che posso andare: è un po’ prima del solito, così decido di farmi un giretto. Arrivo in piazza Santa Croce e… non ci posso credere: una partita di [calcio](<https://www.focusjunior.it/news/da-palloncino-a-pallone-da-calcio/>)! In campo ci sono 54 **giocatori,** divisi in due squadre. Decido in un attimo: mi fermo a tifare. E pazienza se mia madre mi farà saltare la cena. >> >> **RINSCIMENTO: UN 'ESPLOSIONE DI ARTE E CULTURA** >> >> All'inizio del XV secolo, ma secondo alcuni storici già nella seconda metà del Trecento, a Firenze artisti e intellettuali misero in discussione la vecchia cultura medioevale. Decisero di recuperare le antiche opere d’epoca classica per reinterpretarle a modo loro: iniziò così il Rinascimento, un periodo caratterizzato dall’arte e della cultura che, dalla Toscana, si diffusero nel resto d’Europa, sopravvivendo fino alla fine del XVI secolo. Tra i più famosi pittori, scultori, architetti e letterati rinascimentali ci furono Filippo Brunelleschi, **Masaccio** , **Donatello** e **Benozzo Gozzoli** , **Beato Angelico** , **Bramante** , **Antonello da Messina** e **Andrea Mantegna** , **Leon Battista Albert** i, **Raffaello** , **Michelangelo** , **[Leonardo da Vinc](<https://www.focusjunior.it/scuola/storia/leonardo-da-vinci-vita-e-misteri-dell-artista/>)i** e **Botticelli**. Nel 1461, l’anno in cui si svolge il nostro racconto, regnava su Firenze Cosimo de’ Medici: fu però sotto la guida di suo nipote Lorenzo, detto il [Magnifico](<https://www.focusjunior.it/scuola/storia/personaggi/chi-era-lorenzo-il-magnifico/>), tra il 1469 e il 1492, che la città raggiunse il suo massimo splendore. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Un tuffo nella Storia: 24 ore nel Rinascimento
Cos'è davvero una “città 30”
Sono **213** i casi di [morbillo segnalati dal 1° gennaio al 31 marzo](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/17/identificata-in-italia-nuova-variante-di-morbillo-che-sfugge-ai-test-molecolari-5-casi-nella-citta-di-milano/7450127/>). Di cui **181** , cioè **l '85%** confermati. Il **2024** segna un incremento e a confermalo è **l 'Istituto superiore di sanità** nell'ultimo bollettino curato dalla **sorveglianza epidemiologica nazionale su morbillo e rosolia**. A gennaio, **34** sono state le infezioni notificate, **96** nel mese di febbraio e **86** a marzo. Mentre quasi **9 contagiati su 10 (88,2%)** non risultavano vaccinati. Sul totale dei casi di morbillo registrati da inizio 2024 fino alla fine di marzo, **18 sono importati**. E rappresentano l' **8,4%**. Il **68%** dei contagi, cioè **146 sul totale di 213** , è stato segnalato da tre regioni: **Lazio** (che riporta l'incidenza più alta), **Sicilia** e **Toscana**. Mentre l'età media degli infettati è pari a **31 anni** , ma incidenza elevata è stata riscontrata anche tra coloro che hanno un'età **da 0 a 4 anni** : sono 11 i contagiati che avevano meno di un anno di età. La trasmissione, inoltre, è avvenuta in ospedale in **20 casi** (11 i casi tra gli operatori sanitari). Mentre il **26,3%** , corrispondente a **56 casi** , ha riportato almeno una complicanza, inclusi **23 casi** di **polmonite** e un caso di **encefalite** in un giovane adulto, non vaccinato. Nello stesso periodo non sono stati segnalati casi di rosolia. "I dati confermano che purtroppo in questo 2024 è partita **un 'epidemia** - dice **Matteo Bassetti** , primario di Malattie infettive del policlinico San Martino di Genova - abbiamo numeri significativi, **213 casi in 3 mesi** , rispetto al 2023 con pochi casi. È solo l'inizio, il peggio deve arrivare e temo che sarà a cavallo **dell 'estate**". E sulla malattia, Bassetti mette in guardia: "Mi colpisce che **nessuno si preoccupi** per le complicazioni, non è una malattia tranquilla e gestibile, **se la prendi in età adulta può essere grave** ". E quindi come muoversi? "La **vaccinazione** è lo strumento di protezione che il **Servizio sanitario nazionale** deve mettere in campo. Non è più iniziativa del singolo, ma serve **l 'intervento dello Stato** che deve tutelarsi con le vaccinazioni". Stessa strada, quella della vaccinazione, consigliata anche da **Fabrizio Pregliasco** , docente dell'università Statale di Milano: "Non vedo altra opzione. C'è la necessità di **promuovere campagne** per ripristinare la protezione vaccinale". E commentando l'ultimo bollettino diffuso dall'Istituto superiore di sanità, Pregliasco aggiunge: "Serve **informazione** e un **impegno** proattivo da parte dei Dipartimenti di prevenzione. Una chiamata alla vaccinazione per le categorie a più alto rischio di contagio". *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
Morbillo, boom di casi nel primo trimestre 2024: l'Iss ne segnala 213. Bassetti: "È iniziata l'epidemia e il peggio deve arrivare"
Il calcio ai tempi del solleone
>>> >>> Intervenendo sulle polemiche leghiste intorno alle legge per Roma Capitale, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha detto oggi: >>> >>>> «Milano è sicuramente Capitale economica d'Italia. Non è nostra volontà mettere in discussione il suo ruolo di leadership e non è nostra intenzione mettere in discussione i ruoli delle altre città italiane» *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Alemanno: «Milano è sicuramente Capitale economica d'Italia. Non è nostra volontà mettere in discussione il suo ruolo di leadership»
La nuova strategia di BuzzFeed per fare soldi
>>> >>> Il paradossale e provocatorio racconto degli aquilani che non vogliono abbandonare le loro splendide case in periferia costruite nel dopo terremoto per tornarsene in centro, tra tutti quei palazzi vecchi pieni di storia, affreschi e cultura. Il video è stato realizzato dal Centro di Servizio per il Volontariato dell'Aquila. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Tutti 'sti palazzi vecchi
L’opera più costosa del PNRR
> > Il Regno Unito [ha trovato](<https://www.gov.uk/government/news/eea-efta-separation-agreement>) un accordo con Norvegia, Islanda, [Svizzera](<https://www.gov.uk/government/news/swiss-citizens-rights-agreement>) e Liechtenstein per proteggere i diritti dei reciproci cittadini una volta che il Regno Unito avrà lasciato l'Unione Europea. Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein non fanno parte dell'UE ma hanno aderito nel corso degli anni a diversi trattati europei, tra cui il trattato di Schengen che garantisce la libera circolazione delle persone sul territorio europeo. Questo accordo in larga parte ricalca [quello negoziato](<https://www.ilpost.it/2018/11/15/accordo-brexit-2/>) dal Regno Unito con l'Unione Europea (ma non ancora ratificato dal Parlamento britannico). Una volta terminato il periodo di transizione, i cittadini britannici che vivono in uno di questi paesi – e quelli norvegesi, islandesi, svizzeri e del Liechtenstein che si trovano nel Regno Unito – godranno praticamente degli stessi diritti di cui godono ora. > >> Today we have published agreements with Norway, Iceland, and Liechtenstein and with Switzerland on protecting citizens’ rights and resolving withdrawal issues as the [#UK](<https://twitter.com/hashtag/UK?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw>) exits the [#EU](<https://twitter.com/hashtag/EU?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw>). >> >> 🇳🇴 🇮🇸 🇱🇮🇨🇭 >> >> ➡️ <https://t.co/EUwNgVTA07> >> >> ➡️ <https://t.co/8JfXC8HVsd> [pic.twitter.com/rtQK8sYcY1](<https://t.co/rtQK8sYcY1>) >> >> -- Department for Exiting the EU (@DExEUgov) [December 20, 2018](<https://twitter.com/DExEUgov/status/1075701943643836417?ref_src=twsrc%5Etfw>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Il Regno Unito ha trovato un accordo anche con Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein per il dopo Brexit
Montenegro: i sopravvissuti
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Si è trovato un accordo sul nuovo capo della WTO
> > Centinaia di persone [sono state arrestate](<https://www.bbc.com/news/world-asia-india-50833361>) in India durante le proteste contro una [nuova controversa legge sulla cittadinanza](<https://www.ilpost.it/2019/12/11/india-legge-cittadinanza-migranti-irregolari-approvata/>) che dovrebbe facilitare la regolarizzazione degli immigrati non musulmani provenienti da Pakistan, Bangladesh e Afghanistan. È stata approvata l'11 dicembre e da allora ci sono proteste, marce e scontri quotidiani con la polizia, da parte di sostenitori dei diritti umani, studenti, semplici cittadini che sostengono sia discriminatoria verso gli oltre 200 milioni di musulmani del Paese e volta a promuovere il nazionalismo indù. La legge è difesa dal partito al governo, il Bharatiya Janata Party (BJP), che è nazionalista induista e che sostiene che proteggerà le persone da persecuzioni e discriminazione. > > La polizia ha negato il permesso a molte dimostrazioni, che si sono comunque tenute a Bangalore, Hyderabad, Mumbai, Delhi e in molte città dell'Uttar Pradesh. Sono stati arrestati anche Ramachandra Guha, importante storico e critico del governo, a Bangalore, e il noto attivista per i diritti umani Yogendra Yadav, a Delhi. > >> [Il parlamento indiano ha approvato una controversa legge per facilitare la cittadinanza a immigrati non musulmani](<https://www.ilpost.it/2019/12/11/india-legge-cittadinanza-migranti-irregolari-approvata/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Centinaia di persone sono state arrestate in India nelle proteste contro la nuova legge di cittadinanza
Il caso PRISM in 10 punti
>> >> Sabato sera a Torino ci sono stati scontri tra la polizia e gruppi di anarchici durante la manifestazione in solidarietà con [Alfredo Cospito](<https://www.ilpost.it/tag/alfredo-cospito/>) e contro il regime detentivo del [41-bis](<https://www.ilpost.it/2023/01/30/come-si-vive-al-41-bis/>) a cui è sottoposto, per la revoca del quale sta conducendo uno sciopero della fame da oltre 4 mesi. Il corteo degli anarchici era partito alle 18 da piazza Solferino per poi proseguire nelle vie del centro città, inizialmente in maniera ordinata: in oltre due ore di guerriglia, i manifestanti hanno bruciato cassonetti, lanciato sassi contro le vetrine dei negozi, danneggiato auto, divelto cartelli stradali e imbrattato chiese e monumenti. La polizia è intervenuta usando gas lacrimogeni, a cui i manifestanti hanno risposto con lanci di petardi e bottiglie. >> >> [ ](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-9/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-2/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-3/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-4/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-6/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-7/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-11/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/anarchici-torino-5/>) [](<https://www.ilpost.it/2023/03/05/torino-scontri-anarchici-polizia-durante-manifestazione-alfredo-cospito/torino-anarchici/>) >> >> Secondo le prime ricostruzioni, gli anarchici che stavano partecipando al corteo in solidarietà di Cospito erano più di mille, provenienti anche da altri paesi europei, come Spagna, Grecia e Germania. _La Stampa_ scrive che dopo gli scontri la polizia ha arrestato cinque persone, identificandone in totale circa 200. Negli scontri sono rimasti feriti due agenti. >> >> Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha condannato la violenza e quelli che ha definito «gli inaccettabili atti di vandalismo attuati dagli anarchici», mentre Chiara Appendino, ex sindaca della città, [ha scritto](<https://twitter.com/c_appendino/status/1632126221445214208?s=20>) su Twitter che «Questa non è la manifestazione di un pensiero, è una guerriglia intollerabile e incivile». *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Gli scontri tra anarchici e polizia a Torino
Cosa c'è stasera in TV
La generazione nata in Romania a ridosso del 1989, quello che non sanno del loro passato, quello che vogliono per il loro futuro. Un reportage scritto da Osservatorio per lo speciale di Diario dedicato ai vent'anni dalla caduta del muro di Berlino, in edicola nel numero di ottobre 07/10/2009 -  Davide Sighele ,  Francesco Martino Bucarest Una casetta bifamiliare non lontana dalla Gara de Nord, la principale stazione ferroviaria di Bucarest. Cancello basso, nel giardino dei vicini si intravedono gli attrezzi per l'orto. La galleria d'arte «Andreiana Mihail» si stringe in quattro stanze, pareti bianche e pavimento in parquet. Fuori bambini che giocano per strada, qualche passante torna a casa dal lavoro con le borse della spesa. Mihai ci accoglie sulle scale, movimenti leggermente dinoccolati, barba di qualche giorno, felpa con cappuccio e mani in tasca. Dopo aver studiato arte ha trovato lavoro in questa piccola galleria, che dà spazio alle opere di artisti rumeni contemporanei, e che ora espone una mostra monografica sui venti anni dal 1989, anno del crollo del Muro e della fine sanguinosa del regime comunista di Nicolae Ceausescu. Le aspettative di allora, le delusioni, ma anche vent'anni di cambiamenti. Vai al dossier Il lungo 89 "Avevo quattro anni quando è scoppiata la rivoluzione. Se il comunismo non fosse finito, o se la rivoluzione avesse tardato di qualche anno, sarei stato come uno di questi bambini, anch'io un piccolo pioniere di regime. E' un pensiero che mi spaventa", racconta Mihai mostrando una foto dai toni ingialliti, inserita in uno dei pannelli in esposizione. La gatta dei vicini gli si strofina sorniona contro le scarpe, Mihai accenna appena un sorriso e si avvicina al pannello successivo. "Questo è di Ion Grigorescu. Artista e calciatore. Portiere, per essere precisi. Anche tra i pali, a modo suo, un dissidente: stava sempre lì ad allacciarsi gli scarpini e prendeva dei goal assurdi". Una lunga successione di foto. Volti assorti, ritratti di famiglia, tutto immerso in un silenzio profondo e innaturale. Il tutto ornato di cartelli stradali, divieti soprattutto. "Era il suo modo di dire che la censura arrivava in casa di ognuno, anche nei luoghi più intimi". Vai al sito di Diario Di pannello in pannello, l'arte lascia lentamente spazio all'esperienza personale. "Io sono guidato dai principi del capitalismo, penso che ognuno debba avere a seconda di quanto lavora. Mio padre è una via di mezzo, scherza sul passato, ma in fondo ha nostalgia. Con lui non parliamo quasi mai del periodo comunista, o della rivoluzione, perché alla fine finiamo sempre per litigare". In Romania, a vent'anni di distanza, gli eventi del 1989 continuano a far parlare, a dividere la società e le generazioni. Il cambio di regime, a Bucarest, fu il più cruento di tutta l'Europa orientale. Iniziò con le proteste di piazza di Timisoara, nella regione occidentale del paese, il 16 dicembre 1989. Il 22 Ceaucescu e sua moglie fuggirono da una Bucarest già scossa da pesanti scontri nelle strade della città. Tre giorni dopo, le immagini della loro esecuzione, arrivata dopo un processo sommario, fecero il giro del mondo. Neanche l'uscita di scena di Ceausescu, però, riuscì ad evitare la morte di centinaia di persone, vittime di scontri la cui reale natura è rimasta fino ad oggi avvolta nel dubbio, tanto che sono molti a sostenere che piuttosto che di rivoluzione (o parallelamente a questa) bisognerebbe parlare di colpo di stato interno allo stesso regime comunista. "C'era senza dubbio una gioia diffusa e visibile. Poi, naturalmente, arrivò la confusione legata alla comparsa dei misteriosi 'terroristi', le sparatorie e i morti, la 'piccola guerra civile' per le strade della città, ancora oggi circondata da un alone di mistero". Mircea Vasilescu, uno dei più stimati intellettuali e analisti politici rumeni, caporedattore della rivista 'Dilema veche', racconta quei giorni con voce misurata, pesando ogni parola. "Chi provocò gli oltre mille morti che segnarono la rivoluzione? Chi erano i terroristi? Perché nessuno di loro è mai stato individuato? Non c'è nessuna conclusione o verità ufficiale su quanto accaduto allora", ricorda Vasilescu. Il problema, secondo il caporedattore di "Dilema Veche", ma anche molti altri intellettuali, è che oggi la società rumena ha accantonato e rimosso gran parte delle domande relative ai convulsi giorni del dicembre 1989. Nel paese non si è arrivati a nessuna interpretazione veramente condivisa, e restano visioni polarizzate e distanti su quegli eventi. Tutto questo, naturalmente, si riflette nella difficoltà delle istituzioni nell'elaborare e raccontare ai giovani quegli avvenimenti e l' esperienza complessiva del regime comunista. Una ricerca condotta nel 2006 dalla storica Mirela Murgescu tra gli studenti delle scuole superiori, ha evidenziato due dati importanti: i giovani hanno conoscenze frammentarie e imprecise di quanto accaduto nell'89 e la fonte primaria di informazione non è la scuola, e nemmeno i mass media, ma le storie ascoltate in famiglia. "Nessuno è mai venuto a dirci: bene, ora vi racconto cos'era il comunismo e cos'è successo nel 1989. Quello che so non lo devo certo alla scuola, ma ai miei genitori". Capelli lunghi raccolti a coda, pizzetto e sguardo intenso, Adrian si è dato appuntamento con i suoi colleghi della facoltà di Architettura dell'università di Bucarest nell'enorme parco Herastrau, polmone verde nel cuore della capitale. Davanti a lui, un cavalletto e un album, su cui ha segnato con la matita alcuni schizzi a mano libera. Un laboratorio estemporaneo per progettare in modo diverso la città e in particolare i suoi spazi pubblici. "A volte penso che per riprogettare alcuni quartieri di Bucarest non resti che fare tabula rasa", dice con un sorriso reso spavaldo dall'età. Il suo rapporto con l'eredità urbanistica del comunismo è di rifiuto. Quando racconta del folle disegno di Ceausescu, che ordinò di abbattere il quartiere più elegante di Bucarest per far posto al mostruoso Palazzo del Popolo, che domina con la sua figura ottusa il panorama della città, gli occhi gli si riempiono di una luce strana, quasi incredula. Anche il rapporto di Adrian con il presente però è critico e sfaccettato: "Oggi, a Bucarest, più che pensare allo spazio pubblico i progetti hanno l'unico scopo di fare ancora più spazio alle automobili". E se guarda al futuro, l'obiettivo è uno e uno soltanto: realizzare i propri sogni e le proprie potenzialità, a qualunque costo, qui o altrove. "Potrebbe sembrare un delirio di onnipotenza, ma credo che solo così posso dare qualcosa di importante anche agli altri". Presente, passato e futuro. «Niente è più prezioso del tempo» recita il Faust di Goehte. La frase, incisa su una larga insegna grigia, campeggiava nel mezzo di una delle pareti della galleria «Andreiana Mihail». "Ne erano pieni gli uffici pubblici - ci ha spiegato assorto Mihai - un modo per glorificare i grandi del passato, e inserire naturalmente Ceausescu tra le loro fila. In qualche modo però ora la mia generazione sta girando le spalle alla storia, a quella storia. Non vogliamo vedere grandi leader da nessuna parte". Al passato comunista sembrano interessati soprattutto i trentenni, chi ha vissuto parte della propria vita sotto il regime, e che ne conserva ricordi diretti, anche se vissuti con gli occhi dell'infanzia. Per la «generazione '89», invece, per i giovani dai 15 ai 24 anni che rappresentano oggi il 17 per cento della popolazione rumena, quel periodo sembra lontano, un passato remoto che non li tocca e su cui sentono di non aver molto da dire. Elena, è nata il 14 dicembre 1989, due giorni prima dell'inizio degli scontri di Timisoara, che diedero l'avvio alla rivoluzione. Sia lei che sua madre erano ancora in ospedale quando nelle strade della capitale si iniziò a sparare. Il padre veniva a far loro visita portando in tasca una pistola calibro 22. Elena oggi è all'ultimo anno delle superiori. "Se sono orgogliosa di essere nata nell'anno della rivoluzione? Non credo, per me è un anno come gli altri. Chi era Ceausescu? Un leader politico, nient'altro. In fondo, erano altri che decidevano per lui". Il «Conducator», come amava farsi chiamare il leader della Romania comunista, per i più giovani fa parte di un mondo lontano, incomprensibile e in qualche modo grottesco. "Mio figlio, che ha 16 anni, ride quando vede i filmati di Ceausescu. "Ma è ridicolo, come poteva quest'uomo essere un dittatore?", mi chiede tra l'incredulo e il divertito", racconta l'analista Vasilescu. I giovani rumeni della generazione '89, pur esprimendo un interesse a volte nebuloso per il passato sono concentrati sul proprio futuro. Da un lungo dossier curato nel 2005 da un gruppo di associazioni che si occupano di disagio giovanile in Romania, è emerso che nonostante manchino specifiche politiche dedicate a questa fascia d'età, la loro percezione del futuro rimane positiva. «I giovani rumeni sono pro-globalizzazione, anche perché non hanno idee chiare su cosa sia questa globalizzazione. Amano la Coca cola e McDonald's perché sono americani e percepiscono l'ambiente globale come un luogo da cui culturalmente, economicamente e socialmente ci sia più da guadagnare che da perdere», afferma Antonio Ciocian, uno dei ricercatori coinvolti nella ricerca. "Dopo il dicembre 1989 il nostro paese è stato in continua transizione" scrive Marian Rujoiu, curatore del dossier. "Per i giovani è molto difficile, devono abituarsi ad un contesto, assumerne i valori, ma quando lo fanno questi valori sono già mutati, perché tutto cambia in modo estremamente veloce. Ciononostante, esprimono posizioni ottimiste per quanto riguarda sia il lavoro sia il loro futuro ruolo sociale". Per rendersene conto, basta parlare con Andrei, anche lui nato nell'autunno del 1989. Andrei ha un blog, che è anche la sua grande passione. Quando ci incontriamo tira fuori un biglietto da visita su cui, sotto il suo nome, campeggia il titolo «blogger». L'ultimo commento postato è su un concorso di gaming, giochi di ruolo. Va in giro con una maglietta dai colori vivi, su cui è stampato a grandi lettere scure l'indirizzo del suo sito. "E' una passione, ma la mia famiglia mi sostiene, e non è detto che non ne salti fuori un lavoro. Tra vent'anni, dove mi vedo? A casa mia, con una grande famiglia e un business ben avviato. In Romania oppure all'estero, dipenderà dalle occasioni che mi si presenteranno". Intanto nel parco Herastrau si ripiegano i cavalletti e si raccolgono matite e squadre dalle panchine. Ilie sino ad allora in disparte, concentrato sul proprio progetto, alza lo sguardo e risponde dopo aver riflettuto con calma. "Vuoi sapere se è ancora vivo il comunismo? Di certo è vivo nell'amministrazione, nella mentalità sclerotica della burocrazia. Solo per poter disegnare in strada abbiamo dovuto chiedere tre autorizzazioni scritte a tre istituzioni diverse". "A volte penso che non ci sia una differenza così sostanziale tra comunismo e capitalismo", continua Ilie, seguendo il filo profondo dei propri pensieri, "oggi di certo stiamo meglio che sotto il regime, siamo liberi, ma se chiedi in giro cosa significhi davvero libertà, sono davvero in pochi quelli in grado di darti una risposta". «In fondo potremmo passare anni ed anni a chiacchierare del passato, dei nostri genitori, del comunismo", lo interrompe, con un moto di impazienza Mircea, occhi chiarissimi e un ciuffo ribelle a incorniciare un viso giovanissimo, quasi adolescente: "Oggi però siamo qui per parlare di spazio pubblico". Cerca un foglio pulito, rovista nella sua borsa di tela e ne estrae un pennarello nero. Schizza convinto la sezione di una strada, sui due lati due stretti marciapiedi e due persone che sembrano avere a malapena spazio per passeggiare. In mezzo un mare di automobili. "Questa è Bucarest oggi. Non c'è un'agorà, le persone non hanno spazi per parlare. Dobbiamo tornare a scambiare idee". Poi, però, quando gli si chiede cosa cambiare concretamente, i suoi occhi chiarissimi tradiscono un sottile imbarazzo, un leggero senso di spaesamento. Forse è lo spaesamento dei vent'anni, e non è diverso dai giovani volti che guardano muti dalle lapidi del cimitero monumentale di piazza Eroii Revolutiei, dove sono raccolte le spoglie di chi è rimasto ucciso nelle convulse giornate del dicembre 1989. Su ogni lapide un drappo di stoffa dai colori sbiaditi, quelli della bandiera rumena. Tanti fiori. Alcune donne si spostano silenziose tra le tombe. Schiene quotidianamente ricurve sul ricordo di mariti ma anche di figlie e figli. Quali fossero i sogni di quei giovani, Claudia, vent'anni appena compiuti, non sa dirlo con precisione: "Non credo però che siano morti invano. Hanno provato a cambiare le cose, anche se il cambiamento è avvenuto solo in parte, ma non è colpa loro. Non so nemmeno cosa ci sia nei cuori dei parenti delle vittime. In questi anni hanno posto molte domande, senza ottenere risposte. Ma devono continuare a domandare". //<![CDATA[ document.write('<fb:like href="http://www.balcanicaucaso.org/aree/Romania/Ceausescu-chi-47151"></fb:like>'); //]]> Hai pensato a un abbonamento a OBC Transeuropa? Sosterrai il nostro lavoro e riceverai articoli in anteprima e più contenuti. Abbonati a OBCT ! I commenti, nel limite del possibile, vengono vagliati dal nostro staff prima di essere resi pubblici. Il tempo necessario per questa operazione può essere variabile. Vai alla nostra policy Commenti Log in or create a user account to comment.
Ceausescu chi?
Il lampo gamma che nasce dall’ipernova
[Dopo l'arresto del governatore per corruzione](<https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/05/08/maxiretata-arrestato-toti-per-tuo-figlio-e-risolto-ora-una-mano-per-le-elezioni/7539988/>), sul regno di **Giovanni Toti** in Liguria si abbatte un'altra tegola giudiziaria. Con due sentenze gemelle depositate il 21 maggio, il **Tar** ha **annullato** il **decreto** del 10 ottobre scorso con cui il ministero dell'Ambiente, assecondando le richieste della Regione, aveva determinato al ribasso i **confini** del nuovo **Parco nazionale di Portofino** - istituito dalla legge di Bilancio 2017 - riducendolo a un'area di appena **1.512 ettari** , più o meno corrispondente all'attuale Parco regionale, che copre il territorio di soli **tre Comuni** : Camogli, Santa Margherita Ligure e Portofino. La nuova area protetta [sarebbe stata dunque un **francobollo**](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/18/il-parco-nazionale-di-portofino-sara-un-francobollo-altro-che-tutela-della-biodiversita/7355476/>), di gran lunga il più piccolo tra i 26 Parchi nazionali italiani. Il provvedimento del ministero era stato adottato in contrasto con la **proposta tecnico-scientifica dell 'Ispra** - l'ente pubblico per la protezione dell'ambiente - che invece aveva individuato una superficie di **5.363 ettari e 11 Comuni** , sette dei quali avevano fatto richiesta di adesione: Avegno, Camogli, Chiavari, Cicagna, Coreglia Ligure, Portofino, Rapallo, Recco, Santa Margherita Ligure, Tribogna e Zoagli. [ ](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/18/toti-e-le-aree-protette-dal-piano-casa-2015-allo-sviluppo-della-palmaria-storia-di-un-decennio-di-interventi-trasformati-in-speculazione/7551239/>) ###### Leggi Anche ### [Toti e le aree protette: dal piano casa 2015 allo sviluppo della Palmaria, storia di un decennio di interventi trasformati in speculazione](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/18/toti-e-le-aree-protette-dal-piano-casa-2015-allo-sviluppo-della-palmaria-storia-di-un-decennio-di-interventi-trasformati-in-speculazione/7551239/>) **Le motivazioni dell 'annullamento** - La scelta del governo era stata denunciata dagli ambientalisti come [uno smaccato favore ai cacciatori](<https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/05/08/maxiretata-arrestato-toti-per-tuo-figlio-e-risolto-ora-una-mano-per-le-elezioni/7539988/>), caldeggiato in particolare dalla Lega, che tra i suoi esponenti di vertice in Liguria ha il deputato **Francesco Bruzzone** , storico punto di riferimento delle associazioni venatorie. Così varie associazioni (Legambiente, Lipu, Wwf, Amici del monte di Portofino e Vas - Verdi Ambiente Società) si erano rivolte al giudice amministrativo. Che adesso dà loro ragione: le valutazioni dell'Ispra, si legge nelle sentenze, "sono state superate" dal governo " **in assenza** di decisivi **elementi istruttori tecnico-scientifici** di segno opposto, (…) ma soltanto in virtù di un’intesa amministrativa raggiunta con la Regione". Non solo: il decreto del ministero guidato da **Gilberto Pichetto Fratin** - ricorda il Tar - "ha annullato e sostituito d’ufficio", in autotutela, un precedente provvedimento di delimitazione provvisoria dei confini del Parco, emesso ad agosto 2021 dall'esecutivo Draghi - quando il ministro era Roberto Cingolani - seguendo le indicazioni dell'ente ambientale. Questa sostituzione, scrivono i giudici, è avvenuta al solo scopo di assecondare le richieste al ribasso di Regione Liguria, "senza dare atto né di eventuali vizi di legittimità che avrebbero afflitto l’atto ritirato, né di valide ragioni di interesse pubblico – di carattere squisitamente tecnico scientifico - per rivedere la precedente delimitazione". E pertanto va annullata in quanto illegittima: il ministero dell'Ambiente dovrà procedere a una nuova deliberazione, tenendo in adeguata considerazione la proposta dell'Ispra. **Pd: "Ennesima forzatura andata male" **- Il verdetto del Tar è stato accolto con soddisfazione dalle opposizioni: "Siamo di fronte all' **ennesima forzatura andata male** ", commenta il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, **Luca Garibaldi**. "La scelta di Toti di procedere con un parco a tre Comuni, forzando tutte le regole e tenendo fuori dal nuovo Parco nazionale gli altri Comuni che ne volevano far parte, è fallita. I territori per Toti sono sempre stati **merce di scambio** per garantirsi il futuro in Regione. Sulle altre modalità di gestione del territorio basta leggere le cronache dei giornali in questi giorni", attacca, riferendosi all'inchiesta della Procura di Genova sulle presunte tangenti incassate dal governatore in cambio di favori. "Oggi, però, un altro tassello del sistema predatorio di gestione privatistica della Regione viene meno e ora bisognerebbe avere la decenza di ampliare il Parco nazionale di Portofino nelle modalità previste originariamente, invece di continuare a bloccare lo sviluppo sostenibile del territorio perché la Lega è contro i parchi e perché Toti si è svenduto alla Lega", incalza Garibaldi. Dalla Camera interviene la vicepresidente dei deputati dem, la ligure **Valentina Ghio** , con una nota firmata insieme al capogruppo in Commissione Ambiente **Marco Simiani** : "La decisione del Tar ci riempie di soddisfazione ed evidenzia un nuovo fallimento della politica di Toti: incurante della tutela ambientale e attento solo al consenso elettorale", scrivono, annunciando un'interrogazione al ministro Pichetto. "Torneremo a interrogare il ministro per chiedere come intende procedere con l’emanazione di un nuovo decreto che risponda alle indicazioni scientifiche e in cui siano coinvolti tutti i Comuni che hanno fatto richiesta di aderire". **Sansa: "Toti al capolinea"** - Esulta anche il **Movimento 5 stelle** : "Scongiurata la distribuzione della Liguria agli amici, siano essi **cacciatori** o **speculatori** con interessi legati al cemento. Ora basta ostacoli politici: si lavori pancia a terra avendo ben chiara non solo la perimetrazione antecedente gli schemi scellerati della Regione, ma anche e soprattutto il paniere di opportunità offerto da un Parco nazionale ampio, le cui potenzialità sono note a tutti… salvo forse a chi finora si è messo di traverso alle richieste di un territorio", scrivono i portavoce liguri in comunicato. I consiglieri regionali della **lista Sansa** rivendicano: "Il Tar della Liguria conferma quanto abbiamo sostenuto per più di due anni: Toti e la sua maggioranza hanno compiuto una **forzatura delle regole** per realizzare a Portofino il Parco nazionale più piccolo d’Italia. Una scelta anacronistica che rischiava di compromettere le opportunità di sviluppo di un vasto territorio per salvaguardare i voti di pochi cacciatori. Ora si colga l’esito della sentenza per dare gambe a un vero Parco nazionale che possa rappresentare un’opportunità unica per un futuro sostenibile e attento a creare nuovo lavoro e turismo, proteggendo l’ambiente". E **Ferruccio Sansa** , sfidante del governatore alle ultime regionali, affonda: "Le forzature politiche che Toti ha imposto in Liguria in questi anni si stanno dimostrando tutte illegittime. Anche da questa sentenza si capisce che il governo Toti è giunto al capolinea. Non riesce a gestire nulla. Siamo di fronte ad un sistema politico e di potere che dopo quasi nove anni sta crollando tutto assieme". **Gli ambientalisti: "Ora il governo ci ascolti" **- A festeggiare, ovviamente, ci sono pure le associazioni che hanno impugnato il decreto. "Dalla sentenza emerge chiaramente la **gravità** dell’ **azione del ministero** il quale ha accolto le richieste del presidente della Regione Liguria determinando la riduzione dei confini dell’area protetta", dichiarano **Legambiente** , **Lipu** e **Wwf** in una nota congiunta. Una riduzione, si legge, "disposta in **violazione** delle **valutazioni scientifiche** e delle **norme tecniche** , solo per assecondare le richieste di alcuni centri di interesse, come il mondo venatorio, che si oppongono a ogni forma di protezione della natura, considerata alla stregua di un parco giochi privato”. Le sigle ricordano di aver più volte, nel corso della procedura, "richiamato il ministero alla propria responsabilità segnalando queste macroscopiche anomalie. Lo stesso è stato fatto da alcuni comuni dell’area che hanno espressamente chiesto di essere inclusi nel territorio del Parco. Auspichiamo che questa sentenza porti il ministero e le istituzioni nazionali e locali a dialogare con chi è portatore di interessi che riguardano l’intera collettività", concludono. Ma il messaggio non sembra essere passato: il presidente della Regione ad interim, il leghista **Alessandro Piana** , annuncia di voler valutare insieme all'avvocatura un ricorso al Consiglio di Stato, mentre l'onorevole Bruzzone dà voce a tutta la sua rabbia: "I confini del Parco di Portofino devono assolutamente rimanere quelli storici. Voglio invitare il ministero dell'Ambiente a prendere una decisione in sintonia con la volontà di chi abita e di chi vive quotidianamente il territorio in questione", dichiara.
Liguria, nuova tegola per Toti: il Tar annulla il decreto che riduce a un francobollo il Parco di Portofino. "Ignorate le indicazioni dell'Ispra"
Le prime pagine di martedì 28 febbraio 2012
>> >> Da metà settembre negli Stati Uniti sta andando avanti un [grande sciopero](<https://www.ilpost.it/2023/09/15/sciopero-ford-stellantis-general-motors/>) che coinvolge migliaia di lavoratori appartenenti alle tre principali aziende di automobili del paese: sono conosciute come le “Big Three” e sono General Motors, Ford e Stellantis (a cui appartengono Fiat, Chrysler e Jeep, tra gli altri). A scioperare sono membri dell'United Automobile Workers (UAW), lo storico e potente sindacato statunitense con sede a Detroit che conta quasi 400 mila iscritti. >> >> Lo sciopero è stato proclamato perché UAW e Big Three erano arrivate a un punto di stallo nelle trattative per un nuovo accordo collettivo: il sindacato voleva un aumento degli stipendi più alto di quello che le aziende erano disposte a concedere, un sistema più efficiente di adeguamento delle retribuzioni all'inflazione e migliori benefit. Questa è la terza settimana di sciopero: 25 mila persone hanno smesso di lavorare, causando il blocco di molti impianti e di parte dell'indotto, oltre che grosse perdite per le aziende. >> >> È il primo sciopero di sempre a interessare contemporaneamente gli stabilimenti di tutte e tre le Big Three. Le aziende stanno trattando singolarmente con il sindacato, con risultati diversi. Tra le tre è Stellantis quella che sta gestendo [in modo più efficace](<https://www.wsj.com/business/autos/stellantis-negotiations-carlos-tavares-uaw-strike-a0f42954>) la trattativa e che sembra essere più vicina a un accordo: venerdì il capo del sindacato Shawn Fain [ha annunciato](<https://www.cnbc.com/2023/09/29/uaw-announces-new-strikes-at-gm-and-ford-plants-sparing-stellantis.html>) che con l'azienda le trattative hanno avuto uno «slancio» e che per il momento non estenderanno ulteriormente gli scioperi nelle sue fabbriche, al contrario di quanto previsto invece per gli impianti di Ford e General Motors per cui da lunedì sono aumentati in modo significativo i lavoratori in sciopero. >> >> Rispetto alle altre due aziende, Stellantis si trova in una migliore posizione negoziale con il sindacato statunitense. Innanzitutto ha meno forza lavoro rappresentata dalla sigla UAW: sono 43 mila i dipendenti rappresentati, rispetto ai 46 mila di General Motors e ai 57 mila di Ford. >> >> Poi ci sono altri due motivi più legati alle sue caratteristiche aziendali. Il primo è che i conti di Stellantis sono migliori di quelli dei concorrenti, quindi ha potenzialmente più margine per andare incontro alle richieste economiche dei lavoratori. Il secondo è che allo stesso tempo il suo modello di business, molto propenso all'efficenza degli stabilimenti e al contenimento dei costi, la rende credibile nel minacciare la riduzione delle produzioni locali per contenere le richieste e il potere dei sindacati: di fronte alla possibilità di chiusura di uno stabilimento e di licenziamenti è probabile che lo UAW sia più propenso ad accettare compromessi. >> >> Sono due ragioni che possono sembrare in contrasto tra loro, perché da una parte l'azienda accontenta i lavoratori e dall'altra minaccia licenziamenti. In realtà sono due facce della stessa medaglia e hanno a che fare con il [modello di business](<https://www.lemonde.fr/economie/article/2022/02/24/automobile-les-resultats-record-de-stellantis-fruits-de-la-rude-methode-tavares_6115042_3234.html>) adottato dall'amministratore delegato Carlos Tavares: consiste nel migliorare il bilancio rendendo i processi molto più efficienti e riducendo moltissimo le spese. La riduzione delle spese di Tavares prevede anche la chiusura di interi stabilimenti e il licenziamento di migliaia di persone, cosa che ha provocato negli ultimi anni grossi problemi sociali. >> >> Grazie ai conti in buono stato e alla minaccia di chiusure e licenziamenti l'azienda ha di fatto una posizione di maggior vantaggio nella trattativa con il sindacato. >> >> Stellantis esiste formalmente da solo tre anni, ma ha una lunga storia. È nata dalla fusione di PSA, l’azienda francese meglio conosciuta come Peugeot Citroën, e FCA, l’azienda italo-statunitense nata a sua volta dalla fusione di FIAT e Chrysler. Oggi è il quarto produttore mondiale di auto, con 400 mila dipendenti e oltre 50 stabilimenti in tutto il mondo. È considerata una delle aziende più redditizie del settore, benché le aziende che l’hanno formata in origine, PSA e FCA, non lo fossero poi così tanto. Già nel suo primo anno di vita ha registrato un utile netto di 13,4 miliardi di euro, il triplo rispetto a quanto le due aziende hanno guadagnato separatamente nel 2020, a fronte di vendite migliori solo marginalmente. >> >> Il principale vantaggio di Stellantis rispetto ai concorrenti riguarda i costi. La sola fusione tra PSA e FCA ha prodotto 3,2 miliardi di cosiddette “sinergie”, ossia di risparmi resi possibili dall’unione di due aziende che ora possono condividere, per esempio, impianti, lavoratori e così via. Tavares ha poi ulteriormente ridotto i costi attraverso scelte manageriali innovative e controverse, come mettere in competizione le proprie fabbriche, cercando così di spingerle a diventare più efficienti, e ridurre all’osso le scorte per non occupare troppo gli spazi dei magazzini, rischiando così di generare spese aggiuntive, anche a costo di ritardare le consegne, come effettivamente accade da diversi mesi. >> >> Ma la questione più discussa della strategia di Tavares per ridurre i costi è sicuramente quella relativa alla riduzione dei posti di lavoro nei paesi ad alto costo. In questi anni ci sono stati migliaia e migliaia di licenziamenti: negli stabilimenti in Francia, [secondo _Le Monde_](<https://www.lemonde.fr/economie/article/2022/02/24/automobile-les-resultats-record-de-stellantis-fruits-de-la-rude-methode-tavares_6115042_3234.html>), si è passati dai 59 mila addetti industriali del 2013 ai poco più di 40 mila di oggi e lo scorso anno è stato approvato un piano per incentivare le dimissioni di 2.600 dipendenti; lo stesso in Italia, dove c’è stata una difficile negoziazione sindacale per le dimissioni di [1.820 dipendenti](<https://www.milanofinanza.it/news/auto-stellantis-accordo-con-i-sindacati-per-1820-uscite-volontarie-in-italia-202207071544173238>); a dicembre è stata annunciata la [chiusura](<https://www.reuters.com/business/autos-transportation/stellantis-indefinitely-idle-illinois-assembly-plant-2022-12-09/>) di uno stabilimento negli Stati Uniti nell’Illinois, dove lavoravano oltre 1.300 dipendenti. >> >> Tutti questi licenziamenti hanno sicuramente migliorato i conti dell'azienda, che può contare ora su una struttura più snella e meno costosa, ma hanno un enorme peso sociale sia per chi ha perso il lavoro sia per l'economia locale la cui prosperità spesso dipende molto da queste grandi fabbriche. >> >> Ma la riduzione all'osso dei costi fa parte della strategia di Tavares per rendere più redditizia l'azienda in un momento in cui gran parte degli investimenti devono essere destinati all'elettrificazione, ossia allo sviluppo di sempre più modelli di auto elettriche. A inizio anno, proprio parlando di come l’azienda intende continuare ad affrontare questo periodo di difficoltà, Tavares ha parlato espressamente di «scelte impopolari», come possibili chiusure o ridimensionamenti di alcuni impianti. Secondo lui la questione dei costi è centrale per rimanere competitivi rispetto alle aziende cinesi, che tramite sussidi statali e lavoratori a basso costo riescono a vendere auto elettriche a prezzi molto più bassi dei produttori occidentali. Per Tavares «se non continuiamo a tenere sotto controllo i costi, in questo settore vai da “hero to zero”», ossia dall'essere un'azienda florida alla bancarotta. >> >> Ora, nelle negoziazioni tra il sindacato e tutte e tre le case automobilistiche gli aumenti salariali rappresentano la questione primaria. Le aziende avevano recentemente offerto aumenti salariali del 20 per cento in quattro anni, mentre il sindacato premeva per un aumento di almeno il 30. Non si conoscono i dettagli dell'offerta che venerdì ha convinto il sindacato a non aggravare gli scioperi negli stabilimenti di Stellantis. Si sa però che tra le Big Three Stellantis è nella posizione migliore per concedere aumenti più sostanziosi: nel 2022 in Nord America il margine di profitto è stato del 16,4 per cento, rispetto al 10,1 di General Motors e all’8,4 di Ford. L'azienda ha quindi più spazio per far crescere gli stipendi e rimanere comunque redditizia. >> >> Per decenni Chrysler – il predecessore delle attività nordamericane di Stellantis – è stata la più piccola e la meno redditizia delle tre case automobilistiche di Detroit, oltre che la più dipendente dal mercato statunitense. Ora che Stellantis è più globale e più redditizia, queste dinamiche si sono ribaltate. >> >> Non solo l'azienda è più efficiente nei costi, ma ha anche un mercato più diversificato rispetto a General Motors e Ford: mentre queste due generano quasi tutti i loro profitti in Nord America, Stellantis ha una gran parte dei propri ricavi che dipende dalle vendite europee e sudamericane. Gli Stati Uniti non sono il suo mercato di riferimento, e può minacciare in modo credibile di ridurre le produzioni locali e di spostarle in paesi a basso costo come il Messico, con conseguenti chiusure e licenziamenti. La credibilità di queste minacce passa proprio dal fatto che Stellantis da quando esiste ha effettivamente licenziato migliaia di dipendenti. >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-START- >> >> **– Leggi anche:** [Stellantis sembra cavarsela meglio delle altre aziende di auto](<https://www.ilpost.it/2023/01/29/stellantis-crisi-auto/?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche>) >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-END- *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Negli Stati Uniti Stellantis ha un metodo diverso per gestire gli scioperi
Alla scoperta della lingua universale inventata per abolire la guerra
>> >> Un tribunale del Missouri, negli Stati Uniti, ha respinto la causa per diffamazione [intentata dallo scacchista Hans Niemann](<https://www.ilpost.it/2022/10/21/hans-niemann-causa-magnus-carlsen-chess-com/>) nei confronti dello scacchista cinque volte campione del mondo Magnus Carlsen: Niemann aveva chiesto un risarcimento di 100 milioni di dollari dopo che Carlsen e altri scacchisti lo avevano accusato pubblicamente di aver barato in una partita contro Carlsen, perlopiù senza prove. Niemann sosteneva che chi lo aveva accusato lo avesse fatto con affermazioni e posizioni diffamatorie, al fine di isolarlo nel contesto scacchistico e di impedirgli di giocare ai livelli a cui era abituato. Il tribunale ha respinto anche le accuse secondo cui Niemann sarebbe stato escluso illegalmente dai tornei. Gli avvocati di Niemann hanno detto che faranno causa in un altro tribunale statale. >> >> A settembre del 2022 Niemann aveva battuto inaspettatamente Carlsen, considerato quasi unanimemente lo scacchista più forte di tutti i tempi e in quel momento imbattuto da decine di partite. Poco dopo Carlsen si era ritirato dal torneo in cui era avvenuto l'incontro in modo molto polemico, lasciando intendere che Niemann avesse barato. Tempo dopo lo aveva accusato esplicitamente. I [dubbi su Niemann](<https://www.ilpost.it/2022/09/08/scacchi-magnus-carlsen-hans-niemann-barato/>) erano stati alimentati dal modo in cui lui aveva parlato della vittoria, senza sembrare molto consapevole di come fosse riuscito a ottenerla. Dall'altra parte molti avevano fatto notare che [non fosse possibile barare](<https://www.ilpost.it/2022/09/24/scacchi-come-barare/#:~:text=Per%20barare%2C%20insomma%2C%20basterebbe%20usare,qualcuno%20che%20lo%20sta%20usando.>) in una partita di scacchi di quel livello, e contro Niemann non ci sono mai state prove concrete. >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-START- >> >> **– Leggi anche:** [Come si può barare a scacchi](<https://www.ilpost.it/2022/09/24/scacchi-come-barare/#:~:text=Per%20barare%2C%20insomma%2C%20basterebbe%20usare,qualcuno%20che%20lo%20sta%20usando.?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche>) >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-END- *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
È stata respinta la causa per diffamazione da 100 milioni di dollari che lo scacchista Hans Niemann aveva intentato contro Magnus Carlsen
Questo è un 1° maggio di guerra: il liberal-fascismo sta prendendo potere in Europa
19 febbraio 2021 18:37 Marla Grayson ha trovato il modo di realizzare il suo sogno americano sfruttando uno spazio nelle pieghe del sistema. Tutto è perfettamente legale, basta sapere come funziona e avere pochi scrupoli. Prima di tutto bisogna garantirsi la tutela legale di una persona. È abbastanza facile se si tratta di una persona anziana e sola: serve un certificato medico che ne attesti l’incapacità di essere autosufficiente e l’ordine di un giudice. A quel punto, in qualità di tutori legali si ha la piena potestà su tutti i suoi beni. Si svuotano i conti correnti, si mettono in vendita casa, mobili e oggetti di valore. Con una parte dei soldi si paga la retta di una casa di cura. Il resto è tutto guadagno. Jennifer, anziana e sola, sembra la preda ideale, ma ha “amici” molto cattivi pronti a tutto per tirarla fuori dalla gabbia che Marla le ha costruito intorno. Per visualizzare questo contenuto, accetta i cookie di tipo marketing . La premessa di I care a lot di J Blakeson fa venire i brividi. Come sappiamo bene l’assistenza sociale può far gola addirittura alle organizzazioni criminali. Nella seconda parte il film abbandona il territorio della commedia dark, si perdono un po’ le tracce di Jennifer e viene da chiedersi con chi dovremmo immedesimarci. Ma il film ha altri meriti. Intanto Rosamund Pike (già si sapeva, almeno da Gone girl in poi), è irresistibile quando mette la sua algida bellezza al servizio di personaggi folli e imprevedibili, malvagi come Marla Grayson. Il cattivone, interpretato da Peter Dinklage, forse non è pienamente convincente ma quando l’attore compare sullo schermo, ricordando le tante serate passate in compagnia di Tyrion Lannister, si ha quasi la sensazione di una rimpatriata. Infine Dianne Wiest è assoluta nei panni di Jennifer: le bastano gli occhi per ricordarci cos’è una grande attrice. Completano il cast Chris Messina ed Eiza González, che interpreta Fran, socia e fidanzata di Marla, l’unica che riesce a farci intravedere in lei un briciolo di umanità. In tutto ciò J Blakeson riesce comunque a tenere dritta la barra e alla fine conduce la nave in porto. Ma per tornare alla premessa, I care a lot mi ha fatto pensare ad altri film che mettono in evidenza le iniquità dei sistemi pensati per prendersi cura di persone in difficoltà. Intanto Unsane di Steven Soderbergh , in cui Claire Foy finisce praticamente imprigionata in un ospedale psichiatrico solo perché la sua assicurazione medica copre le spese. O la storia raccontata in Orange is the new black delle detenute anziane affette da demenza rilasciate e abbandonate a loro stesse per evitare che diventino un peso per il sistema carcerario. Sulla tutela legale e i suoi paradossi, infine, varrebbe la pena di vedere Framing Britney Spears , il documentario del New York Times (non ancora disponibile in Italia) che racconta come la celebre pop star abbia perso il controllo del suo patrimonio, della sua carriera e della sua vita. I care a lot Di J Blakeson. Con Rosamund Pike, Peter Dinklage, Eiza González, Chris Messina, Dianne Wiest. Stati Uniti/Regno Unito 2020, 118’. Su Prime Video Minischermi
I care a lot, trappole a norma 
Berneri e la rivoluzione in Spagna -
[Questa è l'immagine scattata dal telescopio orbitante di NASA/ESA Hubble: si tratta di un ammasso globulare noto come NGC 104 o 47 Tucanae. Dopo Omega Centauri, questo è l'ammasso globulare più luminoso nel cielo notturno e ospita, migliaia e migliaia di stelle. Crediti: NASA, ESA, and the Hubble Heritage \(STScI/AURA\)-ESA/Hubble Collaboration Acknowledgment: J. Mack \(STScI\) and G. Piotto \(University of Padova, Italy\)](<https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2015/05/heic1510a.jpg>) >>>> >>>> Questa è l'immagine scattata dal telescopio orbitante di NASA/ESA Hubble: si tratta di un ammasso globulare noto come NGC 104 o 47 Tucanae. Dopo Omega Centauri, questo è l'ammasso globulare più luminoso nel cielo notturno e ospita, migliaia e migliaia di stelle. Crediti: NASA, ESA, and the Hubble Heritage (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration > Acknowledgment: J. Mack (STScI) and G. Piotto (University of Padova, Italy) >>>> >>>> Il telescopio spaziale **Hubble** di NASA/ESA, ormai 25 enne, continua instancabile a regalarci immagini mozzafiato, come questa che vedete qui a fianco che ritrae [l' **ammasso globulare NGC 104** , meglio conosciuto come **47 Tucanae**. ](<http://en.wikipedia.org/wiki/47_Tucanae>)Si tratta di uno degli ammassi globulari più grandi conosciuti, nonché il più brillante dopo [Omega Centauri](<http://it.wikipedia.org/wiki/Omega_Centauri>). Per la prima volta gli astronomi sono riusciti a censire migliaia e migliaia di giovani [nane bianche](<http://en.wikipedia.org/wiki/White_dwarf>) che **hanno iniziato la loro "migrazione" dall'affollato centro del cluster verso la periferia.** Le nane bianche sono costrette ad uscire dal denso centro dell'ammasso a causa delle interazioni gravitazionali con stelle più massicce. Ricordiamo che le nane bianche sono stelle che hanno completato il processo di fusione dell'idrogeno in elio, e non avendo più "carburante" vanno inesorabili verso la loro fine. Nonostante ciò, anche se le nane bianche hanno esaurito il combustibile a idrogeno che le fa brillare, i loro nuclei caldi rimangono esposti, il che le rende molto luminose se osservate con la luce ultravioletta. E solo [Hubble ](<https://www.media.inaf.it/2015/04/24/25-anni-insieme-ad-hubble/>)- dalla sua posizione privilegiata a quasi 600 chilometri di distanza dalla superficie terrestre - può rilevare queste stelle perché la luce ultravioletta è bloccata dalla nostra atmosfera e quindi non raggiunge i telescopi a terra. >>>> >>>> Usando Hubble gli esperti hanno tracciato la posizione di ben 3000 nane bianche in questo ammasso globulare. Un fitto sciame di puntini luminosi e freddi nella Via Lattea. 47 Tucanae si trova, infatti, nella Costellazione del Tucano, a 13400 anni luce dal Sistema solare, ma è abbastanza luminoso da poter essere visto anche ad occhio nudo dalla Terra. «Prima di tutto abbiamo visto l'immagine finale: nane bianche che sono emigrate verso orbite più lontane al di fuori del nucleo», ha spiegato **Jeremy Heyl** della University of British Columbia, in Canada, primo autore dello studio pubblicato su _The Astrophysical Journal_. «Questa ricerca comprende circa un quarto di tutte le 'giovani' nane bianche del cluster, ma in realtà abbiamo catturato le stelle nel processo di migrazione verso l'esterno e la loro distribuzione in base alla massa». >>>> >>>> Il risultato ottenuto è stato tramite la funzionalità a ultravioletto della **Wide Field Camera 3** montata su Hubble e gli astronomi sono riusciti a rintracciare diverse popolazioni di nane bianche di età diverse, stimate attraverso i colori delle stelle stesse. Tramite il colore è possibile stabilirne anche la temperatura. Un gruppo di sei milioni di anni stelle ha appena iniziato il suo viaggio dal centro del cluster, mentre un'altra popolazione di nane bianche ha circa 100 milioni di anni ed è già arrivata nella sua nuova posizione, a 1,5 anni luce dal suo punto di partenza. >>>> >>>> «Prima di diventare nane bianche, le stelle che stanno migrando sono state tra le più massicce del cluster, più o meno massiccio come il Sole», ha spiegato la co-autrice del paper **Elisa Antolini** dell'Università degli Studi di Perugia. «Sapevamo che con la perdita di massa si sarebbe verificata una migrazione verso l'esterno. Per questo non è stata una sorpresa. Ciò che, invece, ci ha sbalordito è che le nane bianche più giovani nane bianche hanno appena intrapreso il loro viaggio. Questa potrebbe essere la prova che le stelle perdono gran parte della loro massa in una fase successiva della loro vita, il che è una scoperta emozionante». >>>> >>>> [La parte centrale dell'ammasso globulare 47 Tucanae](<https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2015/05/uv.jpg>) >>>> >>>> La parte centrale dell'ammasso globulare 47 Tucanae >>>> >>>> Circa 100 milioni di anni prima che stelle diventino nane bianche, queste si gonfiano entrando nella fase di giganti rosse. Finora molti astronomi hanno ritenuto che le stelle perdevano la maggior parte della loro massa proprio in questa fase. Ma è evidente che se così fosse le stelle verrebbero espulse dal centro dell'ammasso globulare nella fase di gigante rossa. Con il nuovo studio, infatti, questa teoria è stata ribaltata: «Le nostre osservazioni con Hubble hanno condotto a nane bianche che hanno appena iniziato la loro migrazione verso orbite più ampie», ha spiegato **Harvey Richer** , ricercatore anche lui presso la University of British Columbia. «Questo rivela che la migrazione delle stelle dal centro e la perdita della loro massa cominciano più tardi nella vita della stella rispetto a quello che si è sempre pensato. Queste nane bianche perdono una grande quantità di massa appena prima di diventare nane bianche e non durante la fase di giganti rosse». Cosa vuole dire? I nuovi risultati implicano che le stelle in realtà perdono dal 40 al 50 per cento della loro massa "soli" 10 milioni di anni prima di diventare delle nane bianche. >>>> >>>> **Per saperne di più:** >>>> >>>> Clicca QUI per leggere lo studio pubblicato su _The Astrophysical Journal_ : ["A MEASUREMENT OF DIFFUSION IN 47 TUCANAE"](<http://www.spacetelescope.org/static/archives/releases/science_papers/heic1510a.pdf>), di Jeremy Heyl _et al._ *[55 minuti fa]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.28 *[1 h]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.05 *[33 minuti fa]: 10.50 *[attr]: attribute *[HTML]: HyperText Markup Language *[P:]: Phone
Le nane bianche vanno in pensione in periferia
L'arte italiana alla National Gallery di Washington
Umanità Nova - Archivio 2006 - art4437 Umanità Nova, n 33 del 22 ottobre 2006, anno 86 home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti Letture Gian Pietro Lucini, Antimilitarismo Gian Pietro Lucini, Antimilitarismo , Mondadori, Milano 2006, pagg. 160; euro 7,40 Il patriottismo, funzione catastale e melodrammatica, basta per l'illusione di una effimera virilità sociale. È la più alta espressione dell'enorme e maligna sciocchezza dei contemporanei che fanno i professionisti della guerra. (G.P.Lucini) Per fortuna, almeno da qualche tempo, si va sgretolando il paradigma storico-artistico che vuole il futurismo italiano l'anticamera e il serbatoio del fascismo e, ancor prima, dell'interventismo militaresco esaltato da F.T.Marinetti che riteneva la guerra "unica igiene del mondo". In realtà, il futurismo fu un movimento d'avanguardia complesso, articolato e contraddittorio, tanto che oltre a raccogliere consensi tra la classe operaia -così come lo stesso Antonio Gramsci ebbe modo di sottolineare- espresse al suo interno anche componenti e personalità sovversive, schierate sia in campo anarchico che comunista. Una bella, ed ancora attuale, prova di tale rivolta antiautoritaria ci viene fornita con la pubblicazione di un pamphlet (il suo autore lo definisce librattolo) di critica antimilitarista scritto da Gian Pietro Lucini, rimasto finora inedito. La morte dello stesso Lucini, ad appena quarantasette anni, il 13 luglio 1914, bloccò la pubblicazione presso la Libreria Politica Moderna di Roma, la casa editrice che avrebbe dovuto stamparlo nell'estate di quell'anno, proprio allo scoppio della Prima guerra mondiale. Per merito del curatore, Simone Nicotra, che ha ritrovato a Como nell'Archivio Lucini le bozze pronte per l'uscita, integrate attraverso il raffronto con un'altra copia con correzioni a mano, il libro ha finalmente fatto irruzione in questi mesi, peraltro segnati da altri interventi militari e polemiche sul ruolo delle forze armate. L'antimilitarismo degli anarco-futuristi, per il quale Lucini aveva già subito nel 1901 un processo per vilipendio dell'esercito, era entrato in rotta di collisione già ai tempi della guerra coloniale in Libia, sia con la retorica bellicista d'annunziana che con l'interventismo tricolore agitato da Marinetti, ed ancora oggi rimbomba come una revolverata in un presente ambiguo in cui i militari di professione, impegnati nelle varie missioni neocoloniali in Kosovo, Iraq, Afganistan e Libano, sono rappresentati come "costruttori di pace". Individualista stirneriano, Lucini, come evidenziato dallo storico Pier Carlo Masini in Poeti della Rivolta, "sarà inammissibile alle mode e agli stessi ismi del suo tempo, impegnato sempre dalla parte delle masse, del popolo, della folla ma geloso del suo io e della sua inalienabile verità. Rivoluzionario e libertario non solo dei contenuti ma anche delle forme, riassunse e saldò la protesta antimonarchica e plebea del suo secolo con la rivolta anti-imperialista e proletaria del nostro". La mole delle sue opere risulta, come ha scritto Alberto Ciampi, autore del fondamentale saggio Futuristi e Anarchici (1989), davvero sterminata, tra le quali - oltre alle incredibili Revolverate - vanno menzionate: Il Libro delle Figurazioni Ideali, La Ballata di Carmen Monarchia; Spirito ribelle, La Prima Ora della Academia, Ragion Poetica e Programma del Verso Libero, Apoteosi di Ferrer, La Solita Canzone del Melibeo, Filosofi Ultimi, Il Tempio della Gloria, Antidannunziana, Metafisica di «Determinazioni», Le Antitesi e le Perversità, I Drammi delle Maschere. emmerre home | sommario | comunicati | archivio | link | contatti
Le prime pagine di mercoledì 27 dicembre 2017
>>> >>> Oggi in Guinea Conakry si tiene finalmente il ballottaggio per eleggere il presidente della Repubblica. Alle elezioni dello scorso 27 giugno – le prime elezioni democratiche da quando il paese ha conquistato l’indipendenza dalla Francia nel 1958 – nessun candidato aveva superato il 50 percento dei voti. Due ballottaggi erano già stati annunciati e poi posticipati a causa delle proteste seguite alla denuncia di presunte irregolarità nel voto da parte di vari candidati. >>> >>> I due candidati passati al ballottaggio sono l’ex primo ministro Cellou Dalein Diallo e lo storico leader dell’opposizione Alpha Conte. Entrambi hanno da subito denunciato presunte irregolarità nel voto di giugno e i loro sostenitori si sono spesso scontrati in strada durante manifestazioni di protesta. Entrambi negli ultimi giorni si sono appellati ai loro rispettivi schieramenti sostenitori chiedendo di evitare ad ogni costo la violenza. Diallo e Conte non sono solo rappresentanti di due partiti politici diversi, ma anche dei due più grandi gruppi etnici del paese: i Fula e i Mandinka. La paura è quella che le tensioni elettorali possano far riesplodere il conflitto tra le due etnie. La Guinea è uno dei paesi meno sviluppati dell’Africa e uno tra i più ricchi di minerali, primo produttore al mondo di bauxite: per distinguerla dalle altre Guinee del mondo, è a volte chiamata Guinea Conakry, dal nome della capitale. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Oggi il ballottaggio in Guinea
Giustizia nei Balcani: aumenta la cooperazione regionale
>> >> Nella notte fra martedì e mercoledì due fratelli di 6 e 7 anni sono [stati trovati morti](<https://www.ansa.it/puglia/notizie/2023/07/12/ritrovati-morti-i-due-bimbi-dispersi-nel-foggiano_b25234e2-e489-4e75-894b-d6d857fcf0f6.html#:~:text=Sono%20stati%20ritrovati%20i%20corpi,ricerche%20dei%20vigili%20del%20fuoco.>) in una vasca per l'irrigazione a Manfredonia, in provincia di Foggia, in Puglia. I due bambini erano scomparsi nel pomeriggio e i genitori avevano chiamato la polizia. Le ricerche si erano concentrate già martedì sera su una grande vasca per la raccolta dell'acqua piovana accanto alla quale erano state trovate le ciabatte dei due bambini, nelle campagne tra Manfredonia e Zapponeta, in località Fonterosa. La vasca è profonda tre metri e grande 40 metri per 40, i corpi sono stati recuperati da una squadra di sommozzatori dei Vigili del fuoco: le dinamiche dell'accaduto non sono ancora chiare e non si sa come i bambini siano finiti nella vasca. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Due bambini sono stati trovati morti in una vasca per l'irrigazione a Manfredonia, in Puglia
Morale, giudizio, emotività
Il sole quel giorno si era addormentato dimenticandosi di tramontare. Quando lo spazzino che faceva il turno di notte uscì di casa e vide il mondo così caldo e luminoso credette di essere ubriaco, ma poi si accorse che il sole stava russando nel cielo tutto beato. “Ehi, sole!” Gli gridò lo spazzino. Il sole si svegliò di soprassalto, guardò l’orologio, strabuzzò gli occhi e innestando la quarta si precipitò a tutta velocità dietro le montagne. Per sua sfortuna incontrò un vigile urbano con l’autovelox. “Ha sorpassato i limiti di velocità”, disse l’ufficiale. “Lei non sai chi sono io, albe e tramonti sono opera mia” disse il sole un po’ alterato “scaldo abbronzo e do energia”. “Ah sì?” fece il vigile gaudente “allora perché non l’ho mai vista in televisione? Mi dispiace, lei è falso, e questa è la contravvenzione”.   Se continuiamo a tenere vivo questo spazio è grazie a te. Anche un solo euro per noi significa molto. Torna presto a leggerci e SOSTIENI DOPPIOZERO
Lei non sa chi sono io
Lucia Calamaro porta a teatro personaggi indimenticabili
Domenica si è tenuta nel centro di Roma una manifestazione in difesa di Silvio Berlusconi dopo la conferma della sua condanna per frode fiscale da parte della Cassazione. Lo stesso Berlusconi ha tenuto un discorso in cui ha tra l'altro proclamato: > Io sono qui, io resto qui, io non mollo *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Berlusconi: «Io sono qui, io resto qui, io non mollo»
La solita storia
>> >> Da un paio di settimane circola molto su Internet, ma ormai anche nelle conversazioni di tutti i giorni, una domanda: [«Quanto spesso pensi all'Impero romano?»](<https://www.ilpost.it/2023/09/16/quanto-pensi-impero-romano/>). Anche il conduttore televisivo e divulgatore Alberto Angela ha deciso di rispondere. In un video ha detto che le volte in cui ci pensa, ogni giorno, sono >> >>> Una cinquantina, forse. >> >> Che ci pensi così spesso era abbastanza prevedibile: Alberto Angela ha costruito gran parte della sua carriera proprio sullo studio e sulla divulgazione di storie e temi riguardanti la storia antica, la scienza e la cultura in generale, diventando peraltro uno dei conduttori televisivi più popolari d'Italia, con moltissimi fan anche su Internet. >> >>> "Quante volte pensi all'impero romano?" >>> >>> Alberto Angela ha risposto seriamente con annessa spiegazione LUI DEVE ESSERE SEMPRE IL MIGLIORE DI TUTTI🥹🫶🏻 [pic.twitter.com/EjgsMHZMI1](<https://t.co/EjgsMHZMI1>) >>> >>> -- Carmen (@imironicc) [September 27, 2023](<https://twitter.com/imironicc/status/1707048246588186655?ref_src=twsrc%5Etfw>) >> >> Nel video spiega che quello a cui pensa più spesso sono i modi diversi con cui la società romana affrontava alcuni problemi che interessano anche la società di oggi: il razzismo, l'emancipazione femminile e sessuale, e l'architettura. Secondo Angela, le soluzioni trovate dagli antichi romani in questi campi potrebbero insegnare molto anche a noi. >> >> L'Impero romano ha lasciato al mondo occidentale un'eredità gigantesca, sia in termini materiali sia in termini culturali. Anche se è un'entità politica che non esiste da oltre 1.500 anni, per lo meno nella sua parte occidentale, sembra che moltissime persone ci pensino spessissimo, almeno in base alle discussioni che circolano negli ultimi giorni su Internet. >> >> Queste discussioni stanno generando grande curiosità soprattutto perché sembra esserci una grossa disparità tra uomini e donne nella risposta alla domanda «quanto spesso pensi all’Impero romano?»: gli uomini, pare, ci pensano molto di più, e con una frequenza che molte donne giudicano del tutto implausibile ma anche molto buffa. >> >> In particolare su TikTok si è diffuso un trend per cui le donne pubblicano video o condividono foto di conversazioni in cui chiedono ai propri fidanzati ogni quanto pensano all’Impero romano, ricevendo quasi sempre in risposta una frequenza inaspettatamente alta. >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-START- >> >> **– Leggi anche:** [Quanto spesso pensate all’Impero romano?](<https://www.ilpost.it/2023/09/16/quanto-pensi-impero-romano/?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche>) >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-END- *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Anche Alberto Angela pensa molto spesso all'Impero romano
Le foto del treno italiano deragliato a Lucerna
27 aprile 2016 18:14 Questa è l’epoca dei viaggi senza: senza soldi, senza mete prestabilite, senza bagagli pesanti e soprattutto senza aerei. Un fenomeno ancora di nicchia, che tuttavia sta interessando sempre più persone: non tanto, o non solo, chi dell’aereo ha paura, ma soprattutto quella generazione di viaggiatori cresciuta a suon di ecosostenibilità e anticonsumismo. È cominciata qualche anno fa, un po’ all’interno di una generale smania di lentezza, con una terminologia molto programmatica: lo “slow travel”. Da fenomeno più libresco e teorico, è diventato via via un piccolo “movimento lento”, fatto di storie ed esperienze realizzate. Se un tempo erano solo certi globetrotter australiani, biondi e snelli, a intraprendere viaggi lunghissimi che duravano anni, nel 2016 il libro di viaggio più venduto su Amazon.it è Vagamondo di Carlo Taglia, un torinese di 29 anni che ha fatto il giro del mondo senza aerei: 528 giorni, 24 nazioni, 95.450 chilometri. L’idea del viaggio a lungo termine, del viaggio come stile di vita, del viaggio come nomad working , sembra avere un po’ attecchito anche nella ben poco avventurosa Italia. Perlomeno tra gli scaffali, virtuali e non. La scelta del viaggiare senza aerei è in molti casi una provocazione mediatica o una scelta di pochissimi, ma bisogna ammettere che l’insofferenza verso le compagnie aeree e il loro marketing aggressivo è comprensibilmente diffusa. Tra le motivazioni di tanti viaggiatori estremi che ho conosciuto ci sono sì la scelta ecosostenibile, la voglia di lentezza, ma anche il bisogno di scegliere e non “farsi scegliere” dall’ultimo last minute. La Easy Jet, tanto per dire cosa sono diventate le compagnie aeree, ha inaugurato a Londra il primo negozio di una futura catena, dove tutto costa 75 centesimi. I nuovi nomadi viaggiano a piedi, in bici, in treno, per mare. O con tutti questi mezzi, pur di non ‘bucare il cielo’ In generale si moltiplicano le proposte di alcune compagnie, molte delle quali di linea, di “stop over flight”, offerte gratuite o semigratuite che danno la possibilità di fermarti lungo il tragitto in un paese o in una città che non avresti mai voluto visitare, ma lo fai solo perché non costa nulla (salvo poi spendere un sacco di soldi per i due giorni passati a Dubai). Per non parlare dei prezzi super competitivi dei voli “round the world”, maratone intorno al mondo fatte da una quindicina di tappe, che è obbligatorio decidere prima, cosa da fare possibilmente con l’aiuto di un contabile. Tutto questo non fa che rendere il mercato dei voli una sorta di Ikea del turismo (spesso inevitabile, proprio come l’Ikea). Di contro, è un sollievo leggere le storie di questi vagabondi 2.0 che viaggiano senza voli e ne condividono lo sforzo con gli “amici” dei social: un nuova generazione di scrittori di viaggio? Nuovi nomadi digitali? Bisogna distinguere intanto tra scrittori che viaggiano e viaggiatori che scrivono, questi ultimi oggi davvero tantissimi. Ma la forza di queste testimonianze non è certo la prosa, né l’inventiva, ma la “muta” esistenziale che propongono. Il viaggio come cambiamento. Il tao dello spostamento geografico. Non sono guide turistiche, non sono dissertazioni filosofiche, non sono storie inautentiche e favolose come quelle dei grandi scrittori di viaggio del passato (anche perché un tempo era più facile romanzare, mentre oggi con Google earth, meglio non tentare nemmeno). Spazi vuoti pieni d’aria La tribù dei nuovi nomadi viaggia a piedi, o in bici e in treno o per mare. O con tutti questi mezzi insieme, pur di non “bucare il cielo”, come ha scritto Eddy Cattaneo, l’autore di Mondoviaterra , un racconto-diario dallo stile sincopato che fa pensare un po’ alla beat generation , anche se lui è un normalissimo ingegnere bergamasco che si è licenziato e messo in viaggio per sedici mesi attorno al mondo: “Volevo un viaggio pulito, lento e completo”, mi dice Eddy. “Volevo rimanere sempre attaccato alla strada, calpestare ogni centimetro. Prendere l’aereo è comodo ma salti dei pezzi di cammino, lasci dei buchi, degli spazi vuoti pieni solo d’aria. Inoltre avevo tutto il tempo che desideravo, senza fretta, senza bisogno di sprecare energia e inquinare solo per arrivare prima. E poi mi piaceva l’idea di muovermi come un tempo, almeno per i mezzi di trasporto: conoscere gli impedimenti sul cammino, considerando barriere fisiche e geopolitiche, oceani, catene montuose, frontiere chiuse, guerre”. Lucas Calhoun, Getty Images Sono passati quarant’anni esatti da quando Tiziano Terzani ricevette il famoso avvertimento. Era la primavera del 1976 quando un indovino gli disse che nel 1993 avrebbe corso un grosso pericolo e che avrebbe dovuto trascorrere tutto l’anno senza prendere aerei. Mica facile per uno che fa l’inviato di Der Spiegel. Eppure Terzani si ricorderà dell’ammonimento e non salirà su aerei né elicotteri. “Terzani disse che quella decisione lo fece rimettere a studiare la geografia. Le montagne, d’altronde, erano tornate a essere ostacoli. Muoversi più lentamente gli diede modo, di nuovo, di capire quanto fosse ancora vasto il mondo”. A scriverlo è il giornalista Federico Pace in Senza volo , un piccolo libro dalle suggestioni letterarie, che racconta tragitti in treno per l’Europa e l’Asia. I treni sono come l’estate, avvicinano le persone per la durata di un tempo fuggitivo e insolito Il treno rimane il mezzo più poetico, anche solo per la letteratura che vi si ambienta. Dopo aver venduto 12mila copie del primo libro, Pace torna con un nuovo titolo, La libertà viaggia in treno (in uscita aa fine maggio per Laterza). I viaggi raccontati sono tanti: Atene-Salonicco, Londra-Parigi, Porto-Lisbona, Monaco-Berlino, Madrid-Barcellona, Circumvesuviana, Sapri-Messina, Amburgo-Copenaghen, Nizza-Marsiglia e molti altri. “I treni”, scrive ,“sono come l’estate, avvicinano le persone per la durata di un tempo fuggitivo e insolito. Le tengono vicine, le spingono a parlarsi, le invitano a intravedere nel fondo degli occhi dell’altro qualcosa che si pensava non si potesse mai vedere”. Con meno ambizioni liriche, ma una giovanile coerenza e onestà, anche Carlo Taglia, dopo il successo di Vagamondo , ci riprova con La fabbrica del viaggio , un manualetto che ha il pregio di essere molto pratico, uno stile lontano dalle frasi fatte delle guide, anche perché l’autore non ha dubbi: non vuole insegnare “ad affrontare un viaggio, ma a fare della proprio vita un viaggio”. Entrambi i libri sono stati autopubblicati e Taglia confessa di aver rifiutato contratti editoriali, preferendo ancora una volta il self publishing, così come ha rifiutato di trattare con compagnie aeree che volevano farsi pubblicità sul suo blog (del resto la sua pagina Facebook ha ottantamila follower). Scrive Taglia: Dimenticatevi l’aereo, non perché non lo prendo, ma perché dopo un giro del mondo senza aerei non sarò certo io a fare pubblicità a questo mezzo… Nonostante abbia ricevuto proposte per trattare voli low cost, non è questa la strada che voglio prendere. Nel mio piccolo cerco di utilizzare il meno possibile l’aereo, non solo per una ragione ecosostenibile che sarebbe già sufficiente, ma soprattutto perché amo di più il viaggio lento che ti permette di osservare la metamorfosi dei paesaggi e delle culture con più calma. Siamo tutti d’accordo che per viaggiare in questa maniera sostenibile ci vuole tempo, ma stiamo parlando di viaggi e non di vacanze, quindi non fatevi prendere dall’ansia di dove arrivare a destinazione Niente aerei, dunque, ma largo agli altri mezzi: il bus, luogo ideale per conoscere le culture locali, il treno, amato dagli scrittori, più costoso ma anche più comodo, e poi i passaggi-barca (il sito di riferimento è findacrew.net ) e i cargo (da evitare le agenzie che chiedono una percentuale molto alta, suggerisce ancora l’espertissimo Taglia). Senza dimenticare il buon vecchio autostop. E ovviamente la bicicletta. A proposito di bicicletta, Darinka Montico, 35 anni, è un’italiana di madre croata, anche se in Italia ha trascorso ben poco tempo perché viaggia da quando ne ha 19. “Per ‘viaggio’ non intendo l’escursione della domenica o le due settimane nel villaggio turistico. Intendo vivere e lavorare in ogni continente, spostandomi liberamente da un capo all’altro”. Conosciuta per aver compiuto una piccola impresa originale (attraversare l’Italia a piedi senza soldi e con una scatola fatta apposta per raccogliere i sogni della gente), che poi è diventata il libro Walkaboutitalia , Montico segue alla lettera le parola di José Saramago: “La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro”. E oggi è di nuovo in partenza per un giro del mondo in bicicletta. Tempo previsto: cinque anni. Mezzi permessi: oltre la bicicletta, la barca, i mercantili e i treni. Stuart Miller, Getty Images “Gli aerei? No, non mi piacciono. Proprio perché ne ho presi tantissimi in vita mia. Oggi mi sembrerebbe di stuprare il tempo e lo spazio. So che può sembrare ipocrita, ma se devo fare un viaggio così, allora lo faccio in modo sostenibile”, dice Darinka, che è bionda e sulle braccia ha tatuata una frase di Michael Ende: “Fa’ ciò che vuoi”. L’autore di La storia infinita dà il nome al suo blog , da cui si potrà seguire il viaggio di Darinka, che partirà dall’Italia nelle prime settimane di maggio, pedalerà fino in Irlanda, per poi tornare a Gibilterra in autunno e trovare un passaggio in barca a vela per attraversare l’Oceano Atlantico. Dopodiché non le resta che girare l’America, poi l’Australia, l’Asia e l’Europa dell’est. Non è tanto d’accordo sul demonizzare i voli aerei Francesco Grandis, ex ingegnere elettronico, che nel 2009, a 32 anni, si licenzia e parte per un viaggio di sei mesi con un biglietto “round the world” e fa l’errore che fanno un po’ tutti i viaggiatori alle prime armi: volere vedere il più possibile in poco tempo. Dopo tre anni passati a viaggiare e a fare il “programmatore nomade”, nel 2013 abbandona anche questo lavoro per dedicarsi solo alla scrittura e alla condivisione delle sue esperienze di vita. Apre un blog , in effetti molto ricco di spunti, e anche lui si autopubblica: Sulla strada giusta ha venduto quasi novemila copie ed è tra i top seller di Amazon.it sezione viaggi. La questione aereo-non aereo, viaggiare lenti o no: mi piace viaggiare piano, però bisogna arrivarci per gradi. La lentezza è una cosa che va capita, perché siamo abituati da troppo tempo a essere veloci in tutto. L’aereo non ha niente che non va: è sicuro, è veloce. Non sono informato sulla questione ambientale, ma così a occhio dubito che sia molto in alto nella lista di problemi del pianeta. Sicuramente non salterei più da un aereo all’altro come fa il turista vacanziero medio (niente di male neanche in questo, se hai una o due settimane di ferie!), ma fare il “viaggiatore lento duro e puro” non mi interessa. Ho il sospetto che stia diventando una moda: per una persona che fa un viaggio davvero lento, ce ne sono cento che pensano più ai like. A proposito di frenesia della condivisione, Mattia Miraglio, classe 1988, è un ragazzo di Savigliano, che è partito l’anno scorso con grande clamore mediatico, per un giro del mondo a piedi di cinquantamila chilometri, senza prendere mezzi di trasporto. Tempo previsto: cinque anni. Un sito molto sponsorizzato e una pagina Facebook con 23mila follower, e numerosi articoli e passaggi radio, ritraggono un ragazzo che spinge un carretto high tech per le strade del mondo. Mattia purtroppo si è dovuto fermare in Nuova Zelanda e tornare in Italia per problemi famigliari ed economici, ma non ha perso tempo: a maggio esce il suo primo libro, A passo d’uomo (Edizioni L’Artistica), e a dicembre ha trovato un altro sponsor per ripartire. Claudio Pellizzeni è un trentenne di Piacenza, malato di diabete. La malattia non lo ha fermato ed è partito per il suo Trip therapy , un giro del mondo senza aerei che ha già 12mila seguaci su Instagram : Claudio posta una foto quasi ogni giorno e racconta un po’ del suo lungo tragitto con l’hashtag #withnoflights. Oggi è al giorno 712 dei 1000 previsti. “Senza aerei perché vorrei riappropriarmi delle distanze, attraversare i confini, le frontiere, osservare le culture e le popolazioni cambiare, entrare in contatto profondo con le realtà locali e dimenticate. Senza aerei perché quando guardo la cartina del mondo voglio sentire il brivido nella schiena che sto sentendo ora, e rivivere tutti i chilometri percorsi”. I tossici del viaggio Se c’è un pioniere italiano del giro del mondo a piedi, questo è Matteo Pennacchi, classe 1971, che oggi dei suoi viaggi attorno al globo (tre) ne ha fatto un mestiere. La sua agenzia Round the world tour offre consulenze e fa da tramite con svariati tour operator. Uno dei viaggi proposti da Matteo è il giro attorno al mondo in treno: le tratte sono quasi tutte su treni storici come l’Orient Express o la Transiberiana (durata: tre mesi). “L’aereo ha perso tutto il suo fascino. Non è più un plus, non è più divertente, anzi crea una generale ansia nella gente. È aumentata anche la paura di volare, oggi tanti miei clienti cercano una alternativa nei treni o nelle crociere”, dice Pennacchi che ha auto-ri-pubblicato da poco il suo libro Il grande sogno (uscito nel 1999 per Piemme) e, che riletto oggi, sembra davvero il racconto di un avventuriero prima della globalizzazione di internet. Che il vero viaggio fosse un vagabondaggio lo diceva già Bruce Chatwin e sarebbe stato d’accordo di certo anche Patrick Fermor o Freya Stark o Alexandra David-Néel, solo per citare alcuni grandi scrittori di viaggio (o erano solo viaggiatori bravi a scrivere?). Ma è vero che oggi viaggiare, o vagabondare che dir si voglia, è diventato più democratico: non più solo un hobby per ricchi aristocratici. Ma in fondo non erano anche loro dei trip addict , dei “tossici del viaggio”? Chissà. Quando si è in dubbio continuare a spostarsi, scriveva Tom Robbins negli anni settanta celebrando l’erranza di una autostoppista dai pollici giganti. Oggi siamo sommersi dalle “felicità condivise” sui social network, dai pensierini trasmessi all’unisono a migliaia di “seguaci”: sono i viaggi simultanei nell’epoca della riproducibilità, bellezza! Ma se c’è un rischio, quello è il nostro, che rimaniamo davanti a un pc, a sublimare la voglia di partire cliccando sull’ennesimo fotogramma di un giro del mondo altrui. Viaggi e società
I nuovi viaggiatori che non prendono l’aereo
Economia, istituzioni e moneta: i rapporti globali stravolti dal virus
>> >> Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, una delle armi più efficaci impiegate in guerra è stato il drone Bayraktar TB2, di produzione turca. Il TB2, usato dalle forze ucraine, ha avuto un ruolo decisivo in moltissime operazioni in questi mesi di guerra e ha permesso all’Ucraina di distruggere, con bombardamenti di precisione, decine di mezzi corazzati, imbarcazioni e postazioni dell’esercito russo. Il Bayraktar TB2 è considerato una delle ragioni del successo della resistenza ucraina. >> >> In questi mesi in Ucraina, il TB2 è diventato una specie di mito popolare, secondo soltanto [al missile anticarro Javelin](<https://www.ilpost.it/2022/04/28/armi-offensive-armi-difensive/>): la parola “Bayraktar” è un simbolo di resistenza, al drone sono state dedicate canzoni e perfino un cucciolo di lemure nato nello zoo di Kiev è stato chiamato Bayraktar. >> >> Ma la guerra in Ucraina non è l’unica in cui il drone turco ha avuto un ruolo importante o perfino determinante nel decidere l’andamento del conflitto: da quando è iniziata la sua commercializzazione, nel 2016, il TB2 è diventato un’arma fondamentale per molti eserciti, e si è trasformato nel simbolo delle ambizioni della Turchia come paese costruttore ed esportatore di armi; è anche uno strumento diplomatico, usato dal governo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan per esercitare influenza e potere in varie parti del mondo. >> >> Del Bayraktar TB2 si è parlato molto in questi mesi; questa settimana sul _New Yorker_ il giornalista Stephen Witt [ha raccontato](<https://www.newyorker.com/magazine/2022/05/16/the-turkish-drone-that-changed-the-nature-of-warfare>) in maniera approfondita la storia della nascita del drone, delle persone che l’hanno inventato e di come la loro vicenda si intrecci a livello anche personale con le ambizioni dello stato turco: l’ingegnere Selçuk Bayraktar, che ha inventato il TB2 e gli ha dato il suo nome, oltre a essere un nazionalista turco e un devoto musulmano è anche sposato con la figlia minore di Erdogan, Sümeyye. >> >> Il matrimonio tra Selçuk Bayraktar e Sümeyye Erdogan, nel 2016 (Press Presidency Press Service via AP, Pool) >> >> Selçuk Bayraktar è nato nel 1979 ed è figlio di un ingegnere e di una programmatrice informatica. Ha fatto una carriera universitaria brillante, laureandosi prima al politecnico di Istanbul e proseguendo con master all’Università della Pennsylvania, negli Stati Uniti, e al Massachusetts Institute of Technology (M.I.T., tra le università più prestigiose al mondo). Suo padre gestiva un'azienda di autoricambi, e Bayraktar cominciò mentre stava ancora studiando a progettare droni, usando quel che era disponibile in officina. >> >> Attraverso contatti comuni, la famiglia Bayraktar era piuttosto vicina a quella di Erdogan, e grazie a queste conoscenze Selçuk cominciò negli anni Duemila ad associare la sua attività a quella dell’esercito turco, riuscendo a sperimentare i suoi prototipi di droni nei luoghi in cui operavano le forze armate. >> >> Selçuk Bayraktar passò molto tempo nella zona sud-orientale della Turchia, dove l’esercito da anni combatte contro la guerriglia curda una guerra molto criticata a livello internazionale per le numerose violazioni di diritti umani e per le dure condizioni a cui è sottoposta la popolazione civile. >> >> Selçuk andò al fronte, correndo anche un discreto pericolo personale, per sperimentare i suoi prototipi di droni: dapprima uno più piccolo, il Mini UAV, che aveva cominciato a progettare già nel 2005 e che aveva funzioni di sorveglianza e ricognizione, e poi uno più grande, abbastanza da trasportare munizioni per l’attacco, che poi sarebbe diventato il TB2, entrato in produzione nel 2014. In quello stesso anno, Erdogan fece approvare una controversa riforma costituzionale che attribuiva enormi poteri alla presidenza del paese (carica che lui ricopriva) e che di fatto rendeva il suo regime autoritario. >> >> Dopo aver accentrato il potere in Turchia, Erdogan cominciò a investire fortemente nel settore degli armamenti, con l’obiettivo di rendere il paese non soltanto indipendente nella fornitura di armi, ma anche capace di esportarne. L’azienda di Bayraktar, la Baykar, cominciò a vincere varie gare d’appalto per la costruzione di droni armati. >> >> La Baykar è un’azienda famigliare: fu fondata dal padre di Selçuk, oggi defunto, e oltre a Selçuk vi lavorano i suoi due fratelli: Haluk nel ruolo di amministratore delegato e Ahmet come direttore delle finanze. Oggi la Baykar è di gran lunga il più noto esportatore di armi della Turchia, ed è considerata un’azienda strategica dallo stato turco, elemento fondamentale del piano per trasformare il paese in una potenza nell’industria delle armi. Il successo di Baykar è quasi tutto da attribuire al drone TB2. >> >> Il presidente turco Erdogan firma un drone della Baykar nel 2019 (Tolga Adanali/Depo Photos via ZUMA Press Wire) >> >> Il Bayraktar TB2 è un drone lungo 6 metri e mezzo, con un’apertura alare di 12 metri. È un drone piuttosto avanzato, capace di sparare missili di precisione che modificano la loro traiettoria in volo, e sono in grado di colpire obiettivi anche molto piccoli, come un gruppo di soldati che si nasconde in una trincea. Ha vari altri vantaggi, come quello di essere relativamente facile da manovrare (ma serve comunque un addestramento specifico) e di non essere troppo grande: lo si può trasportare abbastanza tranquillamente su un furgone militare. >> >> Benché sia robusto e affidabile, il TB2 non ha caratteristiche particolari che lo facciano spiccare su altri droni, come per esempio gli americani Predator o Reaper: non è particolarmente veloce (raggiunge al massimo i 120 chilometri orari, mentre il Reaper supera i 400), non è in grado di raggiungere altitudini elevate e non ha difese avanzate che lo rendano capace di evitare i sistemi antiaerei nemici, benché sia piuttosto efficace nell’evitare le interferenze delle onde radio che ne consentono il comando a distanza. >> >> Ma il TB2 ha una caratteristica fondamentale, che per molti paesi lo rende assai più appetibile di tutti gli altri droni militari di alto livello: costa poco. I prezzi dei droni sono segreti industriali che non vengono mai rivelati, soprattutto perché non si compra mai il singolo drone: assieme al velivolo, si comprano anche le ore di addestramento per i piloti (che nel caso della Baykar vengono fatte in Turchia), la fornitura continua delle necessarie parti di ricambio, gli aggiornamenti dei software, i complessi sistemi radio e così via. >> >> Il _New Yorker_ ha scritto che nel 2019 l’Ucraina comprò una flotta di sei TB2 per 69 milioni di dollari: secondo il giornale, lo stesso numero di Reaper americani costerebbe almeno sei volte tanto. >> >> Questo significa che uno degli aspetti fondamentali della guerra moderna, cioè l’uso dei droni armati, che fino a qualche anno fa era riservato esclusivamente alle grandi potenze militari come Stati Uniti e Cina, grazie al TB2 è a disposizione anche di eserciti più piccoli e meno ricchi, che possono permettersi di comprare svariati TB2 e di usarli in scenari di battaglia senza timore che perderne qualcuno costituisca un danno economico disastroso, come sarebbe invece perdere un drone più avanzato di fabbricazione statunitense o israeliana. >> >> Il fatto, inoltre, è che i droni TB2, benché decisamente non siano i più evoluti sul mercato, sono più che sufficienti per provocare enormi danni in battaglia: in pochi anni dalla loro adozione da parte di vari eserciti, si sono già dimostrati capaci di cambiare il corso di intere guerre. >> >> Un TB2 a Cipro, nel 2019 (DHA via AP) >> >> Secondo il _New Yorker_ , la Turchia ha venduto i droni TB2 ad Azerbaijan, Etiopia, Libia, Marocco, Nigeria, Qatar, Polonia e Ucraina. Ovviamente, sono in dotazione anche all’esercito turco. Un elemento notevole è che in buona parte dei conflitti in cui i TB2 hanno avuto ruoli determinanti lo hanno fatto contro eserciti armati o comunque sostenuti dalla Russia. >> >> Nella guerra civile in Libia, tra il 2019 e il 2020, l’intervento delle forze turche a favore del governo di Tripoli cambiò il corso della guerra, che fino ad allora era sembrato favorevole alle forze del maresciallo Khalifa Haftar, che era sostenuto dalla Russia e stava avanzando verso Tripoli. [A cambiare le cose](<https://www.ilpost.it/2020/05/22/turchia-guerra-libia-haftar/>) furono soprattutto i TB2, che fecero perdere ad Haftar la supremazia aerea e inflissero grossi danni ai suoi uomini. >> >> Alla fine del 2020 un conflitto tra l’Armenia e l’Azerbaijan per il territorio del Nagorno-Karabakh fu vinto in maniera sorprendente e piuttosto decisa dalle forze azere grazie all’utilizzo dei droni turchi (oltre ad altri droni comprati da Israele): la guerra era bilanciata «finché i generali turchi non hanno preso in mano i joystick», cioè i comandi remoti dei droni, ha detto al _New Yorker_ Robert Avetisyan, un funzionario governativo armeno. >> >>> Turkish armed drone Bayraktar TB2 was also part of the victory parade in Azerbaijan. >>> >>> The drones had a huge impact in the Karabakh war against the Armenian forces. [pic.twitter.com/vYXBhKFym7](<https://t.co/vYXBhKFym7>) >>> >>> -- Ragıp Soylu (@ragipsoylu) [December 10, 2020](<https://twitter.com/ragipsoylu/status/1336988432887918594?ref_src=twsrc%5Etfw>) >> >> Dopo la guerra, l’Armenia fu costretta a cedere grosse porzioni del suo territorio e ad ammettere [una sconfitta piuttosto umiliante](<https://www.ilpost.it/2020/11/10/nagorno-karabakh-guerra-armenia-azerbaijan/>). Anche in questo caso c’era stata una competizione per le forniture di armi tra la Russia, che sosteneva l’Armenia, anche se in modo ambiguo, e la Turchia, che è da tempo un fortissimo sponsor dell’Azerbaijan. >> >> I droni militari turchi (oltre che qatarioti e cinesi, tra gli altri) hanno anche avuto un ruolo fondamentale [nel cambiare il corso della guerra civile in Etiopia](<https://www.ilpost.it/2022/02/13/droni-guerra-etiopia/>), dove il loro utilizzo ha ribaltato l’equilibrio delle forze in campo a favore dell’esercito regolare del presidente etiope Abiy Ahmed e contro le forze separatiste della regione del Tigrè. >> >> In Ucraina le cose sarebbero però dovute andare diversamente. Mentre nei casi citati finora i droni TB2 erano stati impiegati contro eserciti non particolarmente avanzati e che non erano preparati a contrastare droni armati, l’esercito russo avrebbe dovuto disporre di tutti i sistemi necessari per eliminare i droni nelle prime fasi dell’invasione dell’Ucraina e conquistare rapidamente la superiorità aerea. In un articolo pubblicato pochi giorni prima dell’inizio della guerra, l’ _Economist_ [scriveva](<https://www.economist.com/europe/2022/02/12/turkey-is-the-arms-industrys-new-upstart>) che i TB2 erano inermi e inefficaci contro l’esercito russo. >> >>> Ukrainian Bayraktar TB2 destroyed another Russian ship. This time the landing craft of the "Serna" project. The traditional parade of the russian Black Sea fleet on May 9 this year will be held near Snake Island - at the bottom of the sea. [pic.twitter.com/WYEPywmAwX](<https://t.co/WYEPywmAwX>) >>> >>> -- Defense of Ukraine (@DefenceU) [May 7, 2022](<https://twitter.com/DefenceU/status/1522897994701549573?ref_src=twsrc%5Etfw>) >> >> Le previsioni sono state rapidamente smentite, come è successo a più o meno a tutte le analisi militari fatte prima della guerra, che avevano grandemente sopravvalutato le capacità dei russi: i TB2 hanno avuto un ruolo fondamentale per l’Ucraina sia come strumento di ricognizione sia soprattutto come strumento di attacco. Specie nelle prime settimane del conflitto, in cui la resistenza ucraina ha combattuto su un terreno favorevole nel nord del paese, i droni sono stati utilissimi per colpire i mezzi corazzati russi isolati, per bloccare le colonne che avanzavano poco protette o per attaccare gruppi di soldati nascosti nelle trincee. >> >> I video degli attacchi con droni degli ucraini sono anche diventati un elemento di propaganda e sono stati fatti circolare dalle forze ucraine per aumentare il morale e mostrare che l’esercito era più che capace di resistere e infliggere perdite al nemico. >> >>> Знищення з БПЛА "Bayraktar TB2" російського ЗРК "Бук" біля с. Іванків Київської області. >>> >>> Все буде Україна!🇺🇦 [pic.twitter.com/QQahqGO6dW](<https://t.co/QQahqGO6dW>) >>> >>> -- Defense of Ukraine (@DefenceU) [February 28, 2022](<https://twitter.com/DefenceU/status/1498324064527691777?ref_src=twsrc%5Etfw>) >> >> Non è del tutto chiaro perché i TB2 abbiano avuto così tanto successo perfino contro l’esercito russo. Per mesi i commentatori e gli analisti hanno dibattuto su perché la Russia non abbia conquistato fin da subito lo spazio aereo ucraino, eliminando i jet e i droni delle forze ucraine: almeno in teoria, avrebbe dovuto essere in grado di riuscirci facilmente. >> >> Semplificando molto, circolano due ipotesi sul perché non l’abbia fatto finora: la Russia non usa in maniera decisiva l’aviazione perché _non vuole_ infliggere danni enormi all’Ucraina o perché _non può_ , cioè ha sottovalutato le forze ucraine e ora non è in grado di dispiegare quel complesso sistema militare e logistico che le servirebbe per ottenere il controllo totale dello spazio aereo. Più passa il tempo, più gli analisti propendono per la seconda opzione. >> >> Il fatto che i TB2 siano stati così efficaci contro l’esercito russo ha creato anche alcune tensioni con il governo turco: questo frequente confronto tra forze armate dalla Turchia e forze armate dalla Russia è una parte del peculiare rapporto che intercorre tra i due paesi. >> >> La Russia è un partner commerciale fondamentale per la Turchia, ed è anche un importante fornitore di sistemi d’arma: il governo turco ha comprato di recente il sofisticato sistema antimissilistico S-400, nonostante la contrarietà e le proteste degli Stati Uniti. La Russia, inoltre, sta sovrintendendo alla costruzione di un’enorme centrale nucleare in Turchia, e i due paesi collaborano in vari progetti. Ma nonostante questo mantengono sotto molti altri aspetti un rapporto concorrenziale e in alcuni casi perfino conflittuale, come si è visto. >> >>> Олександр Миронюк, заступник МОУ: ⚓️«ВМС отримали морську версію Bayraktar ТВ2. Радіус дії 300 км. > 🛫Під Миколаєвом пройшли випробування – підйом на штатну робочу висоту, перевірка роботи корисного навантаження та станцій управління». > 👉Детальніше <https://t.co/mydsR57RJX> [pic.twitter.com/GOJKQpRRw6](<https://t.co/GOJKQpRRw6>) >>> >>> -- Defense of Ukraine (@DefenceU) [July 16, 2021](<https://twitter.com/DefenceU/status/1415933572259753987?ref_src=twsrc%5Etfw>) >> >> Il successo dei TB2 mostra poi in maniera evidente le ambizioni dello stato turco, di cui Selçuk Bayraktar è un buon testimone. Oltre a essere imparentato con la famiglia di Erdogan (Bayraktar e Sümeyye Erdogan si sono sposati nel 2016, a un matrimonio a cui hanno partecipato oltre cinquemila persone, compresa la gran parte della classe dirigente turca), Bayraktar è un musulmano molto attivo, che sui social network pubblica messaggi di devozione, e al tempo stesso un nazionalista e un patriota che sostiene pubblicamente le azioni dell’esercito turco in Kurdistan e in Siria. >> >> Bayraktar è anche un personaggio pubblico molto noto in Turchia, e in alcuni contesti viene paragonato al celebre imprenditore americano Elon Musk per la sua capacità di creare una nuova industria (quella dei droni armati in Turchia) praticamente partendo da zero. >> >> L’esportazione di armi ha conosciuto negli ultimi anni un gran successo in Turchia, che lo scorso anno ha esportato armamenti per 3,2 miliardi di dollari: un record. Ha avuto anche un’influenza notevole sullo sviluppo delle forze armate turche, che fino a dieci anni fa facevano affidamento su forniture estere per il 70 per cento del loro fabbisogno, mentre adesso soltanto del 30. >> >> La Turchia ha anche usato l’esportazione delle armi per ampliare la sua influenza all’estero, anzitutto perché, per via della continua necessità di parti di ricambio e di aggiornamenti, comprare droni da un certo paese significa legarsi a quel paese. Il governo turco, inoltre, ha spesso approfittato della sua posizione: in Etiopia, la Turchia accettò di vendere i droni soltanto a patto che il governo facesse chiudere varie scuole associate a Fethullah Gülen, [un famoso avversario politico di Erdogan](<https://www.ilpost.it/2021/07/15/colpo-di-stato-erdogan/>). *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Perché i droni turchi sono così temibili
Serie A, la classifica e il prossimo turno
>> >> La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato di aver raggiunto un accordo che consentirà ai paesi dell'Unione Europea di acquistare altre 300 milioni di dosi del vaccino di Pfizer-BioNTech contro il coronavirus. >> >> Il vaccino di Pfizer-BioNTech è stato il primo ad essere approvato dalla Commissione Europea, che ne aveva già acquistato 300 milioni di dosi: di fatto le dosi disponibili saranno raddoppiate. Il 6 gennaio la Commissione [aveva approvato](<https://www.ilpost.it/2021/01/08/agenzia-italiana-farmaco-aifa-autorizzato-vaccino-moderna/>) anche il vaccino contro il coronavirus di Moderna. >> >> Von der Leyen ha spiegato che 75 milioni di dosi dell'ordine saranno già disponibili fra marzo e giugno del 2021, mentre il resto arriverà entro fine anno. I vantaggi di questa operazione, ha detto ancora von der Leyen, sono che esiste già un contratto tra l'Unione Europea e Pfizer-BioNTech – che sarà esteso – e che il vaccino è già stato approvato dall'EMA, l'autorità europea sulla sicurezza dei farmaci. Il prossimo passaggio toccherà ai paesi europei, che dovranno materialmente comprare le dosi da Pfizer e BioNTech, e accordarsi su tempi e modi della spedizione. >> >> **– Leggi anche:** [La situazione dei vaccini in Italia, in tempo reale](<https://www.ilpost.it/2021/01/07/coronavirus-vaccini-italia-in-tempo-reale/>) >> >>> We make sure Europeans have sufficient doses of safe & effective [#COVID19](<https://twitter.com/hashtag/COVID19?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw>) vaccines. >>> >>> We now enable EU countries to buy more doses of the 1st vaccine approved in EU. >>> >>> They can now buy up to 300 million more doses of the [#BioNTech](<https://twitter.com/hashtag/BioNTech?src=hash&ref_src=twsrc%5Etfw>)/[@Pfizer](<https://twitter.com/pfizer?ref_src=twsrc%5Etfw>) vaccine.<https://t.co/vjZd0L17VL> >>> >>> -- Ursula von der Leyen (@vonderleyen) [January 8, 2021](<https://twitter.com/vonderleyen/status/1347468965732360192?ref_src=twsrc%5Etfw>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
La Commissione Europea ha ordinato altre 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech
Lo spot con Justin Timberlake che interpreta un lime
> > Derek Mackay, ministro delle Finanze scozzese, [si è dimesso](<https://www.bbc.com/news/uk-scotland-51397956>) dopo che un giornale, lo _Scottish Sun_ , [ha pubblicato](<https://www.thescottishsun.co.uk/news/5253542/derek-mackay-snp-mp-texts-finance-secretary/?utm_medium=Social&utm_campaign=scottishsuntwitter&utm_source=Twitter#Echobox=1580943655>) dei messaggi quantomeno ambigui da lui mandati a un ragazzo di 16 anni. Secondo lo _Scottish Sun_ , Mackay, che ha 42 anni, contattò il ragazzo ad agosto, mandandogli 270 messaggi su Instagram e su Facebook. Tra i messaggi pubblicati, ce ne sono alcuni in cui Mackay invita il ragazzo a cena e a seguire insieme una partita di rugby. Mackay si è scusato con il ragazzo e la sua famiglia, si è assunto la piena responsabilità di quello che ha fatto e si è quindi dimesso. Come ha scritto il _Guardian_ , Mackay era uno degli esponenti più noti dello Scottish National Party, il partito della prima ministra Nicola Sturgeon. Si è dimesso poche ore prima che dovesse presentare i piani di spesa del governo per il 2020. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Derek Mackay, ministro delle Finanze scozzese, si è dimesso per aver mandato centinaia di messaggi a un ragazzo di 16 anni
Le 24 ore di allarme terrorismo
L'atrocità della vita umana nelle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico è misurata dalla frequenza con la quale viene pronunziata la parola “resilienza”. Essa detiene originariamente un significato tecnico, giacché indica, così recita il Dizionario “Treccani”, la capacità dei materiali di resistere alla rottura “per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d'urto”. Nel campo della filati e dei tessuti, continua il nostro Dizionario, essa designa per estensione “l'attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l'aspetto originale”[1]. A questo punto, qualcuno deve aver pensato che sarebbe bello se il mondo organico-umano-provvisto di autoconsapevolezza assumesse le medesime proprietà dei filati e dei tessuti. _Au fond_ , il “dolore infinito” che, secondo lo Hegel di _Fede e sapere_ , partorisce la soggettività è una seccatura, non sono certamente i traumi, nonostante gli avvertimenti di Freud, a preparare le condizioni per una vita umana integra, buona, felice. [](<https://www.micromega.net/putin-guerra-pacifismo-ipocrisia/>) Si badi: non è solo la psicologia contemporanea a certificarlo; persino il Dizionario della dottrina sociale della Chiesa prevede una voce dedicata alla “resilienza”, nella quale l'autrice ci assicura che gli “scritti ecclesiastici, pur non contemplando il termine resilienza, ne interpretano da sempre lo spirito e il significato”[2]. Qualche dottor sottile potrà obiettare che mentre il cristianesimo promuove la “resilienza” perché, con esso, si aspira alla resurrezione, la verbosa ideologia contemporanea impone sacrifici senza alcuna speranza di risarcimento. Ma forse sarebbe troppo “speculativo” pretenderne la comprensione: l'adattamento coatto al modo di vita presente deve trionfare su tutto.[](<https://www.micromega.net/podcast-valerio-nicolosi-kiev/>)Poi arriva, nel giorno del Signore 27 febbraio 2022, la notizia: il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha ordinato l'allerta del sistema difensivo nucleare russo. Deve aver trovato minacciosi il Direttore del giornale “la Repubblica”, Maurizio Molinari, oppure il Segretario del Partito democratico, Enrico Letta, mentre in televisione alludevano a una risposta missilistica all'attacco russo in Ucraina. La mente gioca spesso brutti scherzi: se anche gli italiani non sono più quelli di una volta, gigioni e amichevoli (“bei tempi quelli di Villa Certosa!”), i Russi sono davvero in pericolo. Ma la verità della situazione è più grossa, inquietante, profonda: è tutta l'umanità che è minacciata da un insieme di fenomeni a sfondo _immediatamente_ catastrofico. Prima, è stata una catastrofe _ideologica_ : l'unica ipotesi _concreta_ di diversa e più razionale organizzazione dello spazio economico-sociale è naufragata negli spasmi mentali di un Achille Occhetto; poi, è stata una catastrofe _economica_ : vi è ancora qualcuno, dopo il _credit crunch_ del 2007-2008, che crede che il capitalismo possa marciare autonomamente sulle proprie gambe, senza credito facile, tassi di interesse negativi, debiti pubblici alle stelle e _quantitative easing_? Infine, è stata una catastrofe _sanitaria_ , con una pandemia che ha costretto centinaia di milioni di persone al confinamento e messo in ginocchio i sistemi sanitari di mezzo mondo _._ A tutto ciò va aggiunta la catastrofe _politica_ , che si prolunga in quella _bellica_ delle ultime ore: il regime democratico, il “governo popolare”, il legame diretto fra rappresentanti e rappresentati, è ritenuto dalle classi dirigenti lento, inefficiente, costoso, controfinalistico. A esso bisognerebbe sostituire, quando va bene e soprattutto nei paesi ricchi, una “tecnocrazia gentile” e, quando va male e soprattutto nei paesi poveri, forme plurime e diversamente graduate di autocrazia. In una situazione del genere, ci avvertiva già qualche tempo fa Friedrich Engels, non “abbiamo bisogno di simulatori radicali”, organizzazioni o partiti che si formano o smembrano per puro impulso elettoralistico, “senza ottenere nulla”[3]. Il liberalismo moderno insegna che viviamo in un mondo in cui ognuno avendo cura di sé contribuisce al benessere di tutti. Sarebbe il momento di prenderlo in parola e che le classi popolari perseguano anzitutto i propri interessi alla pace, alla sicurezza e alla prosperità, sviluppandoli nel quadro di una potente solidarietà internazionalistica. Le sanzioni e le risposte “missilistiche” sono invocate solo da chi vuole favorire una frazione della borghesia internazionale contro l'altra. Oggi, nella cupa rassegnazione indotta da una realtà allo sfacelo, vi è una sola soluzione: la coordinata e fattiva mobilitazione internazionale dei lavoratori e delle lavoratrici, fuori e contro ogni posticcia divisione politico-culturale, fuori e contro ogni illusione nazionalistica e guerrafondaia, al di là e al di qua degli Urali. > [Guerra in Ucraina. Tutte le analisi e le opinioni sulla crisi](<https://www.micromega.net/analisi-opinioni-guerra-ucraina-russia/>) [1] https://www.treccani.it/vocabolario/resilienza/ [2] https://www.dizionariodottrinasociale.it/Voci/Resilienza.html [3] Friedrich Engels, _Un partito degli operai_ , in “Labour Standard”, n. 12, 23 luglio 1881.
Solo i lavoratori possono fermare la catastrofe
"GODIImenti", il reading-concerto a Roma il 12 febbraio 2016
Giovedì 24 luglio _Wikipedia_ , l'enciclopedia online più usata al mondo, [ha stabilito](<http://www.washingtonpost.com/blogs/the-switch/wp/2014/07/24/wikipedia-blocks-anonymous-edits-and-trolling-from-a-congressional-ip-address/>) un divieto temporaneo di modifica delle sue pagine agli utenti anonimi che si collegano dall'indirizzo IP 143.231.249.138, riconducibile alla Camera dei rappresentati, uno dei due rami del parlamento degli Stati Uniti. La decisione è stata presa da [Tom Morris](<http://en.wikipedia.org/wiki/User:Tom_Morris>), un membro della comunità dei volontari che si occupa della versione in inglese di Wikipedia, che ha criticato le modifiche provenienti da quell'indirizzo IP, un numero che identifica i dispositivi che si collegano a una rete, per «persistenti e fastidiose modifiche» ([questa](<http://en.wikipedia.org/wiki/User_talk:143.231.249.138#July_2014_2>) è la pagina di discussione di Wikipedia relativa ai comportamenti tenuta dagli utenti anonimi che hanno effettuato modifiche). Come spiega il sito di tecnologia _Ars Technica_[sono stati esclusi](<http://arstechnica.com/tech-policy/2014/07/whos-banned-from-editing-wikipedia-this-week/>) «solo gli utenti anonimi: ciascun dipendente della Camera può aprire un account Wikipedia e continuare a modificare le pagine». Finora, nessuno ha rivendicato le modifiche eseguite dall'IP 143.231.249.138, né è chiaro quante persone si siano collegate da quell'indirizzo. Nei giorni scorsi dall'IP appartenente alla Camera erano state realizzate modifiche scherzose o piuttosto pesanti riguardo ad alcune voci: [come riporta _BBC_](<http://www.bbc.com/news/technology-28481876>), nella pagina dell'ex segretario alla Difesa Donald Rumsfeld era stata aggiunta una frase che lo descriveva come «una lucertola aliena che si nutre di neonati messicani», mentre una modifica alla pagina della politica ucraina Nataliya Vitrenko aveva aggiunto che quest'ultima era un «burattino nelle mani dei russi». Non è la prima volta che alcuni IP della Camera cercano di modificare voci dell'enciclopedia in maniera discutibile: su Wikipedia c'è [un'intera pagina](<https://en.wikipedia.org/wiki/U.S._Congressional_staff_edits_to_Wikipedia>) dedicata a questi tentativi. Lo stesso indirizzo IP escluso per dieci giorni era già stato punito il 16 luglio con un divieto di un giorno. Il 9 luglio era stato creato un account automatico su Twitter, [@congressedits](<https://twitter.com/congressedits>), che segnalava tutte le modifiche ad alcune pagine di Wikipedia effettuate da IP riconducibili alla Camera. Il 23 luglio, dopo che l'account riscosse notevole successo, il magazine online _Mediaite_ ne parlò [in un suo articolo](<http://www.mediaite.com/online/mystery-congressional-staffer-edits-wikipedia-to-push-conspiracy-theories/>): poco dopo, la sua pagina su Wikipedia fu modificata con l'aggiunta di una frase che [definiva](<http://arstechnica.com/tech-policy/2014/07/whos-banned-from-editing-wikipedia-this-week/>) il giornale «un blog di notizie ed opinioni sessista e transfobo». Tom Morris, come si può vedere [qui](<http://en.wikipedia.org/wiki/User_talk:143.231.249.138#July_2014_2>), ha deciso di istituire il ban proprio a seguito di questa modifica. [Contattato da _BBC News_](<http://www.bbc.com/news/technology-28481876>), il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales ha fatto però sapere che secondo alcuni dello staff di Wikipedia l'account @congressedits «ha solo convinto alcuni burloni presenti in quell'ufficio di avere un qualche pubblico per i suoi scherzi, incoraggiandoli [a continuare]». foto: Photo by Brendan Hoffman/Getty Images *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Wikipedia contro i troll del Congresso
Martedì 14 marzo
01 novembre 2016 16:03 Giulia Caminito, La grande A Giunti, 285 pagine, 14 euro Romana al suo esordio, Giulia Caminito non ha ancora trent’anni ma è tra i pochi scriventi degni di essere chiamati scrittori, ché la sua è una scrittura originale e sicura, frasi brevi, continui a capo, osservazioni che vengono da azioni, concretezza e curiosità da adolescente, qui per la storia di famiglia e per quella più grande, vista bensì dalle vicende di una famiglia (o stirpe) non rara. La grande A è certamente l’Africa, e l’Aoi, l’Africa orientale un tempo “italiana”, luogo di esotica diversità e di coloniale squallore ma affascinante per i racconti che l’autrice ha ascoltato, per le storie di nonne, di mamme, di giovani, di etnie, di paesaggi e di animali. A queste storie si aggiungono quelle di un’infanzia in tempo di guerra in Lombardia, anch’essa non vissuta, ricostruita, e di una maturità negli anni del boom (e “fuori del Limbo non v’è Eliso”, diceva Morante). La A del titolo è anche Assab, una piccola A, la cittadina dove la madre di Giada, la narratrice, gestisce un bar con piglio virile. Ed è lei la vera grande A per chi l’ama e la subisce. È una donna che si chiama Adele, detta Adi, e combina storie, esercita un potere, si scontra col mondo e dice infine: “Quest’Africa è finita, non era mia ma ora non c’è più, e prima che qualcuno potesse venire a dirmelo, ho riempito la valigia senza tanti complimenti”. Questa rubrica è stata pubblicata il 21 ottobre 2016 a pagina 88 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati Libri
Storie italiane dall’Africa orientale
Ora gli agricoltori protestano anche in Francia
> > Nella sera di oggi – giovedì 16 febbraio – in tv ci sono molte interessanti alternative: per cominciare, lo spettacolo di un famoso trio di comici (che andava fortissimo qualche anno fa, ma continua ad avere il suo seguito), una bella partita di calcio (di [Europa League](<https://www.ilpost.it/2017/02/16/villarreal-roma-streaming-probabili-formazioni/>)), serie tv e film e poi i consueti programmi di approfondimento e inchieste. Su Rai Due c'è lo spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo per i 25 anni di lavoro insieme, una specie di antologia delle cose migliori, mentre se volete vedere la partita tra Roma e Villarreal dovete andare su Tv8 (ovvero la vecchia MTV). Su Canale Cinque c'è il primo film di Ficarra e Picone da registi, mentre su Italia Uno c'è un film d'azione con Jason Statham (e a lui di solito vengono bene). Ospite da Corrado Formigli su La7 a Piazza Pulita, invece, c'è Matteo Salvini (e poi si parla della crisi nel PD). > > **Rai Uno** > > **21.25 – Un passo dal cielo:** vanno in onda l'ottava e la nona puntata della quarta stagione della serie italiana ambientata sulle Dolomiti. Parla di un gruppo di agenti della Forestale: non c’è più Terence Hill e il protagonista ora è Daniele Liotti. > > https://twitter.com/passodalcielo4/status/831932566898880512 > > **Rai Due > ** > > **21.05: Rai dire niùs:** il nuovo programma della Gialappa's Band con il mago Forrest. ** > ** > > **21.20 – Aldo, Giovanni e Giacomo - Live On Stage:** uno spettacolo dei tre comici Aldo, Giovanni e Giacomo per celebrare i 25 anni di lavoro insieme. Una specie di "best of" teatrale delle loro cose migliori. > > **Rai Tre > ** > > **21.15 – Mi Manda Raitre:** il programma di indagini e questioni legate ai diritti dei consumatori, condotto da Salvo Sottile. > > **Rete Quattro > ** > > **21.15 – Colpevoli d 'innocenza:** film del 1999 con Tommy Lee Jones e Ashley Judd. Una donna viene ingiustamente accusata dell'omicidio di suo marito, ma mentre si trova in carcere scopre che in realtà lui è ancora vivo e lei è stata incastrata. > > **Canale Cinque** > > **21.11 – Anche se è amore non si vede:** è il primo film da registi della coppia di comici Ficarra e Picone. È del 2011 e come tutti i film di Ficarra e Picone racconta di due amici che eccetera eccetera, in questo caso però a Torino e non in Sicilia. > > **Italia Uno** > > **21.10 – Transporter: Extreme:** è il secondo dei tre film della serie "Transporter" basata sul personaggio di Frank Martin e con Jason Statham, che trasporta cose. È un film di azione, guida spericolata e sparatorie, ma di quelli fatti dignitosamente. (Esiste anche il quarto film della serie, ma senza Statham). > > **La7 > ** > > **21.10 – Piazzapulita:** il programma di approfondimento e inchieste condotto da Corrado Formigli. Questa sera c'è ospite Matteo Salvini e si parla anche della situazione del Partito Democratico. ** > ** > > **Tv8** > > **21.05 – Villarreal-Roma:** partita dei sedicesimi di finale di Europa League. Rome e Villarreal sono due squadre che puntano alla vittoria del torneo, ma la Roma sembra avere più mezzi per farlo. Il Villarreal sta avendo qualche difficoltà in campionato e in questo momento si trova in sesta posizione, mentre la Roma è praticamente da inizio stagione al secondo posto della Serie A. > > **Rai Movie > ** > > **21.20 – Anni felici:** film del 2013 diretto da Daniele Luchetti con Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti. Racconta la storia di una famiglia romana negli anni Settanta, ispirata a quella del regista, tra i problemi di coppia dei due genitori e quelli di adattamento dei figli. > > **Iris** > > **21.00 – Striptease:** famoso film del 1996 tratto dall'omonimo romanzo di Carl Hiaasen, con Demi Moore e diretto da Andrew Bergman. Famoso soprattutto per le scene di nudo con Demi Moore. > > **Sky Cinema 301 > ** > > **21.15 – Deja Vu - Corsa contro il tempo** > > **Sky Cinema 312** > > **21.00 – Saw - L'enigmista: ** *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Cosa c'è stasera in TV
I candidati ai David di Donatello 2020 sono il sud e gli eroi maschili
07 dicembre 2020 07:49 Gli Shocking Blue erano una band di rock psichedelico olandese. Il loro pezzo famosissimo è Venus , del 1969, anche per una cover delle Bananarama del 1986. La #canzonedelgiorno è il loro primo singolo di successo, del 1968. Alla band dell’Aia si era appena unita la cantante Mariska Veres, che entra nella storia del rock per la voce speciale e lo stile battistrada del dark di dieci anni dopo. Per visualizzare questo contenuto, accetta i cookie di tipo marketing . Per visualizzare questo contenuto, accetta i cookie di tipo marketing . Canzone del giorno
Mandami una cartolina
Spagna, la Corte Suprema annulla le restrizioni anti-Covid: limitano i diritti fondamentali
>> >> Da inizio anno in tutto il mondo sono state somministrate oltre 6 miliardi di dosi dei vaccini contro il coronavirus, con oltre 2,5 miliardi di persone che hanno completato il proprio ciclo vaccinale. La stragrande maggioranza di questi individui non si ammalerà di COVID-19 e la piccola parte di loro che svilupperà un’infezione post-vaccino non avrà sintomi e manterrà un rischio molto basso di sviluppare forme gravi della malattia. >> >> Come tutti gli altri vaccini, anche quello contro il coronavirus non protegge al 100 per cento contro la malattia, ma rende estremamente improbabile che ci si ammali gravemente. >> >> Il vaccino sta in un certo senso cambiando la COVID-19, per lo meno per chi si è sottoposto alla vaccinazione, rendendola una malattia diversa da quella che aveva portato lutti e stravolto le nostre abitudini nel 2020. È una buona notizia, che non deve comunque portare a sottovalutare gli effetti del virus, che continua a causare la morte di migliaia di persone ogni giorno in tutto il mondo, [specialmente dove i vaccini sono poco diffusi](<https://www.ilpost.it/2021/09/07/covid-19-vietnam/>). >> >> Stabilire in che misura stia cambiando la COVID-19, tra i vaccinati e il resto della popolazione, non è comunque semplice, perché la malattia stessa è difficile da definire. >> >> Inizialmente nei non immunizzati sembrava che causasse per lo più problemi al sistema respiratorio, ma nell’ultimo anno e mezzo medici e ricercatori hanno notato che a seconda dei pazienti i sintomi variano enormemente. La presenza del coronavirus nell’organismo induce una forte risposta immunitaria, che talvolta finisce fuori controllo al punto da [danneggiare tessuti in varie parti del corpo](<https://www.ilpost.it/2020/04/20/coronavirus-effetti-polmoni-cuore-cervello/>). Questa reazione è estremamente soggettiva ed è ciò che rende più difficile determinare con certezza i sintomi tipici della malattia. >> >> La grande soggettività non riguarda solamente i casi gravi, ma in generale la reazione a un’infezione da coronavirus ([essere infetti non implica che poi ci si ammali](<https://www.ilpost.it/2020/07/09/covid-19-coronavirus-sars-cov-2/>)). Molte persone non si accorgono di essere state contagiate perché non sviluppano sintomi, o ne sviluppano di molto lievi che possono essere confusi con altri problemi di salute o con malattie comuni come un raffreddore o qualche sindrome influenzale. Altre hanno sintomi più marcati e riconoscibili, che possono peggiorare in pochi giorni, rendendo necessario un ricovero in ospedale. I casi più gravi devono essere trattati in terapia intensiva, con un maggior rischio di morte. >> >> I vaccini contro il coronavirus hanno aggiunto nuove variabili. Attraverso la vaccinazione, il sistema immunitario impara a riconoscere e ad affrontare il coronavirus, rendendo il nostro organismo un posto meno ospitale per il virus che si trova quindi la strada sbarrata e non riesce a sfruttare le nostre cellule per replicarsi. In alcuni casi può comunque verificarsi un’infezione post-vaccino, ma dai dati raccolti finora sembra che in queste circostanze il virus venga eliminato molto velocemente dal sistema immunitario, prima che possa causare danni e riducendo il rischio di infettare altre persone. >> >> Le evidenze scientifiche sulla protezione offerta dal vaccino sono state raccolte sia nella fase dei test clinici, cioè nel periodo in cui i vaccini erano somministrati a volontari per verificarne sicurezza ed efficacia, sia dopo l’avvio delle somministrazioni nel mondo reale. Le verifiche nel primo caso sono state più semplici da eseguire, perché i ricercatori potevano tenere sotto controllo alcune variabili, mentre nel secondo sono state e sono tuttora più difficili perché milioni di persone vivono in posti diversi, sono fatti diversamente e non hanno le stesse abitudini di vita. >> >> Nonostante queste difficoltà, un gruppo di ricercatori nel Regno Unito ha svolto una [ricerca](<https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099\(21\)00460-6/fulltext>) su 4,5 milioni di volontari, chiedendo loro di segnalare la comparsa di eventuali sintomi e gli esiti dei loro tamponi tramite un’applicazione per smartphone. Tra il milione circa di partecipanti con ciclo vaccinale completato, solamente in 2.370 (pari allo 0,2 per cento) hanno segnalato di essere risultati positivi a un test per il coronavirus. Solo una parte di queste infezioni post-vaccino ha portato a sviluppare sintomi, nella maggior parte dei casi più lievi e di breve durata rispetto a ciò che si osserva nei malati di COVID-19 non immunizzati con il vaccino. >> >> Altre analisi confermano l’efficacia della vaccinazione e di conseguenza la riduzione del rischio tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati. In Italia, per esempio, i [dati](<https://www.ilpost.it/2021/09/23/coronavirus-vaccini-dati-settimana-22-settembre/>) dell’Istituto superiore di sanità dicono che nella popolazione completamente vaccinata il rischio d’infezione si riduce del 76,9 per cento rispetto a quello tra i non vaccinati. I vaccini prevengono l’ospedalizzazione nel 93,1 per cento dei casi, il ricovero in terapia intensiva nel 95,4 per cento e i decessi nel 95,7 per cento. >> >> Le analisi di questo tipo sono utili per farsi un’idea sull’impatto dei vaccino, ma tendono inevitabilmente a dare informazioni sui due estremi opposti della pandemia: da un lato la protezione contro le infezioni in generale e dall’altro la protezione contro le forme gravi di COVID-19. >> >> Come [ricorda](<https://www.theatlantic.com/science/archive/2021/09/post-vaccination-covid/620140/>) l’ _Atlantic_ , così facendo si perdono le numerose sfumature nel mezzo, legate ai vaccinati che sviluppano sintomi moderati o lievi, e che sarebbero molto utili per definire meglio come possa cambiare la malattia nel breve-medio periodo, man mano che aumenterà il numero di immunizzati (naturalmente dopo la malattia, con tutti i rischi che ne conseguono, o tramite il vaccino). >> >> La raccolta di informazioni sulle infezioni post-vaccino è difficoltosa, sia perché molti non si accorgono di averne una, sia perché chi eventualmente si ammala non consulta un medico o esegue test per avere una conferma sulla propria positività al coronavirus. I dati dalle cartelle cliniche dei pazienti ricoverati sono più affidabili, anche se non sempre la documentazione è completa e ci sono comunque modalità diverse di registrare e seguire i pazienti nei vari paesi. C’è poi l’insieme di persone che continuano ad avere disturbi a mesi di distanza dalla malattia, [sindrome spesso definita “long COVID”](<https://www.ilpost.it/2021/08/01/long-covid/>), i cui contorni sono molto sfumati, proprio a causa della varietà dei sintomi e delle scarse possibilità di essere seguiti dai medici durante una pandemia che li tiene molto impegnati. >> >> Saranno ancora necessari mesi per avere un quadro più completo, ma i dati raccolti finora mostrano come l’esperienza della COVID-19 per i singoli si stia differenziando sempre di più tra chi è vaccinato e chi non lo è. I vaccini rendono meno probabili i contagi, ma non possono bloccarli completamente, e ciò significa che il coronavirus continuerà a circolare. Lo farà però tra una popolazione via via sempre più immunizzata, soprattutto grazie alle vaccinazioni, e quindi con difese immunitarie più adeguate per superare l’infezione ed eventualmente la malattia. >> >> Vari esperti ritengono che [saremo esposti continuamente al coronavirus](<https://www.ilpost.it/2021/01/18/coronavirus-futuro/>), ma che potremo contare sulla protezione acquisita per evitare che si ripetano gli scenari delle prime ondate nel 2020. La continua esposizione potrà inoltre contribuire a mantenere la memoria immunitaria, aiutandoci ad avere le giuste difese contro eventuali infezioni. Ciò potrà valere soprattutto per la popolazione in generale, mentre a livello locale e per singoli gruppi di persone il percorso sarà meno lineare, con la possibilità che si sviluppino focolai. >> >> Molto dipenderà anche dell'evoluzione del coronavirus, come ha dimostrato la diffusione della variante delta in Occidente con nuovi aumenti dei contagi. I vaccini hanno però consentito di ridurne sensibilmente gli effetti, soprattutto per quanto riguarda ricoveri e decessi, a dimostrazione della loro capacità di influire sull’andamento della pandemia. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
La COVID-19 dopo il vaccino è diversa
Glifosato, la “sicurezza” dell’erbicida è stata valutata ignorando il 90% degli studi
> > Raj Nair, presidente della divisione nordamericana di Ford, [si è dimesso](<http://www.bbc.com/news/business-43149801>) dopo che un'indagine interna lo ha accusato di aver avuto in più occasioni "comportamenti inappropriati" e non in linea con i valori della società. Ford non ha diffuso altre informazioni sulla natura dell'indagine interna né su cosa sia stato scoperto. Nair ha chiesto scusa per i suoi comportamenti. Il CEO di Ford Jim Hackett ha diffuso un comunicato spiegando che la decisione era stata presa dopo un'attenta revisione dei fatti e che Ford è impegnata a creare un ambiente di lavoro sicuro e protetto. Nair era presidente della divisione nordamericana di Ford dallo scorso luglio. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Il capo di Ford in Nordamerica si è dimesso a causa dei suoi "comportamenti inappropriati"
Senza auto ma con i mezzi gratis: il successo inaspettato di un esperimento svizzero
> > _Tienimi Bordone_ è il podcast quotidiano di Matteo Bordone sul Post. Il titolo si capisce? > Metti che non si capisce: è un gioco di parole sul fatto che lui si chiama Bordone, ed è buffo, come quando si dice “tienimi bordone”, che vuol dire “spalleggiami, assecondami” e viene dalla musica, e però se uno pensa a Bordone e alla sua inclinazione a imparare e condividere e discutere un sacco di cose, fa ridere, perché sembra che dici “tienimi Bordone”. Tienimi Bordone. > Capito? Eh? > Era meglio “Tienimi Matteo”? *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
A casa da scuola, Italia e Giappone
Martedì 25 febbraio
>>> >>> Il partito dei Verdi, necessario per tenere in piedi il governo irlandese, ha [chiesto](<http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-11811384>) le elezioni anticipate in seguito alla [richiesta d'aiuto](<https://www.ilpost.it/2010/11/21/ora-lirlanda-chiede-aiuto-alleuropa/>) di Dublino all'Unione Europea per uscire dalla crisi. Dopo settimane in cui l'Irlanda ha ripetutamente negato di aver bisogno di sostegno economico, ieri il governo ha ammesso di aver bisogno del prestito, stimato intorno ai 90 miliardi di euro, e ne ha fatto richiesta ufficiale all'Unione Europea, alla Banca centrale europea e alla Banca mondiale. >>> >>> I membri dei Verdi nella coalizione del governo in parlamento sono solo sei, ma bastano per deciderne le sorti. Il premier Brian Cowen ha infatti una maggioranza di soli tre seggi, e rischia di perderne uno domani in un'elezione straordinaria. A causa della situazione delicata e instabile, il leader dei Verdi John Gormley, anche ministro dell'ambiente, ha dichiarato di non avere intenzione di uscire dalla coalizione, ma di avere una serie di richieste per il governo, e tra queste le elezioni anticipate. Gormley ha proposto di fissarle per la seconda metà di gennaio, dopo l'approvazione del prestito da parte degli organismi internazionali. >>> >>>> «Lasciare il paese senza un governo mentre affronta questi problemi non risolti sarebbe molto dannoso e violerebbe i nostri doveri. La scorsa settimana è stata traumatica per l'elettorato irlandese. La gente si sente confusa e tradita. Abbiamo raggiunto un punto in cui gli irlandesi hanno bisogno di certezze politiche, che li portino a superare i prossimi due mesi» >>> >>> Gormley ha dichiarato che, prima delle elezioni, il governo deve riuscire a creare un piano quadriennale credibile per risanare i bilanci dello stato entro il 2014, e ha aggiunto che in queste ultime settimane ci sarebbe stata una «cattiva comunicazione» tra i membri del governo. Il corrispondente da Dublino di BBC Mark Simpson scrive che i problemi economici sono ora sfociati ufficialmente in una crisi politica. >>> >>> **- Puntate precedenti: [Tutti gli articoli del Post sull'Irlanda > ](<https://www.ilpost.it/tag/irlanda/>)- [La crisi dei bond irlandesi, spiegata](<https://www.ilpost.it/tag/irlanda/>)** *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
I Verdi irlandesi vogliono le elezioni
I postini finlandesi diventeranno anche giardinieri
>> >> Nelle ultime 24 ore in Italia [sono stati rilevati](<https://github.com/pcm-dpc/COVID-19/blob/master/schede-riepilogative/regioni/dpc-covid19-ita-scheda-regioni-20210422.pdf>) 16.232 casi positivi da coronavirus e 360 morti a causa della COVID-19. Attualmente i ricoverati sono 25.115 (745 in meno di ieri), di cui 3.021 nei reparti di terapia intensiva (55 in meno di ieri) e 22.094 negli altri reparti (690 in meno di ieri). Sono stati analizzati 188.460 tamponi molecolari e 176.344 test rapidi antigenici. La percentuale di tamponi molecolari positivi è stata dell'8,2 per cento, mentre quella dei test antigenici dello 0,4 per cento. Nella giornata di mercoledì i contagi registrati erano stati 13.844 e i morti 364. >> >> Le regioni che hanno registrato più casi nelle ultime 24 ore sono Lombardia (2.509), Campania (1.912), Puglia (1.895), Piemonte (1.646) e Sicilia (1.412). >> >> **Le principali notizie di oggi** > **•** Durante il Consiglio dei ministri tenutosi mercoledì pomeriggio sono state stabilite le [nuove regole per le zone gialle](<http://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-14/16679>), in parte [già annunciate dal presidente del Consiglio Mario Draghi la scorsa settimana](<https://www.ilpost.it/2021/04/17/26-aprile-riaperture-ristoranti-bar-scuole-musei-sport-spostamenti/>). Da lunedì 26 aprile ci si potrà spostare liberamente tra regioni in zona gialla, ma anche tra regioni in zona rossa o arancione se si sarà muniti del cosiddetto “certificato verde”, quello che il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva chiamato «pass» in precedenza. Tra le altre cose, le visite ad amici o parenti in un'abitazione privata, nelle zone gialle e arancioni, si potranno fare in quattro invece che in due: [qui](<https://www.ilpost.it/2021/04/21/riaperture-26-aprile-1-maggio/>) abbiamo messo in fila le principali novità a partire dal 26 aprile. >> >> **•** Con il decreto legge approvato mercoledì è stato confermato il coprifuoco, la misura restrittiva che vieta di uscire di casa dalle 22 alle 5 se non per motivi di lavoro, salute o urgenza: [non c’è però una scadenza certa](<https://www.ilpost.it/2021/04/22/coprifuoco-spostamenti-data-conferma/>). Interpretando le informazioni disponibili, e in attesa del testo integrale del decreto, si deduce che la data sia stata provvisoriamente fissata al 15 giugno. Ma fonti di Palazzo Chigi hanno confermato al _Post_ che a metà maggio sarà valutata nuovamente la misura, e basandosi sui dati dell’andamento dell’epidemia sarà deciso se posticipare il coprifuoco di un’ora (alle 23), se abolirlo del tutto o se mantenerlo così com’è, alle 22. >> >> **•** A proposito dei cosiddetti «pass», invece, il governo non ha fornito molte indicazioni ufficiali, ma sulla base di quanto aveva detto la scorsa settimana Draghi, e sul funzionamento in generale di queste certificazioni, è possibile farsi un’idea su come saranno utilizzati: ne abbiamo parlato meglio [in questo articolo](<https://www.ilpost.it/2021/04/22/pass-certificazione-verde-covid-19/>). >> >> **•** Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia [più di 700mila anziani non hanno ancora aderito alla campagna vaccinale contro il coronavirus](<https://www.ilpost.it/2021/04/22/vaccini-anziani-ritardi/>). La situazione è diversa da regione a regione, perché ognuna ha organizzato il piano vaccinale in autonomia, ma per le Regioni e le aziende sanitarie non è facile capire come comportarsi con le persone che mancano, soprattutto perché non è previsto l’obbligo vaccinale ed è complesso capire le motivazioni che hanno spinto questi anziani a non prenotarsi. >> >> [](<https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2021/04/Bollettino-22-aprile-grande.jpg>) >> >> **– Leggi anche:** [La situazione dei vaccini in Italia, in tempo reale](<https://www.ilpost.it/2021/01/07/coronavirus-vaccini-italia-in-tempo-reale/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
I dati sul coronavirus in Italia di oggi, giovedì 22 aprile
Eurovision, 12 cose che (forse) non sai sul festival europeo della musica
15 maggio 2020 14:25 La pandemia ci ha fatto capire quanto sia fragile il nostro sistema scolastico, in pesante affanno rispetto alla possibilità di garantire per tutti una didattica nell’emergenza , e in ritardo decennale rispetto all’infrastruttura digitale . Anche per compensare queste annose carenze, nel decreto Rilancio il governo ha deciso di stanziare una cifra consistente sulla scuola: 1,45 miliardi, da usare prima di tutto per l’edilizia scolastica e l’adeguamento degli spazi alle nuove condizioni per la ripresa che avverrà auspicabilmente a settembre, ancora non sappiamo bene come. L’altro grande investimento riguarda le assunzioni dei docenti. Ci saranno tre concorsi per circa 78mila posti: il concorso straordinario per la scuola secondaria (medie e superiori) prevede di assegnare 32mila posti ; quello ordinario per la scuola d’infanzia e la primaria quasi 13mila; quello ordinario per la scuola secondaria (sempre medie e superiori) 33mila. Parliamo del concorso più discusso in questi giorni, quello straordinario, che dovrebbe svolgersi a breve, anche se ancora non abbiamo delle date precise. Sappiamo però che permetterà ai vincitori di essere stabilizzati dall’inizio di settembre. Le modalità per abilitarsi Per abilitarsi – cioè per entrare nell’amministrazione pubblica con un contratto a tempo indeterminato da docenti – serve almeno uno di questi prerequisiti: una laurea coerente con la classe di concorso a cui si intende partecipare; un’abilitazione specifica per la classe di concorso; un’abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, in aggiunta al titolo di accesso alla classe di concorso. Per i posti di sostegno i requisiti sono gli stessi, più il titolo di specializzazione. Sono necessari poi altri due aspetti fondamentali: bisogna aver insegnato almeno per tre anni – tre annualità di servizio, si dice in gergo scolastico, ossia da settembre a giugno – anche non consecutivi tra il 2008/09 e il 2019/20 in una scuola statale (non vale dunque l’insegnamento nelle scuole paritarie); bisogna aver insegnato almeno per un anno la materia della classe di concorso che si è scelto (anche qui, solo nelle statali). Per i posti da insegnante di sostegno le regole sono un po’ più complesse. Come si svolgerà questo concorso? A causa delle misure necessarie al contenimento del contagio, l’esame sarà molto ridimensionato: si esamineranno i titoli; e si farà una prova scritta che consisterà in un test al computer. Sarà un questionario con 80 domande a risposta multipla, per cui si avranno a disposizione 80 minuti di tempo: 45 saranno sulla materia della classe di concorso; 30 sulle competenze didattico/metodologiche; 5 riguarderanno la capacità di lettura e comprensione del testo in lingua inglese. Per superare la prova scritta occorrerà conseguire un punteggio minimo di 56/80. Le proteste È certo un modo decisamente inadeguato per selezionare i docenti per un concorso; ed è chiaro che la ragione di questa versione di un concorso pubblico con i soli quiz da fare al computer – senza, per esempio, un esame scritto a risposte aperte e un esame orale in presenza, che sarebbe stato il minimo auspicabile – è il risultato dell’emergenza dovuta alla pandemia. Rispetto a questa modalità si è creato un fronte molto ampio di protesta, che va dai sindacati a molte forze politiche, sia di opposizione come la Lega sia di governo, come il Partito democratico e Leu, che ne chiedono la cancellazione. La loro proposta alternativa è: nessun esame, selezione solo per titoli e anni di servizio. A difendere la necessità di avere almeno un esame per un concorso pubblico è rimasta solo la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina. Il suo sottosegretario Peppe De Cristofaro (Leu) e il responsabile scuola del Pd Francesco Verducci sono contrari all’idea di fare il concorso quest’estate. La straordinarietà della pandemia non lo consentirebbe, dicono. E propongono un esame da far fare a chi è stato selezionato una volta che abbia finito l’anno di prova. Una prova che dovrebbe svolgersi nell’estate del 2021. La mobilitazione contro Azzolina e contro l’esame sta ricevendo il consenso di centinaia di migliaia di insegnanti precari che ritengono che in queste condizioni difficili la loro assunzione debba essere garantita senza un esame: chiedono una stabilizzazione. “Sarebbe stato opportuno un percorso semplificato con esclusione della prova scritta computer based che, stante la attuale situazione di emergenza, non può essere in alcun modo calendarizzata ed effettuata”, recita una delle varie note sindacali degli ultimi giorni , firmata da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. Ma anche Cobas e Usb la pensano più o meno allo stesso modo. Una sanatoria? La questione che occorre porsi è: ma questa stabilizzazione non sembra piuttosto una sanatoria? È comprensibile che questi docenti – che in moltissimi casi (e anche in questa pandemia) hanno garantito il diritto all’istruzione a milioni di studenti – si sentano in credito rispetto al ministero: si stima che ogni anno ci siano centomila insegnanti che lavorano nelle scuole pubbliche italiane con contratti a termine, rinnovati se va bene di anno in anno. Ma è giusto entrare stabilmente nell’amministrazione pubblica senza un vero concorso? L’articolo 97 della costituzione dice: “Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. E questo articolo andrebbe preso sul serio per la scuola. Abbiamo bisogno di tanti insegnanti in modo che le classi siano meno numerose, abbiamo bisogno di insegnanti ben retribuiti e con contratti stabili, ma abbiamo al tempo bisogno di selezionare e di formare la nostra classe docente. Il concorso è quasi l’unico momento in cui sia possibile verificare le capacità didattiche degli insegnanti Come scrive Michelangelo Pecoraro in una riflessione molto articolata di qualche settimana fa: “Insegnano nelle aule italiane insegnanti molto bravi, in grado non solo di istruire bene rispetto alle materie, ma anche di motivare, educare, insegnare agli studenti a riconoscere le proprie emozioni, in grado di stimolare alla riflessione e ai sogni, e insegnanti inadatti o addirittura cattivi, che non solo non riescono a istruire rispetto alle materie, ma danneggiano la psiche degli studenti e delle studentesse, sono incapaci di gestire il gruppo classe, di motivare gli studenti, di comprenderne i problemi. Per intervenire nelle situazioni di palese incapacità non ci sono molti strumenti, soprattutto quando i dirigenti scolastici sono passivi o assenti. Gli ispettori si occupano di controllare solo gli adempimenti burocratici”. Il concorso è praticamente l’unico momento in cui esista una possibilità di verificare le capacità didattiche degli insegnanti. Una volta entrato in ruolo, quell’insegnante non verrà quasi più valutato in modo serio. Questo ovviamente non vuol dire che quella persona non migliori, che non si formi, che non impari sul campo come essere un insegnante buono se non straordinario; ma se è un insegnante pessimo, impreparato, inadatto a insegnare, demotivato, non aggiornato, nessuno potrà farci nulla. La proposta di istituire un esame alla fine dell’anno di prova è poco credibile. Quell’esame esiste già ed è sempre poco più di una formalità. Pensare di valutare e soprattutto di selezionare dopo un anno di ruolo decine di migliaia di insegnanti è veramente peregrino. Possiamo immaginare la possibilità di negare a qualcuno di questi 32mila insegnanti un contratto a tempo indeterminato dopo un’immissione in ruolo per titoli e un anno di prova svolto in classe? È chiaro che si vuole solo rimandare la responsabilità di un discorso serio sulla scuola, per poi eluderlo di nuovo fra un anno. Il vizio di fondo sta chiaramente nell’aver reso molto ordinari questi concorsi straordinari, che altro non sono che immissioni in ruolo di massa, anche se ancora insufficienti al fabbisogno di docenti della scuola. Sembra un gioco delle parti che si ripete sempre identico: non si creano normali – e serie – modalità di formazione e abilitazione; il numero di precari cresce a dismisura; fino a quando si crea un conflitto tra sindacati e ministero per immettere in ruolo almeno una quota di questi precari. L’ultima scena è sempre un concorso straordinario. Non è umiliante per tutti? Cattiva consuetudine In questi giorni il dibattito è ancora più deprimente. I toni della discussione sembrano quelli di una campagna elettorale molto populista dove la questione della professionalità dei docenti, e il tema della formazione, sono pressoché scomparsi. Il diritto di diventare insegnanti a tempo indeterminato sembra possa essere semplicemente acquisito sul campo. Purtroppo è stato così per milioni di insegnanti nella storia della repubblica, ma è giusto chiamare principio quella che invece è solo una cattiva consuetudine? Si dice che ci sono precari storici che aspettano da anni una stabilizzazione, ma a onor del vero occorre annotare che negli ultimi dieci ci sono stati tre concorsi importanti, nel 2012, nel 2016 e nel 2018, e diversi cicli di percorsi di formazione abilitanti (Tfa). Si fanno paragoni discutibili con le assunzioni straordinarie di personale medico e sanitario durante la fase più critica della pandemia, e si dimentica il dibattito sulla necessità di un esame per chi è all’ultimo anno delle medie e delle superiori. pubblicità Si insiste molto su questo aspetto. Ragazze e ragazzi dovranno sostenere l’esame a giugno. Alle medie saranno valutati tramite una tesina, modalità già molto criticata. I secondi dovranno affrontare “il rito della maturità” – com’è chiamato con enfasi – attraverso un esame orale di un’ora in presenza. Non basta. Dalle ultime dichiarazioni , pare che – al contrario da quanto era emerso nelle settimane passate – non ci saranno promozioni per tutti. Insomma agli studenti si dice e si mostra quanto sia ineludibile un esame serio e difficile, che arriva alla fine di un anno in cui si è continuato a fare scuola tutti i giorni, con la fatica sempre crescente della didattica a distanza. Per molti docenti sembra invece un’onta doversi sottoporre a un esame che così com’è pensato si rivelerà molto semplice per quelli preparati, che spesso ovviamente coincidono con quelli che lavorano tutti i giorni a scuola. Accanto a questa discussione piuttosto mediocre, viene da sperare che la questione della formazione e della selezione degli insegnanti sia trattata in futuro mettendo al centro le sfide pedagogiche sempre più impegnative che i contesti sociali ci pongono. Abbiamo bisogno degli insegnanti migliori che possiamo avere. Scuole Italia
La scuola ha bisogno di insegnanti selezionati con concorsi seri
Forse non sapremo mai cosa accadde al volo MH370
>>> >>> L’amore vincerà pure sull’invidia e sull’odio, ma forse sulla volgarità e sulla maleducazione c’è ancora da lavorare. Così Silvio Berlusconi ha parlato della presidente del Piemonte Mercedes Bresso, durante un comizio a Torino: >>> >>>> Sapete perché Mercedes Bresso è sempre di cattivo umore? Perché al mattino quando si alza e si guarda allo specchio per truccarsi, si vede. E così si è già rovinata la giornata. >>> >>> Dopo Rosy Bindi – “Più bella che intelligente” – il premier decide nuovamente di schernire i propri avversari politici per il loro aspetto fisico. E memore forse della solidarietà e dell’insperata popolarità che Rosy Bindi ricevette a seguito di quella dichiarazione e della sua risposta tagliente – “Non sono una donna a sua disposizione” – la presidente della regione Piemonte [oggi passa all’attacco](<http://www.repubblica.it/politica/2010/03/24/news/a_torino_la_gaffe_del_premier_sulla_bresso_si_guarda_allo_specchio_e_si_rovina_la_giornata-2857062/>), intervistata da Repubblica: >>> >>>> Verrebbe da dire che è solo una battuta mal riuscita, per due motivi: prima di tutto perché, per la verità, io sono sempre di buon umore, è difficile trovare una mia foto in cui non sia sorridente. E poi perché quanto a trucco, ne uso poco, ne ho meno bisogno di Berlusconi. Sono più giovane e meglio conservata, anche senza lifting. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Berlusconi, il partito dell’amore può attendere
La tecnica per far piovere di più
Se sei il leader politico più discusso e contestato nel paese che è patria della musica pop-rock contemporanea, sei nella condizione di essere il leader politico più contestato e aggredito della storia della musica pop-rock contemporanea: formula che è ancora troppo leggera rispetto alla violenza con cui Margaret Thatcher è stata trattata negli anni dalla musica britannica. "Era solo la figlia del droghiere" - espressione con cui era citata spesso ai suoi tempi - era il lieve titolo di un disco dei Blow Monkeys, ma per contro ci furono molte canzoni (ancora in anni recenti) che auspicarono esplicitamente l'arrivo della sua morte, e molte che la contestarono sulle questioni più criticate della sua leadership: le tensioni sociali sulle politiche del lavoro, e la guerra delle Falkland. A quest'ultima dedicarono un disco intero persino i Pink Floyd, con più di una citazione critica per "Maggie", ma l'altro pezzo famoso è "Shipbuilding" di Elvis Costello (che cita Thatcher anche in un'altra canzone). C'è persino un vecchio pezzo di Elton John, che la prende in giro, escluso e poi recuperato in un suo disco del 2004 (e usato in "Billy Elliot"). Più aggressivi Morrissey e Billy Bragg, qui sotto insieme a una scelta di canzoni che citano esplicitamente il suo nome. **The post war dream** (Pink Floyd, _The Final Cut_ , 1983) **Margaret on the Guillotine** (Morrissey, _Viva Hate_ , 1988) **Tramp the dirt down** (Elvis Costello, _Spike_ , 1989) **Black boys on mopeds** (Sinead O'Connor, _I Do Not Want What I Haven 't Got_, 1990) **Thatcherites** (Billy Bragg, _William Bloke_ , 1996) **The Day That Thatcher Dies** (Hefner, _We Love the City_ , 2000) **Merry Christmas Maggie Thatcher** (Elton John, _Billy Elliot_ , 2005) **George Square Thatcher Death Party** (Mogwai, _Hardcore Will Never Die, But You Will_ , 2011) **Born In The U.K.** (Badly Drawn Boy, _Born In The U.K._ , 2006) **The Day That Margaret Thatcher Dies** (Pete Wylie, 2010) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
10 canzoni contro Margaret Thatcher
C’è un nuovo indagato in relazione alla morte di Pamela Mastropietro: è accusato di concorso in spaccio di droga
>> >> L’assedio di Kiev, le immagini dei sessanta chilometri di convogli militari in transito verso l’Ucraina, la foto del **negoziato** hanno suscitato molte domande a tutti. Non è facile capire quello che sta accadendo a tre ore di volo aereo da casa nostra. Dopo la [prima puntata](<https://www.focusjunior.it/news/la-guerra-tra-russia-e-ucraina-spiegata-ai-ragazzi/>) siamo tornati a parlare con **Domenico Quirico** , inviato di guerra, caposervizio delle cronache estere del quotidiano _La Stampa_ per cercare di dare risposte il più possibile attendibili a voi bambini e ragazzi. >> >> _Ultimi aggiornamenti all 'articolo: 5 marzo 2022._ >> >> **QUAL È LA SITUAZIONE IN UCRAINA DALLO SCOPPIO DEL CONFLITTO?** >> >> La guerra è scoppiata il 24 febbraio scorso. Molti pensavano che le operazioni militari si sarebbero concluse in poco tempo, ma così non è stato. La Russia non è ancora arrivata alla vittoria e gli scontri si sono inaspriti, con attacchi sempre più frequenti che hanno colpito anche la popolazione civile (numerose ormai le segnalazioni di case e palazzi colpiti dai missili). >> >> Finora le truppe russe hanno circondato le **principali città** (la capitale, Kiev; Dnipro; Kharviv e Chernihiv; Odessa; Berdyansk a sudest; Mariupol dove **è finita l’acqua e il riscaldamento** , con i cittadini che non sanno nemmeno come cucinare le proprie scorte alimentari) riuscendo però solo a conquistare Kherson, caduta in mano russa nella notte tra il 2 e il 3 marzo e Enerhodar. >> >> Vediamo città per città cosa è accaduto in quest’ultime ore. >> >> * A **Kharkiv** , la seconda città più grande del Paese per popolazione dopo la capitale, sono rimasti solo i soldati ucraini. Sono stati bombardati i palazzi in centro storico e i missili hanno preso di mira anche alcune scuole. La città è deserta e si contano già migliaia di morti tra cui 100 bambini uccisi. >> * A **Kiev** , l’avanzata dell’esercito russo continua ma è in difficoltà per la carenza di cibo e carburante. La gente ucraina continua a vivere in gran parte nella metropolitana, trasformata in bunker per proteggersi dai missili. I soldati ucraini hanno minato i ponti per impedire ai russi di entrare. La città sta provando a resistere anche se una cittadina alle porte della capitale, Bucha, è caduta in mano ai russi. >> * A **Odessa** , che si trova sul mar Nero, le truppe russe si stanno avvicinando dal mare. Le prime bombe hanno devastato un villaggio a 15 chilometri dalla città di Odessa. >> * A **Mariupol** , la città che si trova sulla costa settentrionale del [mar d'Azov](<https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_d%27Azov>), al confine con la Russia manca acqua, luce e riscaldamento. Sta finendo anche il cibo. È completamente circondata dalle truppe russe. Il **16 marzo** poi, il **Teatro d’arte drammatica** della città è stato colpito da un violento bombardamento, nonostante la struttura fosse **isolata** (quindi senza possibilità di essere colpita al posto di altri obiettivi vicini) e ospitasse **centinaia di bambini** sfollati. Le autorità russe hanno negato ogni coinvolgimento, addossando la colpa alle milizie ucraine. >> * A **Leopoli** , la città al confine con la Polonia, all’estremo Ovest, le truppe russe non sono ancora arrivate. Lì stanno fuggendo migliaia di persone e uomini e donne stanno organizzando la resistenza: servono giubbotti anti-proiettili; munizioni e cibo per i soldati ucraini. >> * A **Enerhodar** , nella notte tra il 3 e il 4 marzo, le forze russe hanno tentato un pericoloso assalto alla città e alla **centrale nucleare di Zaporizhzhia** , una delle quattro che sono presenti in Ucraina. Durante i combattimenti alcuni edifici della centrale sono stati colpiti dai russi. Ora la centrale e il paese sono completamente nelle mani dei russi. >> mappa UcrainaLa mappa dell'Ucraina. Nel tondo le regioni del Donbass proclamatesi indipendenti. >> >> Per arrivare a mettere le mani su tutte queste città serve infatti **una guerra combattuta strada per strada** , ma non è facile perché i carri armati non possono entrare in alcune strade strette. Dovrebbero mandare i soldati casa per casa ma ogni cantina, ogni bunker è una fortezza. A Kiev intanto, per fiaccare la popolazione e ostacolare la trasmissione di informazione, è stata bombardata la torre della TV. >> >> Guerra in UcrainaIl Dipartimento della facoltà di Economia dell'Università di Kharkiv, distrutto durante un raid russo. > Credits: Getty Images >> >> **KIEV, LA CAPITALE** >> >> Kiev, è la città più popolosa del paese: oltre due milioni di persone. Sorge sulla riva destra del fiume Dnepr ed è molto vicina alla Bielorussia, governata da Lukashenko, un "amico" di Putin. Kiev, a differenza della maggior parte del territorio ucraino, è una **città moderna** , attrezzata con un bellissimo centro storico, ricco di cattedrali ortodosse. I palazzi del potere, già colpiti da pesanti bombardamenti, sono concentrati attorno a una piazza che si chiama Maidan (traducibile letteralmente con "piazza"). >> >> A Kiev poi ci sono molti **ospedali** che curano anche i bambini ammalati di tumore che non hanno cure nelle loro regioni. Ora però anche in queste strutture, gran parte delle terapie sono state sospese a causa dell'intensificarsi dei bombardamenti. >> >> Il sindaco della capitale è **Vitali Klitschko** , leggendario boxeur già campione del mondo dei pesi massimi e proprietario del più bel hotel della città. >> >> KievVeduta del meraviglioso Monastero delle Grotte di Kiev. > Credits: Getty Images >> >> **L 'UCRAINA VUOLE ENTRARE IN EUROPA** >> >> Il presidente dell’Ucraina, **Volodymyr Zelensky** , un ex comico diventato capo dello Stato, dirige la resistenza da una località segreta nascondiglio ma si è collegato con la sede dell’[Unione Europea](<https://www.focusjunior.it/scuola/storia/unione-europea-storia/>) per chiedere la possibilità di far entrare il suo Paese nell’Ue. Il Parlamento europeo ha **approvato** tale candidatura, tuttavia la strada per la piena ammissione non è così rapida. >> >> Per diventare membri UE i Paesi richiedenti devono infatti rispettare alcuni criteri, tra i quali avere delle **istituzioni stabili** e un' **economia affidabile** , che naturalmente al momento non possono essere soddisfatti. In caso di futuro ingresso nell'Unione però, se l'Ucraina dovesse essere di nuovo attaccata dai russi, gli altri Stati membri (come l'Italia) sarebbero obbligati ad intervenire. >> >> **PERCHÉ PUTIN NON VUOLE CHE L 'UCRAINA ENTRI (ANCHE) NELLA NATO** >> >> Negli ultimi decennii l'Ucraina aveva mostrato l'intenzione di avvicinarsi sempre di più al sistema politico e sociale delle **democrazie occidentali**. Ciò aveva portato il Paese a valutare non solo l'ingresso nella UE, ma anche nella [NATO](<https://www.focusjunior.it/scuola/storia/che-cose-la-nato/>), l'alleanza internazionale per la cooperazione e la difesa degli Stati membri. >> >> Tale organizzazione è nata dopo la [Seconda Guerra Mondiale](<https://www.focusjunior.it/scuola/storia/seconda-guerra-mondiale-date-personaggi-ed-eventi/>) tra i Paesi "amici" degli Stati Uniti, e naturalmente il presidente russo Putin non desidera affatto che l'Ucraina, uno stato confinante ed ex-membro dell'Unione Sovietica, entri a farne parte. La Russia è sempre stata invasa da Ovest e lo spazio gli serve perché nel caso scoppiasse una nuova guerra potrebbe difendersi meglio. >> >> **IL NEGOZIATO** >> >> Da giorni è iniziato un negoziato, ovvero una **trattativa** tra la Russia e Ucraina per arrivare ad un patto che metta fine all'invasione. Putin e Zelensky non si sono incontrati personalmente ma hanno delegato i loro più importanti collaboratori. Giovedì 3 marzo si sono incontrati di nuovo nella **foresta di Bialowieza** , al confine tra Bielorussia e Polonia: l’incontro si è concluso con una stretta di mano. Hanno concordato un temporaneo cessate il fuoco (sospensione dei combattimenti) per permettere alle persone di fuggire dalle città, ma la tregua è durata molto meno di quanto concordato. >> >> Nonostante i lenti progressi, a due settimane dall'inizio della trattativa **non c’è stata un’interruzione del dialogo** e questo fa ben sperare anche se la guerra dovesse continuare. >> >> Guerra UcrainaMolti cittadini delle città sotto assedi sono andati a vivere nelle metropolitane per ripararsi dai bombardamenti. > Credits: Getty Images >> >> **È SOLO PUTIN A VOLERE LA GUERRA O ANCHE IL SUO POPOLO?** >> >> In questi giorni le principali città russe sono state teatro di **manifestazioni di massa** da parte di tantissimi cittadini contrari alla guerra. Le istituzioni hanno reagito **arrestando circa migliaia di contestatori** , tra i quali figuravano [anche dei bambini](<https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/02/news/guerra_russia_ucraina_repressione_mosca_bambini_arrestati-339953264/>). Tuttavia, nonostante sia evidente come non tutti siano d'accordo con l'invasione, non è facile comprendere appieno quale sia la situazione interna. >> >> In Russia non vengono fatti i sondaggi come in Italia, ad esempio. Putin è al potere **da più di vent’anni** ma il suo è un Governo autoritario: comanda lui da solo. Il potere di Putin è che garantisce di essere sempre vincitore. Certo è che la guerra sta impoverendo anche il popolo russo. >> >> **Alla televisioni russe non viene detta la verità:** alla gente raccontano che non c’è alcuna guerra ma che stanno portando la pace in Ucraina. Sempre venerdì la Russia ha approvato una legge che prevede fino a 15 anni di carcere per chi parla di guerra anziché di “operazioni dell’esercito”. Una donna di 80 anni, sopravvissuta ai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, è stata arrestata perché è scesa in piazza a manifestare contro l’invasione dell’Ucraina. >> >> Anche ai bambini russi la guerra viene spiegata con delle bugie: la televisione russa trasmette un cartone animato dove i protagonisti sono due studenti, Vanya e Kolya, compagni di banco: il primo rappresenta la Russia, mentre l’altro l’Ucraina. Koyla si separa dall’amico e si fa nuovi amici iniziando con un bastone a colpire gli ex compagni. A questo punto Vanja (che rappresenta la Russia) cerca di fermarlo spezzandogli il bastone. >> >> **CHE COSA POSSIAMO FARE NOI?** >> >> Possiamo partecipare alle **manifestazioni** che chiedono la pace oppure organizzarne una a scuola, in parrocchia, all’oratorio. Possiamo appendere alle finestre, al cancello della scuola o di casa nostra una bandiera della pace e dell’Ucraina. Possiamo **informarci** su siti, trasmissioni e riviste autorevoli. >> >> Se volete sostenere l’Ucraina potete chiedere ai genitori di identificare una Onlus che porta materiale (cibo; medicine; vestiti) a chi è fuggito dall’Ucraina o a chi si trova al confine. >> >> _**Articolo aggiornato al 17 marzo .Per conoscere i punti fondamentali dell 'inizio del conflitto e le condizioni storiche riguardanti i rapporti tra i due Paesi, consigliamo la lettura dell'articolo [LA GUERRA TRA RUSSIA E UCRAINA SPIEGATA AI RAGAZZI](<https://www.focusjunior.it/news/la-guerra-tra-russia-e-ucraina-spiegata-ai-ragazzi/>)**_ >> >> **LEGGI ANCHE** >> >> [Russia e Ucraina: 10 parole chiave per seguire la guerra](<https://www.focusjunior.it/news/russia-e-ucraina-10-parole-chiave-per-seguire-la-guerra/>) >> >> [Corridoi umanitari: cosa sono e a cosa servono](<https://www.focusjunior.it/news/corridoi-umanitari-cosa-sono-e-a-cosa-servono/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
La guerra in Ucraina continua: cosa spiegare ai ragazzi
Le primarie democratiche
>> >> Un uomo arrestato mercoledì vicino a Fort Hood, Texas, [stava pianificando](<http://www.reuters.com/article/2011/07/28/us-usa-soldier-forthood-idUSTRE76R49R20110728>) un attentato contro la base militare locale. «Gli obiettivi erano i militari dell'esercito americano», ha detto il capo della polizia Dennis Baldwin durante la conferenza stampa di giovedì. La base di Fort Hood era già stata colpita da un attentato nel novembre del 2009, quando il maggiore Nidal Malik Hasan, psichiatra dell'esercito americano, uccise 13 persone e ne ferì altre 32 durante una sparatoria. >> >> Jason Abdo, 21 anni, era stato arrestato nella stanza di un motel di Killen, a pochi chilometri da Fort Hood. Abdo, un soldato semplice, mancava dalla sua base militare di Fort Campbell in Kentucky dal 4 luglio, dopo essere stato accusato di pedoporngrafia. Le autorità hanno detto che non aveva nessun legame personale con Fort Hood, dove si trovava solo da alcuni giorni. Il suo obiettivo, ha detto la polizia, era colpire «personale militare vicino alla base». >> >> Secondo l'FBI ha non ci sono motivi per ritenere che Abdo fosse assistito da qualcun altro. L'uomo si era rifornito di armi pochi giorni prima in un negozio di Killen ed è stato arrestato proprio su segnalazione di un dipendente del negozio, che si era insospettito per le sue domande a proposito di armi. Nella sua stanza d'albergo l'FBI ha trovato il materiale per costruire almeno due ordigni esplosivi. Di Jason Abdo i giornali avevano già parlato nel 2010, quando aveva detto di non voler andare a combattere in Iraq o in Afghanistan contro i suoi fratelli musulmani. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Un nuovo piano contro Fort Hood
Le previsioni meteo per domani, mercoledì 6 giugno
_Più le donne provano a realizzarsi, più cresce la loro autonomia e indipendenza, e più violenta è la reazione di chi è ancora accecato da una mentalità patriarcale e da una ideologia religiosa. Storie e testimonianze di vitalità e resistenza dall’Iran all’Afghanistan, all’Italia_ [ ACQUISTA IL Nr. 7/23 IN DIGITALE](<https://left.it/prodotto/left-7-2023-luglio/>) # IN COPERTINA ## Le donne della rivoluzione di _Shervin Haravi_ ## Donna Vita Libertà: nulla è più come prima di _Luciana Borsatti_ ## Afghanistan, storie di resistenza nella valle senza pace di _s. m._ ## Irene Calesini e Massimo Ponti: Chi ha paura della identità delle donne di _Simona Maggiorelli_ ## La libertà di vivere una storia d’amore di _Elvira Di Gianfrancesco_ # SPECIALE AMBIENTE ## Vento negazionista sull’Europa green di _Massimo Serafini_ ## Governo fossile di _Rossella Muroni_ ## La ex Whirlpool trova nuova energia di _Donatella Coccoli_ ## «Università fossil free» di _d. c._ ## In balia degli eventi estremi di _Lorenzo Fargnoli_ ## Romagna mia diventa sostenibile di _Caterina Spadoni - foto di Marco Scardovi_ # SOCIETÀ ## Gli adolescenti e la cecità del mondo adulto di _Barbara Pelletti_ ## Ministro, pensi alla salute dei giovani di _Cecilia Iannaco_ # ESTERI ## Il lato oscuro di Singapore testo e foto di _Piero Zilio_ - da Singapore ## Nancy Porsia: Perché la rivoluzione in Libia è fallita di _Clara Santini_ # CULTURA ## Camus e il valore dell’azione collettiva di _Emanuele Santi_ ## Fascisti e criminali, altro che “brava gente” di _Francesco Troccoli_ ## Se l’Italia avesse davvero processato il fascismo… di _Eric Gobetti_ ## Abbey Lincoln, l’arte e l’impegno di _Ada Montellanico_ ## Poeticamente vive la memoria di _Alessia Barbagli - foto di Filippo Trojano_ *[(1)]: Alberto Fenoglio, A caccia di tesori, Piemonte in Bancarella, Torino 1970, pp. 103-6. *[(2)]: Calendario generale pe’ regii stati, Giuseppe Pomba, Torino 1826, p. 586. *[(3)]: Vedi qui le ricostruzioni topografiche dei Vigili del Fuoco *[(4)]: J.-B. B. d’Anville, Notice de l’ancienne Gaule, Desaint & Saillant, Parigi 1760, pp. 537-8. *[ (5)]: Rama è citata lungo il percorso 29 da Mansio Ebrodunum (Embrun) a Mediolanum (Milano) in Charles Athanase Walckenaer, Géographie ancienne historique et comparée des Gaules cisalpine et transalpine, Vol. 3, P. Dufart, Parigi 1839, pp. 24-5 e lungo il percorso 55 da Brigantio (Briançon) a Vapincum (Gap) a p. 42. *[(6)]: Matilde Dell’Oro Hermil, Roc Maol e Mompantero, Tabor Edizioni, Susa 2018 (I ed. 1897), p. 60. *[(7)]: ASTo, Corte, Materie Economiche, Miniere, m. 2, n. 11, s.d. ma circa 1608 trascritto in appendice a Maurizio Gomez Serito, “Pietre e marmi per le architetture piemontesi: cantieri urbani affacciati sul territorio” in Mauro Volpiano (ed.), Il cantiere sabaudo tra capitale, provincia e residenze di corte, Torino 2013, p. 203. *[(8)]: Calendario generale pe’ regii stati, Giuseppe Pomba, Torino 1826, p. 586. *[(9)]: Vincenzo Barelli, Cenni di statistica mineralogica degli stati di S.M. il re di Sardegna, Giuseppe Fodratti, Torino 1835, pp. 68-9. *[(10)]: Hermil 2018, p. 6.
LEFT N. 7 | LUGLIO 2023
Un nuovo Saddam
Nicola Zingaretti, il [candidato del centrosinistra](<http://www.nicolazingaretti.it/>) alle prossime elezioni regionali nel Lazio, ha avviato la propria campagna elettorale pubblicando su Twitter una prima immagine, con la scritta: "Immagina una regione trasparente perché non ha niente da nascondere". Zingaretti ha anche promesso che durante la sua campagna non sarà affisso "un solo manifesto abusivo", problema che coinvolge molte città del Lazio, soprattutto Roma. Nel Lazio ci saranno elezioni anticipate in seguito alle dimissioni della giunta di centrodestra di Renata Polverini per il cosiddetto [caso Fiorito](<https://www.ilpost.it/2012/10/02/lordinanza-su-franco-fiorito/> "L’ordinanza su Franco Fiorito"). [](<https://www.ilpost.it/2012/12/17/la-prima-immagine-della-campagna-di-nicola-zingaretti-per-le-elezioni-nel-lazio/zingarettilazio/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
La prima immagine della campagna di Nicola Zingaretti per le elezioni nel Lazio
Processo Regeni, gli investigatori di Ros e Sco: "Uno degli imputati presente al ritrovamento del corpo"
>> >> Ciao, sono Federica, ho 9 anni e **mi piace tantissimo fare giardinaggio** ; aiuto sempre mio papà a piantare i fiori e bagnare le piante. > Mi piacciono molto le querce, le margherite, le rose, i tulipani e le viole. > Mi piacciono molto anche gli animali ma specialmente **le api; mi piacciono i loro colori e mi piace sentire nell’aria il loro ronzio.** > Le api producono un alimento davvero buono, **il miele** , a me piace moltissimo; per farlo devono prendere il polline dai fiori. >> >> Le api sono insetti impollinatori >> >> prendendo il polline da un fiore all’altro fanno sì che crescano i frutti e le verdure. >> >> Purtroppo però negli ultimi anni viene sottovalutata l'importanza delle api e del loro compito; vengono dati ai fiori pesticidi e c’è molto inquinamento… > **Le api sono molto importanti e senza di loro non potremmo avere frutta e verdura.** >> >> Tante persone quando vedono le api gridano, scappano e si agitano perché hanno paura di essere punte ma non c’è proprio da avere paura, **sono insetti davvero responsabili** , loro sanno che potendo pungerci potrebbero perdere la vita quindi lo fanno solo in casi di estrema nrcessità. > L’unico consiglio che vi do è quello di stare tranquilli e sereni quando c’è un’ape vicino a voi invece di agitarvi. > **Per ringraziare questi preziosi insetti per il loro lavoro abbiamo solo una cosa da fare, smettere di inquinare!** >> >> Federica *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Junior reporter, le api e la loro preziosa funzione di insetti impollinatori
Aborto: la presenza dei volontari nei consultori è in linea con la 194
Ispi è tenuto ad adempiere - pubblicando i dati sul proprio sito web - a quanto previsto dal Decreto legislativo n. 231/2001, dalla Legge n. 190/2012, dal Decreto Lgs. n. 33/2013 (artt. 14, 15) e dalla Legge 4 agosto 2017 n.124: * [Statuto](<https://www.ispionline.it/sites/default/files/nuovo_statuto_ispi_2022.pdf>) * [Bilancio consuntivo ISPI](<https://www.ispionline.it/wp-content/uploads/2023/08/Bilancio-2022.pdf>) - rif. Decreto Lgs. n. 33/2013 * [Compensi agli amministratori](<https://www.ispionline.it/wp-content/uploads/2023/08/compensi-organi.pdf>) - rif. Artt. 14 e 15 del Decreto Lgs. n. 33/2013 * [Adempimenti DL 231: Codice di condotta, Modello organizzativo, Protocolli](<https://www.ispionline.it/sites/default/files/media/pdf/documenti_231_2021.pdf>) / [English Version](<https://www.ispionline.it/sites/default/files/media/pdf/model231-ispi-code-of-conduct-en_doc.pdf>) - rif. Decreto legislativo n. 231/2001. Eventuali segnalazioni all'Organismo di Vigilanza possono essere inoltrare scrivendo all'indirizzo [[email protected]](<mailto:[email protected]>) * [Sovvezioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici ricevuti dalle pubbliche amministrazioni](<https://www.ispionline.it/wp-content/uploads/2023/08/legge-104-anno-2022.pdf>) - rif. Informazioni ai sensi della legge 4 agosto 2017, n. 124 * [Piano anticorruzione](<https://www.ispionline.it/wp-content/uploads/2024/04/pianoanticorruzione2024-2026.pdf>) e [Relazione Responsabile anticorruzione](<https://www.ispionline.it/wp-content/uploads/2024/04/relazione2023-respanticorruzione.pdf>) - Rif. Legge n. 190/2012 * Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza: Dott.ssa Francesca Robbiati. La richiesta di [accesso civico](<https://www.ispionline.it/sites/default/files/media/pdf/accesso_civico_ispi.pdf>) semplice deve essere inviata all’indirizzo e-mail [[email protected]](<mailto:[email protected]>) o telefonando al numero +39-02-863313231. In caso di ritardi o mancata risposta contattare l’Organismo di Vigilanza all’indirizzo [[email protected]](<mailto:[email protected]>) * Adempimenti Anac: [griglia di valutazione](<https://www.ispionline.it/sites/default/files/media/all_2.4.del_.294.2021.grigliarilevazioneassocfondazentidirittoprivato_ispi.pdf>), [documento di attestazione](<https://www.ispionline.it/sites/default/files/media/doc00657620210630182224.pdf>), [scheda sintesi valutazione](<https://www.ispionline.it/sites/default/files/media/all_3.del_.294.2021.schedasintesirilevazione.pdf>) * [Relazione della Corte dei Conti per l'esercizio 2022](<https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=31548d8c-a27c-4477-bd7e-80412211c618>)
Amministrazione trasparente
Renzi sta sereno e gioca a biliardino. I romani meno.
>>> >>> Trattative sono in corso tra i responsabili di Facebook e quelli di Skype per collegare più strettamente ed efficacemente i due servizi, a quanto riferiscono da ieri fonti citate dai media americani: la prima a dare la notizia è stata Kara Swisher del Wall Street Journal sul suo [blog](<http://kara.allthingsd.com/20100929/exclusive-facebook-and-skype-readying-wide-ranging-integration-partnership/>). [Secondo](<http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704116004575522112497263660.html>) il Wall Street Journal la partnership sarà annunciata nelle prossime settimane, e riguarderà in concreto la possibilità di registrarsi su Skype attraverso il proprio account su Facebook (via Facebook Connect) e di comunicare attraverso i servizi di Skype con i propri amici di Facebook. Le funzioni saranno integrate nella versione 5.0 di Skype, che uscirà contestualmente all'annuncio. >>> >>> La fonte citata dal Wall Street Journal parla anche di una successiva evoluzione che prevederebbe l'uso dei servizi di Skype (chat, voce e video) direttamente dal web browser e dal sito di Facebook. A oggi Facebook dichiara di avere 500 milioni di utenti registrati e Skype 560 milioni, di cui 124 milioni lo usano almeno una volta al mese. >>> >>> L'accordo verrà probabilmente seguito con preoccupazione da Google, il colosso dei servizi online che vedrebbe aumentare decisamente la forza del proprio concorrente maggiore, Facebook, e che si sta muovendo sul fronte delle [comunicazioni telefoniche](<https://www.ilpost.it/2010/08/26/ti-telefono-su-gmail/>) da tempo, mentre hanno avuto poco successo i suoi esperimenti sul piano della costruzione di propri social network. Ad agosto di quest'anno è stato segnalato il sorpasso di Google da parte di Facebook in termini di tempo di utilizzo da parte degli utenti statunitensi. >>> >>> È stata molto ripreso e discusso ieri, a questo proposito, il [suggerimento](<http://dealbook.blogs.nytimes.com/2010/09/29/mcclure-to-google-buy-twitter/>) di Dave McClure - un noto investitore in tecnologie e startup - che Google si affretti a comprare Twitter, rinunciando alla costruzione di progetti propri e affidandosi al concorrente di Facebook più solido al momento: "prima che Facebook vi uccida". Di un accordo tra Google e Twitter si era già parlato negli anni passati, con voci di un acquisto poi smentite all'inizio del 2009. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Facebook e Skype assieme contro Google
Quelle strane depressioni di Mercurio
>>>> >>>> [740476main_budget_cover_2014_360](<https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2013/04/740476main_budget_cover_2014_360.jpg>)Stabilità. È il meglio che la presidenza Obama, in questo periodo di crisi e tagli al bilancio, può offrire alla NASA, come si vede dalla “richiesta di budget per l'anno fiscale 2014” (le cifre che Obama presenterà per l’approvazione al Congresso) illustrata ieri sera dal management dell’agenzia. La richiesta per il 2014 è di 17 miliardi e 715 milioni di dollari, sostanzialmente in linea con i budget degli ultimi due anni (quello del 2013 si assesterà appena sotto i 18 miliardi di dollari), e l’idea è di mantenere costante quel budget annuale fino al 2017. Con l’aria che tira per la spesa pubblica statunitense, di chiedere aumenti non è proprio aria. E così l’Agenzia punta a mantenere la dotazione finanziaria attuale. Secondo l'Administrator dell'Agenzia, Charles Bolden, "questo budget assicura che gli USA rimarranno leader mondiale nell'esplorazione spaziale e nelle scoperte scientifiche per gli anni a venire, allo stesso tempo facendo progressi fondamentali nei campi dell'aeronautica dell'ingegneria aerospaziale nell'interesse della popolazione americana". >>>> >>>> Con quei fondi, la NASA conta di poter sviluppare i sistemi di lancio Orion e SLS, per arrivare a test di volo senza equipaggio rispettivamente nel 2014 e 2017. Conta di sostenere i sistemi di lancio commerciali in modo da arrivare di nuovo a portare astronauti sulla ISS con mezzi americani nel 2017. E conta di mantenere attiva la Stazione Spaziale Internazionale fino alla fine di questo decennio. >>>> >>>> I fondi garantiscono inoltre, spiegano alla NASA, di mantenere lo sviluppo del James Webb Telescope “on track” per un lancio nel 2018, e di pianificare un nuovo rover su Marte che sostituisca Curiosity da lanciare nel 2020. E permettono di progettare quella missione per la “cattura” di un asteroide (preludio a una missione con astronauti) che rappresenta la più significativa novità del piano NASA: la “New Asteroid Initiative” che si propone di individuare un asteroide adatto (in base alle sue dimensioni e all’orbita che lo porta ad avvicinarsi alla Terra , catturarlo con una missione robotica e trascinarlo fino a collocarlo su una “tranquilla” orbita da qualche parte fra Terra e Luna, dove poi gli astronauti possano raggiungerlo ed esplorarlo con tutta calma. >>>> >>>> Quanto allo stanziamento per i programmi di astrofisica, è di 642 milioni di dollari, con la prospettiva di portarli a 727 milioni da qui al 2018, garantendo il sostegno ai programmi Hubble, Kepler, SOFIA, Chandra, Fermi, Spitzer, Herschel, Planck, XMM-Newton, NuSTAR, Swift, Suzaku. >>>> >>>> >>>> >>>> **Per saperne di più:** >>>> >>>> * [La sezione del sito NASA dedicata alla richiesta di budget 2014](<http://www.nasa.gov/news/budget/index.html>) >>>> * [La dichiarazione di Bolden](<http://www.nasa.gov/home/hqnews/2013/apr/HQ_13-104_Bolden_FY14_Budget_Statement.html>) >>>> * [La New Asteroid Initiative](<http://www.nasa.gov/mission_pages/asteroids/news/asteroid_initiative.html>) >>>> >>>> *[55 minuti fa]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.28 *[1 h]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.05 *[33 minuti fa]: 10.50 *[attr]: attribute *[HTML]: HyperText Markup Language *[P:]: Phone
La NASA fa i conti col 2014
La storia delle liste civiche
>> >> In _Persuasione_ , recente film Netflix tratto da un omonimo romanzo di Jane Austen, ci sono diversi momenti in cui la protagonista interpretata da Dakota Johnson guarda in camera e [parla direttamente agli spettatori](<https://www.vanityfair.com/hollywood/2022/07/persuasion-and-the-risky-business-of-breaking-the-fourth-wall>), tra l'altro usando parole anacronistiche come “ex” o “playlist” o dicendo di un personaggio che è “un 10”. In _Persuasione_ la protagonista rompe la "quarta parete", abbattendo cioè quel confine immaginario che divide chi guarda e chi recita. >> >> Il fatto che secondo molti critici lo faccia [male e soprattutto senza un vero motivo](<https://www.rollingstone.com/tv-movies/tv-movie-reviews/persuasion-review-1380686/>) rappresenta una buona occasione per chiedersi, più in generale, se la rottura della quarta parete non sia ormai troppo spesso un cliché o una pigrizia narrativa. O se, al contrario, pur essendo uno stratagemma senz'altro antico – che nel teatro esiste da secoli e che nel cinema è vecchio quasi quanto il cinema – può ancora essere innovativo, azzeccato e interessante, a patto che lo si usi in un certo modo. >> >> Anzitutto, c'è da specificare che non tutti sono sempre d'accordo su cosa sia effettivamente la rottura della quarta parete, il cui nome deriva ovviamente dal fatto che, a teatro, il pubblico guarda gli spettatori dall'unica parete “aperta” del palco. >> >> Per qualcuno, nel cinema e in televisione, c'è la rottura della quarta parete ogni volta che un personaggio guarda in camera, e quindi nello schermo, talvolta addirittura parlando o agendo in funzione di essi. Inoltre, c'è una rottura della quarta parete anche quando, magari senza guardare intanto nello schermo, uno o più personaggi del film si mostrano in qualche modo consapevoli del loro essere dentro a un film o una serie. A volte in modo esplicito, per esempio chiedendosi cosa la sceneggiatura riserverà per loro (e addirittura sfogliandola); altre volte in modo più sottile, per esempio alludendo più o meno implicitamente a cosa ci si aspetta da personaggi del loro genere o, ancora più in generale, prendendo coscienza del contesto di finzione in cui agiscono. >> >> In altri casi, invece, quando si parla di rottura della quarta parete si tende a riferirsi implicitamente solo ai casi più comuni e diffusi, nei quali si parla rivolti allo schermo. >> >> Nel cinema, uno dei più antichi casi di rottura della quarta parete – e ancora oggi uno dei più usati e citati – è in _The Great Train Robbery_ , film di 11 minuti del 1903. Nella scena finale, estranea alla trama principale, il capo dei banditi al centro della storia spara infatti più volte verso l'obiettivo, e quindi verso il pubblico. >> >> Non ci volle comunque molto prima che arrivassero usi ancor più creativi: in _Men Who Have Made Love to Me_ , film muto del 1918, a rompere la quarta parete, irrompendo tra le scritte sullo schermo, è direttamente la scrittrice [Mary MacLane](<https://wfpp.columbia.edu/pioneer/ccp-mary-maclane/>), che nel film interpretava se stessa, a parlare al pubblico. E già nel 1920, il cortometraggio comico _Una settimana_ , scritto e diretto da Buster Keaton, aveva una scena in cui Sybil Seely faceva il bagno e, dopo aver fatto cadere una saponetta fuori dalla vasca, ne usciva per riprenderla. Non prima però che una mano, proveniente dalla cinepresa, coprisse la parte di schermo in cui altrimenti si sarebbe visto il suo corpo nudo. >> >> Nel secolo che è passato dalla scena di Sybil Seely a quella in cui Margot Robbie spiega le [obbligazioni ipotecarie](<https://www.youtube.com/watch?v=pwJXOfCntfM&ab_channel=AmazonPrimeVideoItalia>), certe cose non sono cambiate poi granché. Le quarte pareti sono state rotte spesso per fini comici – tra gli altri da Stanlio e Olio, Groucho Marx, Charlie Chaplin, i Monty Python, Mel Brooks, Woody Allen – ma anche con altri scopi: talvolta per creare sconcerto o paura (per esempio in _Funny Games_ ) e in altre occasioni per tentare di avvicinare il pubblico alle ragioni, ai ragionamenti o ai vaneggiamenti di qualche protagonista, per esempio il Jordan Belfort di _The Wolf of Wall Street_ o il Patrick Bateman di _American Psycho_. >> >> (Da _Monty Python - Il senso della vita_) >> >> Per quanto possa sembrare illogico che chi fa cinema si impegni così tanto per creare un'illusione di realtà che poi viene rotta in un istante, gli esempi di quarte pareti rotte sono tantissimi: alcuni [famosi e spesso citati](<https://collider.com/best-movies-that-break-the-fourth-wall/>), ma anche altri meno celebrati o efficaci. A proposito di casi famosi e citati, la quarta parete viene peraltro rotta alla fine e all'inizio di due tra i film più importanti nella storia del cinema: _Psyco_ e _Arancia Meccanica_. >> >> Oltre che nei videogiochi, in cui protagonista e giocatore spesso coincidono, e quindi la rottura è per molti versi ancora più facile, la quarta parete è stata rotta spesso anche nella serialità televisiva. A volte per far ridere, altre per decostruire il racconto e spesso per creare empatia e connessione tra protagonista e spettatori, una cosa molto utile quando agli spettatori si chiede di guardare vicende che possono durare anche decine di ore e non giusto un paio come al cinema. >> >> Tra le serie degli ultimi anni, un esempio di rottura della quarta parete spesso citato come [lodevole](<https://www.economist.com/prospero/2019/03/05/other-television-shows-break-the-fourth-wall-but-fleabag-does-it-best>) è quello di _Fleabag_ , serie ideata, scritta e interpretata da Phoebe Waller-Bridge. Nelle due stagioni di _Fleabag,_ lunghe in tutto poco più di cinque ore, la protagonista omonima guarda in camera 232 volte, e ci parla anche assai di frequente, per esempio commentando rapidamente quello che succede a una cena a cui partecipa. >> >> Ma non è una questione di quantità. O meglio, come [ha scritto](<https://theconversation.com/fleabags-feminist-rethinking-of-tired-screenwriting-tools-121104?curator=MediaREDEF>) su _The Conversation_ la sceneggiatrice Clem Bastow, il fatto è che l'intensità quasi ossessiva con cui Fleabag parla col pubblico si lega alla trama e diventa, oltre che un meccanismo narrativo e un modo per «invitarci nel suo mondo», una sorta di sintomo di un possibile problema di «disassociazione». La cosa prende addirittura pieghe mistiche quando l'unico personaggio [ad accorgersi](<https://www.youtube.com/watch?v=iJBksdTtn00&ab_channel=adreon>) del fatto che Fleabag parli con qualcuno è un prete, una cosa che – scrive Bastow – «ci inquieta come fosse addirittura una scena horror». >> >> Altri casi seriali di quarte pareti rotte come si deve sono quelli della serie britannica _House of Cards_ e del suo rifacimento statunitense (erano più frequenti nell'originale, ma comunque presenti e importanti nel suo rifacimento). In quel caso, più che a sentirsi più affini al macchinatore politico al centro della storia, le parole rivolte al pubblico servivano a spiegare meglio cosa volesse fare il protagonista e perché. >> >> Se _Fleabag_ – che tra l'altro era nata come [monologo teatrale](<https://www.amazon.it/Fleabag-Phoebe-Waller-bridge/dp/184842888X/?tag=ilpo-21>) – e _House of Cards_ sono in genere presentati come modello per come andrebbero fatte le cose, in molte altre serie la rottura della quarta parete funziona invece molto meno. Ci provò per esempio _Sex and the City_ , abbandonando però l'idea già nella seconda stagione (e sostituendo la rottura della quarta parete con un più semplice e convenzionale discorso fuori campo) e ci ha provato, secondo molti con scarsi risultati, _Persuasione._ >> >> Nello specifico, la rottura della quarta parete di _Persuasione_ è stata criticata perché ritenuta una soluzione pigra e poco letteraria, e che sta troppo nel mezzo tra funzioni e scopi diversi, a partire dalla frequenza con cui la parete viene rotta. Come [ha scritto](<https://www.vanityfair.com/hollywood/2022/07/persuasion-and-the-risky-business-of-breaking-the-fourth-wall>) _Vanity Fair_ una buona rottura della quarta parete ha due regole auree: la prima è che deve esserci un chiaro motivo per cui lo si fa, la seconda è che «bisogna farlo sempre» (quindi come in _Fleabag_ , facendo diventare la rottura una costante caratteristica della narrazione) «oppure con grande parsimonia» (in modo inatteso, per sorprendere). >> >> Di recente, altre serie la cui rottura della quarta parete è stata criticata sono _[Enola Holmes](<https://www.youtube.com/watch?v=T7Cfw7GYW_s&ab_channel=MaiaC>) _(con argomentazioni simili a quelle usate contro _Persuasione_ ), [_Super Pumped_](<https://www.ilpost.it/2022/03/29/wecrashed-the-dropout-e-super-pumped/>) (sulla turbolenta storia di Uber) e _Winning Time_ , che è stata prodotta da Adam McKay (uno che la quarta parete la rompe assai di frequente) e in cui già solo nel primo quarto d'ora del primo episodio, diretto da McKay, la quarta parete è rotta [più volte](<https://www.primetimer.com/item/Winning-Times-fourth-wall-breaking-is-just-too-much-YESRmB>), da quattro personaggi diversi. >> >> Ogni rottura della quarta parete non piace per motivi diversi. In molti casi, tuttavia, ci sono elementi comuni: la necessità di replicare o emulare un racconto orale o letterario fatto in prima persona; il voler sfruttare lo stratagemma a prescindere, senza prima averlo legato a una vera necessità di stile o di racconto; il non riuscire a far sì che i personaggi o la loro storia parlino da sé, e quindi vedersi costretti a farli spiegare in prima persona. >> >> Spesso, un utile modo per capire quanto la rottura della quarta parete è necessaria in una storia è andare a vedere se il suo uso è costante dall'inizio alla fine o se invece è frequente nei primi minuti o episodi (quando i protagonisti devono raccontarsi, farsi conoscere e guadagnare simpatia ed empatia del pubblico) e più diradata man mano che la storia prosegue. >> >> Per certi versi la rottura della quarta parete ha i suoi oppositori da tempo: «Quando andiamo a teatro o al cinema non vogliamo credere alla realtà, ma all'illusione; la realtà è ciò che ne facciamo noi di quell'illusione», [scrisse](<https://www.nytimes.com/1987/06/28/movies/film-view-sex-can-spoil-the-scene.html>) nel 1987 il critico Vincent Canby. Per altri c'è chi sostiene che al cinema, su grande schermo, era più sorprendente e d'effetto, mentre se qualche attore o attrice ci guarda da una serie in streaming l'efficacia sia spesso decisamente minore. >> >> C'è anche chi sostiene che, tra Zoom, YouTube, Twitch e TikTok molti di noi siano ormai così abituati a vedere qualcuno che ci fissa da uno schermo da rimanere spesso indifferenti al fatto che, sempre da quello stesso schermo, qualcuno lo faccia da un film o da una serie. Un motivo in più per cui, come ha scritto _Vanity Fair_ «se proprio si deve rompere la quarta parete, è meglio farlo senza rischiare danni strutturali». *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Ha ancora senso rompere la "quarta parete"?
Tracy Chapman ha 50 anni
>> >> L’annuncio di Carlo Calenda, leader di Azione, durante una trasmissione televisiva di voler far uscire il suo partito dall’alleanza elettorale di centrosinistra a cui aveva aderito pochi giorni fa è la notizia in apertura su tutti i giornali di oggi: Calenda ha motivato la sua decisione con l’inclusione nella coalizione di Sinistra Italiana, Verdi e ex esponenti del Movimento 5 Stelle, e secondo i giornali potrebbe formare adesso un’alleanza di centro con Italia Viva. L'unica eccezione è la Verità, che continua la sua campagna contro il vaccino per il coronavirus, mentre i giornali sportivi commentano lo stato di salute delle principali squadre di Serie A a una settimana dall'inizio del campionato. >> >> [ ](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/1_corriere_della_sera-35/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/1_corriere_della_sera-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/2_la_repubblica-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/3_la_stampa-36/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/4_il_sole_24_ore-680/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/5_il_messaggero-678/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/nazionale-1-giorn-interni-pag-prima-08-08-22/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/9_il_fatto_quotidiano-680/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/10_verita-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/11_libero-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/12_domani-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/17_foglio-539/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/18_ilsecoloxix_genova-407/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/19_il_mattino-534/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/20_il_resto_del_carlino-515/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/21_il_gazzettino-538/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/22_il_tempo-526/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/25_italia_oggi-131/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/27_la_gazzetta_del_mezzogiorno-33/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/28_l_eco_di_bergamo-33/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/29_il_piccolo-11/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/30_giornale_di_sicilia-33/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/31_la_nuova_sardegna-28/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/32_la_sicilia-34/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/33_mattinopadova_padova-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/34_l_unione_sarda-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/35_messaggero_veneto-11/>) [](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/36_gazzettadimantova_mantova-35/>) 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[](<https://www.ilpost.it/2022/08/08/le-prime-pagine-di-oggi-3243/60_tuttosport-35/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Le prime pagine di lunedì 8 agosto 2022
Il post di Zuckerberg sulla sorveglianza di Internet del governo degli Stati Uniti
Foto: Dragana Prica La Serbia procede a passi molto lenti nell’attuazione della normativa in materia di gestione dei rifiuti. Un’inchiesta di CINS, Centro per il giornalismo investigativo della Serbia 11/10/2017 -  Milica Stojanović ,  Dragana Prica Novi Sad (Originariamente pubblicato dal portale di giornalismo investigativo CINS , il 7 settembre 2017) Nonostante il periodo estivo sia ideale per stendere la biancheria all’aperto, le corde del bucato nei giardini delle case del quartiere Klisa, a Novi Sad, sono vuote. Le case sono abitate, ma tutte le finestre restano chiuse mentre le strade sembrano abbandonate. Nell’aria si avverte odore di gomma bruciata e di spazzatura vecchia di giorni. Il quartiere Klisa, costituito da una decina di vie residenziali, si trova nei pressi dell’autostrada, a meno di un chilometro in linea d’aria dalla discarica comunale. La visita a questa parte della città richiede una straordinaria capacità di trattenere il respiro e sopportare cattivi odori, come ha potuto accertare di persona anche una giornalista del Centro per il giornalismo investigativo della Serbia (CINS). “Mia nuora non può mai lasciare asciugare il bucato all’aperto. Ogni volta che chiamiamo l’ispettorato dicono che verranno domani”, spiega Dušan Tegeltija, uno degli abitanti del quartiere. Aggiunge inoltre che all’ufficio della circoscrizione gli hanno detto che i problemi causati dalla discarica non possono essere risolti né dall’amministrazione comunale né da quella provinciale perché in quell’area “dovrebbe sorgere una discarica regionale e noi non abbiamo alcuna voce in capitolo”. La discarica regionale menzionata da Dušan Tegeltija è il Centro regionale di gestione dei rifiuti che dovrebbe nascere dall’ampliamento della discarica esistente per far fronte al problema dello smaltimento dei rifiuti nella città di Novi Sad e nei comuni circostanti (Temerin, Žabalj, Vrbas, Beočin, Bački Petrovac, Bačka Palanka e Srbobran). Una volta che il nuovo centro sarà diventato operativo, le discariche presenti nei comuni sopracitati dovrebbero essere chiuse. Benché fosse previsto che la nuova discarica venisse realizzata entro il 2014, i lavori di costruzione non sono ancora iniziati, tra l’altro perché dal 2010 a oggi il consiglio comunale di Novi Sad ha adottato solo un numero esiguo di atti necessari all’avvio dei lavori, tra cui il nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti e un piano di regolazione dettagliata della discarica regionale. Nel frattempo è diventata problematica anche la scelta dell’ubicazione della discarica, tant’è che nel bilancio del comune di Novi Sad per il 2017 sono stati stanziati 6 milioni di dinari (circa 50mila euro) per le indagini volte a valutare l’idoneità o meno del sito prescelto. Discarica Novi Sad (foto Dragana Prica) A differenza della discarica esistente, nel nuovo centro regionale i rifiuti verrebbero selezionati e avviati al riciclo, mentre i residui non riciclabili verrebbero smaltiti in una discarica sanitaria senza provocare danni all’ambiente. Il nuovo centro è pensato innanzitutto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani (sia domestici sia quelli provenienti dalle aree pubbliche) e di quelli provenienti dalle attività produttive, mentre per i rifiuti tossici è prevista l’esportazione, oppure il deposito temporaneo presso il luogo in cui sono prodotti. La Serbia procede a passi molto lenti nell’attuazione della normativa in materia di gestione dei rifiuti. Nonostante due tentativi di predisporre, attraverso una strategia nazionale, un piano per la realizzazione di un sistema di discariche regionali, finora ne sono state costruite solo otto, di cui alcune non sono ancora in funzione, mentre altre non operano a piena capacità. Igor Jezdimirović, presidente dell’associazione “Ingegneri per la tutela dell’ambiente”, che si occupa, tra l’altro, della tutela delle acque e della biodiversità, nonché della gestione dei rifiuti, dice che probabilmente nessuno dovrà rispondere del fatto che la discarica regionale di Novi Sad non sia ancora stata realizzata. “Finché non si risolverà questo punto, facendo chiarezza sul fatto che la responsabilità dell’attuazione di un piano spetta anche a chi lo ha adottato, avremo una situazione di stallo. E avremo un costante aumento dell’inquinamento”, dice Jezdimirović. Il problema dell’ubicazione La strategia nazionale per la gestione dei rifiuti, adottata nel 2003, prevedeva la realizzazione di 29 discariche regionali che avrebbero dovuto rispondere alle esigenze di 160 comuni. Con la nuova strategia, relativa al periodo 2010-2019, è stato introdotto il termine “Centro regionale di gestione dei rifiuti”, che sottintende la realizzazione di un complesso costituito da una discarica regionale, un impianto di selezione dei rifiuti, stazioni di trasferimento e un impianto di compostaggio. La strategia prevede la realizzazione di 26 centri di questo tipo. Come precisato nel testo della nuova strategia nazionale, i problemi legati alla gestione dei rifiuti variano da città a città, per cui “l’unica soluzione economicamente giustificabile è la creazione di centri regionali”, dove i rifiuti raccolti nel territorio di più comuni verrebbero selezionati e avviati al riciclo, mentre il secco non riciclabile andrebbe smaltito. Una di queste discariche dovrebbe essere realizzata per far fronte alle esigenze della città di Novi Sad e dei comuni limitrofi. Sono passati quasi sei anni da quando il consiglio comunale ha adottato il Piano regionale di gestione dei rifiuti che prevede la costruzione di suddetta discarica. Fino a oggi, tuttavia, sono stati approvati solo pochi documenti necessari all’avvio della costruzione, la redazione dei quali è costata alle casse comunali ben 6,5 milioni di dinari (circa 54mila euro). I lavori di costruzione non sono ancora iniziati. Pur essendo previsto che la nuova discarica venga realizzata ampliando quella esistente, in quell’area non vi è alcun cartello né avviso relativo a eventuali interventi futuri, come ha potuto constatare anche una giornalista di CINS. Stando al Piano regionale per la gestione dei rifiuti, la nuova discarica avrebbe dovuto diventare operativa nel 2014, mentre il costo complessivo dell’intervento è stato stimato in 17,75 milioni di euro. Era prevista anche la costituzione di un’apposita società che si sarebbe occupata della gestione della discarica sanitaria. Diversamente da quanto previsto dal Piano, nella nuova Strategia di sviluppo sostenibile della città di Novi Sad, il costo di realizzazione del sistema regionale di gestione dei rifiuti è stimato in circa 28,28 milioni di euro, e la durata dei lavori è fissata in cinque anni (2016-2020). La costruzione della nuova discarica, ovvero del centro regionale di gestione dei rifiuti, dovrebbe risolvere vari problemi legati a questo ambito, tra cui lo smaltimento dei rifiuti ora depositati in discariche inadeguate e il proliferare delle discariche abusive. Stando agli ultimi dati disponibili, risalenti al 2011, nel comune di Novi Sad e dintorni sono presenti 74 discariche abusive. Nel dicembre dello scorso anno, il consiglio comunale di Novi Sad ha approvato il Programma annuale delle attività preliminari alla realizzazione del centro regionale di gestione dei rifiuti. Il programma prevede che nel bilancio comunale per il 2017 vengano stanziati 11 milioni di dinari (circa 92mila euro) per le seguenti attività: elaborazione di uno studio di fattibilità per l’individuazione del sito più idoneo alla realizzazione del centro (6 milioni di dinari), redazione della documentazione tecnica di progetto (4 milioni) e ottenimento di permessi e autorizzazioni (1 milione). Nell’agosto di quest’anno, l’Ufficio gestione del territorio del comune di Novi Sad ha firmato un contratto con l’azienda “Hidrozavod DTD” per la redazione del summenzionato studio di fattibilità avente ad oggetto, tra l’altro, la verifica dell’idoneità del sito prescelto per la costruzione della nuova discarica. Igor Jezdimirović dell’associazione “Ingegneri per la tutela dell’ambiente” spiega perché l’area prescelta, quella della vecchia discarica di Klisa, risulta potenzialmente problematica. “Uno dei problemi riguarda le acque sotterranee. L’altro concerne l’estrema vicinanza della discarica alle prime case del quartiere Klisa. Vi è inoltre il fatto che in prossimità del sito passa un elettrodotto. E infine vi è l’aspetto visivo perché la prima cosa che si vede entrando nella città è una montagna di rifiuti che continua a crescere”. Tra i comuni i cui rifiuti dovrebbero essere trattati nel nuovo centro regionale c’è anche Temerin. Stando alle parole di Svetomir Stojanović, direttore dell’azienda municipalizzata “JKP Temerin”, questa ditta sta subendo ingenti danni finanziari a causa dei continui rinvii dell’inizio della costruzione della discarica regionale. “Proprio perché ancora non si sa con certezza nemmeno dove sarà ubicata questa nuova discarica regionale, l’anno scorso abbiamo dovuto eseguire lavori di innalzamento dell’argine della discarica [di Temerin] in modo da mantenerla utilizzabile. Questa operazione di risanamento è costata circa 50 milioni di dinari”, spiega Stojanović. All’Ufficio gestione del territorio del comune di Novi Sad non hanno accettato di parlare con i giornalisti di CINS, rispondendo alla richiesta di un’intervista con un comunicato in cui si precisa, tra l’altro, che l’amministrazione comunale ha avviato “attività preliminari alla redazione di un programma di cofinanziamento dei lavori di costruzione del Centro regionale”, che è stato parzialmente realizzato lo Studio preliminare di fattibilità per la costruzione del centro regionale di gestione dei rifiuti solidi urbani, e che si prosegue con la realizzazione di uno Studio preliminare di fattibilità per l’individuazione del sito più idoneo alla costruzione del centro. Stando alle parole di Dejan Ubavin, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente presso la Facoltà di Scienze tecniche dell’Università di Novi Sad, “agli esperti del settore non risulta chiaro perché i lavori non siano ancora iniziati, perché vengano continuamente rimandati”. L’impatto sulla salute della popolazione Il deposito incontrollato di rifiuti in una discarica provoca effetti dannosi sull’ambiente e sulla salute umana, e particolarmente a rischio sono gli abitanti delle zone circostanti. Stando ai dati del 2012, quasi tutte le discariche presenti nell’area di Novi Sad sono ubicate a poca distanza dai centri abitati, e un aspetto particolarmente problematico consiste nel fatto che molte di esse non dispongono di alcun sistema di protezione ambientale. Dal momento che una discarica di rifiuti incontrollata rilascia nell’ambiente tutta una serie di sostanze tossiche, tra cui anidride solforosa, anidride carbonica, cloruro di vinile, benzene, ma anche piombo, gli abitanti delle zone circostanti presentano un rischio maggiore di sviluppare malattie polmonari e respiratorie, nonché di subire effetti dannosi a carico del sistema immunitario e nervoso. “L’elevata concentrazione di sostanze inquinanti in aria, acqua e suolo può causare un peggioramento dello stato di salute delle persone affette da determinate malattie, soprattutto da malattie respiratorie, cardiovascolari e dei vasi sanguigni, ma anche da quelle dell’apparato digestivo (come conseguenza del consumo di alimenti o acqua contaminati)”, spiega Sanja Bijelović dell’Istituto di salute pubblica di Novi Sad. Un altro modo in cui le discariche incontrollate possono compromettere la salute umana è favorendo il diffondersi di malattie infettive trasmesse da insetti, roditori e altri animali. Discarica Novi Sad (foto Dragana Prica) Nel quartiere Klisa di Novi Sad abitano per lo più persone anziane e famiglie con bambini piccoli, ma non lo si deduce a prima vista. Sono infatti pochissimi i bambini che giocano in strada, mentre gli anziani evitano di trattenersi all’aperto perché, come dicono loro stessi, fanno persino fatica a respirare. I residenti di Klisa che hanno accettato di parlare con la giornalista di CINS dicono che sono innanzitutto preoccupati per la salute dei bambini, ma che non sanno a chi rivolgersi, avendo l’impressione che a nessuno importi dei loro problemi. Alcuni aggiungono di sentirsi cittadini di seconda classe. Oltre a mettere in pericolo la salute dei cittadini, la vicinanza della discarica al centro abitato comporta anche un elevato rischio di incendi e altre situazioni di emergenza. “Il gas di discarica, composto per lo più da metano, è infiammabile”, dice Igor Jezdimirović, aggiungendo: “Nei paesi normali il gas di discarica viene utilizzato come combustibile per la produzione di energia elettrica e termica, e viene veduto come fonte rinnovabile. Visto che la Serbia, ovvero i suoi decisori politici, non sono in grado di sfruttare questa potenzialità, i rifiuti continuano a essere bruciati, provocando un ulteriore inquinamento dell’aria. Non è una questione di risorse, bensì di capacità e volontà”. Dall’Ufficio ispettivo del comune di Novi Sad affermano che nel periodo compreso tra il 30 agosto 2014 e il 30 agosto 2017 hanno ricevuto dieci segnalazioni da parte dei cittadini, riguardanti soprattutto i cattivi odori, l’inquinamento dell’aria e la presenza di discariche abusive in prossimità di quella comunale. Aggiungono inoltre che l’azienda municipalizzata “JKP Čistoća” provvede regolarmente alla rimozione delle discariche abusive e che la discarica comunale viene gestita in conformità alle norme vigenti, compreso un monitoraggio regolare. Il professor Dejan Ubavin dice che una buona gestione della discarica può portare alla riduzione degli effetti negativi sulla salute della popolazione. “Con la messa in esercizio della discarica regionale, ovvero sanitaria, quale prevista, e con la sua adeguata gestione, i problemi attuali dovrebbero venire meno”. La questione della gestione dei rifiuti, compresa la costruzione delle discariche regionali, riveste grande importanza anche nel processo di integrazione europea della Serbia. Questo settore fa parte del capitolo negoziale 27, che non è ancora stato aperto. La Serbia dovrà migliorare in maniera significativa le sue azioni a tutela dell’ambiente, il che presuppone un notevole cambiamento delle prassi attuali e l’adozione di tutta una serie di provvedimenti legislativi. Stando a quanto annunciato dai rappresentanti delle istituzioni statali, tali interventi costeranno almeno 10 miliardi di euro. Solo per risolvere il problema delle discariche serviranno circa 918 milioni di euro. La legislazione nazionale in materia di gestione dei rifiuti dovrebbe essere adeguata alla direttiva europea sulle discariche entro la fine del 2018. Dal ministero della Tutela dell’Ambiente affermano che suddetta direttiva è particolarmente “difficile da attuare”, prevedendo come termine ultimo per la sua piena applicazione il 2032. Come precisato in uno studio redatto dal Gruppo di lavoro per i negoziati sul capitolo 27, “uno dei temi dei negoziati con la Commissione europea riguarderà la necessità di stabilire un adeguato periodo transitorio [il termine ultimo] entro il quale la Serbia dovrà chiudere e bonificare le discariche esistenti e provvedere, conformemente alla direttiva europea in materia, alla costruzione di nuovi centri di gestione dei rifiuti ”. Soltanto una discarica regionale pienamente operativa Secondo i dati dell’Agenzia per la tutela dell’ambiente, in Serbia finora sono state costruite solo otto discariche regionali, mentre altre tre sono in fase di realizzazione. Le discariche completate si trovano nei seguenti comuni: Užice, Sremska Mitrovica, Pančevo, Leskovac, Jagodina, Pirot, Lapovo e Kikinda. Solo una di esse, la discarica “Duboko” di Užice, dispone delle autorizzazioni necessarie per svolgere tutte e cinque le operazioni relative alla gestione dei rifiuti (raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero e smaltimento). I lavori di costruzione della discarica regionale di Pančevo, diventata operativa nel 2015, sono durati 24 anni e l’intero progetto è costato 393,6 milioni di dinari (circa 3 milioni di euro). L’obiettivo era quello di far sì che la vecchia discarica, incontrollata e situata molto più vicino al centro urbano, venisse completamente chiusa. Tuttavia, quasi un terzo dei rifiuti raccolti nel territorio comunale, finisce ancora nella vecchia discarica, un argomento di cui CINS si è già occupato . Ben 13 “regioni”, costituite da due o più comuni o città, non hanno ancora nemmeno adottato i rispettivi piani regionali di gestione dei rifiuti. I giornalisti di CINS hanno più volte contattato il ministero della Tutela dell’Ambiente, chiedendo di parlare con la dirigente della Direzione rifiuti Marija Šerović, o con un’altra persona competente. Dal ministero si sono limitati a rispondere che per un’intervista di questo tipo bisogna ottenere un’apposita autorizzazione da parte loro. Ad oggi, però, non hanno ancora provveduto al suo rilascio. Dejan Ubavin, professore presso la Facoltà di Scienze Tecniche di Novi Sad, dice che la prassi di lasciare giacere i rifiuti in discarica per decenni, riscontrabile nella maggior parte dei comuni della Serbia, “è una non gestione dei rifiuti”. //<![CDATA[ document.write('<fb:like href="https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/La-discarica-di-Novi-Sad-una-montagna-di-rifiuti-e-burocrazia-183169"></fb:like>'); //]]> Hai pensato a un abbonamento a OBC Transeuropa? Sosterrai il nostro lavoro e riceverai articoli in anteprima e più contenuti. Abbonati a OBCT ! 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La discarica di Novi Sad: una montagna di rifiuti e burocrazia
Dalle galassie submillimetriche ai protoammassi
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Esami Terza Media 2016| Trucchi, consigli e metodi di studio e di ripasso efficiente
È rischio guerra tra Afghanistan e Iran per l'acqua del fiume Helmand
>> >> La redazione del _Post_ ha una lunga storia di esperimenti con i sostituti in polvere dei pasti. Iniziò più o meno nell’estate del 2015, quando tre redattori rimasti soli in redazione nelle prime settimane di agosto si fecero affascinare dal [Soylent](<https://www.ilpost.it/2015/08/05/nutrirsi-col-soylent/>) — un beverone che sostituiva i pasti tradizionali inventato da un gruppo di nerd californiani — e provarono per un po' la sua versione europea, prodotta da un’azienda olandese allora nota come Joylent. >> >> La ragione principale per sostituire i pasti solidi con preparati liquidi o polveri a cui aggiungere l'acqua è che solleva dall’impegno di dover mettere insieme un pasto due volte al giorno, soprattutto in settimana, quando si ha meno tempo ma si vorrebbe comunque mangiare qualcosa di equilibrato e relativamente sano. Fa risparmiare tempo (che non va necessariamente reinvestito in lavoro, ma magari in una passeggiata nel parco) ed evita quella sensazione di pesantezza di quando ci si alza da tavola. Non di meno fanno risparmiare: i sostitutivi dei pasti che si trovano in commercio costano sui due o tre euro, meno della maggior parte delle alternative. >> >> L’esperimento del 2015 divenne [quasi un'abitudine](<https://www.ilpost.it/2015/11/16/joy-to-the-world/>) in redazione, e al ritorno dalle vacanze attirò l'attenzione di altri colleghi. Per alcuni mesi l’aspetto sociale e gratificante della pausa pranzo fu soppiantato dalla praticità dei pasti liquidi, più veloci, economici ed equilibrati dal punto di vista nutrizionale – sicuramente più di un cheeseburger con patatine fritte. Alla lunga, però, quegli aspetti sociali e gratificanti del cibo solido e cucinato prevalsero, anche perché sette anni fa i nutrimenti liquidi o in polvere erano ancora ai primi stadi e oggettivamente [migliorabili](<https://www.ilpost.it/2016/10/18/barrette-soylent-vomito/>) sotto molti aspetti, a partire dal gusto e dalla consistenza. >> >> Sono passati appunto sette anni, durante i quali il cibo in polvere è perlopiù sparito dalla redazione ma non ha smesso di essere prodotto, anzi. Abbiamo deciso di ripetere l'esperimento e tre persone — «tutti maschi intorno ai trent’anni» — hanno mangiato per due settimane – chi per la prima volta, chi già reduce da una prima esperienza – i cibi in polvere o già diluiti di alcune marche che li vendono online in Italia: [Huel](<https://eu.huel.com/>), [Foodspring](<https://tidd.ly/3xcnjfz>) e il vecchio Joylent, che nel frattempo ha cambiato nome in [Jimmy Joy](<https://jimmyjoy.com/>). I prodotti di Huel e Jimmy Joy che abbiamo provato sono anche vegani; quelli di Foodspring no, ma volendo c'è [un prodotto vegano](<https://tidd.ly/3azRUfu>) anche di questo marchio. Tutti i prodotti in polvere arrivano con uno shaker apposta per miscelare le giuste quantità e trasportarli. >> >> I nutrimenti in polvere o già diluiti provati dalla redazione (Il Post) >> >> Questi prodotti vengono spesso promossi dai produttori anche come modi per controllare le calorie e dimagrire, ma non è lo scopo con cui i tre redattori li hanno provati e in generale pensiamo che sia difficile fare valutazioni su questo, visto che l'effetto dimagrante dipende da troppe variabili. >> >> Questi sono i pareri che sono emersi, che prescindono da qualunque competenza medica o nutrizionale. >> >> Pietro, 29 anni, fu tra i redattori che nel 2015 vennero brevemente contagiati dai tre pionieri del cibo in polvere. Inizialmente entusiasta per i costi ridotti rispetto alla spesa media dei suoi pasti, rimpianse velocemente i pasti solidi e assaporati, magari in compagnia, e tornò alle vecchie abitudini senza volerne più sapere. Sette anni dopo ha voluto dare un’altra possibilità ai cibi in polvere, attratto ancora dalla questione economica ma soprattutto dal risparmio di tempo in relazione all’efficacia del pasto (pochi secondi di preparazione per un pasto equilibrato), con la speranza che i prodotti fossero migliorati. >> >> Per iniziare ha provato una bottiglia di [Huel già diluito](<https://eu.huel.com/products/huel-ready-to-drink>) (cioè venduto già liquido) al gusto di banana e una al gusto di caramello al caffè. Le bottiglie in questione vengono vendute come "Ready-to-drink": secondo le descrizioni fornite dall’azienda contengono «tutte le 26 vitamine e minerali essenziali, carboidrati, proteine, grassi, fibre e fitonutrienti». Una bottiglia — che costa tra i 3 e i 4 euro a seconda delle quantità acquistate — equivale a un pasto e questo è stato effettivamente appurato: sazia. Nel complesso, però, l’esperienza è stata ostacolata in entrambi i casi dai sapori, alla lunga percepiti come nauseanti e per nulla invitanti: è stato difficile finirli. >> >> [](<https://eu.huel.com/products/huel-ready-to-drink>) >> >> Le bottiglie Huel già diluite (Il Post) >> >> Per i nutrimenti in polvere non ancora diluita, invece, è stato diverso. Di Foodspring è stata provata [la linea "Shape Shake 2.0"](<https://tidd.ly/3mseJo0>), che con 900 grammi di polvere garantisce circa 15 pasti al costo di 30 euro (quindi 2 euro a pasto). Di Jimmy Joy è stata provata [la linea "Plenny Shake"](<https://jimmyjoy.com/products/plenny-shake>), che è ancora più economica perché una confezione da almeno 10 pasti costa 13,50 euro (ma ci sono varie combinazioni d'acquisto). >> >> In entrambi i casi, l’aggiunta di un po’ di latte alla quantità di acqua consigliata per diluire le dosi di polvere equivalenti a un pasto le ha rese delle bevande _buone_ , molto più apprezzabili che con la sola acqua. In particolare, nel caso del [Plenny Shake alla banana](<https://jimmyjoy.com/products/plenny-shake>), l’aggiunta di latte ha superato le aspettative e il redattore può confermare che continuerà a usare questo prodotto per risolvere in fretta ed economicamente certi pasti, magari continuando a sperimentare di tanto in tanto altri gusti. >> >> [](<https://jimmyjoy.com/products/plenny-shake>) >> >> Le confezioni di Jimmy Joy (Il Post) >> >> Passiamo a Vittorio, 30 anni, che sette anni fa fu uno dei tre pionieri che portarono al _Post_ i nutrimenti in polvere. Probabilmente ne fu il più entusiasta e infatti in questi anni ha continuato a usarli regolarmente, di tanto in tanto. Il suo parere complessivo rimane invariato rispetto all’ultima volta in cui ne fece un uso considerevole, cinque anni fa: «sono una soluzione valida per chi ha molto da fare e vuole spendere poco». >> >> Per Vittorio i vantaggi del cibo in polvere rispetto ad un pasto normale sono che: non va cucinato (sia da un punto di vista pratico che ambientalista, se vogliamo), non va lavato (minimo sindacale, anche qui, dal punto di vista ambientalista), non affatica la digestione (anche se dice è servito un periodo di assestamento per quanto riguarda la questione "aria nella pancia"), costa molto meno di un pasto da asporto ma spesso anche di uno preparato in casa, e si può mangiare ovunque in qualunque situazione, senza perdere tempo. >> >> [](<https://tidd.ly/3mseJo0>) >> >> Le confezioni di Foodspring (Il Post) >> >> L’esperienza con le [bottiglie già diluite di Huel](<https://eu.huel.com/products/huel-ready-to-drink>) non ha passato l’esame: anche perché, oltre ai limiti del sapore, Vittorio preferisce perfezionare il livello di granulosità del cibo in polvere, mescolandolo fino a trovare un giusto equilibrio (giusto per lui, specifica). Tra [Foodspring](<https://tidd.ly/3mseJo0>) e [Jimmy Joy](<https://jimmyjoy.com/products/plenny-shake>), invece, non fa grandi preferenze: entrambi «si lasciano mangiare, o bere». Va detto però che il suo approccio è sempre quello di non mescolarli con la sola acqua: usa latte vegetale per i gusti meno fruttosi (cioccolato, caffè) e succo d’arancia per i gusti fruttosi (fragola e mirtilli in questo caso). Il succo di frutta, a suo parere, è il modo migliore per farseli piacere sempre, senza soffrire. >> >> Infine Mario, 29 anni: la sua era la prima vera esperienza con una varietà di cibi in polvere e diluiti. Abituato a mangiare almeno tre volte al giorno — a volte sgarrando con pasti ipercalorici — dice che [il Jimmy Joy](<https://jimmyjoy.com/products/plenny-shake>) con aggiunta di latte ha rappresentato un ottimo sostituto del pasto, soprattutto a cena, dopo aver staccato tardi dal lavoro. Il cibo [in polvere di Foodspring](<https://tidd.ly/3mseJo0>), gusto frutti rossi, non lo ha però saziato neanche aggiungendo metà parte di latte (parzialmente scremato) sulla quantità di liquidi indicata e dice che il sapore non è stato dei migliori: passato il sentore di frutti rossi rimane un retrogusto un po’ insapore. >> >> Diverso invece il suo giudizio sullo [Huel già diluito](<https://eu.huel.com/products/huel-ready-to-drink>), al cioccolato: il gusto era buono, ma rimangono delle perplessità su convenienza e praticità della polvere già diluita in bottiglia. >> >> _***_ >> >> _Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione[Consumismi ](<https://www.ilpost.it/consumismi/>)_il Post _ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link,[qui c’è una spiegazione lunga](<https://www.ilpost.it/2020/02/05/affiliate-marketing-giornali/>)._ *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Un altro tentativo con i sostituti liquidi dei pasti
Cos'è l'Egitto oggi
> > Lo scorso febbraio l'Unione Europea ha stabilito i tetti massimi delle tariffe che gli operatori di telefonia mobile si pagano a vicenda quando i loro clienti si trovano all’estero e utilizzano il loro cellulare in roaming: le nuove tariffe saranno in vigore dal 15 giugno 2017 ed è grazie a esse che i prezzi del roaming per i consumatori potranno essere abbassati. In Italia alcune compagnie telefoniche hanno già cancellato i costi del roaming per i propri utenti: i clienti TIM o Wind, ad esempio, possono già telefonare, mandare sms o navigare su internet nei paesi membri dell'Unione Europea con la stessa tariffa prevista per l'Italia. > > I paesi in cui i costi del roaming subiranno variazioni sono Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. A questi si aggiungono Islanda, Lichtenstein e Norvegia e alcuni territori extraeuropei che comunque fanno parte di alcuni dei paesi membri, come la Guadalupa e la Guyana Francese, Gibilterra e le Canarie. Sono esclusi invece Svizzera, Turchia, Albania, il Principato di Monaco e San Marino, ricordatevelo se quest'estate andrete in vacanza in Romagna e pensate di passarci un pomeriggio (basta disattivare il roaming dalle impostazioni del cellulare, per essere sicuri di non pagare di più). > > Siccome non è sempre facilissimo capire com'è la situazione del roaming per ogni compagnia, abbiamo messo insieme una lista operatore per operatore. In generale, dopo il 15 giugno pagherete tanto quanto pagate in Italia per ogni sms che manderete, minuto di telefonata che farete e MB di traffico internet. Se avete un abbonamento o altri tipi di offerte attive (quelle che si rinnovano automaticamente ogni mese, per esempio) continuerete a pagare quello che pagate in Italia. Ricevere le telefonate sarà invece gratuito per tutti. > > **TIM** > > Dal 29 maggio i clienti di TIM si sono accorti che l'app dell'operatore indica che i costi di telefonate e SMS sono gli stessi per l'Italia e per i paesi dell'Unione Europea. La novità, almeno per ora, non riguarda però i costi per il traffico Internet, su cui è bene quindi fare particolare attenzione se si viaggia all'estero. È probabile che i costi del roaming saranno completamente cancellati dopo il 15 giugno. > > **Vodafone** > > Vodafone aspetterà il 15 giugno, cioè il termine previsto dall'Unione Europea, [per annullare i costi del roaming](<http://www.vodafone.it/portal/Privati/Tariffe-e-Prodotti/Tariffe/Estero/euroroaming>): se andrete in un altro paese dell'Unione Europea dopo questa data e siete clienti Vodafone, pagherete per chiamate, SMS e dati tanto quanto pagate quando siete in Italia; anche le diverse offerte continueranno a essere valide. > > **Wind e 3** > > Wind e 3 sono stati i primi operatori telefonici ad essersi adeguati alle nuove regole: Wind ha abolito i costi del roaming il [24 aprile](<https://www.wind.it/it/promo/easy-europe/?gclid=CjwKEAjw07nJBRDG_tvshefHhWQSJABRcE-Z03UflpB4hfKhOtWHnL7fifdqW9caeYS_ADegi4l4MxoCclvw_wcB&dclid=CKawpuuamtQCFUuuUQod5lAJDg>), 3 lo ha fatto l'[8 maggio](<http://www.tre.it/tariffe/estero/europa/easy-europe>). L'abolizione dei costi aggiuntivi vale anche per il traffico internet. Un'accortezza se siete in viaggio o state per partire: fate attenzione di non avere attiva sul cellulare una di quelle promozioni per i viaggi all'estero come Smart Travel di Wind, perché esistono ancora e potrebbero farvi pagare più del dovuto dato che secondo le esperienze di alcuni utenti le condizioni non sono ancora state aggiornate. > > **Gli operatori mobili virtuali** > > Gli operatori mobili virtuali (cioè che si appoggiano alle infrastrutture di operatori più grandi – detti "reali" – per fornire i servizi telefonici) **Poste mobile, CoopVoce, Kena Mobile e Fastweb Mobile** cancelleranno i costi di roaming a partire dal 15 giugno: i loro clienti saranno soggetti in tutti i paesi UE alle stesse tariffe previste dai loro contratti o abbonamenti in Italia. **Lycamobile** farà qualcosa di leggermente diverso: i suoi clienti non pagheranno tanto quanto pagano in Italia, ma ognuno, a prescindere dal suo piano tariffario, spenderà 9 centesimi di euro al minuto per le chiamate verso numeri fissi, 19 centesimi al minuto per quelle verso numeri di cellulare, 15 centesimi per ogni SMS inviato e 18 centesimi per ogni MB di traffico dati. Tutto questo sempre dal 15 giugno. > > **Tiscali Mobile ed Erg Mobile** , altri due operatori mobili virtuali, non hanno ancora detto quando intendono adeguarsi alle nuove regole: potrebbero farlo anche dopo il 15 giugno dato che la normativa europea prevede che gli operatori mobili che dovessero avere perdite superiori al 3 per cento del fatturato con la cancellazione dei costi di roaming per gli utenti possano chiedere una deroga di un anno. Per gli operatori più piccoli e soprattutto per quelli virtuali le perdite [dovrebbero essere più alte in percentuale](<https://www.tomshw.it/zero-roaming-poco-probabile-rinvio-italia-84618>) dato che, non avendo infrastrutture proprie, non beneficiano delle spese fatte da chi dall'estero viene in Italia e usa il roaming con il proprio cellulare. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Come siamo messi con i costi del roaming in Europa
Dove vedere River-Boca, finale di Copa Libertadores, in diretta streaming
Shutterstock Lo spazio urbano è fondamentale nel processo di creazione di una memoria collettiva e per immaginare il futuro. In Croazia, nella toponomastica, non vi è però traccia di nomi femminili 08/01/2019 -  Ana Kuzmanić ,  Ivana Perić Zagabria Le visualizzazioni dello spazio pubblico urbano giocano un ruolo importante nel plasmare la memoria collettiva e nell’immaginare un futuro (diverso). Nella toponomastica delle città croate non vi è quasi alcuna traccia delle donne. Delle 64 città croate incluse nell’analisi di H-Alter, solo in 9 la percentuale di strade intitolate a donne è pari o superiore al 5%. In più della metà delle città analizzate, comprese alcune delle più grandi città del paese, questa percentuale è inferiore al 2%. In 11 città non esiste alcuna strada intitolata a donne. Europa, non c’è spazio per le donne nella memoria urbana Questa prassi vergognosa non è circoscritta esclusivamente alla Croazia. A giudicare dai nomi delle strade nelle principali città europee, la storia appartiene agli uomini. Se l’identità delle città è “maschile”, dov’è il posto (e quando arriverà il tempo) delle donne? Le città in Croazia, e in tutta Europa, tuttora rispecchiano il sistema patriarcale che relega la donna all’ambito domestico, dove il suo ruolo primario è quello di generatrice della vita, ovvero di madre. Nell’agosto di quest’anno, migliaia di donne hanno protestato a Parigi perché solo il 2,6% delle strade nella capitale francese è intitolato a donne. Delle 166 donne a cui sono dedicate  le strade di Parigi, la maggior ha avuto questo riconoscimento solo perché erano mogli o figlie di uomini famosi. Pertanto, il gruppo femminista “Osez le Féminisme” ha deciso di impegnarsi per cambiare la situazione, cominciando col proporre una lista di donne meritevoli – tra scienziate, artiste e donne rivoluzionarie – a cui dedicare nuove strade di Parigi. Nel 2012, Maria Pia Ercolini, insegnante di geografia di Roma, ha analizzato le titolazioni delle strade della capitale e i risultati sono scoraggianti. Dall’analisi è emerso, infatti, che a Roma solo il 3,5% delle strade è dedicato a donne. Ercolini ha creato su Facebook il gruppo “Toponomastica femminile”, come un punto di partenza per una campagna finalizzata a porre rimedio a questo squilibrio. Migliaia di cittadini e cittadine di Roma hanno aderito alla sua iniziativa. Sulla base di una legge approvata nel 2007, le città spagnole hanno revocato le titolazioni di strade ai membri del regime franchista. Il messaggio è stato chiaro: non c’è spazio per il fascismo nelle strade. In alcune città, come Léon e Valencia, le autorità hanno deciso di sfruttare l’occasione per dare adeguata visibilità alla storia delle donne, titolando le strade rimaste senza nome alle donne che meritano di essere omaggiate. Di recente, la città di Bruxelles ha lanciato una campagna di crowdsourcing per la titolazione di nuove strade. La città sta realizzando 28 nuove strade e i cittadini del paese sono stati invitati a fare proposte. È stata la prima volta che la capitale belga ha dato ai cittadini l’opportunità di proporre un nome per le nuove strade, e tra le numerose proposte c’erano molti nomi di donne, sistematicamente marginalizzate nella titolazione di nuove strade. Croazia, l’assenza simbolica delle donne a Zagabria L’anno scorso Katja Vretenar e Zlatan Krajina della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Zagabria hanno condotto una ricerca i cui risultati hanno mostrato che Zagabria si è trasformata in una città degli uomini: le donne, nonostante la loro presenza fisica, sono “simbolicamente assenti”. Nel maggio 2018, reagendo all’iniziativa del consiglio comunale di Zagabria di intitolare il parco di fronte al caffè letterario “Booksa” in via Martićeva a uno scrittore, l’associazione “Kulturtreger” ha lanciato una petizione intitolata “Park književnicama!” [Parco alle scrittrici!]. Gli organizzatori della petizione hanno sottolineato che sarebbe ora che la città ponesse fine alla discriminazione e all’ingiustizia nei confronti delle donne meritevoli che hanno lasciato tracce significative nella vita letteraria e culturale di Zagabria. Tuttavia, il consiglio comunale ha deciso di ignorare la petizione e, nel luglio 2018, ha dedicato il parco allo scrittore Enver Čolaković, marginalizzando ancora una volta non solo le tre scrittrici proposte nella petizione (che ha raccolto oltre 1600 firme), ma tutte le donne che meritano di essere ricordate dalla città di Zagabria. Spinte dal desiderio di stimolare un cambio di rotta su questo fronte, abbiamo analizzato le intitolazioni delle strade in 64 delle 128 città croate. Nella nostra analisi non abbiamo preso in considerazione le strade intitolate ai coniugi (marito e moglie) perché riteniamo che tale percezione della donna rifletta la logica patriarcale. Abbiamo inoltre escluso dall’analisi le strade intitolate alle figure femminili che possono essere considerate fittizie, come le fate o quelle intitolate alle donne sante. Va inoltre sottolineato che, nei casi in cui le autorità locali non ci hanno consegnato elenchi completi delle strade, abbiamo usato i dati disponibili su Internet, che possono non corrispondere fedelmente alla situazione attuale, ma crediamo che tali variazioni siano trascurabili, tali da non poter incidere sul risultato finale. Abbiamo analizzato 15.010 intitolazioni, di cui solo 297, ovvero il 2,37% è femminile. Le città migliori e peggiori Delle 64 città analizzate, in 11 non esiste alcuna strada intitolata a una donna. Si tratta delle seguenti città: Benkovac, Buje, Buzet, Čazma, Duga Resa, Gospić, Imotski, Ivanec, Novi Marof, Sinj e Slunj. In cima alla classifica è la città di Belišće, dove 4 delle 49 strade sono intitolate a donne (8,16%). Solo in 9 città la percentuale delle strade intitolate a donne è pari o superiore al 5%: Belišće (8,16 %), Čakovec (5.14 %), Hvar (5,20 %), Krapina (5,33 %), Opatija (5,15 %), Orahovica (5,06 %), Požega (6,83 %), Pregrada (5,13 %) e Slatina (6,45 %). In più della metà delle città analizzate, comprese alcune delle principali città del paese, questa percentuale è inferiore al 2%. Più grande è la città, più profondo è l’oblio Nell’analisi sono state incluse le 8 principali città croate: Zagabria, Spalato, Fiume, Osijek, Zara, Pola, Slavonski Brod e Karlovac. È emerso che a Zagabria solo lo 0,95% delle strade è dedicato a donne, a Spalato 1,89%, a Fiume 3,75%, a Osijek 1,89%, a Zara 3,68%, a Pola 1,61%, a Slavonski Brod 2,84% e a Karlovac 1,46%. Quindi, in 5 delle 8 principali città, la percentuale delle strade dedicate alle donne è inferiore al 2%. La situazione peggiore è a Zagabria (lo 0,95%), e la migliore, anche se lungi dall’essere ideale, a Fiume (3,75%). È da notare inoltre che, oltre ad essere completamente marginalizzate nelle titolazioni di strade, alle donne non vengono quasi mai dedicati grandi spazi pubblici, come piazze e parchi. La maggior parte delle città analizzate non ha nemmeno un parco o una piazza a nome di una donna. Chi sono le donne a cui vengono intitolate le strade? La maggior parte delle strade con nomi di donne nelle città analizzate è dedicato alla scrittrice Ivana Brlić Mažuranić (16), alla scrittrice e giornalista Marija Jurić Zagorka (13), alla pittrice Slava Raškaj (12) e alla compositrice Dora Pejačević (11). Molte strade nelle città croate sono intitolate alla donne sante (via Santa Lucia a Novi Vinodolski; via Sant’Agata a Novigrad; via Santa Maria a Novalja, Dubrovnik e Zara; via Santa Margherita a Karlovac; strada di Sant’Anna a Bjelovar, ecc.), alla Vergine Maria (via della Natività di Maria a Novigrad, via della Madonna di Zečevo a Nin, via della Madonna della Neve a Požega, via dell’Assunzione a Slavonski Brod, via della Madonna della Pace a Sebenico, via della Madonna del Mare a Trogir, ecc.), nonché alle fate (via della Fata di Velebit a Metković e Nin). Al posto di una conclusione Nelle città analizzate non abbiamo riscontrato nessuna strada dedicata ad alcune delle donne più importanti nella storia croata, per cui abbiamo creato la seguente lista come una fonte di ispirazione per le future e (speriamo) tempestive (re)intitolazioni delle strade in tutto il paese: Nada Dimić, Daša Drndić, Božena Begović, Anka Berus, Paula Landsky, Marija Braut, Mirjana Gross, Nada Mihelčić, Vesna Krmpotić, Mare Žebon, Katarina Dujšin Ribar, Mara Čop Marlet, Dunja Rihtman-Auguštin, Vinka Bulić, Elza Kučera, Ivana Tomljenović Meller, Žarana Papić, Olga Pavlinović, Vera Dajht Kralj, Nada Klaić, Jelena Krmpotić-Nemanić, Vanda Kochansky-Devidé, Jasenka Kodrnja, Zoja Dumengjić, Nives Kavurić-Kurtović... Questo articolo è pubblicato in associazione con lo  European Data Journalism Network  ed è rilasciato con una licenza  CC BY-SA 4.0 //<![CDATA[ document.write('<fb:like href="https://www.balcanicaucaso.org/Tutte-le-notizie/Croazia-genere-e-spazio-urbano-le-donne-dimenticate-191667"></fb:like>'); //]]> Hai pensato a un abbonamento a OBC Transeuropa? Sosterrai il nostro lavoro e riceverai articoli in anteprima e più contenuti. Abbonati a OBCT ! I commenti, nel limite del possibile, vengono vagliati dal nostro staff prima di essere resi pubblici. Il tempo necessario per questa operazione può essere variabile. 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Croazia: genere e spazio urbano, le donne dimenticate
Le contorsioni galattiche di Ngc 2276
[Foto di [AJ Colores](<https://unsplash.com/it/@ajcolores?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash>) su [Unsplash](<https://unsplash.com/it/foto/gruppo-di-poliziotti-in-mezzo-alla-strada-aZ-TRPezwt0?utm_content=creditCopyText&utm_medium=referral&utm_source=unsplash>)] «Immagina un mestiere così pericoloso che devi allacciarti il giubbotto protettivo e legarti la pistola al fianco prima di andare a lavorare. Una professione così difficile che basta un errore di un quarto di secondo per mandarti nella tomba o in prigione. Considera un lavoro talmente sotto scrutinio che devi indossare una telecamera sul petto in modo che il mondo intero possa vedere ogni tuo piccolo errore e così stressante che il tasso di suicidi è del 54% più alto che in ogni altra professione. Immagina di scegliere una carriera che ti offre tutto questo, e in cui devi lavorare anche nei giorni di vacanza guadagnando molti meno soldi dei tuoi amici e famigliari. Questo è il lavoro di un agente di polizia americano». Con queste impressionanti parole, Keith Olson, un agente di polizia in servizio da 34 anni nella cittadina di Yonkers, dello stato di New York, ha cercato di spiegare pochi giorni fa, in un editoriale pubblicato su un giornale locale, una delle crisi più serie che sta turbando negli ultimi mesi le città americane grandi e piccole. In California come a New York, in Minnesota come in Texas, il reclutamento delle forze di polizia sta diventando sempre più difficile e il numero di chi abbandona volontariamente il lavoro sempre più alto. Il problema è diventato talmente serio che il Dipartimento della Giustizia è stato costretto a riconoscerlo in un rapporto pubblicato recentemente. «Stiamo attraversando un storica crisi nel reclutamento e nel trattenimento dei candidati qualificati», ha riconosciuto il rapporto. Le prove della crisi sono ovunque e rischiano ovviamente di avere un profondo impatto sulla sicurezza dei cittadini. All'inizio di febbraio il governatore della Luisiana, Jeff Landry ha dichiarato lo stato di emergenza a causa di un aumento della criminalità dovuto in larga parte alla scarsità di agenti in servizio. A Memphis, in Tennessee, il dipartimento di polizia è stato costretto a rendere meno severi gli standard di assunzione dopo che molti agenti si erano dimessi dopo l'incriminazione di cinque poliziotti giudicato colpevoli di aver picchiato a morte Tyre Nichols a gennaio del 2023. Il problema è lo stesso nelle grandi città come New York, dove oltre tremila agenti si sono dimessi solo lo scorso anno, o come Filadelfia, dove mancano almeno 800 poliziotti, come nei più piccoli comuni della Middle America. A Goodhue, in Minnesota, 1300 abitanti in tutto, il capo della polizia Josh Smith si è dimesso insieme ai pochi agenti rimasti in servizio e ha chiuso l'intero dipartimento affidando la sicurezza dei cittadini allo sceriffo della contea e lo stesso hanno fatto, negli ultimi due anni, altre dodici piccole città in Maine e in altri stati. «Il lavoro è diventato veramente poco attraente da un paio di anni a causa dei disordini, delle proteste e dei movimenti come quelli che vogliono tagliare i fondi alla polizia», ha spiegato a sua volta il capo della Polizia di Filadelfia, Roosevelt Poplar. «I dipartimenti di polizia perdono agenti più velocemente di quanto riescano ad assumerne di nuovi e quindi il loro staff continua a diminuire», ha confermato il Dipartimento della Giustizia nel suo rapporto dopo aver esaminato 182 agenzie in 38 diversi stati e a Washington. Per cercare di contrastare un esodo che rischia di avere profondi effetti sulla pace sociale e sulla sicurezza dei cittadini, adesso molte città hanno cominciato a cercare le prime soluzioni concrete, a cominciare dagli stipendi offerti agli agenti e dalle norme per le assunzioni dei candidati. Per attirare nuovi aspiranti, il dipartimento di polizia di Alameda, in California, ha iniziato a offrire un _bonus_ da 75.000 dollari ai nuovi candidati accettati in servizio e molti altri ne hanno imitato l'esempio, sia pure con cifre minori. Nelle grandi città gli stipendi sono stati alzati oltre gli 80.000 dollari all'anno e perfino le piccole contee si sono impegnate a cercare di aumentare un compenso che è qualche volta di soli 20 dollari all'ora. Contemporaneamente, quasi tutti hanno fatto uno sforzo per far diventare meno severe le regole di ingaggio, aprire la porta anche ai candidati meno in forma fisicamente, migliorare e facilitare i corsi di addestramento per chi è stato ingaggiato. Qualcuno ha perfino cercato di non chiudere totalmente la porta anche a chi è stato incriminato penalmente. La strada, però, sembra essere appena all'inizio. Per colmare la frattura che ormai da anni e dopo non pochi scandali separa i poliziotti dalle popolazioni che dovrebbero proteggere – ha spiegato nel suo editoriale Keith Olson – occorrerà soprattutto riaprire un dialogo continuo e concreto tra le forze di polizia e i cittadini, destinato a rassicurare entrambi. Da parte sua, anche il responsabile per la Giustizia dell'amministrazione Biden, Merrick Garland, ha promesso che il governo farà la sua parte. «La polizia è una professione nobile», ha dichiarato «e ci impegniamo a fare il possibile per aiutare i dipartimenti di polizia locali nel loro lavoro per servire le comunità, costruire la fiducia del pubblico e garantire la sicurezza delle persone». _[Questo articolo è stato pubblicato su_[La Voce di New York](<https://lavocedinewyork.com/>) _]_
Una professione difficile
Com'è la collezione di Kenzo per H&M
Nessuno se lo aspettava eppure è successo. Sull'onda delle proteste a Malmo contro la partecipazione di Israele all'[Eurovision Song Contest 2024](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/10/eurovision-2024-a-tinte-hot-con-la-milf-che-canta-zocla-nemo-svizzera-e-angelina-mango-travolgono-il-palco-top-e-flop-della-seconda-semifinale/7542964/>) e, dopo, [i fischi alla Malmo Arena con alcuni spettatori che hanno voltato le spalle ad Eden Golan durante la sua esibizione](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/09/eurovision-2024-fischi-e-free-palestina-alla-fine-delle-prove-di-israele-lorganizzazione-nel-regolamento-sosteniamo-la-liberta-di-espressione/7541608/>), è intervenuto il primo ministro israeliano **Benjamin Netanyahu**. Il premier ha fatto recapitare un messaggio alla concorrente che provocherà ulteriori polemiche: “ **Stai gareggiando non solo all’Eurovision in modo che ci rende orgogliosi, ma stai gareggiando con successo di fronte a una brutta ondata di antisemitismo** e stai resistendo a tutto questo rappresentando lo Stato di Israele con grande onore. Quando ti fischiano, noi gridiamo evviva per te". Il **conflitto in Medio Oriente continua ad essere protagonista dell’Eurovision Song Contest**. Quest’anno, la partecipazione di Israele ha suscitato diverse polemiche e ieri a Malmo, in Svezia, dove si svolge la kermesse canora, si sono svolte diverse manifestazioni. La protesta più significativa è quella pro-Palestina, che è partita dalla centrale Stora Torget. **Circa 25.000 persone provenienti da tutta la Svezia, Danimarca e altri Paesi hanno preso parte al corteo, che ha attraversato le vie del centro di Malmo** fino a un palco dove alcuni artisti si sono esibiti in un concerto di protesta fino alle 22. Alle 18, invece, si è svolto l’evento di benvenuto per la delegazione israeliana all’Eurovision, organizzato dall’Associazione di Amicizia Svezia-Israele.
Eurovision 2024, Netanyahu tifa per Eden Golan: “Gareggi di fronte a una brutta ondata di antisemitismo. Quando ti fischiano gridiamo evviva per te”
La difesa di Montanelli è il trionfo dell'ipocrisia corporativa
>> >> Non è sempre facile affrontare **temi di attualità** , in particolare quelli più dolorosi, in classe. I libri offrono spunti preziosi e punti di vista diversi, che difficilmente si trovano proposti dalla narrazione mainstream e che possono sfuggire anche agli insegnanti più attenti. Ecco perché può valere la pena leggere con le proprie alunne e i propri alunni _Nato sul confine_ , l’ **ultimo romanzo di Fabrizio Gatti** che racconta la tragica storia dei **viaggi in mare dei migranti** con una voce del tutto nuova. >> >> ## **La nave dei bambini** >> >> Era l’11 ottobre 2013 quando un **peschereccio** con a bordo centinaia di persone (si stima quasi 500) si ribaltò nelle acque di competenza maltesi, ma vicino alle coste di Lampedusa, costando la vita a 268 persone, tra cui **60 minori** (da qui l’espressione “nave dei bambini”). La tragedia arrivò mentre si stavano ancora effettuando le ricerche dei dispersi di un altro naufragio, avvenuto appena otto giorni prima. La vicenda è stata per molto tempo al centro delle cronache, soprattutto perché alcuni superstiti avviarono un procedimento legale contro la Guardia Costiera e la Marina Militare italiane, ree secondo i denuncianti di omissione di soccorso. >> >> libro fabrizio gatti >> >> Da questa terribile storia, **Fabrizio Gatti** ha dato vita al romanzo [_Nato sul confine_](<https://www.leggendoleggendo.it/books/nato-sul-confine/?utm_source=NL&utm_medium=FS&utm_campaign=Gatti>), che non racconta tanto il naufragio in sé quanto tutto ciò che avviene intorno, prima, durante e dopo, dando voce a molte persone diverse. >> >> ## **Mabruk, storia di un bambino non ancora nato** >> >> È dalla Libia che inizia il viaggio verso la speranza di una **famiglia siriana** che scappa dagli orrori della guerra, e con lei tante altre famiglie, tante altre persone che cercano la salvezza. A raccontare le loro vicende è **Mabruk** , un **bambino** che non è ancora nato, ma che è capace di farci vedere quello che accade a chi sta intraprendendo quella traversata che terminerà in tragedia per molti, moltissimi. >> >> Per raccontare questa storia, **Fabrizio Gatti** , scrittore e giornalista già autore di altri libri come _Bilal, il mio viaggio da infiltrato verso l’Eur_ opa e _L’infinito orrore_ , si è basato su anni di ricerche sulle vicende dei tanti **siriani** partiti quel **10 ottobre 2013 dalla Libia**. Gatti ha narrato a più riprese le storie di chi è sopravvissuto a quel naufragio, tenendo vivo il ricordo di chi non c’è più. La nave, infatti, era in gran parte popolata di famiglie di medici che già esercitavano in Libia ma che si erano visti costretti a scappare dal paese per il degradarsi delle condizioni di vita, in particolare per le loro mogli e le loro famiglie. Attratti da **opportunità professionali** in Europa, in particolare in Svezia e Germania, i medici si erano imbarcati su quel peschereccio, unica opportunità per raggiungere le coste europee, rischiando tutto e finendo per perdere tutto. >> >> ## **Perché leggerlo in classe** >> >> _Nato sul confine_ è un libro adatto a partire dai 13 anni, ideale per le **scuole** **medie**. È un romanzo che tocca temi di grande **attualità** , visto il numero sempre crescente di **sbarchi** sulle coste italiane e, con essi, di naufragi di persone innocenti che cercano soltanto di fuggire dalla **guerra** e dalla privazione delle libertà. Leggerlo permette di avviare una discussione coi propri studenti e le proprie studentesse sul perché si intraprendano queste scelte su come sia diverso, per un bambino, nascere in una parte del mondo piuttosto che in un’altra. Un’occasione per **sensibilizzare** il pubblico più giovane a vicende spesso raccontate in maniera sommaria e strumentalizzate, facendosi aiutare dall’ottima penna di Gatti, sensibile ed esperta. >> >> Un modo per vivere la storia e non dimenticarsi che l’apertura verso ciò che non è noto è il miglior modo per allenare l’empatia e creare un mondo migliore per tutti. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Nato sul confine: un libro per raccontare l’attualità in classe
Sette pianeti per Trappist-1
> > Secondo [una relazione dell'ARPA del Lazio](<https://www.lanuovaecologia.it/tmb-salario-ecco-la-bocciatura-dellarpa/>), l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, il controverso impianto di riciclo del quartiere Salario a Roma produce più rifiuti di quanti ne recuperi. > > Intorno all'impianto, di proprietà di AMA, la società che gestisce i rifiuti a Roma, c'è da tempo [un intenso dibattito](<https://www.ilpost.it/2018/11/18/rifiuti-italia-impianti-inceneritori/>) tra gli abitanti del quartiere, che ne chiedono la chiusura a causa delle emissioni maleodoranti, e la giunta della sindaca Virgnia Raggi, eletta dal Movimento 5 Stelle. Inizialmente Raggi ne aveva promesso la chiusura entro il 2019, salvo poi cambiare idea e decidere addirittura di [aumentare il quantitativo di rifiuti](<https://roma.repubblica.it/cronaca/2018/11/22/news/emergenza_rifiuti_al_tmb_salario_non_chiude_anzi_piu_rifiuti_nel_2019-212291570/>) che saranno smaltiti dall'impianto. > > La relazione di ARPA certifica il malfunzionamento dell'impianto – che tecnicamente si chiama impianto di riciclo TMB (trattamento meccanico-biologico) – in cui vengono raccolti i rifiuti urbani indifferenziati della città che vengono poi trasformati in Fos (frazione organica stabilizzata) e Cdr (combustibile). Per quanto riguarda la Fos, in particolare, secondo l'ARPA «vi sono evidenze che l’impianto produce rifiuti che presentano ancora caratteristiche di putrescibilità». Nella relazione si legge che i materiali riciclati ma considerabili ancora contaminati sono stati il 61,7 % nel 2016 e il 68,6 % nel 2017. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Il controverso impianto di riciclo del quartiere Salario a Roma non riesce a riciclare i rifiuti, dice l’ARPA
La svolta energetica dell’Europa
> > Il Parlamento australiano[ ha approvato](<https://www.reuters.com/article/us-newzealand-shooting-australia-laws/new-australia-law-threatens-social-media-firms-with-fines-jail-over-violent-content-idUSKCN1RG06O>) una legge che consente di multare le aziende di social network fino al 10 per cento del loro fatturato annuale e di condannarne i dirigenti fino a tre anni di carcere, se non rimuoveranno "rapidamente" i contenuti violenti condivisi sulle piattaforme. Le aziende dovranno anche informare la polizia australiana dei contenuti e della rimozione in un tempo "ragionevole". Sarà di volta in volta la giuria a decidere se le aziende si sono comportate in modo da rispettare i tempi. > > La legge è stata approvata a meno di un mese dall'attacco alle due mosche di Christchurch, in Nuova Zelanda, dove sono morte 50 persone che si erano ritrovate per la preghiera del venerdì. Lo sparatore, un uomo australiano di 28 anni, vicino all'ideologia del suprematismo bianco, aveva condiviso in live streaming il video dell'attacco, che [era stato rimosso da Facebook ](<https://www.ilpost.it/2019/03/19/video-attentato-nuova-zelanda-facebook/>)solo 12 minuti dopo la sua conclusione. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
L'Australia potrà multare i social network e incarcerarne i dirigenti se non rimuoveranno rapidamente i contenuti violenti
Ologrammi
>> >> Nell’antica città prussiana di Königsberg, oggi l’exclave russa Kaliningrad, c’erano sette ponti che collegavano la terraferma e due grandi isole, circondate dal fiume Pregel. Si racconta che circa tre secoli fa gli abitanti della zona avessero tra i loro passatempi quello di provare ad attraversarli tutti e sette uno di fila all'altro, senza però percorrere lo stesso per due volte, ma che nessuno ci riuscisse mai veramente. Erano i primi sperimentatori inconsapevoli di un problema che avrebbe portato allo sviluppo di una nuova forma di matematica, e che avrebbe coinvolto uno dei più grandi matematici di tutti i tempi: Eulero. >> >> A dirla tutta non ci sono molti elementi storici per confermare che l'impresa fosse una fissazione degli abitanti della città. Di sicuro la faccenda dei ponti di Königsberg aveva appassionato Carl Gottlieb Ehler, un matematico che sarebbe poi diventato sindaco di una città vicina. Dopo essersi a lungo scervellato sul problema entrò in contatto tramite un amico con Eulero, e gli [scrisse](<https://www.ime.usp.br/~yw/2012/grafinhos/aulas/material-aulas/Paper-Euler-Letters.pdf>) per porgli il problema dei sette ponti. Voleva capire se davvero non ci fosse soluzione e quale fosse la spiegazione matematica, tale da poter essere applicata anche in altri contesti. >> >> Inizialmente Eulero pensò che la richiesta non avesse nulla a che fare con la matematica e non le diede molto seguito. I problemi irrisolti o irrisolvibili esercitano però una certa fascinazione tra i matematici, di conseguenza Eulero non lasciò completamente perdere la storia di Königsberg, finendo infine per appassionarsi al problema. Osservò una mappa della città con i ponti che mettevano in comunicazione le due isole con la terraferma e un ponte che consentiva di passare anche da un’isola all’altra, chiedendosi quale fosse l’approccio migliore da seguire per venirne a capo. Sapeva che doveva semplificare il più possibile il problema, eliminando le distrazioni. >> >> (Zanichelli) >> >> Come prima cosa notò che il percorso seguito su ogni pezzo di terra era sostanzialmente irrilevante, perché ciò che contava era semplicemente la sequenza con cui venivano attraversati i sette ponti. Semplificò quindi il problema rendendolo in termini più astratti, usando i punti per i pezzi di terra e linee a simboleggiare ciò che li univa. >> >> (Zanichelli) >> >> Con quella semplificazione, Eulero aveva posto le basi per quella che oggi chiamiamo [teoria dei grafi](<http://web.math.unifi.it/users/casolo/dispense/tgrafi2009.pdf>), fondamentale in numerosi ambiti - dalla matematica all’informatica - per schematizzare i processi e le soluzioni e dare loro un “senso” matematico. In termini più attuali, possiamo dire che Eulero identificò nei pezzi di terra quelli che nella teoria dei grafi si chiamano “nodi” (o “vertici”) e nei ponti quelli che nella stessa teoria sono detti “archi”. >> >> La nuova rappresentazione di Eulero poteva essere valida per molti altri ambiti, non solo per le vie e i ponti di Königsberg. Lo schema mostrava infatti che solamente le informazioni legate al modo in cui erano collegati i nodi era importante, mentre la forma complessiva del grafo e il modo in cui era rappresentato erano secondari. In altre parole, dipendeva tutto dai nodi e dagli archi che li mettevano in comunicazione. >> >> Ottenuto un nuovo modo di rappresentare il problema, Eulero provò a capire la questione dell’unico attraversamento di tutti e sette i ponti partendo da alcune considerazioni generali. Notò che fatta eccezione per i punti di partenza e arrivo, quando si raggiunge un nodo tramite un ponte lo si può poi abbandonare solo attraversando nuovamente un ponte. Detta più semplicemente, se raggiungi un'isola in mezzo a un fiume tramite un ponte, puoi abbandonare l'isola solo ripercorrendo lo stesso ponte (quindi lo percorri due volte). Se le regole del gioco sono di usare una sola volta un ponte, avrai bisogno di un altro ponte per lasciare l'isola (in questo caso percorri due ponti). >> >> Ne consegue che il numero di volte in cui si raggiunge un nodo (che non sia all’inizio o alla fine del percorso) è uguale al numero di volte in cui lo si lascia: ponte - isola - ponte. >> >> Se ogni ponte può essere attraversato una sola volta, allora il numero di ponti che collega ogni nodo eccetto quelli di partenza e di arrivo deve essere pari: metà consentono di raggiungerlo e metà di lasciarlo. Per intenderci, se un nodo fosse collegato da tre ponti, potrei arrivarci con il ponte 1, lo potrei poi abbandonare con il ponte 2 e tornarvi nuovamente col ponte 3, ma a quel punto per lasciare il nodo dovrei ripassare su un ponte già utilizzato non disponendo di un quarto ponte. Pessime notizie per Carl Gottlieb Ehler. >> >> I quattro nodi della città erano infatti toccati da un numero dispari di ponti: uno era toccato da cinque ponti, mentre gli altri tre da tre ponti. Considerato che al massimo due nodi possono fare rispettivamente da punto di partenza e di arrivo, non c’è modo di fare una passeggiata attraversando una sola volta tutti e sette i ponti. >> >> Il numero nella freccia indica l'ordine dei vari attraversamenti dei ponti >> >> Usando i termini della teoria dei grafi, possiamo dire che la possibilità di attraversare una sola volta ogni arco in un grafo dipende dai “gradi” dei nodi. Il grado di un nodo indica semplicemente il numero di archi che lo toccano. Per esempio, il nodo "A" nell'immagine qui sopra è di grado 5. >> >> Dai propri studi Eulero derivò una teoria, che oggi non a caso chiamiamo “cammino euleriano”, e che può essere applicata a tutti i grafi con almeno due nodi. Un cammino che tocchi tutti gli archi una sola volta è possibile solamente a una di queste due condizioni. La prima è che ci siano esattamente due nodi di grado dispari e i restanti di grado pari. In questo caso i punti di partenza e di arrivo sono i due nodi di grado dispari. >> >> Cammino euleriano, il numero nel cerchio indica il grado >> >> La seconda si verifica quando tutti i nodi sono di grado pari, cosa che consente di far coincidere il nodo di partenza con quello di arrivo, a prescindere da quello che viene scelto per primo. In questo caso il grafo viene definito un circuito euleriano. >> >> Circuito euleriano, il numero nel cerchio indica il grado >> >> Tornando a Königsberg, l’unico modo per creare un cammino euleriano è fare a meno di uno qualsiasi dei sette ponti della città. E in effetti nel corso della Seconda guerra mondiale il problema fu risolto in modo piuttosto drastico, quando i bombardamenti sovietici distrussero ben due ponti cittadini. Durante la guerra andò distrutta buona parte della città, che fu poi ricostruita quando passò sotto il controllo dell’Unione Sovietica e in seguito della Russia con il nome di [Kaliningrad](<https://www.ilpost.it/2022/06/22/kaliningrad/>). >> >> Nonostante i traumatici sviluppi degli ultimi 80 anni, il precedente nome della città continua a essere ancora utilizzato ai giorni nostri, in parte grazie al proverbiale problema dei suoi ponti. Dimostrando l’impossibilità di attraversarli tutti una volta sola, Eulero mise le basi per la teoria dei grafi e per il successivo sviluppo della [topologia](<https://www.ilpost.it/2022/05/24/buco-cosa-e/>), la parte della geometria che si occupa dello studio delle proprietà degli oggetti matematici, che non cambiano quando vengono deformati (a patto di non creare strappi, sovrapposizioni e incollature). *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Come sette ponti portarono a una nuova matematica
Le foto degli Abba tutti insieme
Sembra proprio che nella sua visita a Milano in occasione della pre-COP sul clima Greta Thunberg abbia urtato la sensibilità del governo Draghi. Prima il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha cercato di convincerla che la pensano allo stesso modo, fallendo, e quasi entrando in competizione con l’attivista climatica svedese. Poi il presidente del Consiglio Mario Draghi in persona ha risposto alle critiche di Greta che dai governi si sente solo un bla bla bla senza azioni vere per far fronte all’incombente crisi climatica. Il premier italiano ha sottolineato che i leader dei governi sono pronti ad agire, ma servono ancora molte parole per creare una coscienza più ampia e un consenso che poi sostenga le azioni più radicali. E quindi quello dei governi non sarebbe un inutile, se non malfidato, bla bla bla. Si potrebbe obiettare che è troppo semplice aggrapparsi alla scusa dei costi della transizione fuori dal fossile o della sua presunta difficile accettazione sociale per poi non agire quando si dovrebbe. Non proprio una postura da statista, potremmo aggiungere, il quale è tale se ha anche il coraggio di fare scelte impopolari. O presunte tali in questo caso, poiché non è detto che la gran parte delle persone necessariamente non si curi del problema o rifiuti il cambiamento. **Ancora una volta, siamo costretti ad assistere al teatrino per cui le élite hanno posizioni più avanzate dei cittadini, quando al contrario ci sottraggono il futuro un barile alla volta, un euro alla volta.** Manifestazione alla Pre-Cop di Milano, 1 ottobre 2021. Foto ReCommon Tuttavia il super-tecnocrate ammirato e temuto da un po’ tutti a livello nazionale ed europeo non ha sempre avuto tali “titubanze democratiche”. Quando sedeva al vertice della Banca Centrale Europea e cambiò la politica monetaria per salvare le banche e le imprese o consigliò l’austerità a diversi governi europei non si pose il problema di convincere la popolazione della bontà di quelle politiche – per altro avversate dai più. Non ebbe questo scrupolo nemmeno quando guidò la stagione delle privatizzazioni italiane negli anni ‘90. Ma oggi, quando si tratta di cambiare le politiche energetiche e industriali in maniera radicale pur di affrontare con incisività il problema dei cambiamenti climatici, Draghi sembra quasi chiedere che siano prima Greta e i suoi “accoliti” ad aiutare i governi a creare un solido consenso internazionale e nei popoli. Solo allora i governi agiranno davvero. **A ragione, i giovani attivisti climatici hanno chiesto agli esecutivi globali di chiudere l’industria dei combustibili fossili entro il 2030, senza scuse. Difficilmente Draghi e gli altri leader lo faranno.** Anche il prossimo summit sul clima di Glasgow, la COP26, potrebbe finire con un bicchiere più vuoto che pieno. Ma il dibattito con il governo avvenuto alla Pre-Cop nasconde un’altra verità molto più scomoda, di cui gran parte dei media italiani, addomesticati dai giganti dell’industria fossile nostrana, non dicono, fatte salve delle poche eccezioni. Se guardiamo ai fatti, questo governo di amplissime intese è probabilmente uno dei più petrolieri della storia repubblicana, in barba a ogni transizione fuori dal fossile. In pochi mesi dal suo insediamento ha infatti autorizzato una serie di nuove infrastrutture fossili ferme da tempo: le trivelle nel nord Adriatico ed in Sicilia, la dorsale adriatica del gas, la proroga delle concessioni per il gasdotto Poseidon a Otranto, la recentissima conversione della centrale di Monfalcone da carbone a gas e così via. Non abbiamo ancora ascoltato da questo governo una qualsiasi decisione di cancellare uno dei numerosi progetti fossili pendenti. Per non parlare del famigerato Recovery Plan dove il governo è stato ben attento a non scontentare Eni, Snam e Enel, la triade che detta di fatto la politica energetica e non solo di ogni esecutivo nostrano. E sempre sul fronte dei soldi pubblici, Draghi&Co sono ben restii a mettere mano ai meccanismi di finanza pubblica e allinearli con gli impegni sul clima. Prendiamo la Sace, uno dei principali meccanismi di sostegno alle imprese italiane in Italia e nel mondo. Solo nelle ultime settimane questa agenzia ha approvato garanzie pubbliche per i finanziamenti del devastante progetto di gas naturale liquefatto nell’Artico – Arctic LNG 2 – ed il sostegno a società per lo sfruttamento di nuovo petrolio nelle acque profonde antistanti il Brasile. Nel mentre, è in fase di valutazione preliminare la possibilità di apporre una garanzia pubblica per l’oleodotto EACOP, una maledizione per l’ambiente e le persone tra Uganda e Tanzania. Gli appelli alla comunità internazionale sul clima lanciati da Draghi, che il premier muove in vista del vertice del G20 che presiederà a Roma a fine ottobre, lasciano molto amaro in bocca perché sembrano proprio un bla bla bla a cui non seguono i fatti. Purtroppo non si può dire, perché nessuno può contraddire “Super Mario”. *[(1)]: Alberto Fenoglio, A caccia di tesori, Piemonte in Bancarella, Torino 1970, pp. 103-6. *[(2)]: Calendario generale pe’ regii stati, Giuseppe Pomba, Torino 1826, p. 586. *[(3)]: Vedi qui le ricostruzioni topografiche dei Vigili del Fuoco *[(4)]: J.-B. B. d’Anville, Notice de l’ancienne Gaule, Desaint & Saillant, Parigi 1760, pp. 537-8. *[ (5)]: Rama è citata lungo il percorso 29 da Mansio Ebrodunum (Embrun) a Mediolanum (Milano) in Charles Athanase Walckenaer, Géographie ancienne historique et comparée des Gaules cisalpine et transalpine, Vol. 3, P. Dufart, Parigi 1839, pp. 24-5 e lungo il percorso 55 da Brigantio (Briançon) a Vapincum (Gap) a p. 42. *[(6)]: Matilde Dell’Oro Hermil, Roc Maol e Mompantero, Tabor Edizioni, Susa 2018 (I ed. 1897), p. 60. *[(7)]: ASTo, Corte, Materie Economiche, Miniere, m. 2, n. 11, s.d. ma circa 1608 trascritto in appendice a Maurizio Gomez Serito, “Pietre e marmi per le architetture piemontesi: cantieri urbani affacciati sul territorio” in Mauro Volpiano (ed.), Il cantiere sabaudo tra capitale, provincia e residenze di corte, Torino 2013, p. 203. *[(8)]: Calendario generale pe’ regii stati, Giuseppe Pomba, Torino 1826, p. 586. *[(9)]: Vincenzo Barelli, Cenni di statistica mineralogica degli stati di S.M. il re di Sardegna, Giuseppe Fodratti, Torino 1835, pp. 68-9. *[(10)]: Hermil 2018, p. 6.
Pre-Cop di Milano - La cruda verità di avere un governo fossile
Undici giovani per una staffetta umanitaria da Rimini ai confini dell'Ucraina
Piantando un albero di cacao si compensano 55 kg di Co2, pari a quella prodotta percorrendo 390 km in aereo. O a quella consumata da diverse lampadine e, perfino dalle candele che bruciano in una chiesa: a San Cristoforo a Reggio Calabria, ad esempio, che – a quanto sappiamo – è l’unica parrocchia al mondo a emissioni zero. Tramite il sito internet _Treedom_ , infatti, la comunità ha piantato degli alberi di cacao in Camerum, tali da compensare i 600 kg di Co2 prodotti ogni anno dalla parrocchia. In realtà hanno fatto ancora meglio: grazie a queste piante, compensano 1,27 tonnellate di Co2, più del doppio di quella che immettono nell’atmosfera. Non solo. La coltivazione del cacao crea possibilità lavorative per i camerunensi. Ogni albero è tracciato, può essere chiamato con un nome scelto dall’acquirente e viene seguito digitalmente nelle sue fasi di crescita. Un’idea originale nata dai ragazzi della parrocchia, molto sensibili al tema dell’ambiente. "Treedom ci ha dato un lume di speranza, la possibilità di fare la nostra parte e dare il nostro contributo", dichiara Marco, 16 anni, che canta nel coro parrocchiale. «Abbiamo calcolato quanto la nostra parrocchia consuma e ci siamo dati l’obiettivo di cercare di recuperare tutta questa anidride carbonica emessa – spiega –. Al momento siamo riusciti a piantare poco più di venti alberi di cacao». > Il denaro necessario per acquistare gli alberi è stato donato dai fedeli, grazie alla sensibilizzazione portata avanti dai giovani. Come Ilaria, 14 anni, che si sente maturata grazie a questa esperienza. "Fin da piccola ho coltivato due passioni, quella per lo sport, grazie alla pallavolo, che pratico tuttora, e quella per la musica, grazie al coro della parrocchia, dove canto, suono la chitarra e i bonghi", racconta. Ed è stato proprio grazie alla sua presenza nel coro che ha scoperto una nuova “passione”, ancor più forte delle altre: quella per l’ambiente e per la solidarietà. "Noi umani emettiamo veramente tanta Co2! – esclama –. Trovandoci a parlare di questo argomento, con i miei amici, abbiamo cercato di trovare delle soluzioni concrete. Così abbiamo pensato alla piattaforma Treedom, che permette di piantare alberi e al contempo dare lavoro alle persone disoccupate". Il coinvolgimento degli adulti e gli anziani della comunità parrocchiale, all’inizio, «non è stato facile – ricorda Ilaria –. Poi, fortunatamente, dopo aver approfondito queste tematiche, in tanti si sono convinti e hanno deciso di aiutarci». > Un nuovo albero in Camerun può fare la differenza anche a Reggio Calabria. "So che progetti come questo ci permettono di rendere il nostro territorio più bello di quanto lo sia già – riflette la giovane –. La nostra terra è la prima forma di bellezza che incontriamo, è pura…. Siamo noi umani, a volte, che con le nostre azioni, anche inconsapevolmente, causiamo effetti devastanti all’ambiente". Il trentasettenne parroco don Davide Imeneo, che guida la comunità di San Cristoforo dal 2020, ha saputo intercettare l’attenzione dei suoi ragazzi per la tematica ambientale. "Ho capito che se invito i giovani a un incontro sul cammino sinodale non ottengo nulla – spiega –. Dopo la pandemia mi sono reso conto che i gruppi hanno grande difficoltà, c’è una partecipazione più solitaria alla vita parrocchiale. Ma invece ha senso far vivere ai ragazzi dei momenti di aggregazione al di fuori del contesto parrocchiale. Così ho deciso di andare a cena in pizzeria con i membri del coro, che vanno dalla terza media al quinto superiore". Durante la cena si è parlato di un tema che «sta a cuore a tutti i ragazzi, indistintamente, e li accomuna – ricorda il sacerdote – cioè l’ambiente, molto legato agli stili di vita. Quando parliamo di inquinamento, di emissioni, noi adulti lo facciamo come se stessimo cercando di fare un’opera buona nei confronti del creato, dobbiamo cercare di inquinare meno perché fa male all’ambiente. Loro hanno un approccio diverso, perché sono preoccupati concretamente per il loro futuro». Gli effetti del surriscaldamento globale sono evidenti a Reggio Calabria, nella loro drammaticità: il bagnasciuga si riduce, il mare erode le coste. Anche una pianta in un altro continente può portare i suoi frutti fino a qui. > "Ne pianteremo ogni anno, per continuare a compensare tutta l’anidride carbonica che produciamo". _(*) Foto gentilmente concesse da don Davide Imeneo_ Scarica l’articolo in [pdf](<https://www.agensir.it/wp-admin/admin-ajax.php?id=1209726&action=seed_download_download&type=pdf>) / [txt](<https://www.agensir.it/wp-admin/admin-ajax.php?id=1209726&action=seed_download_download&type=txt>) / [rtf](<https://www.agensir.it/wp-admin/admin-ajax.php?id=1209726&action=seed_download_download&type=rtf>) /
Bravi ragazzi! A Reggio Calabria, la parrocchia a emissioni zero
LEGO renderà più ecologici i suoi mattoncini
>> >> Secondo le previsioni meteo per domani, mercoledì 6 aprile, sarà una giornata prevalentemente serena o poco nuvolosa al Nord e al Sud e molto nuvolosa con piogge diffuse al Centro. Al mattino ci sarà un po' di nebbia nella Pianura Padana e sono previste piogge nella Sardegna centro-settentrionale. Al pomeriggio pioverà nella bassa Toscana, in Umbria, nel Lazio e ancora nella Sardegna centrale. Alla sera invece le piogge si estenderanno al resto della Toscana, alle Marche, alla Campania meridionale, alla Puglia settentrionale e all'alto Piemonte. Nella notte sono previste nebbie in Romagna e in Toscana e di nuovo piogge in Umbria, nel Lazio, nelle Marche, in Abruzzo, in Campania e nella Puglia settentrionale. >> >> [ ](<https://www.ilpost.it/2022/04/05/meteo-previsioni-tempo-domani-mercoledi-6-aprile/0604mattino/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2022/04/05/meteo-previsioni-tempo-domani-mercoledi-6-aprile/0604mattino/>) Mattino [](<https://www.ilpost.it/2022/04/05/meteo-previsioni-tempo-domani-mercoledi-6-aprile/0604pomeriggio/>) Pomeriggio [](<https://www.ilpost.it/2022/04/05/meteo-previsioni-tempo-domani-mercoledi-6-aprile/0604sera/>) Sera [](<https://www.ilpost.it/2022/04/05/meteo-previsioni-tempo-domani-mercoledi-6-aprile/0604notte/>) Notte >> >> *** >> >> _Le mappe e le previsioni arrivano dal[sito dell’Aeronautica Militare](<http://www.meteoam.it/>), quello che dovete visitare se volete previsioni affidabili (e leggermente aggiornate rispetto a quelle di questo articolo) e [stare alla larga](<https://www.ilpost.it/2017/08/09/meteo-siti-per-informarsi-previsioni/>) da allarmismi inutili_ *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Le previsioni meteo per mercoledì 6 aprile
Come accade ad altri sport meno popolari del calcio, il rugby in Italia viene seguito principalmente durante le partite della nazionale, che gioca ogni anno il Sei Nazioni e ogni quattro anni la Coppa del Mondo. Di conseguenza, oltre al ristretto ma affezionato numero di appassionati di rugby, le partite dell'Italia vengono viste da molte persone che non hanno grande dimestichezza con il rugby ma che hanno piacere nel vedere la propria nazionale competere in uno storico torneo davanti a decine di migliaia di spettatori. A vederlo ogni anno faticare con la nazionale italiana di rugby quindi, è facile sottovalutare l'importanza di Sergio Parisse nel rugby internazionale: è il miglior giocatore di rugby che l'Italia abbia mai avuto e uno dei più forti al mondo in attività. Nonostante non giochi in una nazionale competitiva, Parisse ha sempre fornito grandi prestazioni, in linea con quelle a cui ha abituato i tifosi francesi nelle partite con la sua squadra di club dal 2005, lo Stade Français. Sergio Parisse è un "numero otto", un modo con cui nel rugby solitamente si indica un giocatore che gioca nel ruolo di terza linea centro ma sa cavarsela un po' dappertutto. Un numero otto, come nel caso di Parisse, è un giocatore fisicamente vicino alla perfezione per lo sport: alto, possente, molto forte ma anche veloce e dotato di grande agilità e rapidità nel pensiero. Partecipa attivamente a quasi tutte le fasi di gioco: nella mischia è il giocatore che sta dietro tutti e gestisce il pallone; nella fase offensiva cerca di penetrare nella difesa avversaria lasciando spazi liberi per i compagni. Durante gli ottanta minuti di una partita placca moltissimo gli avversari e serve numerosi _off-load_ , cioè i passaggi che un giocatore compie quando è già stato placcato ma non è ancora caduto a terra, che creano una situazione di gioco veloce in cui gli avversari fanno fatica a organizzarsi. Fra i numeri otto, Parisse può essere considerato fra i primi al mondo. In molti credono che se giocasse in una delle nazionali principali, Parisse sarebbe considerato il migliore al mondo nel suo ruolo. Parisse iniziò a giocare a rugby in Argentina, paese in cui è nato e dove i suoi genitori, entrambi abruzzesi, si trasferirono per lavorare. È cresciuto nella squadra di rugby del club Universitario de La Plata, dove iniziò a giocare a cinque anni. Ha sempre giocato con le nazionali giovanili italiane ed esordì con quella maggiore a diciotto anni. L'allenatore dell'Italia di allora era il neozelandese John Kirwan, che paragonò fin da subito Parisse a Zinzan Brooke, considerato il miglior numero otto nella storia del rugby. Parisse venne ingaggiato nel 2002 dalla Benetton Treviso, dove rimase fino al 2005 e vinse due campionati e una Coppa Italia. Dal 2005 gioca con lo Stade Français, la più importante squadra di Parigi e una fra le più forti d'Europa, con cui ha vinto due titoli nazionali. Oggi Parisse è sia capitano dell'Italia che dello Stade Français, con cui l'anno scorso è stato eletto miglior giocatore del campionato francese. Per due anni inoltre è stato inserito nella lista dei primi cinque giocatori di rugby più forti al mondo dalla World Rugby, la federazione mondiale. È un giocatore carismatico e molto rispettato anche all'estero, e considerando la dinamiche di gioco del rugby, non si può dire che Parisse abbia un problema con la disciplina in campo, nonostante diverse settimane di squalifica ricevute per aver insultato l'arbitro durante una partita del campionato francese nel 2013, o per aver infilato un dito nell'occhio a un giocatore della Nuova Zelanda nel 2009. In campo Parisse non ha particolare punti deboli, e gestisce con sicurezza e come pochi altri giocatori sanno fare tutti i palloni che ha fra le mani grazie al suo fisico e alle sue ottime abilità tecniche. I risultati della nazionale italiana sono ancora strettamente collegati alla sua presenza in campo. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Quanto è forte Sergio Parisse
Un pianeta nano nel mirino di Dawn
['“Il Rapporto ISPRA 2022 sul consumo del suolo evidenzia come in Italia continuiamo a perdere 2 m² di suolo al secondo.” L’allarme arriva da WWF Italia proprio nella Giornata del suolo, istituita nel 2014 dalla FAO.', '', '', 'Secondo i dati ISPRA, nel 2021 la media è stata di ', '19 ettari di suolo persi al giorno', ', vale a dire il valore più alto degli ultimi 10 anni. Sono 21.500 i km² di suolo cementificati in tutto il Paese e soltanto gli edifici occupano una superficie pari alla Liguria (5.400 km²).', '', '', 'A pochi giorni dai drammi di Ischia, ', 'Luciano Di Tizio', ', presidente del WWF Italia, ha affermato che per evitare ulteriori tragedie “L’ultima cosa che dobbiamo fare è continuare a costruire”. Come evidenziato nel Rapporto, infatti, dal 2012 ad oggi il suolo perso avrebbe garantito l’infiltrazione di oltre 360 milioni di m³ di acqua piovana, aggravando la ', 'pericolosità idraulica', ' dei nostri territori (che dal 2000 al 2019 ha causato 438 morti in Italia – Fonte CNR-Irpi). La cementificazione, inoltre, impermeabilizza le superfici interrompendo la ricarica delle', ' falde acquifere', '. “L’Italia è un paese fragile – ha concluso Di Tizio – oltre il 16% del territorio è in aree ad elevato rischio irogeologico e sono 6 milioni le persone interessate, che cioè vivono in aree di potenziale rischio.”', '', '', 'Il WWF Italia ha perciò avanzato la richiesta a Parlamento e Governo di riprendere a lavorare su quanto lasciato in stand by nel 2012 e approvare una legge che si muova nella logica del “', 'bilancio zero del consumo del suolo', '”; che impedisca cioè nuove costruzioni nelle aree rimaste libere e stimoli il recupero di quelle già occupate e degradate (si parla di oltre 310 km² di edifici inutilizzati). Dal 2021 l’esigenza di una legge sul suolo è diventata ancora più urgente, la Commissione Europea ha infatti approvato la nuova “', 'Strategia europea per il suolo al 2030', '” impegnandosi a promuovere una Direttiva sul tema entro il 2023. È giunto quindi il momento per l’Italia di destarsi.', '', '', '[di Iris Paganessi]', '', '']
Consumo di suolo: in Italia si perdono 2 m² di terra al secondo
Se le nostre vite fossero virtuali
**Capalbio** , ristorante Il Cavaliere, cucina genuina e non design food, era la mensa preferita di Maurizio Costanzo e di tutta l’intellighenzia/chic. Sono seduta di fianco a **Cinzia Th Torrini** con l’ideatrice del Festival Internazionale di Capalbio di cortometraggi, **Stella Leonetti.** Attovagliato con noi anche un producer Netflix, nome blindato, sono adesso i nuovi bersagli di mille richieste. Ultimo lavoro di Cinzia è il ritratto pulsante di **Gianna Nannini “ Sei nell’anima”,** tratto dalla sua biopic: “Sono cazzi miei” dove la nostra rockstar piu’ verace si mette a nudo. E lo rifà con Cinzia, che ha firmato serie televisive di successo come _Elisa di Rivombrosa_ e _“Sorelle”_. In due soli giorni di programmazione su Netflix è già al primo posto tra quelli piu’ visti. [ ](<https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2024/05/07/PHOTO-2024-05-05-17-19-55.jpeg>) [ ](<https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2024/05/07/PHOTO-2024-05-05-12-16-26.jpg>) prev next ##### 1 /2 PHOTO-2024-05-05-17-19-55 ###### Gianna affronta i demoni di una giovinezza tormentata, fragilità, insicurezze, dubbi e contraddizioni di una vita controvento. Gianna, incompresa dal padre che le vieta di usare il suo cognome sulla cover del disco “America”, che raffigura la Statua della Libertà con un vibratore in mano. Gianna, incazzata con il mondo. Gianna e Carla che la rimprovera: " **Non ti voglio per me… ti voglio per te”.** Gianna la ricambia: “ **E’ stata la persona più importante della mia vita**. C'è sempre stata, mi ha salvato dalla follia, non mi ha mai abbandonato. Mentre altri, sì…”. Si erano incontrate alla fine degli anni Settanta, in un ristorante di Milano. Gianna che riesce a tenere a bada quel “esercito” che si porta dentro…La forza di uscire dal tunnel e la sua volontà di imporsi hanno fatto di lei un totem del rock. Per lei rinascere è stato più importante del nascere, uno degli incipit del film Insieme a non comprometterti mai, tu sei quello che hai e al messaggio “catartico: Per la gente come noi solo la musica esiste, e solo la musica ci salva. Dopo tanta sofferenza sono venuti gli anni degli hit e della gloria: I maschi, Questo amore è una camera a gas, Meravigliosa creatura, Notti magiche che sono state la colonna musicale della vita di tutti noi. **Letizia Toni** non si limita solo a interpretare **Gianna diventa la Nannini,** piange, canta, ride, urla, si dispera e ti tiene incollata allo schermo. Nel cast al maschile il medico è interpretato da un bravissimo Ralph Palka. Altro giro, parte la difesa ad oltranza per Piero Fassino, difeso da tutti, amici, conoscenti per “sbufalare” la montatura al profumo di fake. Ma vi pare che l’ integerrimo ex segretario del PD si metta in tasca un profumo al Duty Free. Pare che l’uomo sia distrutto. Ha invece diritto che la sua dignità non venga fatta a brandelli.
Cinzia, Stella ed io, rockeggiando con Gianna Nannini. Sono ca**i miei
La Guardia di finanza ha sequestrato 130 milioni di euro a due dirigenti della compagnia ITAVIA, coinvolta nella strage di Ustica
>> >> Venerdì la prima ministra della Moldavia, Natalia Gavrilita, ha annunciato le sue dimissioni, dopo un anno e mezzo in carica. Il governo da lei guidato, filoeuropeista, ha dovuto affrontare in questi 18 mesi un gran numero di problemi, molti dei quali legati all'invasione russa dell'Ucraina. >> >> La Moldavia, un paese di 2,6 milioni di abitanti e dal PIL pro capite più basso in Europa, ha dovuto gestire una grande crisi energetica, è alle prese con un'inflazione altissima e ha dovuto anche occuparsi di un gran numero di profughi provenienti dalle zone di guerra. Ciclicamente il suo spazio aereo è stato invaso da missili russi diretti verso l'Ucraina (l'ultima volta giovedì). >> >> La prima ministra dimissonaria Gavrilita in conferenza stampa ha detto: «Nessuno pensava che il mio governo avrebbe dovuto gestire così tanti problemi. E se avessimo avuto in patria lo stesso sostegno che abbiamo dai nostri partner europei, avremmo potuto fare molti più progressi. Ma credo nella Moldavia». >> >> Dal 1990 una piccola regione filorussa, [la Transnistria](<https://www.ilpost.it/2022/03/20/transnistria-moldavia-ucraina/>), ha proclamato l'indipendenza, non riconosciuta dalla comunità internazionale. Un giorno prima delle dimissioni di Gavrilita il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva dichiarato in sede europea di aver condiviso con le autorità moldave alcune informazioni su un piano russo per invadere e «distruggere» il paese. In seguito i servizi segreti moldavi hanno confermato di essere a conoscenza del piano, descritto come finalizzato a «destabilizzare l'ordine pubblico». >> >> La Moldavia prima della guerra in Ucraina era dipendente al 100 per cento dalla Russia per le importazioni di gas e la stessa Russia negli ultimi due decenni aveva cercato di influenzare le decisioni politiche con campagne economiche, come il divieto di esportazione sul proprio territorio dei vini moldavi (uno dei prodotti di punta del settore agroalimentare del paese). Più recentemente la presidente Maia Sandu, laureata ad Harvard, dalle posizioni molto filoccidentali ed eletta con una campagna incentrata sulla lotta alla corruzione, aveva accusato il regime di Putin di «portare instabilità in Moldavia». La Russia è sospettata di alimentare campagne di disinformazione e di sfruttare la crisi energetica per destabilizzare il governo moldavo. >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-START- >> >> **– Leggi anche:** [La Moldavia non era pronta](<https://www.ilpost.it/2022/03/18/moldavia-profughi-ucraini/?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche>) >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-END- >> >> Lo scorso giugno la Moldavia [era stata accettata come candidata](<https://www.ilpost.it/2022/06/23/ucraina-paese-candidato-unione-europea/>) all'ingresso nell'Unione Europea, insieme all'Ucraina. La candidatura di per sé non garantisce un reale ingresso in futuro, e comunque presuppone un iter molto lungo, che può durare anche un decennio. Di pari passo la presidente Sandu, di fronte alle forti pressioni da Mosca, aveva detto di poter considerare per il futuro l'abbandono della neutralità del suo paese per una adesione alla NATO, finora non contemplata. >> >> Una protesta organizzata a novembre 2022 dal partito populista Shor (AP Photo/Aurel Obreja, File) >> >> Poche ore dopo le dimissioni di Gavrilita la presidente Sandu ha nominato primo ministro Dorin Recean, segretario del consiglio di sicurezza del paese e in passato ministro dell'Interno, anche lui dalle posizioni filoccidentali: dovrà ottenere la fiducia dal parlamento. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
La prima ministra della Moldavia si è dimessa
Francia, il "sassolino" nella scarpa dell'Eliseo si chiama Nuova Caledonia: e Parigi pensa allo zampino della Russia
06 novembre 2013 12:00 **Raffaele La Capria, Umori e malumori Nottetempo, 116 pagine, 11 euro ; *** Novant’anni di impazienza *** Minimum fax, 168 pagine, 9,50 euro La Capria è uno degli ultimissimi rappresentanti del periodo d’oro della nostra storia letteraria e culturale, la seconda metà del novecento, e combatte ancora tra noi. Teniamocelo caro! E godiamo del suo “stile dell’anatra”, lo stile della leggerezza che non si vede e che è il più difficile da costruire, e della sua condivisibile impazienza (oggi nei confronti di un paese e di una cultura decadenti e cialtroni), dei suoi “umori e malumori”. Il primo di questi agili libri raccoglie articoli recenti, commenti e confessioni, con in più una perfetta analisi di Vita e destino di Grossman e un bellissimo ritratto di Cesare Garboli, il secondo è la riproposta – con aggiunte dal nuovo secolo – delle sue riflessioni, tra ricordo, confessione e distanza critica, su tutti i suoi libri, accompagnate da quelle di Manica e Berardinelli che mi sembra rispondano alla definizione lacapriana di “simpatia” (pagina 75 di Umori e malumori ), “che vuol dire ‘insieme’ e ‘sofferenza’… e non è un sentimento ma una forma di conoscenza, un processo mentale che ci avvicina alla comprensione dell’altro” e che è “cosa diversa dall’essere simpatici o dal trovare gli altri simpatici”. Privato e pubblico finiscono per essere, suggerisce La Capria, sempre una stessa cosa a cui guardare con l’immediatezza e l’esigenza del giusto e del vero. E del bello. Cultura Libri Opinioni Raffaele La Capria
Uno dei nostri
Sì, stava cercando di sedurlo
>> >> Da domenica 6 dicembre otto regioni e una provincia autonoma [cambieranno colore](<https://www.ilpost.it/2020/12/04/regioni-cambio-colore-6-dicembre/>) grazie al miglioramento della situazione legata all'epidemia da coronavirus. Campania, provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta e Toscana passeranno dall’area rossa a quella arancione e si aggiungeranno a Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte. Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria passeranno dall’area arancione a quella gialla, insieme a Lazio, Liguria, Molise, provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia e Veneto. L’unica regione a rimanere nell’area rossa sarà l’Abruzzo. >> >> **Cosa si può fare nelle aree gialle** > _Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Puglia, Umbria, Lazio, Liguria, Molise, provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia_ >> >> Sono quelle in cui la situazione epidemiologica è migliore e sono quindi in vigore le regole considerate di base. >> >> Ci si può spostare all'interno della regione, rispettando il coprifuoco nazionale in vigore dalle 22 alle 5. >> >> Nelle scuole superiori la didattica avviene completamente a distanza, tranne che per attività di laboratorio e per gli studenti con disabilità, mentre nelle scuole elementari, medie e per l’infanzia si può fare attività didattica in presenza, usando obbligatoriamente le mascherine (tranne che per i bambini di età inferiore ai 6 anni). Le università restano chiuse, salvo alcune attività per le matricole e i laboratori. >> >> Bar e ristoranti possono restare aperti dalle 5 alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, ma è consentita la ristorazione con consegna a domicilio e fino alle 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto. >> >> Restano chiusi musei, mostre, teatri, piscine, palestre, cinema e sono sospese le attività di sale scommesse, sale giochi, bingo e slot machine anche nei bar e nelle tabaccherie. Restano aperti i centri sportivi. >> >> La capienza massima dei mezzi di trasporto pubblico è ridotta al 50 per cento, con l’eccezione dei mezzi per il trasporto scolastico. >> >> **Cosa si può fare nelle aree arancioni** > _Lombardia, Piemonte, Campania, Toscana, provincia autonoma di Bolzano, Valle d’Aosta, Basilicata, Calabria_ >> >> È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla regione e dal proprio comune di residenza, salvo per esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. >> >> È comunque consentito spostarsi per assicurare lo svolgimento della didattica in presenza: questi spostamenti riguardano quindi docenti, alunni e i loro accompagnatori. Non ci sono limiti agli spostamenti all’interno del comune di residenza, quindi si potrà uscire di casa, anche se il governo raccomanda di limitare gli spostamenti non necessari. Anche qui la capienza massima dei mezzi di trasporto pubblico è ridotta al 50 per cento, con l’eccezione dei mezzi per il trasporto scolastico. >> >> Come nelle aree gialle, la didattica resta completamente a distanza nelle superiori, tranne che per attività di laboratorio e per gli studenti con disabilità, mentre nelle scuole elementari, medie e per l’infanzia si può fare attività didattica in presenza, usando obbligatoriamente le mascherine (tranne che per i bambini di età inferiore ai 6 anni). Le università restano chiuse, salvo alcune attività per le matricole e i laboratori. >> >> Restano chiusi al pubblico bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, che possono effettuare esclusivamente il servizio d’asporto fino alle 22 e a domicilio. Possono invece riaprire tutte le attività commerciali, quindi non solo quelle di generi alimentari. >> >> **Cosa si può fare nelle aree rosse** > _Abruzzo_ >> >> Gli spostamenti sono consentiti solo all’interno del proprio comune di residenza e sono limitati alle attività strettamente necessarie: altrimenti è obbligatorio rimanere nella propria abitazione. >> >> La didattica si svolge a distanza non solo nelle scuole superiori ma anche per le classi di seconda e terza media; continua in presenza nelle scuole per l'infanzia, nelle elementari e nelle classi di prima media. Il mezzi pubblici si possono riempire solo fino al 50 per cento della capienza, fatta eccezione per i mezzi di trasporto scolastico. >> >> Bar e ristoranti restano chiusi al pubblico; sono consentiti il servizio d'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio. I negozi e le attività commerciali restano chiusi, tranne i supermercati, quelli che vendono generi alimentari e di prima necessità, le edicole, le tabaccherie, le farmacie, le parafarmacie, le lavanderie, i parrucchieri e i barbieri; sono chiusi i centri estetici. >> >> Sono sospese tutte le competizioni sportive salve quelle riconosciute di interesse nazionale dal CONI (Comitato nazionale italiano) e dal CIP (Comitato italiano paralimpico). È consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale. >> >> **Le regole per le feste** > Oltre alle regole previste per le singole aree, [stabilite](<https://www.ilpost.it/2020/11/04/nuove-restrizioni-lockdown-italia/>) dal DPCM (decreto del presidente del Consiglio dei ministri) del 3 novembre e poi confermate fino al 15 gennaio, dal 4 dicembre saranno in vigore anche altre regole valide per le feste e fino al 6 gennaio 2021 in tutto il territorio nazionale: si possono leggere più estesamente [qui](<https://www.ilpost.it/2020/12/04/regole-dpcm-coronavirus-natale-regioni-colori-spostamenti-orari-ristoranti-negozi-sci/>). In particolare, resterà in vigore il coprifuoco su tutto il territorio nazionale dalle 22 alle 5 del mattino, ma per la notte di Capodanno sarà esteso dalle 22 alle 7 del mattino. I negozi potranno restare aperti fino alle 21 ma, fino al 15 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi nei centri commerciali potranno restare aperti solo alimentari, farmacie, parafarmacie, sanitari, tabaccherie, edicole e vivai. >> >> **– Leggi anche:** [Le regole in vigore per Natale e le feste](<https://www.ilpost.it/2020/12/04/regole-dpcm-coronavirus-natale-regioni-colori-spostamenti-orari-ristoranti-negozi-sci/>) >> >> Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti da una regione all’altra (comprese le province autonome di Trento e Bolzano) anche per raggiungere le seconde case. Il 25 e il 26 dicembre e il primo gennaio saranno vietati anche gli spostamenti tra comuni. In queste giornate ci si potrà spostare tra i comuni solo per esigenze lavorative, motivi di salute e casi di necessità, o per raggiungere la propria residenza, il proprio domicilio o un’abitazione dove si vive con una certa periodicità: le coppie che vivono lontane per ragioni di lavoro dunque potranno riunirsi. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Un ripasso su cosa si può fare nelle regioni rosse, arancioni e gialle
Cesare Battisti non si trova
La rivista online _Slate_ [ha pubblicato](<http://www.slate.com/blogs/the_vault/2014/08/13/history_of_postwar_italy_list_of_types_of_fascists_not_to_be_allowed_into.html>) alcune fotografie di un documento dell'esercito statunitense del 1944. L'esercito elenca dettagliatamente tutte le persone che il governo militare in Italia avrebbe dovuto considerare fascisti e quindi rimuovere e isolare dalla vita politica del paese. Il documento doveva serviva alla Commissione di Controllo Alleata (ACC), l'organo militare incaricato dell'amministrazione civile nei territori liberati degli eserciti alleati. In Italia l'ACC venne stabilita dopo l'armistizio dell'[8 settembre 1943](<https://www.ilpost.it/2013/09/08/8-settembre-1943/>) e cominciò i lavori nel novembre di quello stesso anno. [ ](<https://www.ilpost.it/2014/08/14/chi-fascista/chi-e-un-fascista_1/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2014/08/14/chi-fascista/chi-e-un-fascista_1/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/14/chi-fascista/2fascistletter/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/14/chi-fascista/3fascistletter/>) I compiti principali della ACC erano assicurarsi che i vari servizi civili continuassero a funzionare, che la popolazione venisse sfamata e che fosse ragionevolmente protetta dalle malattie e genericamente da altri rischi. In sostanza svolgeva le funzioni di un normale governo civile, e in alcuni casi le svolse in maniera piuttosto sbrigativa e autoritaria. Tra gli altri compiti, però, c'era anche preparare il terreno per una restituzione dei poteri agli italiani: per fare questo serviva assicurarsi che le persone compromesse con il regime fascista restassero lontane dalle istituzioni. Per questo motivo venne stilato questo documento, che indicava dettagliatamente chi era da considerare un fascista e chi no. Alla fine, mettendo insieme tutte le categorie elencate, la lista finiva per includere una larga maggioranza della classe dirigente italiana: nella lista erano inclusi tutti i dirigenti del partito fascista, tutto il governo, parte della magistratura, tutti i direttori e capiredattori dei giornali, tutti gli amministratori locali e tutti quegli imprenditori che avessero avuto a che fare in un modo o nell'altro con l'amministrazione pubblica (il che, visto l'interventismo nell'economia del regime fascista, significava più o meno tutti gli imprenditori). Gli alleati furono più severi degli italiani, che dopo la fine della guerra con una serie di amnistie e altri provvedimenti sostanzialmente riabilitarono quasi tutti i fascisti che erano riusciti a sopravvivere. > La lista che segue definisce le categorie di persone che devono essere considerate Fascisti e che quindi sono soggetti al contenuto di questo ordine: a. le persone che hanno il titolo o la qualifica di "Sansepolcrista", "Squadrista", "Antemarcia", "Marcia su Roma", "Sciarpa Littoria"; [Si tratta di titoli od onoreficenze assegnate a coloro che facevano parte del movimento fascista prima della conquista del potere; i Sansepolcristi, per esempio, erano coloro che avevano partecipato alla riunione in piazza del San Sepolcro a Milano in cui nel 1919 vennero fondati i Fasci di Combattimento] b. una persone che durante il regime fascista era: un membro del governo centrale, un membro del Gran Consiglio, un membro dell'Accademia d'Italia, o un membro del Tribunale Speciale per la difesa dello stato; [Si tratta di tre delle più importanti istituzioni del regime fascista] c. una persona che è stata presidente, vice-presidente o direttore di una Corporazione, confederazione, federazione o sindacato; d. una che è stata segretario nazionale, vice segretario nazionale del partito fascista, oppure un membro del Direttorio nazionale, o un ispettore nazionale; e. una persona che sia stata membro del partito fascista e che è stata nominata Senatore dopo il 3 gennaio 1925 e che in conseguenza di questa nomina ha ottenuto un ruolo in una qualunque amministrazione pubblica o impresa che sia inclusa nel paragrafo 2; [Il 3 gennaio 1925 è la data del famoso discorso di Benito Mussolini in cui si assunse la responsabilità "storica" dei fatti dei mesi precedenti, tra cui l'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti; il discorso è considerato dagli storici il momento di nascita del regime fascista] f. una persona che è stata nominata senatore prima del 3 gennaio 1925 e che successivamente a questa data è entrata a far parte del partito fascista e in conseguenza ne ha ottenuto un ruolo in una qualunque amministrazione pubblica o impresa incluse nel paragrafo 2; g. i membri fascisti del parlamento; h. una persona che è stata segretario federale, vice segretario federale o segretario amministrativo del partito fascista; i. una persona che ha fatto parte di un Direttorio Federale o del Direttorio dei fasci di combattimento o un fiduciario rionale di un capoluogo di provincia; l. una persona che è stata ispettore federale o ispettore di zona del partito fascista; m. una persona che ha fatto parte del Tribunale centrale della disciplina federale del partito; n. una persona che durante il regime fascista è stata presidente, vice presidente, consigliere o rettore di un'amministrazione provinciale; o. una persona che durante il regime fascista è stato sindaco, vice-sindaco, commissario governativo o commissario prefettizio di un capoluogo di provincia; [I sindaci in epoca fascista erano chiamati podestà ed erano nominati direttamente dal governo] p. una persona che durante il regime fascista è stato sindaco di un comune che alla data dell'ultimo censimento aveva una popolazione di più di 50 mila abitanti; q. i segretari politici del partito fascista; r. i fiduciari provinciali dei fasci femminili; s. i presidenti, vice presidenti, direttori o amministratori di amministrazioni pubbliche o imprese incluse nel paragrafo 2; t. i commentatori radio politici; u. i direttori e caporedattori di giornali o riviste politiche; v. giornalisti professionisti o pubblicisti che dopo il 3 gennaio hanno fatto propaganda alle idee e agli scopi politici del fascismo; x. membri della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale in servizio permanente e attivo e che mentre erano membri di questa organizzazione erano anche: 1\. membri della Miliza Contraerea o della Milizia Costiera; o 2\. membri della Milizia Forestale o impiegati nella vecchia amministrazione forestale prima della creazione della Milizia Forestale; y. le persone decorate dal governo tedesco per servizi politici resi al partito nazista; z. chiunque sia stato membro della commissione per il Confino di polizia. [Il Confino era una misura di polizia che poteva essere comminata anche senza processo e prevedeva in sostanza una specie di esilio in una località remota, spesso un'isola come Pantelleria, Ventotene o Ustica] 2\. Le posizione nelle amministrazioni direttamente o indirettamente controllate dal governo dalle quali coloro che sono considerati fascisti saranno rimossi includono: a. qualunque amministrazione controllata dallo stato italiano incluse le amminsitrazioni parastatali; b. qualunque amministrazione di polizia tranne le unità di polizia che fanno parte dell'Esercito Italiano e che sono soggette a un separato processo di defascistizzazione; [La specifica serve ed escludere l'Arma dei carabinieri, che era considerata fedele al re e quindi in opposizione al fascismo dopo l'8 settembre 1943] c. i vigili del fuoco; d. tutte le amministrazioni che facevano parte del Governatorato di Roma; e. un'impresa che in qualunque momento a partire dal 28 ottobre 1922 ha ricevuto direttamente o indirettamente assistenza finanziaria o sussidi dello Stato italiano, dalle amministrazioni provinciali o comunali o dall'ex Governatorato di Roma; f. un'impresa che controlla o opera, direttamente o indirettamente: 1\. [manca] 2\. la produzione o la distribuzione di gas o elettricità; 3\. la raccolta e distribuzione di acqua; 4\. servizi radio e telefonici; 5\. cooperative agricole; 6\. consorzi di ogni tipo; 7\. enti di bonifica; g. un'impresa che controlla o opera, direttamente o indirettamente, istituzioni finanziarie, di previdenza o assicurazione; h. La Banca d'Italia o qualunque altra impresa bancaria; i. un'impresa che è controllata direttamente o indirettamente dallo stato italiano o un ente di diritto pubblico. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Chi era un fascista, nel 1944
Le foto più belle di una settimana burrascosa
**Gianni Mura come inizia la tua amicizia con Luigi Veronelli?** **GM** La mia amicizia con Veronelli nasce negli anni 70. All’inizio il tramite fu un mio compagno di università che studiava con sua nipote. Ero andato a cena da lui e avevamo simpatizzato, anche perché lui era un appassionato di calcio e quindi io potevo soddisfare certe curiosità sull’Inter, la sua squadra del cuore. Poi ci siamo professionalmente frequentati più assiduamente nella seconda metà degli anni 70, quando io lavoravo a Epoca e lui curava, per lo stesso settimanale, le “schede di Veronelli” che ogni settimana presentavano quattro vini e quattro ristoranti, a cui lui dava delle valutazioni. Andavo per lo più io a Bergamo, dove si mangiava assieme a casa sua o in quella che era la sua seconda casa, “La Pergola”, gestita da Gioacchino Coppini, un toscano con sua moglie Maria ai fornelli, che era molto vicina a casa sua a Bergamo alta. In quegli anni ho cominciato a scrivere anche io di cucina: Veronelli dava l’indicazione, i miei ristoranti sono in Friuli - ad esempio - o altrove e queste sono le mie valutazioni; mentre per fare le schede e le fotografie ci andavano i redattori di Epoca, tra cui ero io, con il fotografo. Su indicazione di Gino andavo dal Trentino, al Piemonte, all’Emilia - eravamo dopo il ‘75 o il ‘77 - a raccogliere le storie di questi ristoratori o una ricetta… Per farla breve, era il lavoro di raccolta e la stesura delle informazioni per le schede che lui approvava e firmava e poi pubblicavamo sul settimanale… Ci dava molta fiducia, devo dire. Ed è sempre di quegli anni dopo mesi di queste frequentazioni che arrivò la sua offerta di mollare tutto e andare a lavorare con lui. La cosa mi aveva enormemente colpito: era un po’ come se Pelé ti invitasse a palleggiare al Maracanã. **Una conoscenza quindi prima di tutto giornalistica?** **GM** Sì, a me era sempre piaciuto Veronelli, lo leggevo su Il Giorno anche prima di conoscerlo; avevo comprato le Guide all’Italia Piacevole che pubblicava Garzanti e che secondo me sono il Veronelli migliore, quello che “camminava”, che girava moltissimo e che ti segnalava dei posti incredibili nei paesi più sperduti d’Italia. Mi aveva garantito il triplo - dopo essersi informato di quanto guadagnavo a Epoca - purché mollassi tutto ed entrassi a fargli più o meno da delfino, il tutto condito con grandi attestati di stima. Tutto ciò mi aveva sbalestrato e comunque dopo due giorni gli ho detto “no grazie” perché ero ancora giovane, avevo 32 anni e mi sembrava un po’ riduttivo mettermi a scrivere solo di vini o di cibo in quegli anni. Nonostante questo rifiuto siamo rimasti in ottimi rapporti. Infatti, anche se l’avevo conosciuto per motivi giornalistici, il resto della frequentazione era basato sul piacere della conversazione, della tavola, del bere. C’era sempre un grado enorme di cultura - che non veniva fatta pesare, insieme agli oltre 20 anni di differenza - negli incontri con Veronelli. Non era semplicemente un collegamento tra questo e quel Barolo o tra questa e quella vendemmia. Era il fascino di Gino, con lui potevi parlare di tutto: lo trovavi preparato (o lui trovava preparato te)… dalla filosofia allo sport, alla poesia… Lui ad esempio ricordava un sacco di versi a memoria, dai primi trovatori a Bertolt Brecht. Veronelli, secondo, me era una persona da sbocconcellare e da bere in un certo senso, esattamente come la sua opera. Mi era simpatico su un piano umano, e questo ci riporta al Veronelli degli ultimi anni in particolare. Quello che mi ha sempre colpito in Veronelli era la sua totale indifferenza a qualsiasi forma di potere. Per lui parlare con un contadino, con l’arcivescovo di Milano o con il ministro dell’Agricoltura era esattamente la stessa cosa. In politica parlava già allora di quella che lui chiamava una fede anarchica e diceva che gli sarebbe piaciuto essere sepolto in un piccolo cimitero pieno di anarchici - molti erano anche emigrati negli Stati Uniti - che c’è in Friuli, a Pradumblis nella Carnia. Ho controllato ed esiste davvero. Ha insistito molto ma poi lo hanno seppellito a Bergamo. Questo per dire che certe idee già le manifestava quaranta anni fa. C’è stato un periodo successivo, anni 80, in cui aveva avuto anche delle proposte dal PSI per candidarsi e credo che sia io che mia moglie abbiamo avuto un ruolo nel farlo desistere perché gli abbiamo detto: “Gino se anche tu vai in galera, lì non fanno passare le bottiglie, dovremo limitarci alle arance!”. “Va bene, mi hai convinto. Brindiamo alla non disponibilità”, disse. **L’avvicinamento ai centri sociali è stata una ingenuità politica da parte di Veronelli?** **GM** Molti “veronelliani” hanno giudicato il suo avvicinamento ai centri sociali una specie di infatuazione senile, se non una mossa sbagliata, un tradimento di se stesso. Secondo me invece era una conseguenza logica di tante cose della sua vita. Era soprattutto il portato della sfiducia verso qualunque organizzazione o sistema politico. Veronelli era innamorato e difensore della terra, e questo vale per il cru più prestigioso di Borgogna o di Barolo, come vale per la terra intesa come Terra che camminiamo, cioè il suolo, i boschi e la loro conservazione e protezione dai veleni o dagli Ogm. Credo che ad un certo punto della sua vita Veronelli si sia accorto che da tutto questo gran discutere della salute della terra non usciva assolutamente niente di nuovo, soprattutto da parte di chi dovrebbe intervenire, cioè i ministeri o il governo. Mentre questi temi iniziavano ad essere molto sentiti nel mondo giovanile, soprattutto la questione degli Ogm, ma anche quella del prezzo del vino e dei prodotti agricoli, da cui nasce l’intuizione del prezzo sorgente, un tentativo di democratizzare le politiche dei prezzi in questo settore. Anche se non ci vedevamo spessissimo con Veronelli - capitava sei-sette volte l’anno - magari al Vinitaly o da lui a Bergamo e a Milano, durante queste “apparizioni” c’ero anche io, c’ero a Verona al centro sociale La Chimica e poi più tardi al Leoncavallo, cosa che fece un certo scalpore. Ma non ne capivo nemmeno il perché: diciamo che i giornali conservatori ne parlavano come se fossero il diavolo e l’acqua santa, ma Veronelli non era mai stato né uno né l’altro, era uno che delle sue idee non aveva mai nascosto una virgola e che aveva fatto delle polemiche durissime. Io lo vedevo come un “gigante buono”… anche perché sembra facile ma intentare due o tre processi alla Coca-Cola come ha fatto lui non è uno scherzo, da solo. Lui si lamentava che tra gli ingredienti in etichetta non ci fosse la coca, e diceva “o cambiano nome o ce lo mettono”, e alla fine ce l’hanno messo anche se i procedimenti sono finiti tutte e tre in nulla, credo, per vizi di forma. Per questo io trovavo Veronelli in una sede più naturale al Leoncavallo che non al Rotary Club. Anche se ad alcuni sembrò un’ingenuità, questo era il suo messaggio nella bottiglia. Non a caso si parla degli ultimi anni di vita di Gino: desiderava spargere il verbo sul terreno vergine, cioè tra i giovani, perché era abbastanza deluso dall’atteggiamento dei “vecchi”. **Che cosa ti ha lasciato personalmente?** **GM** Le eredità che ha lasciato a me, le ho “assorbite” nel tempo: una ad esempio era la divisione dei vini, ma non tanto tra buoni e cattivi. Lui usava dire “questo dà gioia e questo non dà gioia”. Lo trovo giusto perché puoi avere un vino perfettissimo e premiatissimo che non ti regala molte emozioni ma puoi averne un altro con qualche difetto che in qualche modo ti riempie, ti illumina, ti comunica qualcosa. Un’altra cosa importante: ho iniziato a seguirlo sulle pagine di “Il Giorno” quando lui, precedendo il Giro d’Italia di una giornata, scriveva una pagina su quello che avresti trovato a Vercelli piuttosto che a Campobasso o a Perugia: credo di essere cresciuto predisposto dalle letture di Veronelli a una grande ricerca e difesa della cucina territoriale, e cioè dei piatti più tipici di una zona. In generale io penso che avesse uno stile ricercato, non di facilissima comprensione anche perché aveva dei vezzi stilistici come il “ch’io” o in altri casi aveva un periodare molto lungo. Ma era uno stile molto personale, che ha creato tanti neologismi. Al di là di questo era molto chiaro: capivi benissimo da che parte stava. Ha scritto una quantità enorme di pagine con quella sua grafia rotonda. Gli piaceva molto scrivere a mano. Insieme a Soldati gli va riconosciuto l’aver iniziato a parlare di argomenti che riguardavano il mangiare e il bere in un modo nuovo. Prima di loro non c’era niente: l’opera di disboscamento, di acculturamento che hanno fatto loro, Soldati e Veronelli, sia con strumenti televisivi sia di scrittura, sono fondamentali. Senza Veronelli e le sue letture non sarebbe esistito Slow Food. Sono diversi, certo, ma sono rami della stessa pianta. Non dico che siano andati sempre d’amore e d’accordo, ma la linea guida iniziale Slow food, non riguardava solo l’uso della trippa contro il sushi - faccio un esempio - ma anche l’uso del tempo; era veronelliano il rifuto di questa frenesia del fast, non solo del fast food ma del fast in generale. **Ti capitava di andare nella sua casa di Bergamo? Mi puoi raccontare i tuoi ricordi da giornalista?** **GM** Sì, non solo io. Molti dei critici soprattutto enologici sono passati per Bergamo: io credo che il più vicino a Gino sia stato Francesco Arrigoni, che purtroppo è morto giovane, ma penso che altri come Daniele Cernilli e Luca Maroni (per citarne solo due ma ce ne sono altri), siano andati alla scuola di Gino, come si andava alla bottega di Giotto. Era molto bello vederlo assaggiare: c’era un preciso rituale. Intanto le bottiglie per gli assaggi erano già preparate a seconda di chi arrivava e dei suoi gusti, prese in cantina e portate su. Poi c’era uno scrupoloso esame di ogni bottiglia, perché si segnava tutto di ognuna: annata, produttore e così via; poi c’era una stappatura fatta molto lentamente, specie se la bottiglia era vecchia. I bicchieri ovviamente giusti. Versare lentamente, poi lo studio del colore, che con lui poteva anche durare molti minuti, in trasparenza, almeno finché ha potuto vedere bene. Poi c’era la cosa più interessante, che era questo suo naso - nasone - prodigioso che captava come una sonda i profumi: da qui il mio modo di chiamarlo negli ultimi anni “Sua Nasità”, anche se a lui piaceva di più l’anagramma francese, Le Lion Ivrogne, Il Leone Sbronzo. Poi finalmente l’assaggio: tratteneva a lungo il vino, molto più di una persona normale. Solo allora cominciavano i giudizi: potevano essere subito “riconosco gli angeli al primo battito di piume” oppure “è ancora chiuso, lasciamogli tempo”. Raccontava delle emozioni, gli ho visto spesso accostare l’assaggio di un vino ad una musica. Mentre avrebbe potuto - come pure ha fatto - parlare di tannini e antociani, di queste cose che assomigliano di più a un referto autoptico, come oggi fanno in molti. A me piaceva soprattutto il suo uso dei traslati. Gino diceva che nell’assaggio di un vino bisogna comportarsi come nel corteggiamento di una donna: non aver assolutamente fretta, non aver premura di imporsi, non bisogna essere bruschi, ma dare al vino tutto il tempo di esprimersi. Sull’assaggio aggiungo un ricordo a proposito di mia moglie Paola che, durante una cena, fece un’osservazione su un vino; lui le chiese se avesse fatto il corso da sommelier e le consigliò di farlo. Disse che le donne in questo campo sono avvantaggiate perché hanno una cultura del profumo, che gli uomini non hanno. Così mia moglie ha seguito il corso da sommelier e poi ha iniziato a scrivere di vini sui giornali femminili e, da 24 anni, ne scrive sul Venerdì di Repubblica. **Veronelli era anche un uomo che esprimeva delle contraddizioni?** **GM** Non pochi rilevano un forte contrasto in un uomo colto come Veronelli che si presenta come “popolare”… Ho scritto su “A” rivista anarchica del suo funerale: “C’erano molte bandiere anarchiche, dall’Emilia in particolare, e molte suore. Ma come, non era ateo? Sì, ma i tre conventi di Bergamo Alta, vicino a casa sua, li riforniva di vino. C’erano cuochi da tre stelle e osti senza stelle. C’erano megaproduttori di vino, centinaia di ettari, e microproduttori, un paio d’ettari. Ma per lui erano tutti vignaioli: conti, marchesi, duchi e contadini. Gente che viveva in un castello e gente costretta ad accendere un mutuo per comprare un trattore nuovo”. Nei suoi scritti, Gino voleva che il contadino diventasse vignaiolo, che acquistasse visibilità e consapevolezza, che scrivesse in etichetta Mario Rossi e non più Rossi Mario, che si liberasse anche graficamente dal servaggio in ordine alfabetico della scuola e del servizio militare. Credo che di persone senza contraddizioni non ne esistano e se ne esistono sono abbastanza noiose o fanno i politici. Nel caso di Veronelli le contraddizioni sono peraltro palesi: la prima è che lui è diventato un critico eno-gastronomico mentre avrebbe voluto fare l’assistente di filosofia o l’editore. Quello lo ha fatto ma gli è andata male, gli è toccato perfino l’ultimo rogo di libri in Italia, nel 1961 alla questura di Varese, il suo “Storielle, racconti e raccontini”, opera del Marchese De Sade: Gino era in prima fila, rideva e batteva le mani. La sua attività principale - se vuoi questa è la contraddizione - è anche la sua bravura nel raddrizzarsi, dal fallimento di quelle opere che gli sarebbero più piaciute. Veniva da una famiglia agiata ma la sua eredità ad esempio se l’è “ballata” come editore, stampando libri che non leggeva quasi nessuno, che andavano dalla poesia sperimentale, al socialismo, alla narrativa e non gli rendevano. L’unica che funzionava abbastanza era la collana gastronomica e su quella andrà avanti, sulle rovine della precedente casa editrice: così diventa Veronelli. Certe cose vanno poi collegate al tempo in cui sono successe per capirne fino in fondo l’importanza pratica e l’impatto con tutto quello che sarebbe diventato poi il suo mondo di riferimento: mi riferisco a tutto il carteggio con Antinori sul Tignanello o con il Marchese Incisa della Rocchetta sul Sassicaia. Se esiste ancora il Picolit è perché ne aveva scritto lui su Panorama, parlando di questa vecchia contessa e del parroco di questo paesino del Friuli che quando lui ha suonato al campanello lo ha mandato a quel paese dicendo ‘io non parlo con i giornalisti’. ‘E nemmeno io parlo tanto con i preti’, gli rispose. Ecco tutte queste cose sono scritte: è curioso anche che ci siano state tutte queste lettere - non potevano telefonarsi?, chiederebbe qualcuno.- Ma lui era un intellettuale, gli piaceva scrivere lettere ed era minuzioso: aveva ad esempio nella sua biblioteca un numero spropositato di dizionari e vocabolari, perché diceva “sembra che certi aggettivi siano simili, ma ci sono sfumature e voglio usare quello che sta meglio”. Ed è strano, e nemmeno gliel’ho mai chiesto, che non abbia mai scritto un romanzo, un racconto. Per concludere: ho scritto nel 2005 - sempre per “A”, rivista su cui Gino è spesso intervenuto, un pezzo in cui lo chiamavo “Hombre vertical”, una definizione che ho ripetuto al suo funerale e al convegno “Veronelli politico” di Massenzatico. Vi ribadivo che per buona parte della critica gastro-enoica, quando nacque Terra e Libertà/Critical Wine il commento più benevolo era stato “Veronelli s’è rincoglionito”: invece era una destinazione naturale anche per un altro motivo, perché tra le sue doti c’era una grandissima gioventù di spirito. Anche quando aveva superato i 70, Gino ragionava come un ragazzo, nelle prospettiva di quello che c’era da fare o da cambiare. È stato un protagonista culturale - ben al di là della tavola - che ha capito prima di altri che cosa vuol dire mangiare e bere e che cosa comporta per la terra, come suolo e come pianeta. Lo ha fatto in anni in cui di queste cose non scriveva nessuno: l’ho anche paragonato a Fitzcarraldo; lui fa parte degli “uomini con il machete” che aprono la strada nella giungla e che portano avanti la conoscenza, con un atteggiamento mai servile verso il potere. Gli anni senza Veronelli permettono di misurare la sua prodigiosa e multiforme attività culturale attraverso la mediocrità del presente e il vuoto che ha lasciato. _© riproduzione riservata_
Il dizionario del piacere: la conversazione con Gianni Mura su Gino Veronelli
Il gusto della scoperta
>> >> Il Nord Italia sembra avviarsi verso un nuovo anno di siccità, condizione che aveva già caratterizzato il 2022. L'anno scorso la prolungata carenza di precipitazioni ha causato problemi all'agricoltura, alla produzione di energia idroelettrica e agli ecosistemi. I primi dati raccolti in questo inizio di 2023 indicano che la stessa situazione potrebbe ripetersi, in modo particolarmente grave nelle regioni del nord ovest, ma anche in Lombardia, in Veneto e forse anche in Trentino. >> >> Secondo il più recente [rapporto settimanale](<https://www.anbi.it/art/articoli/7148-osservatorio-anbi-risorse-idriche-a-febbraio-tornano-gia-le->) dell'Osservatorio dell'ANBI, l’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, sulle risorse idriche la portata del Po, il maggior fiume italiano, continua a diminuire. A Piacenza, Cremona e Boretto (in provincia di Reggio Emilia) il livello dell'acqua ha già raggiunto record storici negativi e la prossima settimana anche a Mantova potrebbe far segnare il livello più basso di sempre. Secondo i dati dell'ANBI nelle prime settimane del 2023 la regione più arida è stata il Piemonte: a Torino il livello del fiume Po è stato inferiore del 46 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, che già era stato secco. >> >> Il fiume Po a Torino il 4 febbraio 2023 (LAPRESSE) >> >> La scarsità di acqua, oltre che dall'assenza di consistenti precipitazioni, è in parte causata dalla diminuzione delle riserve di neve su gran parte delle Alpi, e in particolare in Piemonte e in Lombardia, dove la neve è stata inferiore del 54 per cento rispetto alle medie storiche. A peggiorare la situazione sono intervenute temperature più alte della media del periodo, che hanno portato a un veloce scioglimento della neve: in Valle d'Aosta il fenomeno è visibile nell'innalzamento molto rapido della portata della Dora Baltea. Più bassi rispetto alla media storica sono anche i livelli dei laghi: il lago Maggiore è solo al 39 per cento del riempimento, il lago di Como al 20 per cento e il lago di Garda al 35 per cento, un valore vicino al minimo registrato. >> >> Anche per la prossima settimana sono previste poche precipitazioni, inferiori rispetto alla media del periodo, con la previsione di una ulteriore riduzione di portata dei maggiori fiumi del Nord Italia. >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-START- >> >> **– Leggi anche:** [Gli agricoltori stavolta vogliono arrivare preparati alla siccità](<https://www.ilpost.it/2023/02/08/siccita-agricoltura-acqua/?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche>) >> >> -AMAZONPOLLY-ONLYWORDS-END- *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Il fiume Po è sempre a secco
Cinema: tutto l'est di Cannes
> > Il cardinale australiano George Pell, ex consigliere stretto di Papa Francesco, [è stato condannato per abusi sessuali su due minorenni](<https://www.bbc.com/news/world-australia-47366113>) da un tribunale di Melbourne, in Australia: è il sacerdote di più alto grado nella gerarchia ecclesiastica ad avere mai ricevuto una tale condanna. Il reato risale al 1996, quando Pell era arcivescovo della diocesi di Melbourne. Secondo l'accusa violentò due chierichetti di 13 anni in un locale della cattedrale della città e l'anno successivo molestò di nuovo uno dei due. > > Pell si è sempre dichiarato innocente e ha fatto appello contro la condanna che era stata emessa a dicembre ma finora non era stata resa pubblica perché non influisse su un secondo processo, ora archiviato per mancanza di prove. La pena per la condanna non è ancora stata decisa. > > Pell ha 77 anni e fino allo scorso ottobre [era consigliere stretto](<https://www.ilpost.it/2018/12/13/papa-francesco-rimosso-george-pell/>) di Papa Francesco, cioè uno dei membri del circolo di importanti sacerdoti conosciuto come C-9. Pell è tuttora consigliere per gli affari economici del Vaticano, una sorta di “ministero dell’economia” voluto da Papa Francesco per coordinare meglio le politiche economiche del Vaticano, ma si era preso un periodo di aspettativa nel giugno del 2017 dopo[ essere stato accusato di abusi sessuali](<https://www.ilpost.it/2017/06/29/george-pell-abusi-sessuali-chiesa/>). Il _Guardian_ ha scritto che in passato Pell era stato, grazie al suo ruolo di consigliere economico, «il terzo uomo più potente del Vaticano». > > Dei due ex chierichetti molestati da Pell solo uno ha testimoniato al processo – ma la sua identità è stata tenuta segreta dagli investigatori – perché l'altro è morto per overdose nel 2014. Il secondo processo in cui Pell era coinvolto, quello che non è andato avanti per mancanza di prove, riguardava altre accuse secondo cui il cardinale avrebbe abusato di alcuni ragazzini negli anni Settanta. Pell si è dichiarato innocente anche rispetto a tali accuse. > > Dal 21 al 24 febbraio in Vaticano si è svolto un incontro in cui in presenza dei presidenti delle conferenze episcopali del mondo e dei responsabili dei diversi ordini religiosi si è parlato degli abusi sessuali compiuti dagli ecclesiastici sui bambini e sugli adolescenti. Papa Francesco ha pronunciato parole molto dure contro il fenomeno, ma non si è affrontato in modo ampio e sistematico il problema degli abusi – che non riguarda solamente i bambini ma anche molte donne religiose – e il Papa [non ha annunciato alcuna misura concreta](<https://www.ilpost.it/2019/02/25/incontro-abusi-sessuali-vaticano/>). > > In reazione alla condanna di Pell il Vaticano ha detto che il cardinale ha «il diritto di difendersi» fino all'ultimo grado di giudizio australiano e che in ogni caso la notizia della condanna è «dolorosa». Ha poi vietato a Pell l'esercizio pubblico del ministero sacerdotale oltre al contatto in qualsiasi forma con minorenni. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Il cardinale australiano George Pell è stato condannato per abusi sessuali
Divorzio alla danese
>> >> Negli ultimi dieci anni Nick Nolte – da oggi ottantenne – ha recitato in _Warrior_ , _La regola del silenzio, Gangster Squad, A spasso nel bosco, The Ridiculous 6, Un viaggio indimenticabile_ e _Attacco al potere 3_ , oltre che in qualche sporadico episodio di serie tv. Con l'eccezione di _Warrior_ , per il quale fu candidato all'Oscar come miglior attore non protagonista, sono stati quasi sempre ruoli secondari e in nessun caso indimenticabili. Il meglio della sua carriera era arrivato prima, negli anni in cui tra l'altro si parlava di lui spesso per cose che non riguardavano il cinema. Come il suo caratteraccio, la sua complicata vita sentimentale e i suoi problemi legati all'abuso di alcol e droga. >> >> [ ](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-33/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-33/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-37/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-ritratti-in-conferenza-stampa/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-34/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-38/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-39/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/nick-nolte-36/>) [](<https://www.ilpost.it/2021/02/08/nick-nolte-ha-80-anni/2004-toronto-interaional-film-festival-clean-press-conference/>) >> >> Nolte nacque a Omaha, in Nebraska, l’8 febbraio del 1941 e iniziò a recitare in televisione alla fine degli anni Sessanta, diventando famoso grazie alla miniserie _Il ricco e il povero_ , per cui venne candidato ai premi Emmy. Nel 1992 vinse il Golden Globe come Miglior attore per _Il Principe delle maree._ All'Oscar, invece, fu candidato tre volte – per _Il principe delle maree,_ per _Affliction_ e poi per _Warrior_ – senza mai vincerlo. >> >> **– Leggi anche:** [Dorothy Arzner, regista](<https://www.ilpost.it/2021/02/05/dorothy-arzner-regista/>) >> >> Non si può certo dire, però, che Nolte non abbia avuto una carriera lunga e varia, perché ha recitato in circa 50 film e interpretato personaggi tra loro assai diversi: un ex lottatore e veterano del Vietnam in _Warrior_ , un fotoreporter in _Sotto tiro_ , un allenatore di basket in _Basta vincere_ , un vagabondo filosofo in _Su e giù per Beverly Hills_ , un poliziotto in _48 ore_ , un avvocato di successo in _Cape Fear – Il promontorio della paura_. E ha anche recitato, tra gli altri, in _La sottile linea rossa, I Love Trouble, Trixie_ , e _Intimate Affairs._ >> >> Ci si può fare un'idea di quanto movimentata sia stata la vita di Nolte confrontando un paio di foto scattate a trent'anni di distanza. La prima è quella di una famosa pubblicità di una tinta per capelli del 1972, quando lui aveva 31 anni e faceva il modello (accanto c'era Sigourney Weaver). >> >> La seconda, invece, gliela scattarono nel 2002 a Malibu, in California, dopo che era stato arrestato per guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di stupefacenti: Nolte risultò positivo all’acido GHB, che ammise di aver assunto quotidianamente per quattro anni. Venne condannato a tre anni di libertà vigilata e a controlli periodici per verificare che si fosse disintossicato. Non era la prima volta che si cacciava in guai simili: già nel 1965 era stato arrestato per aver venduto documenti contraffatti e condannato a 45 giorni di carcere e a 75 mila dollari di multa. >> >> (The California Highway Patrol/Getty Images) >> >> In anni più recenti, raccontò quanto e perché recitare continuasse a piacergli molto: *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Nick Nolte ha 80 anni
Gli schiavi della Little India pontina
Una reunion attesa e sognata dai fan di _**Beverly Hills 90210**_. Perché **Donna e Brenda** si sono ritrovate dopo tanti anni in cui la loro amicizia sembrava finita. Stiamo ovviamente parlando di **Shannen Doherty** e **Tori Spelling**. La prima ha ospitato la seconda nel suo podcast _ **Let 's Be Clear.**_ Il motivo del litigio? Difficile da dire, anche per le due. Perché secondo Doherty erano amiche e un secondo dopo non lo erano più. "Sei sempre stata facilmente influenzabile. Ed è stato molto frustrante per me perché ti dicevo sempre 'Sì, Tor, hai un'opinione'… Tipo, sei intelligente, sei divertente, hai talento. **Ti amavo e ti rispettavo e volevo che credessi in te stesso tanto quanto io credevo in te** ". Spelling ha ammesso che sì, forse si faceva influenzare un po' troppo dalle persone che aveva intorno. "C’era un punto, ricordo in particolare di averti guardato e di aver detto ‘devi farla finita con lui, altrimenti lo ucciderò davvero. Tipo: non posso restare a guardare questo'", ha detto ancora l'amata Shannen a proposito di un fidanzato che Tori aveva all'epoca e di un fatto accaduto durante un viaggio in Messico. Insomma, una conversazione tra amiche anche se per molto tempo non lo sono state più. "A 50 anni faccio ancora fatica a parlare per me", ha ammesso Spelling. La serie Beverly Hills 90210 è stata trasmessa per 10 stagioni dal 1990 al 2000 e ha reso famosi Doherty e Spelling ma anche lo scomparso Luke Perry, Jennie Garth e Brian Austin Green. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari
Shannen Doherty e Tori Spelling si ritrovano e parlano del perché la loro amicizia si era interrotta
Aung San Suu Kyi ha fatto la sua prima apparizione pubblica dal colpo di stato in Myanmar
Il 1 agosto 1973 a Lima, in Perù, si tenne un vertice diplomatico all’apparenza banale. In realtà non c’era nulla di banale nel suo programma rivoluzionario: i partecipanti – per lo più diplomatici di alto livello provenienti dalla Bolivia, dal Cile, dalla Colombia, dall’Ecuador e dal Perù – aspiravano a creare un ordine tecnologico mondiale più giusto, che avrebbe potuto scongiurare la nascita della Silicon valley e quindi dei colossi della tecnologia. Un primo passo, pensavano, era unire le forze e studiare come ridurre l’influenza sempre maggiore delle grandi multinazionali. Era una questione urgente in particolare nel campo delle tecnologie avanzate, messe a punto soprattutto negli Stati Uniti e in Europa occidentale. In America Latina queste tecnologie spesso dovevano essere importate e a costi molto alti. Da uno studio è emerso che tra il 1962 e il 1968 il Cile aveva raddoppiato le spese per i servizi tecnologici, e le sue aziende nazionali pagavano perfino molti brevetti scaduti o inesistenti. Proprio per evitare ostacoli esterni così assurdi quattro anni prima i paesi riuniti in Perù avevano firmato il patto andino, un accordo di libero commercio regionale e di sinistra, che aveva l’obiettivo di agevolare la ricerca collettiva per l’industrializzazione e lo sviluppo economico. Con quel patto i cinque paesi avrebbero sommato il loro potere politico e cercato di evitare i costi stratosferici legati all’importazione di tecnologia straniera. L’accordo incoraggiava anche progetti comuni di ricerca e sviluppo per realizzare alternative interne. Orlando Letelier, all’epoca ministro degli affari esteri del presidente socialista Salvador Allende, guidava la delegazione cilena. Il suo discorso fece eco agli aspetti più di sinistra del programma tecnologico di Allende, osservando che “viviamo in un mondo dove il concetto di proprietà del diritto romano, quando è applicato alla tecnologia, incoraggia lo sfruttamento”. Letelier puntò il dito contro la crescente dipendenza tecnologica della regione: “Oggi cinquecento multinazionali controllano il 90 per cento della tecnologia produttiva del mondo”, disse. Per limitare queste disparità, Letelier sosteneva che bisognava creare una nuova istituzione internazionale. Questa avrebbe facilitato l’accesso dei paesi in via di sviluppo ai benefici della tecnologia e della ricerca avanzata, brevetti compresi, con modalità simili a quelle seguite dal Fondo monetario internazionale (Fmi) per concedere accesso al capitale finanziario. Il Fondo tecnologico internazionale avrebbe dovuto adottare un atteggiamento meno prescrittivo dell’Fmi ed essere meno subordinato agli Stati Uniti. Era un piano per un ordine tecnologico mondiale alternativo, basato su un’intuizione che oggi la maggior parte degli analisti tecnologici ha perso di vista: cioè che l’arretratezza tecnologica di un paese è spesso la conseguenza di fattori geopolitici e geoeconomici di vecchia data, e quasi mai della rigidità burocratica o della mancanza di una cultura dell’innovazione. Questo perché il successo nel gioco tecnologico globale è associato al potere e alla sovranità di un paese, non alla sua inventiva e apertura a nuove idee. Nel sistema immaginato da Letelier e Allende, tutti i paesi, anche quelli oggi indicati come sud del mondo, alla fine sarebbero stati in grado di sviluppare il loro arsenale industriale e tecnologico. Questa strategia gli avrebbe evitato di rivolgersi alle multinazionali – pensate al cloud o all’intelligenza artificiale – spezzando il ciclo della dipendenza tecnologica ed economica. Una lotta dimenticata Ma quell’intuizione non si realizzò mai. Poche settimane dopo il vertice di Lima, l’11 settembre 1973, il governo di Allende fu rovesciato da un golpe che instaurò la crudele dittatura del generale Augusto Pinochet. Orlando Letelier passò i dodici mesi seguenti nei centri di detenzione insieme a molti altri esponenti dell’amministrazione Allende. Quando alla fine fu rilasciato e andò in esilio negli Stati Uniti, si dedicò a combattere Pinochet. Diventò un critico feroce degli economisti neoliberisti che all’epoca erano consulenti della dittatura cilena, i cosiddetti Chicago boys. Un mese dopo la pubblicazione su The Nation del suo maggiore attacco a Milton Friedman e ai suoi seguaci – un saggio che mostrava il fallimento delle loro soluzioni per i problemi economici del Cile – Letelier fece una fine tragica: la sua auto saltò in aria a Washi­ngton per ordine diretto del regime di Pinochet. Un mese dopo il Cile si ritirò dal patto andino. Era la fine della lotta ambiziosa, e completamente dimenticata, del paese sudamericano per sottrarre le tecnologie al monopolio delle grandi aziende e dei grandi capitali. Quest’anno, nel cinquantesimo anniversario del golpe di Pinochet, siamo tentati di vedere Allende come una figura tragica ma sventurata, che passò gran parte della sua breve presidenza a respingere le iniziative per rovesciarlo. È vero che l’ambizioso programma elettorale della coalizione di Unidad popular passò in secondo piano rispetto agli sforzi del governo per sopravvivere all’assalto della Cia, delle multinazionali, degli oligarchi cileni e di vari movimenti terroristici di estrema destra. Ma nonostante tutti i problemi e le crisi, furono molte le iniziative radicali, utopiche e perfino surreali che riescono a ispirarci ancora oggi. Sorprende che molte avessero a che fare con la tecnologia. La spinta di Letelier per creare l’equivalente tecnologico dell’Fmi è solo un esempio tra molti. Tutte quelle iniziative avevano in comune una lettura della tecnologia attraverso la lente della geopolitica e dell’economia alternativa, che fu distrutta dalla trasformazione neoliberista seguita al colpo di stato. Se Pinochet sposò la scuola economica di Chicago, il governo di Allende beneficiò di quella che potremmo chiamare la scuola tecnologica di Santiago. E oggi che riflettiamo su un futuro post-neoliberista, sgomberato dall’influenza dei Chicago boys, abbiamo molto da imparare dai Santiago boys, più umili ma più saggi. La scuola di Santiago deve la sua esistenza al fatto che la Commissione economica dell’Onu per l’America Latina e i Caraibi (Cepal) ha il suo quartier generale nella capitale cilena. Nei primi decenni dopo la sua fondazione, nel 1948, l’istituzione sfidò la visione dominante del libero mercato – e del ruolo della tecnologia al suo interno – sostenuta dagli economisti di Chicago e del Massachusetts institute of technology (Mit). Immaginate una nazione più ricca che vende auto a un paese più povero il quale, a sua volta, vende in cambio banane. Secondo quella visione quando entrambi si specializzano e introducono delle innovazioni tecnologiche, i prezzi dei due prodotti scendono. E tutti sono contenti: il progresso avanza. Oggi abbiamo molto da imparare dai Santiago boys, più umili ma più saggi Volanti e banane Gli economisti della Cepal non erano d’accordo con queste previsioni ottimistiche. Sostenevano che con il tempo i paesi sviluppati escono più forti da questi scambi. In primo luogo, perché l’innovazione tecnologica favorisce i produttori di auto più dei coltivatori di banane: non si possono fabbricare frutti tropicali con una stampante 3d. In secondo luogo, perché i paesi ricchi che di norma producono merci più avanzate hanno sindacati forti. E questi, per difendere gli interessi dei lavoratori, impediscono ai prezzi delle auto di ridimensionarsi con la stessa rapidità di quelli delle banane. In un mondo con una tecnologia sempre più avanzata, sostenevano gli economisti della Cepal, il libero mercato favorisce i ricchi e i potenti: ci vorrà una quantità sempre più grande di banane latinoamericane per pagare una singola auto europea. Per citare l’ex presidente brasiliano Fernando Henrique Cardoso, che all’epoca era un semplice studioso, la mano invisibile del mercato somiglia a quella della matrigna cattiva: invece di correggere le disuguaglianze, le aggrava. Da qui nasceva il dissenso della scuola di Santiago e della Cepal con le idee degli economisti di Chicago: invece di adottare il libero scambio ed eliminare le tariffe, i paesi in via di sviluppo dovrebbero usare il mercato e la politica industriale per produrre internamente una parte delle merci che importano. Forse non tutta l’automobile, ma almeno i volanti e gli pneumatici. Questa politica, nota come sostituzione delle importazioni, ottenne in fretta l’appoggio dei governi riformisti di tutta l’America Latina. Con ogni probabilità fu l’idea migliore degli anni cinquanta. Ma dopo un decennio alcuni economisti e sociologi di stanza a Santiago – molti, come Cardoso, erano brasiliani fuggiti dal paese dopo il golpe militare del 1964 – cominciarono a vederne i limiti. Tanto per cominciare non si possono fabbricare volanti come si coltivano banane: occorrono macchinari costosi e quel tipo di conoscenze e competenze protette dalle leggi sulla proprietà intellettuale. Se un paese si limita a importarle dagli Stati Uniti e dall’Europa occidentale, nella speranza di “industrializzarsi” e di costruire imprese avanzate, rischia di diventare ancora più dipendente dalle economie sviluppate e dalle multinazionali. Questa radicalizzazione del programma iniziale della Cepal diventò nota come teoria della dipendenza e conquistò Santiago. Non poteva essere altrimenti: tra il 1960 e il 1970 la città cilena fu un rifugio per molti intellettuali di sinistra europei e latinoamericani, al punto da essere chiamata “capitale della sinistra”. Con i suoi difetti e le sue incongruenze, la teoria della dipendenza individuò giustamente nella tecnologia l’ultima frontiera del potere e dell’accumulazione, addirittura più di un decennio prima della nascita della Apple. Come scrisse a metà degli anni sessanta Andre Gunder Frank, un economista tedesco che si era formato a Chicago e disertò la scuola neoliberista per insegnare in Brasile e poi in Cile, “la tecnologia statunitense sta diventando la nuova fonte del potere monopolistico e la nuova base del colonialismo economico e del neocolonialismo politico”. Era come se stesse parlando del calcolo quantistico, del 5g o dell’intelligenza artificiale. Le nostre soluzioni Per la scuola di Santiago era fondamentale lottare per la sovranità tecnologica se si voleva ottenere una significativa sovranità economica, e quindi lo sviluppo del paese. Senza una propria base tecnologica e scientifica, una nazione che montava auto non era meno dipendente di una che coltivava frutta tropicale. Per usare le parole dell’antropologo brasiliano Darcy Ribeiro – un amico di Allende e componente della scuola di Santiago – non c’è tanta differenza tra una repubblica delle banane e una repubblica delle Volkswagen. La posizione della scuola di Santiago sulla tecnologia sembrava così radicale perché minava la rosea narrazione ortodossa fornita dalla teoria della modernizzazione, che tanto influenzò la posizione di Washington nella guerra fredda. Dai loro posti all’Mit, a Stanford e alla Rand corporation, i teorici della modernizzazione sostenevano che il progresso tecnologico ed economico andassero di pari passo. Se i paesi riuscivano ad arrivare a un punto di “decollo” – prendendo in prestito le soluzioni che avevano funzionato negli Stati Uniti o in Europa occidentale – la loro traiettoria di sviluppo era assicurata. La scuola di Santiago non era d’accordo, perché vedeva nel controllo straniero sulla tecnologia un collo di bottiglia insormontabile sulla strada verso lo sviluppo. Difendeva la necessità per un paese di costruirsi la sua capacità tecnologica. Come una volta disse Allende, “abbiamo diritto alle nostre soluzioni”. Ma non era solo una questione di commercio e politica industriale, come aveva sostenuto la Cepal per decenni. Implicava anche scontri con le multinazionali che ostacolavano il progresso tecnologico; la radicalizzazione di tecnici e scienziati che spesso si nascondevano dietro la “neutralità” della scienza; e la sperimentazione di nuovi strumenti informatici di pianificazione e gestione, per mostrare che la burocrazia può essere altrettanto efficace del mercato nel gestire l’economia. Il Cile fu naturalmente il principale terreno di prova per le ricette politiche della scuola di Santiago. Circa un anno prima che Allende arrivasse al potere, il paese aveva creato un’agenzia governativa chiamata Istituto per la ricerca tecnologica (Intec), che aveva il compito di fornire alle aziende e ai ministeri competenze tecnologiche nazionali in modo da ridurre la dipendenza del Cile dall’estero rafforzando al tempo stesso le capacità locali. Invece di aiutare a ridurre il settore pubblico e renderlo più orientato al mercato, come dicevano i laburisti, usava le conoscenze di progettisti, scienziati e tecnici per favorire lo sviluppo del paese. L’Intec era ospitato in una più ampia istituzione dello stato cileno, la Corporazione statale per lo sviluppo (Corfo), creata nel 1939 per mobilitare i capitali interni ed esteri necessari allo sviluppo di nuove e importanti industrie, come le acciaierie, fondamentali per gli sforzi di industrializzazione del Cile. La Corfo condivideva in parte il programma della scuola di Santiago, ma era legata anche al capitale industriale cileno. Di conseguenza diventò il bersaglio di frequenti attacchi della sinistra – e anche del giovane senatore Salvador Allende – che la giudicava non sufficientemente strategica, soprattutto se scorporava e privatizzava le industrie che aveva creato. Quando Allende arrivò al potere fu possibile radicalizzare la Corfo e usarla per accelerare la ricerca di una sovranità tecnologica cilena. Il progresso tecnologico non è garanzia di progresso sociale ed economico La Corfo dell’era Allende lanciò l’azienda elettronica nazionale, che aveva il compito di costruire una fabbrica di semiconduttori nel nord del paese. Questo avrebbe permesso al Cile – un tempo semplice esportatore di rame e nitrati – di diventare un’economia tecnologicamente avanzata in grado di soddisfare le sue esigenze di sviluppo. Sostenere lo scontro Se Allende avesse potuto realizzare le altre ricette politiche della scuola di Santiago, il Cile forse si sarebbe trasformato nella Corea del Sud o nella Taiwan dell’America Latina. Ma a differenza di questi paesi, il Cile di Allende non era uno stato autoritario di destra che soffocava i diritti dei lavoratori a favore dell’industrializzazione. Il golpe di Pinochet distrusse la possibilità di un’industrializzazione di sinistra e democratica in America Latina. Nella sua ricerca di sovranità tecnologica Allende non poteva limitarsi a mandare in giro i consulenti dell’Intec per razionalizzare la produzione. Doveva anche essere pronto a sostenere degli scontri, soprattutto perché alcune delle più importanti infrastrutture delle telecomunicazioni cilene, compresi i telefoni e i telex, erano nelle mani della multinazionale straniera che la scuola di Santiago considerava più dannosa per lo sviluppo del paese. Quell’azienda era l’Itt e nel 1970, quando Allende fu eletto, nella regione aveva una reputazione discutibile. Con radici a Puerto Rico e a Cuba, l’Itt in breve tempo si era affermata in territorio statunitense. Negli anni venti del novecento usò il legame dei suoi fondatori con Wall street per espandersi rapidamente in America Latina (il che aiutò moltissimo Washington a vincere la battaglia contro il Regno Unito per la supremazia globale nelle telecomunicazioni). All’inizio degli anni cinquanta, l’Itt era già sgradita a molti dei suoi clienti locali, che la accusavano di far pagare tariffe esorbitanti ma di investire poco per migliorare le infrastrutture. Di conseguenza le economie locali stagnavano: lasciate alle forze del mercato, le telecomunicazioni diventarono un ostacolo alla crescita invece che un importante fattore di sviluppo. Un giovane Fidel Castro – allora aspirante avvocato – aveva perfino citato in giudizio la sussidiaria locale di Cuba. Il suo studio legale aveva vinto la causa, ma il dittatore del paese, Fulgencio Batista, ribaltò la decisione. In seguito l’Itt fu una delle prime aziende nazionalizzate da Castro nel 1960, un anno dopo la rivoluzione cubana che lo aveva portato al potere. Salvador Allende all’assemblea generale delle Nazioni Unite. New York, Stati Uniti, 4 dicembre 1972 (Bettmann/Getty) L’audacia di Castro potrebbe aver ispirato Leonel Brizola, un governatore di sinistra del Brasile che nel 1962 aveva fatto lo stesso con le proprietà locali dell’Itt nel suo stato. Ma a quanto sembra non si voleva consentire a questi tecno-nazionalisti latinoamericani di fare quello che volevano. L’Itt mobilitò i suoi alleati a Washing­ton e umiliò il Brasile costringendolo a pagare un prezzo considerevole per la nazionalizzazione, mentre Brizola e il cognato, l’allora presidente del paese João Goulart, furono descritti come comunisti schierati con i sovietici. Due anni dopo Goulart fu spodestato dai militari. Andare avanti Niente di tutto questo scoraggiò Allende. Nella sua campagna per le elezioni presidenziali del 1970 promise di nazionalizzare l’azienda e di affidare ai tecnici, invece che ai manager, la responsabilità delle decisioni strategiche. L’Itt finanziò gli avversari politici di Allende in Cile per ostacolare la sua vittoria. E dopo la sua elezione continuò a cercare di destabilizzarlo, facendo pressioni su Washington affinché tagliasse i prestiti al Cile e sospendesse gli aiuti tecnici. Allende si limitò ad andare avanti e prese il controllo dell’azienda. Per gli standard di oggi, fu un colpo senza precedenti contro il potere dei colossi tecnologici. Da quel momento l’Itt, come centinaia di altre aziende strategiche nazionalizzate dal governo, sarebbe stata gestita dalla Corfo. E la sua missione sarebbe stata lo sviluppo del paese, non l’aumento esponenziale dei profitti. Più facile a dirsi che a farsi. Le fasi iniziali della rivoluzione di Allende furono così elettrizzanti che i lavoratori di molte aziende considerate non strategiche – compresa una fabbrica di caramelle – chiesero di passare sotto il controllo dello stato. Ben presto l’ambasciatore statunitense, e non fu il solo, fece del suo meglio per privare Allende dei quadri che potevano guidare le aziende nazionalizzate. L’obiettivo fu perseguito diffondendo quelle che oggi chiamiamo fake news , cioè che il presidente cileno avrebbe chiuso le frontiere e impedito a dirigenti e tecnici di lasciare il paese. Quindi dovevano andarsene subito. La situazione spinse Allende a imbarcarsi in una sorprendente iniziativa che puntava a usare reti di computer e telex per affrontare la mancanza di personale qualificato: il Cybersyn. La sua storia è stata magistralmente approfondita da Eden Medina in Cybernetic revolutionaries (2011), ma è importante sottolineare i legami intellettuali e politici tra il Cybersyn e la scuola di Santiago. Innanzitutto, molti giovani economisti e tecnici di Allende aderivano alla teoria della dipendenza. Alcuni introdussero perfino corsi sullo sviluppo e la dipendenza nelle facoltà d’ingegneria delle loro università. Quando ottennero dei ruoli nel governo di Allende, questi giovani tecnocrati si circondarono di teorici della dipendenza brasiliani, all’epoca in esilio in Cile. In secondo luogo, il Cybersyn era un progetto nato dalla Corfo e ospitato all’Intec. Anche il progettista tedesco della sua sala operativa, un dipendente dell’Intec, era un sostenitore della teoria della dipendenza e nei suoi saggi citava Gunder Frank. Terzo, il Cybersyn aveva il compito di fornire il software per mettere in pratica quella teoria, come la nazionalizzazione dell’Itt, che finì dentro la Corfo. E proprio come la scuola di Chicago e il neoliberismo alla fine trovarono degli alleati nelle piattaforme della Silicon valley, la scuola di Santiago e la sua variante della teoria della dipendenza consapevole della forza della tecnologia fecero buon uso di software informatici socialisti, come il Cybersyn. Oggi per mettere in atto l’originale visione del mondo della scuola di Santiago servirebbe un software nuovo e migliore. Eppure gli elementi fondamentali di quell’approccio – l’idea che la tecnologia è geopolitica applicata con altri mezzi, che il progresso tecnologico non è garanzia di progresso sociale ed economico e che è il potere a consentire ad alcuni paesi di innovare condannandone altri alla stagnazione – è ancora attuale nel nostro mondo dominato dalle grandi aziende tecnologiche. Allende non era un mago della tecnica. Commise errori grossolani e a un certo punto invitò perfino l’Itt a controllare se ci fossero cimici nel suo ufficio. Ma sotto la sua guida un piccolo paese latinoamericano seguì in modo sistematico una politica tecnologica geopoliticamente informata sfidando aziende grandi e potenti. Questa posizione coraggiosa rese ancora più tragica la sua scomparsa. Il golpe del 1973 non solo privò il Cile della sua preziosa democrazia, ma derubò anche tutti noi di un mondo in cui i paesi potevano affrontare aziende potenti, difendere la loro sovranità tecnologica e governare l’innovazione per costruire una società più uguale e giusta. Il ragionamento di Galeano I problemi che il Cile aveva nel periodo precedente ad Allende diventarono i problemi del mondo intero o almeno del mondo esterno alla Silicon valley. Quello che lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano scrisse della regione nel suo libro del 1971, Le vene aperte dell’America Latina , suona vero ancora oggi: “L’America Latina è condannata a subire la tecnologia dei potenti, che attacca e sottrae le materie prime naturali, ed è incapace di creare una tecnologia per sostenere e difendere il suo sviluppo”. Oggi il ragionamento di Galeano vale per l’intero pianeta. Quello che abbiamo è un mondo guidato da poche decine di Itt, tutte legittimate dalla teoria secondo cui l’innovazione è una questione di idee e ideali, non di meri rapporti di potere e forza militare. Con tutti i suoi limiti, Allende sapeva che nel mondo reale l’innovazione era altro. Per questo, nonostante i suoi contributi al socialismo democratico, forse il suo lascito più grande è aver mobilitato la scuola di Santiago, mostrando a tutti la strada verso una tecnologia democratica. ◆ gc Evgeny Morozov è un giornalista e scrittore bielorusso, esperto di tecnologia e internet. È autore del podcast The Santiago boys e sarà al festival di Internazionale a Ferrara il 29 settembre per parlare di intelligenza artificiale. Questo articolo è uscito sul numero 1531 di Internazionale, a pagina 58. Compra questo numero | Abbonati
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Io e Juno
Un anno fa, il 2 settembre, il mare trascinava il corpo di Aylan Kurdi sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia. Un anno fa il mondo si commosse, rimase sconvolto, parlò, discusse della tragedia siriana. Da un anno a questa parte, in Siria si è continuato a combattere, le persone, quelle che rimangono nel Paese, hanno continuato a cercare di fuggire. Certo, i flussi sono calati, il portale dell'Unhcr ci spiega che in Grecia fino al 31 agosto sono sbarcate 163.734 persone, contro le più di 850mila del 2016. Un calo netto, dovuto fondamentalmente all'aumento dei controlli e all'accordo illegale con la Turchia. **In un anno, insomma, le cose sono leggermente peggiorate per chi è in fuga dalla guerra e il clima in Europa, che per un paio di settimane rimase colpita dal cadavere di quel bambino, la voglia di ribadire che i profughi sono i benvenuti sembra essere scomparsa.** All'indomani della morte di Aylan la commissione europea approfittò per spingere l'Europa ad accettare una politica di redistribuzione, politica annunciata, negoziata, mediata e miseramente fallita: i profughi ricollocati [dovevano essere 160mila, a oggi, quasi un anno dopo, sono state ricollocate 4mila persone e i posti resi disponibili sono meno di 13mila](<http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/press-material/docs/state_of_play_-_relocation_en.pdf>). A luglio, i negoziati preparatori del vertice delle Nazioni Unite sui rifugiati del prossimo 19 settembre hanno rinviato al 2018 l’esame della proposta del segretario generale Ban Ki-moon di un “Global compact sulla condivisione delle responsabilità sui rifugiati”. «A settembre rischiamo di assistere a un altro conclave di leader mondiali che terminerà con dichiarazioni ipocrite mentre altri bambini resteranno a soffrire» – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International «Se non si assumeranno maggiori responsabilità di fronte alla crisi che si sviluppa davanti ai loro occhi e se non accoglieranno un maggior numero di persone in fuga dalla guerra e dalla persecuzione, i paesi più ricchi condanneranno altre migliaia di bambini a rischiare la vita in viaggi pericolosissimi o a rimanere intrappolati in campi per rifugiati senza alcuna speranza per il futuro». **[Secondo i dati raccolti da Unhcr i rifugiati siriani sono più di 4 milioni e 800mila, più di due milioni e mezzo in Turchia,](<http://data.unhcr.org/syrianrefugees/regional.php>)il 70% sono donne e bambini. I morti nel Mediterrano, invece sono 3169 solo quest'anno, 3700 nel 2015. I bambini che arrivano via mare il 29% del totale.** Rimane la potenza di quell'immagine scattata da Nilufer Demir, la giornalista dell'agenzia di stampa turca Dogan. «Spero fermi dramma», aveva detto. Il dramma non si è fermato ma certo quella fotografia ha avuto un impatto fortissimo. Anche gli artisti hanno reso omaggio al piccolo Aylan. [Da ricordare il cinese Ai Wei Wei che qualche mese fa si è fatto ritrarre come Aylan in quella spiaggia maledetta.](<https://left.it/2016/02/01/ai-wei-wei-come-aylan-kurdi-e-la-ragazza-che-invento-lo-stupro-notizie-dalla-crisi-dei-rifugiati/>) Il piccolo Aylan morì insieme ai fratellini e alla madre, mentre il padre aveva cercato disperatamente di salvarli dopo che la barca si era rovesciata nel tratto di mare da Bodrum all'isola di Kos. Lo stesso padre, Abdullah, ad Arbil, in Kurdistan, oggi dichiara al Bild: «Ognuno al tempo ha sostenuto di voler fare qualcosa Ma che sta accadendo ora? Le persone continuano a morire e nessuno sta facendo nulla». L'uomo racconta che negli ultimi giorni è tornato a sognare la famiglia. *[(1)]: Alberto Fenoglio, A caccia di tesori, Piemonte in Bancarella, Torino 1970, pp. 103-6. *[(2)]: Calendario generale pe’ regii stati, Giuseppe Pomba, Torino 1826, p. 586. *[(3)]: Vedi qui le ricostruzioni topografiche dei Vigili del Fuoco *[(4)]: J.-B. B. d’Anville, Notice de l’ancienne Gaule, Desaint & Saillant, Parigi 1760, pp. 537-8. *[ (5)]: Rama è citata lungo il percorso 29 da Mansio Ebrodunum (Embrun) a Mediolanum (Milano) in Charles Athanase Walckenaer, Géographie ancienne historique et comparée des Gaules cisalpine et transalpine, Vol. 3, P. Dufart, Parigi 1839, pp. 24-5 e lungo il percorso 55 da Brigantio (Briançon) a Vapincum (Gap) a p. 42. *[(6)]: Matilde Dell’Oro Hermil, Roc Maol e Mompantero, Tabor Edizioni, Susa 2018 (I ed. 1897), p. 60. *[(7)]: ASTo, Corte, Materie Economiche, Miniere, m. 2, n. 11, s.d. ma circa 1608 trascritto in appendice a Maurizio Gomez Serito, “Pietre e marmi per le architetture piemontesi: cantieri urbani affacciati sul territorio” in Mauro Volpiano (ed.), Il cantiere sabaudo tra capitale, provincia e residenze di corte, Torino 2013, p. 203. *[(8)]: Calendario generale pe’ regii stati, Giuseppe Pomba, Torino 1826, p. 586. *[(9)]: Vincenzo Barelli, Cenni di statistica mineralogica degli stati di S.M. il re di Sardegna, Giuseppe Fodratti, Torino 1835, pp. 68-9. *[(10)]: Hermil 2018, p. 6.
Aylan, un anno fa: in un anno non è cambiato nulla
Putin 💔 Trump
"Le donne di AOWA hanno imparato a distillare le erbe aromatiche e a produrre gli olii essenziali. E oggi la loro realtà è la prima in Palestina a distillare olii puri al cento per cento, riuscendo a coinvolgere nell’attività molte più donne rispetto al nucleo originario”. Quando Stefania Guerrucci, socia della cooperativa Ponte Solidale di Perugia, racconta i risultati del progetto “Bee the Change”, parla di “qualcosa di straordinario”. Com’è la storia di cooperazione internazionale che vede come protagoniste 40 donne dell’Association of women’s action for training and rehabilitation (AOWA, [aowa.ps](<http://aowa.ps>)) e la loro filiera agricola interamente autogestita nelle campagne di Jenin e Ramallah, in Palestina. Partito nell’aprile 2018, “Bee the change” è sostenuto dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, tramite il primo bando rivolto agli enti locali. A promuoverlo è stata la Regione Umbria insieme a una rete di realtà attive da tempo nella cooperazione internazionale in Medio Oriente: da FELCOS Umbria ([felcos.it](<http://felcos.it>)), associazione di Comuni impegnata nello sviluppo sostenibile dei territori, motore del progetto, ad Anci Umbria e Altromercato ([altromercato.it](<http://altromercato.it>)), dal Comune di Foligno (PG) a Ponte Solidale, storica realtà del commercio equo. L’obiettivo è stato quello di supportare lo sviluppo socio-economico della Palestina attraverso la creazione di opportunità di lavoro, in particolare per persone vulnerabili: i giovani e le donne. Se il tasso di disoccupazione medio nell’area è del 30%, quella giovanile femminile è il doppio rispetto alla maschile (62%). > A Jenin l’impegno di “Bee the change” è decisivo. La coltivazione del tabacco aveva impoverito i terreni; con la riconversione si è recuperata la biodiversità Non si partiva da zero: già nel 2004, infatti, grazie all’incontro con Stefania, le donne di AOWA avevano conosciuto il mondo del commercio equo e il suo respiro internazionale, iniziando a vendere il loro sapone in Italia -importato da Altromercato-, dapprima in scaglie come materia prima e poi sotto forma di saponette confezionate. “La produzione del sapone è un’attività tradizionale in Palestina, che si pratica in moltissime città”, racconta Alessandro Mancini di FELCOS. All’inizio questo “scambio” ha funzionato sia dal punto di vista commerciale sia come chiave per l’emancipazione femminile. “Complici le condizioni economiche, da quelle parti è ancora molto radicata la mentalità per cui l’uomo lavora e la donna si occupa della casa e della famiglia” continua il responsabile del progetto. Poi però l’attività ha rallentato. A causa della crisi siriana, infatti, l’importazione in Palestina di alcune materie prime con le quali AOWA produceva i saponi si è interrotta, costringendo l’associazione a rivolgersi ad altri mercati esteri, fonte di materiale di scarsissima qualità che ha inciso sul valore dei prodotti e determinato un calo degli ordini. “Con ‘Bee the change’ abbiamo deciso di restituire slancio a questa attività, dando vita a una filiera che fosse completamente sotto il controllo di AOWA, dal seme fino al taglio di erbe aromatiche, da distillare per la produzione di olii essenziali con cui realizzare il sapone o da mettere in commercio in purezza -continua Mancini-. Questo è stato un passo importante: Jenin è una zona rurale e molte delle donne coinvolte nel progetto avevano già un’esperienza agricola, ma in genere erano impiegate come braccianti”. Attualmente i terreni coltivati sono due, nell’area di Jenin ad Arrabah e Ya’bad, e un terzo è in fase di avvio a Ras Karkar, nella zona di Ramallah. Tutti e tre sono stati concessi gratuitamente ad AOWA dalla municipalità dopo un intenso lavoro preliminare con i sindaci e il ministro dell’Agricoltura. “Costruire una relazione con le istituzioni è stato molto importante -precisa il responsabile del progetto-, perché ha facilitato la gestione delle problematiche quotidiane, come quella dell’acqua”. [Dall’inizio dell’occupazione](<https://altreconomia.it/futuro-palestina-intervista-michael-lynk/>) infatti Israele ne controlla militarmente l’utilizzo, ostacolandone l’accesso: il consumo idrico procapite dei residenti di Israele e dei coloni israeliani è il triplo rispetto a quello dei palestinesi della Cisgiordania. Le donne di AOWA hanno invece ottenuto dalla municipalità l’allaccio gratuito al sistema idrico dei cinque _tank_ installati nel campo di menta e pagano una bolletta agevolata. Anche per il campo di lavanda ha giocato un ruolo fondamentale l’intervento delle istituzioni. È stato individuato un terreno di un cittadino palestinese nel Comune di Ya’bad in area C - la zona sotto occupazione militare e amministrativa israeliana-, dove per i palestinesi è difficile accedere. “Avere un progetto internazionale in quel terreno è un modo per tutelarlo e proteggerlo dall’occupazione - continua Mancini-. Finora non ci sono stati problemi, grazie anche al fatto che la lavanda non ha bisogno di sistemi di irrigazione, ma non si può mai stare tranquilli”. A Jenin l’impegno di “Bee the change” vale ancora di più. Negli anni la tradizionale coltivazione del tabacco ha impoverito i terreni e la loro riconversione ha permesso di ricostituirne la biodiversità. Il risultato è che nella prossima primavera i due campi ospiteranno alcuni alveari per alimentare l’impollinazione delle api. Tahani, la responsabile del laboratorio di produzione dei saponi a Jenin, realizza un test sulla base delle nuove ricette (menta, salvia e lavanda) sviluppate insieme ad Altromercato durante la missione del marzo 2019 - © Bee the change Sono proprio le api l’altra grande sfida del progetto, portata avanti con due cooperative di Jenin e Ramallah che coinvolgono ognuna 35 apicoltori. “Abbiamo lavorato insieme per migliorare la qualità del prodotto e per realizzare un ‘miele pulito’ -spiega Mancini-. Il loro aveva infatti un grosso problema relativo all’utilizzo di antibiotici per il trattamento delle api”. Dalle analisi era emerso infatti che il prodotto conteneva quantità rilevanti di Oxytetracycline, sostanza vietata in Europa. “Nei Territori non esiste una legge che regoli l’utilizzo degli antibiotici -precisa l’operatore di FELCOS- e quindi abbiamo portato avanti un’azione di sensibilizzazione attraverso una formazione con un _team_ di esperti. “Le cooperative di apicoltori -riflette Mancini- sono realtà complesse: gli uomini che fanno questo lavoro da tanti anni hanno una loro visione e dunque andare a parlare di cooperativismo o di equità sociale è una vera sfida, in particolare in aree dove pensare al futuro è difficile”. A quasi due anni dall’avvio del progetto, le nuove analisi hanno mostrato una riduzione notevole della percentuale di antibiotici presente nel miele, ottenuta grazie anche al dialogo con il ministero dell’Agricoltura. Questo filo diretto si è concretizzato nel Forum dell’apicoltura del Mediterraneo, la cui decima edizione si è tenuta a Ramallah tra fine novembre e inizio dicembre 2019: hanno partecipato istituzioni, cooperative, la Fao, l’Aics e tutti i principali attori del settore, concentrati sul problema della mancanza di una legge. > Oltre alla _partnership_ con il commercio equo, “Bee the change” punta anche sulla collaborazione con gli enti locali, fondamentale perché questi possano continuare a supportare il progetto anche dopo la conclusione formale. L’ultima azione in calendario sarà per questo una formazione promossa da Regione Umbria e Anci Umbria sul tema dello sviluppo economico locale e di come i Comuni possano sostenerlo “Ad oggi sarebbe impensabile esportare -spiega ancora Mancini-, ma al momento il problema principale è quello della salute e di non rimanere indietro nella qualità rispetto all’area del Mediterraneo”. Il tema è sentito dalla comunità degli apicoltori: al forum infatti hanno preso parte oltre 400 persone (nonostante Israele non avesse rilasciato visti di ingresso ai rappresentanti di Marocco, Tunisia, Giordania, Iraq, Albania e Cipro Nord, che fanno parte della rete regionale di Fed Apimed). Tra i partecipanti c’erano 150 donne. Anche “Bee the change” ha inciso: “Abbiamo proposto due edizioni di un corso di avviamento all’apicoltura al quale hanno partecipato 80 persone, tra cui 55 donne e diversi giovani sotto i trent’anni. Due di loro, socie di AOWA, sono state inserite dalle cooperative per supportare la segreteria e la produzione, ma siamo in attesa del via libera del ministero dell’Agricoltura palestinese per poter concedere contribuiti a chi volesse avviare una piccola attività come apicoltore”. Adesso l’idea dei promotori è quella di chiedere una proroga di qualche mese e arrivare all’estate 2020, chiudendo così il cerchio delle attività rispetto alla produzione del miele e alle fioriture delle erbe aromatiche. FELCOS sogna già un “Bee the change 2”. Le donne di AOWA hanno fatto un grande lavoro, riconosciuto e apprezzato anche dalla rete del commercio equo francese, con Solidaire Monde che ha iniziato a distribuire i loro saponi. In termini di fornitura di erbe aromatiche per la distillazione si parla però ancora di piccole quantità: con le erbe coltivate si riesce a lavorare in laboratorio solo per tre mesi all’anno. “Per rafforzare questa attività bisognerebbe continuare con il progetto per almeno altri due anni -spiega Mancini-, perché AOWA attualmente non ha la forza economica di avviare altre coltivazioni e prima che la produzione entri a regime occorre tempo. In due anni abbiamo fatto passi importanti e siamo riusciti a creare terreno fertile per lavorare bene con i partner locali e le istituzioni. L’ideale sarebbe avere del tempo per completare il percorso. Aspettiamo il nuovo bando dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo”. _© riproduzione riservata_
Dal sapone al miele, fioriscono reti solidali tra i campi della Palestina
La Camera ha approvato la riforma della giustizia
[](<https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2021/05/piston_cylinders_rice_optimized.jpg>) >>>> >>>> Gli apparati sperimentali del laboratorio ExPeRT della Rice University utilizzati in questo studio per simulare le condizioni presenti durante la formazione planetaria. Crediti: Rice University. >>>> >>>> Secondo un nuovo studio guidato dagli scienziati della [Rice University](<https://www.rice.edu/>) di Houston, in Texas (Usa), per un pianeta le prospettive di diventare un luogo capace di ospitare la vita non dipendono solo ed esclusivamente da "dove" esso si è formato ma anche da "come" si è formato. >>>> >>>> Pianeti simili alla Terra che orbitano all'interno della [zona di abitabilità](<https://it.wikipedia.org/wiki/Zona_abitabile>) di un sistema solare, con condizioni che permettono la presenza di acqua liquida, hanno maggiori probabilità di ospitare la vita. Ma affinché un pianeta presenti le condizioni di abitabilità, trovarsi alla giusta distanza dalla propria stella madre non basta. È necessario infatti che l’embrione del pianeta catturi e trattenga alcuni elementi e composti volatili essenziali per la vita come la conosciamo, tra cui l’azoto e il carbonio. E questo, secondo il nuovo studio pubblicato su _Nature Geoscience_ , dipende anche dalla velocità con cui il [protopianeta](<https://it.wikipedia.org/wiki/Protopianeta#:~:text=In%20cosmogonia%2C%20un%20protopianeta%20%C3%A8,accrescimento%20di%20una%20nebulosa%20solare.>) accresce materia e dalla velocità con cui esso si differenzia. In una parola, come già detto, da come esso si forma. >>>> >>>> Nello studio in questione, **Damanveer Grewal** , dottorando presso la Rice University e primo autore della pubblicazione, insieme al suo team di ricerca, mostra in particolare come la diversa durata temporale della fase di [accrescimento](<https://it.wikipedia.org/wiki/Accrescimento_\(astronomia\)#:~:text=Infatti%2C%20nella%20teoria%20nebulare%2C%20l,formazione%20di%20planetesimi%2C%20i%20quali>) di materia e di [differenziazione](<https://it.wikipedia.org/wiki/Differenziazione>) di un protopianeta nei suoi strati costituenti (nucleo metallico, mantello di silicati e atmosfera) sia fondamentale per determinare la quantità di elementi e composti presenti nel futuro pianeta roccioso. >>>> >>>> Utilizzando l’azoto come prototipo di composto volatile, i ricercatori hanno condotto esperimenti in laboratorio che evidenziano come la maggior parte delle molecole volatili fuoriesca nell'atmosfera dei protopianeti durante la differenziazione. Questo azoto viene successivamente perso nello spazio, quando il protopianeta si raffredda o si scontra con altri protopianeti o corpi celesti durante la successiva fase di crescita. Questo processo esaurisce l'azoto nell'atmosfera e nel mantello dei pianeti rocciosi, spiegano i ricercatori, ma se il nucleo metallico ne trattiene abbastanza, potrebbe comunque essere una fonte significativa di azoto durante la formazione di pianeti simili alla Terra. >>>> >>>> Al laboratorio [ExPeRt](<https://www.dasgupta.rice.edu/>) della Rice University – una facility in cui gli apparati sperimentali ad alta pressione e temperatura consentono di simulare le condizioni di formazione planetaria – gli scienziati hanno quindi studiato la differenziazione protoplanetaria per mostrare l'affinità dell'azoto verso i nuclei metallici. «Abbiamo simulato condizioni di alta pressione e temperatura sottoponendo una miscela di metalli contenenti azoto e polveri di silicato a quasi **30mila volte la pressione atmosferica** e riscaldandoli oltre i loro punti di fusione», spiega Grewal. «Nei campioni recuperati c’erano piccole macchie metalliche incorporate nei vetri di silicati, i rispettivi analoghi di nuclei e mantelli protoplanetari». >>>> >>>> Utilizzando questi dati sperimentali, i ricercatori hanno modellato le relazioni termodinamiche per mostrare come l'azoto si distribuisce tra atmosfera, mantello e nucleo. «Ci siamo resi conto che il frazionamento dell'azoto tra tutti questi serbatoi è molto sensibile alle dimensioni del corpo celeste», sottolinea Grewal. «Usando questa schema, potremmo calcolare come l'azoto si sarebbe separato nel tempo tra i diversi serbatoi dei corpi protoplanetari per costruire finalmente un pianeta abitabile come la Terra». >>>> >>>> [](<https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2021/05/264357_web.jpg>) >>>> >>>> Illustarzione artistica che mostra le due diverse condizioni di accrescimento descritte nello studio di Damanveer S. Grewal et al. Crediti: Amrita P. Vyas/Rice University. >>>> >>>> I risultati dello studio mostrano dunque che affinché un esopianeta contenga il giusto _budget_ di elementi e composti volatili, i tempi di accrescimento degli embrioni planetari devono essere più brevi dei tempi di differenziazione. Viceversa, se il tasso di differenziazione del protopianeta è maggiore del suo tasso di accrescimento, i pianeti rocciosi che da essi si formano non accumulano abbastanza azoto e probabilmente altre molecole volatili critiche per lo sviluppo di condizioni che supportano la vita. «I nostri calcoli mostrano che la formazione di un pianeta delle dimensioni della Terra da embrioni planetari che sono cresciuti molto rapidamente prima di andare incontro a differenziazione, stabilisce un percorso unico per soddisfare il budget di azoto della Terra», osserva **Rajdeep Dasgupta** , professore alla Rice University e co-autore della pubblicazione. >>>> >>>> In pratica, secondo questo studio, durante la formazione di un pianeta si potrebbero verificare due distinte situazioni, una in cui la velocità di differenziazione del protopianeta è maggiore della velocità con cui esso accresce materia e un'altra in cui, viceversa, è la velocità con cui il protopianeta accresce materia a essere maggiore della velocità di differenziazione. Nel primo caso il pianeta risultate sarà povero di composti volatili, poiché i suoi strati non riescono a trattenerli. Nel secondo caso, al contrario, si possono formare pianeti simili alla Terra, contenenti azoto e altre molecole volatili essenziali per la vita, in quanto il protopianeta ha il tempo di accumularle prima di differenziarsi in un pianeta con tutti i suoi strati costituenti. >>>> >>>> **Per saperne di più:** >>>> >>>> * Leggi su _Nature Geoscience_ l’articolo “[Rates of protoplanetary accretion and differentiation set nitrogen budget of rocky planets](<https://www.nature.com/articles/s41561-021-00733-0>)” di Damanveer S. Grewal, Rajdeep Dasgupta, Taylor Hough e Alexandra Farnell *[55 minuti fa]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.28 *[1 h]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.05 *[33 minuti fa]: 10.50 *[attr]: attribute *[HTML]: HyperText Markup Language *[P:]: Phone
Formazione e abitabilità planetaria
Vent'anni fa agli Oscar
[ Handan, Cina ](<https://www.ilpost.it/2018/08/24/venerdi-24-agosto-2/handan1/> "vai alla fotogallery") [Handan, Cina](<https://www.ilpost.it/2018/08/24/venerdi-24-agosto-2/handan1/>) Handan, Cina [Giacarta, Indonesia](<https://www.ilpost.it/2018/08/24/venerdi-24-agosto-2/giacarta1-3/>) Giacarta, Indonesia [Parigi, Francia](<https://www.ilpost.it/2018/08/24/venerdi-24-agosto-2/france-animals-birth-zoo/>) Parigi, Francia [Kiev, Ucraina](<https://www.ilpost.it/2018/08/24/venerdi-24-agosto-2/kiev-ucraina-26/>) Kiev, Ucraina [](<https://www.ilpost.it/2018/08/24/venerdi-24-agosto-2/canberra1/>) [Monte Kumgang, Corea del Nord](<https://www.ilpost.it/2018/08/24/venerdi-24-agosto-2/corea1-4/>) Monte Kumgang, Corea del Nord *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Venerdì 24 agosto
In lode dei torturatori futuri
**Israele** non vuole la fine della guerra a **Gaza**. Quindi, a prescindere da un possibile accordo per una **tregua** si prepara all'operazione di terra a **Rafah**. È questo il messaggio che il premier israeliano **Benyamin Netanyahu** ha recapitato ad **Antony Blinken** , il segretario di stato **Usa** arrivato a **Gerusalemme** per tentare di dare una sterzata ai **negoziati** e convincere Tel Aviv ad evitare un attacco potenzialmente devastante nella città a sud della Striscia. Una missione che appariva perdente già in partenza e che tale si è confermata. Netanyahu nel faccia a faccia privato di circa **tre ore** con Blinken ha chiarito che non accetterà un accordo con **Hamas** che includa **la fine della guerra**. Ma anche sottolineato che "l'operazione di Rafah non dipende da nulla" e quindi non verrà scongiurata nemmeno da una possibile intesa, come ha dichiarato l'ufficio del premier al _Times of Israel_. Un concetto ribadito apertamente dal ministro della difesa israeliano **Yoav** **Gallant** : "Israele assumerà ogni iniziativa per il ritorno degli ostaggi ma si sta preparando per l'operazione a Rafah", ha spiegato a Blinken mentre lo accompagnava nella visita al valico di **Kerem Shalom** da dove poi partono gli **aiuti umanitari** per Gaza. Così per l'ennesima svolta sembra sfumare l'ipotesi di una **tregua** nella Striscia: [l'ultima **intesa** sul tavolo](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/29/tregua-40-giorni-gaza-scambio-detenuti-ostaggi-cosa-prevede-proposta-che-usa-uk-definiscono-molto-generosa/7530284/>) prevede una **tregua lunga 40 giorni** e il rilascio di migliaia di **prigionieri palestinesi** dalle carceri di **Tel Aviv** in cambio della liberazione degli ultimi **33 ostaggi** considerati ancora in vita. L'ultimatum di Israele per una risposta di Hamas è stato fissato per **la sera** di mercoledì primo maggio. Ma le dichiarazioni di Netanyahu sembrano voler sabotare in ogni caso l'intesa. Perché il concetto emerso dall'incontro con Blinken è chiaro: un accordo sugli ostaggi con Hamas non significa che **un’invasione via terra di Rafah** sarà evitata. Il segretario di Stato Usa ha suggerito allo Stato ebraico " **altre** **soluzioni** " piuttosto che attaccare Rafah, l'ultima cittadina nel sud della Striscia di Gaza dove ci sono **un milione e mezzo di sfollati**. "Ci sono altri modi, a nostro giudizio modi migliori, per affrontare la sfida posta da Hamas che non richiedono una **grande operazione** **militare** " a Rafah, ha detto Blinken ai giornalisti dopo i colloqui. Allo stesso tempo ha esortato Hamas ad **accettare** **l’intesa** , perché in caso contrario mostrerebbe che non gli importa nulla del destino dei palestinesi. La Casa Bianca nel merito ha commentato: "Crediamo che tutti gli sforzi debbano essere compiuti per convincere Hamas ad **accettare immediatamente** **l’accordo** ". Il segretario di Stato degli Stati Uniti, scrive _Haaretz_ , ha avvertito i leader israeliani, compreso il primo ministro, che un’operazione israeliana a Rafah in questo momento diminuirebbe le possibilità di raggiungere un accordo per il **rilascio degli ostaggi** detenuti da Hamas e influenzerebbe anche gli **sforzi** degli **Stati Uniti** per promuovere la normalizzazione tra Israele e l’ **Arabia Saudita**. Precedentemente il portavoce del dipartimento di Stato Usa **Matthew** **Miller** , aveva riferito che Blinken ha ribadito a Netanyahu la posizione degli Stati Uniti su Rafah. L’amministrazione di **Joe Biden** è **fermamente contraria** un’operazione a Rafah senza un piano credibile per l’ **evacuazione dei civili**. [ ](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/01/irruzione-alla-columbia-300-manifestanti-pro-palestina-arrestati-protesta-guidata-da-non-affiliati-alluniversita/7532293/>) ###### Leggi Anche ### [Polizia fa irruzione alla Columbia University: 100 manifestanti pro-Palestina arrestati. Scontri in un campus a Los Angeles](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/01/irruzione-alla-columbia-300-manifestanti-pro-palestina-arrestati-protesta-guidata-da-non-affiliati-alluniversita/7532293/>) Un concetto ribadito da **Blinken** anche con un post su X: "A Gerusalemme ho incontrato il premier israeliano Benjamin Netanyahu sugli sforzi per raggiungere un accordo di **cessate il fuoco** con il rilascio degli ostaggi e sull' **imperativo** di sostenere l’aumento degli **aiuti ai civili** in tutta Gaza". Blinken sperava di chiudere l'accordo per una treguae, mentre le contrattazioni al momento devono essere considerate concluse. Il faccia a faccia tra Netanyahu e Blinken è cominciato intorno alle 10.40 e si è concluso alle 13.50. Subito dopo si è tenuto un incontro allargato al con esponenti politici e militari di Israele e lo stesso per gli Usa. Ma il vertice era già stato inficiato dalle parole di ieri pronunciate da Netanyahu: [“Con l'accordo o no, **attaccheremo** **Rafah**. Né l’Aja, né altro ci fermerà”, aveva dichiarato il premier israeliano](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/30/netanyahu-prova-a-sabotare-intesa-sulla-tregua-con-hamas-con-accordo-o-no-attaccheremo-rafah-annullata-riunione-gabinetto-di-guerra/7530954/>). [ ](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/30/cisgiordania-diplomatico-tedesco-contestato-e-aggredito-da-studenti-palestinesi-alluniversita-di-birzeit-lanciate-pietre-contro-la-sua-auto/7531574/>) ###### Vedi Anche ### [Cisgiordania, diplomatico tedesco contestato e aggredito da studenti palestinesi all'Università di Birzeit: lanciate pietre contro la sua auto](<https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/30/cisgiordania-diplomatico-tedesco-contestato-e-aggredito-da-studenti-palestinesi-alluniversita-di-birzeit-lanciate-pietre-contro-la-sua-auto/7531574/>) **Turchia denuncia Israele all 'Aja -** Intanto la **Turchia** si unisce al **Sudafrica** nella causa per **genocidio** contro **Israele** presso la **Corte internazionale di giustizia all’Aja**. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco **Hakan** **Fidan** , che ha ricordato come **Ankara** stia valutando da tempo come rispondere alle azioni di Israele nella guerra a Gaza e abbia già preso provvedimenti contro Israele, come la limitazione di **alcune** **esportazioni**. "Come Turchia, abbiamo deciso di partecipare al presentato dal **Sudafrica** contro Israele alla Corte di giustizia internazionale, presenteremo presto la **nostra** **domanda** ", ha dichiarato Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l’omologa indonesiana, **Retno** **Marsudi** , ad Ankara, trasmessa dalla tv di Stato turca _Trt_. "Presenteremo la nostra **richiesta ufficiale** alla Corte internazionale di Giustizia una volta completato il **procedimento** **legale** ", ha specificato Fidan.
Netanyahu gela Blinken: "No a un accordo che includa la fine della guerra a Gaza". Gallant: "Israele è pronta per l'operazione a Rafah"
Immigrati serbi in Croazia?
Lunedì 13 gennaio l'Organizzazione Mondiale della Sanità annuncerà formalmente un grande risultato raggiunto dall'India negli ultimi anni nell'ambito della salute pubblica: l'eliminazione della poliomielite, malattia particolarmente diffusa nel paese che fino a due decenni fa provocava diverse centinaia di nuovi casi ogni giorno. Il successo dell'India è molto importante nella lotta alla diffusione della polio in tutto il mondo: l'ultimo caso registrato nel paese risale a tre anni fa e nel giro di poche settimane il governo di New Delhi spera di dichiarare l'India paese "completamente libero" dalla polio. La campagna del governo indiano per combattere la poliomielite è iniziata nel 1995 ed è costata finora quasi 1,6 miliardi di dollari, più altri fondi provenienti da diverse fonti private, come quelli della fondazione di Bill Gates (l'idea era nata però l'anno precedente, dopo una massiccia campagna di vaccinazioni anti-polio [organizzata](<http://world.time.com/2013/01/13/how-india-fought-polio-and-won/>) dal governo di New Delhi). È stata una grande operazione, [scrive il _Wall Street Journal_](<http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702303848104579312453860810752?mod=trending_now_1>), che ha coinvolto operatori sanitari, funzionari locali, leader religiosi e circa 2 milioni di persone incaricate di vaccinare i bambini indiani, spesso passando porta a porta. In India solo negli ultimi tre anni sono state somministrate 480 milioni di dosi di vaccino all’anno su un totale di circa 174 milioni di bambini sotto i 5 anni. Deepak Kapur, responsabile della campagna anti-poliomielite in India per Rotary International, ha spiegato che le personalità più difficili da coinvolgere sono stati i leader religiosi musulmani. Una volta convinti, però, sono diventati tra i più importanti fattori di successo della campagna: durante la preghiera del venerdì, ha raccontato Kapur, ricordavano agli indiani musulmani di portare i loro bambini a vaccinarsi. Il risultato raggiunto dall'India è notevole, specialmente se si considerano le dimensioni del paese, gli scarsi indici di igiene e la difficoltà di vaccinare milioni di persone, molto spesso in villaggi lontani dalle città e con forti resistenze sociali e religiose nei confronti di particolari pratiche mediche, tra cui le vaccinazioni. Kapur ha spiegato come uno degli ostacoli più grandi per l'eliminazione della polio è stata la paura: in diverse zone dell'India si era diffusa la credenza che il vaccino anti-polio fosse stato creato per rendere i bambini sterili o che fosse una sostanza vietata dalle scritture islamiche. La poliomielite è stata una delle malattie infantili più temute del Ventesimo secolo. Il virus si diffonde tramite le feci delle persone che hanno contratto la malattia – spesso chi è rimasto contagiato non mostra alcun sintomo per diverso tempo – e poi si trasmette con il cibo e l'acqua contaminati. In basse percentuali il virus può causare anche la paralisi permanente. In India nel 2009 c'erano stati 741 casi di poliomielite, quasi la metà di tutti i casi del mondo; l'anno successivo erano scesi a 42. L'ultimo caso di polio in India [è stato registrato](<http://world.time.com/2014/01/12/india-polio-free-for-three-years/>) il 13 gennaio 2011, esattamente tre anni fa, e ha riguardato una bambina di due anni del Bengala Occidentale paralizzata dalla malattia. Il risultato raggiunto dall'India relativa alla poliomielite ha spinto il governo ad annunciare altri ambiziosi obiettivi nell'ambito della salute pubblica, come l'eliminazione del morbillo e la lotta contro la malaria, l'HIV/AIDS e la tubercolosi resistente ai farmaci. Hamid Jafari, direttore della campagna di eradicazione della polio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha detto che grazie al risultato ottenuto dall'India sarà possibile puntare all'eliminazione totale della trasmissione della poliomielite in tutto il mondo entro il 2014. L'obiettivo comunque non sarà facile da raggiungere: la poliomielite è endemica in tre paesi - Pakistan, Nigeria e Afghanistan - e recentemente sono stati riscontrati dei focolai nel Corno d'Africa e in Siria. Nei tre paesi dove la situazione è più grave, comunque, sono state adottate di recente alcune delle tecniche usate dall'India per eliminare la malattia: nel 2012 in Pakistan, Nigeria e Afghanistan sono stati registrati solo 223, la cifra più bassa mai raggiunta fino a quel momento, scesa a 148 nel 2013. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
L'India ha debellato la poliomielite
Saad Hariri ha rimandato le sue dimissioni
> > Le previsioni meteo per domani descrivono un'altra giornata così così. Nella Pianura padana centro-orientale e sui rilievi alpini farà proprio brutto, al mattino, mentre nel resto del Nord resterà sempre tendenzialmente sereno. > > [ ](<https://www.ilpost.it/2018/07/22/previsioni-meteo-lunedi-italia/mattina-50/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2018/07/22/previsioni-meteo-lunedi-italia/mattina-50/>) Mattina [](<https://www.ilpost.it/2018/07/22/previsioni-meteo-lunedi-italia/pomeriggio-83/>) Pomeriggio [](<https://www.ilpost.it/2018/07/22/previsioni-meteo-lunedi-italia/sera-75/>) Sera [](<https://www.ilpost.it/2018/07/22/previsioni-meteo-lunedi-italia/notte-78/>) Notte > > Ci saranno nuvole e temporali su tutto il Centro e tutto il Sud Italia peninsulare. Il bel tempo in Sardegna sarà minacciato da qualche nuvola a metà giornata, ma niente di grave; in Sicilia da addensamenti locali. > > Le temperature minime scenderanno in Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo e Sud Italia; aumenteranno invece in Sicilia. Le massime sono in aumento al Nord, in diminuzione altrove. > > _Le mappe e le previsioni arrivano dal[sito dell’Aeronautica Militare](<http://www.meteoam.it/>), quello che dovete visitare se volete previsioni affidabili e [stare alla larga](<https://www.ilpost.it/2017/08/09/meteo-siti-per-informarsi-previsioni/>) da allarmismi inutili._ *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Le previsioni meteo per lunedì 23 luglio
Il concetto che va più di moda nelle istituzioni europee
['Il presidente russo Vladimir Putin ieri è intervenuto in video collegamento da Mosca al Forum economico eurasiatico che quest’anno si tiene a Bishkek, la capitale del Kirghizistan: si tratta di un evento annuale promosso dall’Unione economica eurasiatica (UEE) – composta da Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Russia – incentrato su questioni economiche e commerciali. Il tema di questa edizione del Forum è “', 'L’integrazione economica eurasiatica nell’era dei cambiamenti globali: nuove opportunità di investimento', '” e assume una rilevanza particolare per via degli sconvolgimenti economico-politici innescati dalla crisi ucraina. ', 'Il lungo discorso di Putin', ' assume una rilevanza giornalistica innegabile alla quale tuttavia il grosso dei media non ha dato spazio, in quanto da esso si possono comprendere le mosse disegnate o già intraprese da Mosca per contrastare le sanzioni e il suo tentativo di riposizionamento diplomatico e strategico nella fase di crisi della globalizzazione generatasi. Un lavoro che, come vedremo, sta già dando diversi frutti.', '', '', 'Putin in apertura del suo discorso ha sottolineato che lo sviluppo dell’integrazione eurasiatica non è affatto correlato alla congiuntura attuale – con un chiaro riferimento all’operazione in Ucraina e alle conseguenze che ne sono derivate – in quanto l’organizzazione è stata creata molti anni fa su iniziativa dell’allora primo Presidente del Kazakistan, Nazarbayev, che lanciò l’idea già nel 1994.', '', '', 'Nella prima parte del suo discorso, il capo del Cremlino ha parlato principalmente delle relazioni con i Paesi occidentali e della “', 'ristrutturazione” dei rapporti di forza internazionali', ' alla luce dei radicali cambiamenti geopolitici in corso. Ha, dunque, chiarito che non è intenzione della Russia isolarsi dalle economie avanzate e dal loro «vantaggio tecnologico» – benché il centro dello sviluppo economico si stia, a suo dire, spostando verso la regione dell’Asia-Pacifico – ma sono queste ultime che vorrebbero escludere Mosca dai commerci internazionali. Il che, secondo Putin, «nel mondo attuale è semplicemente irrealistico, impossibile. ', 'Coloro che aspirano a questo arrecano danno principalmente a se stessi»', '.', '', '', 'Per quanto riguarda le relazioni internazionali, il leader russo non ha dubbi sul fatto che queste si stiano rapidamente trasformando sia dal punto di vista politico che economico, in quanto «ci sono sempre più Paesi nel mondo che vogliono fare una politica indipendente e la faranno. ', 'Nessun gendarme mondiale potrà fermare questo processo naturale globale»', ', reso ulteriormente possibile anche dalle attuali circostanze che stanno ridefinendo gli equilibri di potere internazionali. Ha quindi sostenuto che «trascurare gli interessi di sicurezza degli altri paesi porta a crisi globali». E, infatti, se da un lato nelle cosiddette “economie avanzate” la disoccupazione è in aumento, l’inflazione non ha mai raggiunto livelli così elevati da decenni, le catene logistiche si stanno interrompendo e avanza lo spettro della crisi alimentare, dall’altra Mosca ha fatto tutto il possibile per ', 'sostituire le importazioni nei settori chiave per la sovranità', ', rendendosi il più possibile indipendente e continuando a tessere solide relazioni con i vicini asiatici e ad incentivare lo sviluppo dell’UEE.', '', '', 'Se, dunque, il presidente americano Joe Biden ha sicuramente raggiunto l’obiettivo di creare un cuneo tra l’Europa e la Russia, potrebbe non aver calcolato adeguatamente le conseguenze di una sempre maggiore cooperazione economica e politica tra Russia e Cina, che – come ha sostenuto lo stesso Henry Kissinger – può rivelarsi “letale” per l’Occidente, così come le potenzialità in ascesa della “Grande Eurasia”.', '', '', 'E infatti la seconda parte del discorso del Presidente si è sviluppata soprattutto intorno al tema di una ', 'maggiore integrazione dell’Unione eurasiatica', ': quest’ultima passa attraverso lo sviluppo nei settori dell’alta tecnologia, dell’economia e della digitalizzazione, ma anche attraverso un ', 'sistema di messaggistica finanziario alternativo allo SWIFT', ': «Riteniamo importante accelerare il dialogo sull’argomento dei nostri meccanismi finanziari e di regolamento internazionali, compresa la transizione dal sistema SWIFT ai contatti diretti di corrispondenza tra banche di paesi amici, anche attraverso il sistema di messaggistica finanziaria\xa0 della Banca Centrale russa».', '', '', 'In chiusura, Putin ha fatto riferimento al progetto del “', 'Grande partenariato eurasiatico', '”, un progetto che guarda sempre più a Oriente e che prevede la cooperazione commerciale tra le grandi aree e organizzazioni asiatiche tra cui, oltre all’UEE, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) promossa dalla Cina e probabilmente anche l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (Asean). Secondo il capo del Cremlino, questo progetto attirerà molti investitori ed è concepito «per ', 'cambiare l’architettura politica ed economica', ', per diventare garante di stabilità e prosperità dell’intero continente».', '', '', 'La crisi ucraina, come ormai noto, sta accelerando dei processi in atto già da decenni che potrebbero tradursi nello sviluppo di poli economici e politici alternativi a quelli occidentali, accelerando la dissoluzione dell’attuale ordine mondiale ', 'verso un nuovo sistema multipolare', '. Soltanto il tempo e i prossimi imminenti sviluppi geopolitici ci indicheranno la loro concreta possibilità di successo e di crescita, anche in vista di un sistema politico-economico più equo che possa garantire una maggiore distribuzione della ricchezza su scala mondiale.', '', '', '[di Giorgia Audiello]', '', '']
Al Forum Euroasiatico Putin svela le mosse strategiche di Mosca: il discorso
Chi ha paura dei vaccini?
>>>> >>>> Cercare pianeti extrasolari, nella pratica della ricerca, quasi mai si traduce davvero nel cercare i pianeti extrasolari. Si osservano piuttosto le stelle che sembrano candidati ottimali a ospitare sistemi planetari, si studia la loro luce e la si scompone per cercare tracce della presenza di altri mondi. Si guarda, ad esempio, se la loro luce varia in intensità in modo periodico a causa del transito di un corpo che non emette luce davanti – la tecnica dei transiti – oppure si guarda se la stella si muove un po’ di qua e di là disturbata dall’influsso gravitazionale della sua corte – la tecnica delle velocità radiali. >>>> >>>> Quasi mai si cerca di osservare i pianeti direttamente. Troppo difficili da vedere, soprattutto quelli simili alla Terra: troppo piccoli e scuri rispetto alla luce accecante della stella. Molto più semplice trovare pianetoni gassosi, molto più grandi di Giove e che orbitano attorno a stelle giovani, molto lontani dalla zona abitabile. Nulla di più inospitale, per la vita. >>>> >>>> A occhio nudo, Alpha Centauri si presenta come una singola stella luminosa, ma il sistema è in realtà composto da una coppia di stelle binarie, Alpha Centauri A e Alpha Centauri B, più la debole nana rossa Alpha Centauri C, conosciuta anche come Proxima Centauri. Crediti: Yuri Beletsky/Lco/Eso >>>> >>>> Per questo lo studio dei pianeti nelle cosiddette zone abitabili è stato finora portato avanti soprattutto mediante i primi due metodi – o con una combinazione dei due. E per lo stesso motivo [l’articolo](<https://www.nature.com/articles/s41467-021-21176-6>) uscito ieri, mercoledì 11 febbraio, su _Nature Communications_ rappresenta una vera e propria novità nel campo. Gli autori dello studio hanno infatti messo in piedi e testato un nuovo metodo per effettuare immagini dirette di esopianeti nella zona abitabile di stelle vicine. Si tratta di una tecnica di _imaging_ nel medio infrarosso (fra 10 e 12.5 micrometri circa) che, se integrata per un tempo di osservazione molto lungo (dell’ordine delle cento ore), può **catturare direttamente immagini di pianeti con dimensioni circa tre volte la Terra all 'interno delle zone abitabili di stelle vicine**. >>>> >>>> «Se vogliamo trovare pianeti con condizioni adatte alla vita come la conosciamo, dobbiamo cercare pianeti rocciosi più o meno delle dimensioni della Terra, all’interno delle zone abitabili intorno a stelle più vecchie e simili al Sole», spiega **Kevin Wagner** , primo autore dell’articolo, ricercatore _postdoc_ del programma Hubble Fellowship della Nasa presso l'Osservatorio Steward dell'Università dell'Arizona. >>>> >>>> Il metodo descritto nell’articolo di Wagner e colleghi per trovare questi oggetti può aumentare più di dieci volte l’attuale capacità di osservare direttamente gli esopianeti. Oltre alle difficoltà tecniche, infatti, un altro problema dell’approccio finora adottato riguardava le frequenze della luce osservate: la maggior parte dei tentativi di _imaging_ diretto di esopianeti si concentrava a lunghezze d'onda infrarosse inferiori ai 10 micron, proprio appena sotto il regime in cui tali pianeti brillano di più. >>>> >>>> «C’è una buona ragione per questo: la Terra stessa è brillante a queste lunghezze d’onda», continua Wagner. «L’emissione infrarossa del cielo, della camera e del telescopio stesso però annacquano moltissimo il segnale. Ma la forte motivazione per continuare a cercare a queste lunghezze d'onda è che è lì che un pianeta simile alla Terra nella zona abitabile intorno a una stella simile al Sole brillerà di più». >>>> >>>> Il team – come parte dell’iniziativa Breakthrough Watch/New Earths in the Alpha Centauri Region – ha usato il Very Large Telescope (Vlt) dell'Eso, in Cile, per osservare il sistema stellare a noi più vicino: Alpha Centauri, a soli 4.4 anni luce di distanza. Alpha Centauri è un sistema stellare triplo: è composto da due stelle – Alpha Centauri A e B – simili al Sole per dimensioni ed età e che orbitano una intorno all'altra come un sistema binario e una terza stella – Alpha Centauri C, ma meglio conosciuta come Proxima Centauri –, una nana rossa molto più piccola che orbita attorno alle sue due sorelle a grande distanza. >>>> >>>> Un pianeta grande non più del doppio della Terra in orbita nella zona abitabile intorno a Proxima Centauri [è già stato osservato](<https://www.media.inaf.it/2016/08/24/proxima-centauri-pianeta-vicino/>) – indirettamente – attraverso la tecnica delle velocità radiali. Secondo gli autori dello studio, anche Alpha Centauri A e B potrebbero ospitare pianeti simili, ma i metodi di rilevamento indiretto non sono ancora abbastanza sensibili per trovare pianeti rocciosi nelle loro zone abitabili – più lontane rispetto alla compagna. >>>> >>>> Per aumentare la sensibilità nel prendere le immagini, gli scienziati hanno utilizzato uno specchio secondario adattivo del telescopio atto a correggere la distorsione della luce causata dalle turbolenze dell'atmosfera terrestre. Inoltre, i ricercatori hanno usato un coronografo – una sorta di maschera per coprire la luce diretta proveniente dalle stelle, usato su una di esse per volta –, e lo hanno ottimizzato alle lunghezze d’onda del medio infrarosso. Infine, per osservare simultaneamente le zone abitabili di entrambe le stelle, gli scienziati si muovevano rapidamente e continuamente da Alpha Centauri A a Alpha Centauri B. >>>> >>>> [](<https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2021/02/Hubble-Alpha-Centauri-AB.jpg>) >>>> >>>> Alpha Centauri A (a sinistra) e Alpha Centauri B riprese dal telescopio spaziale Hubble. Situata nella costellazione del Centauro, a una distanza di 4.3 anni luce dal Sistema solare, la coppia di stelle orbita attorno a un centro di gravità comune una volta ogni 80 anni, con una distanza media pari a circa 11 volte quella tra la Terra e il Sole. Crediti: Nasa / Esa / Hubble >>>> >>>> «Siamo riusciti a invertire la stella coperta dal coronografo ogni decimo di secondo», spiega Wagner. «Questo ci ha permesso di osservare ogni stella per la metà del tempo totale e, cosa importante, ci ha permesso di sottrarre ogni fotogramma dal fotogramma successivo, rimuovendo tutto ciò il rumore proveniente dalla fotocamera e dal telescopio». >>>> >>>> La velocità d’esecuzione di questa alternanza di puntamento è davvero fondamentale alle lunghezze d’onda infrarosse – molto di più che in altri domini dello spettro elettromagnetico – poiché l’emissione termica – del cielo ma anche degli oggetti – è molto variabile nel tempo ed è importante sottrarre sempre due fotogrammi con il rumore più simile possibile. Grazie a questo approccio, gli scienziati sono riusciti a rimuovere la maggior parte del rumore indesiderato aprendo le porte alla rilevazione di segnali molto più deboli creati dai pianeti cercati. >>>> >>>> Le osservazioni di Alpha Centauri, lo dicevamo, si sono protratte per un totale di quasi cento ore nell’arco di un mese nel 2019, e contano più di 5 milioni di immagini. I 7 terabyte di dati raccolti sono stati resi disponibili pubblicamente. Si tratta di una delle prime campagne di _imaging_ diretto di esopianeti che ha utilizzato e “impilato” i dati raccolti durante diverse notti di osservazione per aumentare la sensibilità finale. Dopo aver rimosso gli artefatti – falsi segnali creati dalla strumentazione e dalla luce residua del coronografo – **l 'immagine finale ha rivelato una presenza, che gli scienziati hanno indicato come “C1”: potrebbe trattarsi di un esopianeta all'interno della zona abitabile**. >>>> >>>> «C’è una sorgente puntiforme che assomiglia a quello che ci aspetteremmo di vedere da un pianeta, e che non sapremmo attribuire a nessuna delle correzioni degli errori sistematici», dice Wagner. >>>> >>>> Le simulazioni suggeriscono che “C1” potrebbe essere un pianeta con dimensioni comprese fra Nettuno e Saturno a una distanza da Alpha Centauri A simile alla distanza tra la Terra e il Sole. Tuttavia, gli autori affermano chiaramente che il livello di confidenza raggiunto dai dati non consente di affermare con certezza la natura del pianeta, e che verifiche successive saranno necessarie per escludere la possibilità che C1 sia generato da qualche artefatto sconosciuto proveniente dallo strumento stesso. >>>> >>>> Gli autori, inoltre, intendono intraprendere un’altra campagna osservativa simile nel giro di pochi anni, allo scopo di catturare questo potenziale esopianeta in una posizione diversa, magari quella attesa dai modelli di previsione della sua orbita e – in futuro – sfruttando la generazione di telescopi giganti in costruzione che, secondo le previsioni, aumenteranno l’efficacia di questo metodo fino a un fattore dieci. Nuovi, interessanti candidati da guardare sono Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno, e Tau Ceti, che ospita un sistema planetario già osservato indirettamente. >>>> >>>> «Rendere questa tecnica una modalità di osservazione di routine – e poter quindi prendere la temperatura dei pianeti che orbitano all'interno delle zone abitabili delle stelle vicine – sarà una svolta per l'esplorazione di nuovi mondi e per la ricerca della vita nell'universo», conclude **Daniel Apai** , co-autore dello studio e professore associato all’università dell’Arizona. >>>> >>>> **Per saperne di più:** >>>> >>>> * Leggi su _Nature Communications_ l’articolo “[Imaging low-mass planets within the habitable zone of α Centauri](<https://www.nature.com/articles/s41467-021-21176-6>)”, di K. Wagner, A. Boehle, P. Pathak, M. Kasper, R. Arsenault, G. Jakob, U. Käufl, S. Leveratto, A.-L. Maire, E. Pantin, R. Siebenmorgen, G. Zins, O. Absil, N. Ageorges, D. Apai, A. Carlotti, É. Choquet, C. Delacroix, K. Dohlen, P. Duhoux, P. Forsberg, E. Fuenteseca, S. Gutruf, O. Guyon, E. Huby, D. Kampf, M. Karlsson, P. Kervella, J.-P. Kirchbauer, P. Klupar, J. Kolb, D. Mawet, M. N’Diaye, G. Orban de Xivry, S. P. Quanz, A. Reutlinger, G. Ruane, M. Riquelme, C. Soenke, M. Sterzik, A. Vigan e T. de Zeeuw *[55 minuti fa]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.28 *[1 h]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.05 *[33 minuti fa]: 10.50 *[attr]: attribute *[HTML]: HyperText Markup Language *[P:]: Phone
C’è un pianeta? Immagine diretta da Alpha Centauri
La soia e la salute del seno
[](<https://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2022/07/mappe-arcobaleno-crism.jpg>) >>>> >>>> Ognuna di queste viste è stata prodotta come parte di una mappa quasi globale composta da circa 1.764 segmenti individuali. La mappa a 72 colori fa parte dell'ultimo grande set di dati che Crism produrrà; lo strumento infatti sarà dismesso entro la fine del 2022. I dati usati per la mappa da 6,3 gigapixel sono stati raccolti in 11 anni di operazioni Crism. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Jhu-Apl >>>> >>>> Sta per essere pubblicata una nuova mappa di Marte da 5,6 gigapixel. Copre l'86 per cento della superficie del pianeta rosso e rivela la distribuzione di **dozzine di minerali**. Osservando la distribuzione dei minerali, gli scienziati possono meglio comprendere il passato di Marte – quando si suppone che l’acqua fosse presente sulla sua superficie – e permettono di definire delle priorità nella scelta delle regioni da studiare in modo più approfondito. >>>> >>>> Le [prime porzioni](<https://pds-geosciences.wustl.edu/missions/mro/crism.htm>) di questa mappa sono state rilasciate il 29 giugno dal [Planetary Data System](<https://pds.nasa.gov/>) della Nasa. Nei prossimi sei mesi ne verranno rilasciate altre, completando **uno dei più dettagliati rilievi della superficie marziana mai realizzati**. >>>> >>>> L’autore di queste rilevazioni è il [Mars Reconnaissance Orbiter](<https://mars.nasa.gov/mro/>) della Nasa, che ha mappato i minerali marziani per 16 anni con lo spettrometro [Crism](<https://mars.nasa.gov/mro/mission/instruments/crism/>), acronimo di _Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer_. Utilizzando rivelatori che operano **dal visibile all 'infrarosso**, il team di Crism ha prodotto **mappe minerali ad alta risoluzione** che forniscono una fotografia della formazione della crosta marziana e di dove e come è stata alterata dall'acqua. Queste mappe sono state fondamentali per aiutare gli scienziati a capire come i laghi, i corsi d'acqua e le acque sotterranee hanno plasmato il pianeta, miliardi di anni fa. Le mappe di Crism sono state utilizzate anche per selezionare i siti di atterraggio per altri veicoli spaziali, come nel caso del [cratere Jezero](<https://it.wikipedia.org/wiki/Cratere_Jezero>), dove il rover [Perseverance](<https://mars.nasa.gov/mars2020/>) sta esplorando un antico delta del fiume. >>>> >>>> Il primo pezzo di questa nuova mappa include **51mila immagini** , ognuna delle quali rappresenta una "striscia" lunga 540 chilometri e larga 10 chilometri, catturata da Mro mentre la sorvolava. La risoluzione è inferiore rispetto alle mappe Crism ottenute da osservazioni mirate perché i dati sono stati acquisiti con lo strumento rivolto verso il basso, una strategia di _imaging_ diversa progettata per coprire un’area molto più vasta del pianeta. >>>> >>>> Per acquisire i suoi dati, Crism ha utilizzato due spettrometri, uno dei quali è stato progettato con tre criorefrigeratori per mantenere basse le temperature in modo da poter rilevare più chiaramente le lunghezze d'onda più lunghe della luce infrarossa solare riflessa. Utilizzati in successione, l'ultimo di questi criorefrigeratori ha completato il suo ciclo di vita nel 2017, e da allora le capacità dello strumento di visualizzare le lunghezze d'onda visibili sono limitate. Per questo motivo, questa sarà l'ultima mappa di Crism che copre l'intera gamma di lunghezze d'onda dello strumento. Lo strumento ora è in modalità standby e, prima di essere dismesso, potrebbe ancora registrare dati per qualche altra volta, nei prossimi mesi. >>>> >>>> Un'ultima mappa verrà rilasciata entro l'anno, che coprirà le lunghezze d'onda visibili e si concentrerà solo sui minerali contenenti ferro; questa mappa avrà il doppio della risoluzione spaziale di quelle appena rilasciate. >>>> >>>> «La survey di Crism è stata uno dei gioielli della corona della missione Mro della Nasa», afferma **Richard Zurek** , scienziato della missione presso il [Jet Propulsion Laboratory](<https://www.jpl.nasa.gov/>) della Nasa. «Le analisi basate su queste ultime mappe forniranno nuove informazioni sulla storia di Marte per molti anni a venire». *[55 minuti fa]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.28 *[1 h]: Lunedì 19 gennaio 2015 alle ore 10.05 *[33 minuti fa]: 10.50 *[attr]: attribute *[HTML]: HyperText Markup Language *[P:]: Phone
Le ultime mappe del Mars Orbiter
BBC produrrà dei nuovi episodi di "Robot Wars"
Dal 14 al 22 settembre a Londra [si terrà](<http://www.londondesignfestival.com/>) il London Design Festival, una manifestazione sul design organizzata annualmente (dal 2003) per promuovere la capitale britannica come centro dell'industria creativa mondiale. Nell'edizione di quest'anno sono in programma oltre 300 eventi ed esibizioni, curati da centinaia di designer e studi di tutto il mondo. L'installazione "Endless Stair", che si trova vicino alla galleria Tate Modern, è stata creata per inaugurare l'inizio del Festival: è un progetto di de Rijke Marsh Morgan Architects (dRMM), ispirato ai famosi disegni di interminabili scale realizzati dall'incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher. [ London Design Festival ](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-9/> "vai alla fotogallery") [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-9/>) [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-4/>) [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/correction-britain-art-design/>) [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-7/>) [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-5/>) [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-6/>) [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-8/>) [London Design Festival](<https://www.ilpost.it/2013/09/14/london-design-festival/britain-art-design-3/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Le foto dal London Design Festival
Un bellissimo cigno
**Kate** non tornerà agli impegni pubblici a breve. Diversamente da quanto era stato promesso a margine del suo ricovero alla London clinic a fine gennaio, la principessa del Galle **s proseguirà le cure ed il recupero per i suoi trattamenti a casa,** lontano dai sudditi, da telecamere e flash più a lungo del previsto. Inizialmente si era ipotizzata **una pausa di circa tre mesi** che sarebbe volta la termine a fine aprile, dopo Pasqua, ma così non è stato. Oggi, forse incalzati dalle preoccupazioni mostrate dal popolo di affezionati alle sorti della principessa più amata, e, va detto, a fronte della lenta ma inesorabile ripresa delle **speculazioni sui social all’hashtag “whereiskate” (dove è Kate)** un portavoce di **Kensington Palace** ha ritenuto di dover mettere subito a tacere ogni possibile nuova cospirazione prendendo parola. Ed è così che i quotidiani inglesi hanno riportato un messaggio recapitato “da fonti di palazzo” secondo il quale “la principessa non tornerà agli impegni pubblici **finché non ci sarà il benestare dei medici** che la seguono”. Per avere quel “semaforo verde”, però, **pare dovrà passare ancora del tempo, ad oggi indefinito**. L’occasione per dare aggiornamenti sullo stato di Kate Middleton arriva a margine della pubblicazione del report della fondazione reale dedicata ai bambini neonati voluta e sostenuta dalla principessa del Galles. Aiutare la neonatalita’, sostiene lo studio della fondazione, può generare un indotto di 45,5 miliardi di sterline all’anno per l’economia britannica, sostiene il report che avrebbe avuto l’avvallo della sua madrina che “non ha mai smesso di seguirne l’attività” anche se costretta a casa, spiegano le fonti ufficiali. “E’ sempre stato chiarito che la principessa non smetterà mai di impegnarsi per le cause in cui crede - ha spiegato il portavoce - ma adesso **la sua priorità è avere spazio e privacy” per curarsi e guarire.** Questo è tutto ciò che la stampa inglese è autorizzata a comunicare rispetto all’attuale stato della principessa amata dal popolo che, in marzo, prendendo il coraggio a due mani e costretta a fermare lo tsunami di speculazioni sulle sue sorti ignote al mondo, ha annunciato in un video di essersi sottoposta ad una terapia preventiva contro il tumore che le era stato diagnosticato mentre si trovava in ospedale per “un intervento di chirurgia addominale programmato” a metà gennaio. William ha lentamente ripreso a svolgere i suoi impegni di erede al trono, ma sempre con parsimonia; il re Carlo, anche lui in piena battaglia contro il suo cancro, non si risparmia girando in lungo ed in largo per mostrare al suo popolo di avere le redini salde in mano. Per chi vuole rivedere Kate, l’attesa, purtroppo, è ancora lunga…
"Kate Middleton non tornerà agli impegni pubblici finché non ci sarà il benestare dei medici": l'annuncio di Kensington Palace
Fino a che punto siamo disposti a credere
> > Manchester United-Juventus è una delle partite del terzo turno di [Champions League](<https://www.ilpost.it/2018/08/31/calendario-champions-league-2018-2019/>) in programma questa sera alle ore 21. L'incontro si disputa allo stadio Old Trafford di Manchester e sarà arbitrato dal serbo Milorad Mazic. Dopo due turni la Juventus si trova in testa al gruppo H con sei punti, due in più del Manchester United, secondo in classifica, che stasera proverà quindi a sorpassarla al primo posto. Le due squadre si affronteranno poi di nuovo fra due settimane a Torino nella prima giornata di ritorno. > > Manchester United-Juventus sarà trasmessa in diretta e in esclusiva da [Sky](<http://guidatv.sky.it/guidatv/grid.html?category=sport>) su Sky Sport Uno (canale 201) e Sky Sport 251. Gli abbonati a Sky potranno seguirla anche in streaming da pc, tablet e smartphone tramite le piattaforme Sky Go e Now TV. Da quest'anno le partite di Champions League verranno trasmesse da Sky, che ha i diritti per trasmetterle tutte, e dalla Rai, che ad ogni turno trasmetterà una partita del mercoledì di una squadra italiana. [Qui](<https://www.ilpost.it/2018/08/16/streaming-calcio/>) trovate invece i modi più semplici per seguire Serie A, coppe e campionati esteri in streaming spendendo poco o nulla. > > La partita di stasera vedrà il ritorno di Cristiano Ronaldo nella città e nello stadio in cui iniziò a farsi conoscere dal mondo come uno dei giocatori più forti nella storia del calcio. A Manchester giocò sei anni, durante i quali vinse tre campionati e una Champions League. All'Old Trafford ci è già tornato una volta da avversario, con il Real Madrid nel 2013: erano gli ottavi di finale di Champions League, che il Real vinse con un risultato complessivo di 3-1, e Ronaldo segnò. > > **Le probabili formazioni di Manchester United-Juventus:** > > **Manchester United (4-3-3)** De Gea; Young, Smalling, Lindelof, Shaw; Fred, Matic, Pogba; Rashford, Lukaku, Martial > **Juventus (3-5-2)** Szczesny; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cancelo, Cuadrado, Pjanic, Matuidi, Alex Sandro; Dybala, Cristiano Ronaldo *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island
Manchester United-Juventus in streaming e in diretta TV
Passeggeri insopportabili
>> >> Sui quotidiani più importanti le aperture sono sulle ipotesi di riforma fiscale, sugli altri si va in ordine sparso (le notizie sull'inchiesta contro Strauss-Kahn sono arrivate troppo tardi per andare in stampa), il Secolo XIX dà grande evidenza a un racconto - un po' inconsistente - su come fu "inventata" la fidanzata che Berlusconi annunciò di avere all'inizio dello scandalo Ruby (quella di cui poi non si seppe più niente). >> >> [ ](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/corriere-5/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/corriere-5/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/stampa-3/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/giornale-13/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/repubblica-16/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-il-sole-24-ore-italia-13/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-lunita-italia-5/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/libero-33/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/riformista-10/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-milano-finanza-italia-7/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-secolo-ditalia-italia-2/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-lopinione-delle-liberta-italia-13/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-liberazione-italia-5/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-la-sicilia-italia-14/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-il-gazzettino-italia-13/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-losservatore-romano-italia-5/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-il-tempo-italia-14/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-il-messaggero-italia-4/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/prima_pagina_grande-10/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/pp-de-corriere-dello-sport-italia/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/2011-15/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/secoloxix-10/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/2011-1-13/>) [](<https://www.ilpost.it/2011/07/01/le-prime-pagine-di-oggi-45/2011-2-12/>) *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Le prime pagine di venerdì 1 luglio 2011
Altre otto persone sono state arrestate in Brasile per il crollo della diga di Brumadinho
08 dicembre 2016 09:04 A che punto sta? Come si sta comportando il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump a sei settimane dall’inizio della sua presidenza? La domanda è cruciale, perché quello che Time ha appena nominato “uomo dell’anno” guiderà la prima potenza economica e militare del mondo. La risposta, invece, è ancora difficile da dare. Prima di tutto sembra che Trump non sia stato ancora eletto, perché continua a twittare parlando di vari argomenti. Non si comporta assolutamente come un capo di stato le cui parole devono essere attentamente soppesate per evitare conseguenze sgradite, ma twitta compulsivamente e a tutte le ore, come faceva quando era candidato e le sue raffiche di brevi commenti servivano a presentarlo come l’uomo della rottura, anti-sistema. Trump è riuscito nel suo intento, ma se continuerà a pensare di essere in campagna elettorale anche quando occuperà lo studio ovale rischia di compromettere la coesione della sua amministrazione e la diplomazia statunitense, a meno che il mondo intero si abitui a non tenere conto dell’umore del presidente degli Stati Uniti e a lavorare più con la sua amministrazione che con lui. Quando Trump solleva il telefono per chiamare la presidente di Taiwan c’è da chiedersi se davvero sa quello che fa e perché Non è inimmaginabile, perché quando Donald Trump cercava ancora un vicepresidente sembrava avere intenzione di affidargli il grosso del lavoro per occuparsi soltanto delle pubbliche relazioni e del rapporto diretto con gli elettori. Tutto è possibile con l’uomo dell’anno, ma quando il presidente eletto solleva il telefono per chiamare la presidente di Taiwan, e quindi della Cina nazionalista con cui gli Stati Uniti non avevano più alcun rapporto diplomatico dopo il riconoscimento della Cina comunista, per di più lanciandosi subito in una serie di critiche verso Pechino (non del tutto infondate) allora possiamo chiederci se davvero sa quello che fa e perché. Nomine sotto osservazione Vuole far vedere ai leader cinesi che non ha paura di niente per strappare concessioni commerciali e politiche? Vuole ridistribuire le carte avendo idee chiare in testa oppure vuole fare scena per farsi ulteriormente apprezzare dagli operai le cui fabbriche sono state chiuse a causa del dumping cinese, ma facendo venire i sudori freddi ai grandi esportatori da cui dipende l’economia statunitense? Se lo chiedono anche i suoi collaboratori, e lo stesso fanno i leader stranieri che osservano con estrema attenzione le nomine della squadra di governo. Trump ha scelto come segretario generale della Casa Bianca un pezzo grosso della macchina repubblicana, e questo rassicura il congresso. Ma allo stesso tempo ha scelto Stephen Bannon come “stratega in capo”, un uomo dell’estrema destra che avrebbe inquietato Attila. Il dipartimento di stato non ha ancora un capo, mentre quello per la difesa è stato affidato al generale James Mattis, detto “cane pazzo”, nemico dell’Iran ma benevolo nei confronti della Russia. Le lobby bancarie ed energetiche sono ben rappresentate in questa squadra, ma non c’è un vero profilo, niente di leggibile. Come se Donald Trump volesse prima di tutto confondere le idee per restare l’unico comandante a bordo. (Traduzione di Andrea Sparacino) Stati Uniti
L’uomo più misterioso dell’anno
Uno, nessuno, centomila Brunori. Il fuori onda
Martedì 11 marzo Dianne Feinstein, senatrice statunitense del Partito Democratico e presidente della commissione del Senato sull'intelligence, [ha accusato](<http://www.nytimes.com/2014/03/12/us/cia-accused-of-illegally-searching-computers-used-by-senate-committee.html?hp>) pubblicamente la CIA (Central Intelligence Agency) di avere rimosso dei documenti dai computer utilizzati dai membri della stessa commissione: i file facevano parte del lavoro relativo al programma di detenzione e alle tecniche di interrogatorio adottati dalla CIA sotto la presidenza George W. Bush, dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 (programmi che Barack Obama ha interrotto ufficialmente nel gennaio 2009). Secondo Feinstein, l'azione è stata un atto di intimidazione nei confronti della commissione, oltre che una violazione del Quarto Emendamento, di diverse leggi federali e di un ordine esecutivo presidenziale che vieta alla CIA di svolgere attività di sorveglianza e ricerca negli Stati Uniti (aggravata dal fatto che in questo caso la "sorveglianza" avrebbe avuto come bersaglio il Senato, e per giunta l'organo del Senato che supervisiona la CIA). John O. Brennan, direttore della CIA, ha respinto le accuse di Feinstein, [dicendo](<http://www.nbcnews.com/storyline/cia-senate-snooping/intelligence-committee-democrat-sees-brennans-future-doubt-n50351>) a _NBC_ che «niente potrebbe essere così lontano dalla verità». Brennan ha aggiunto: «Non abbiamo cercato di bloccare proprio niente. La questione si sta trattando in maniera appropriata», riferendosi alle inchieste interne già avviate dall'ispettore generale della CIA e dal dipartimento della Giustizia riguardo possibili interferenze dell'agenzia federale nelle attività della commissione. Brennan ha aggiunto che porterà le prove di quanto dice al presidente Obama, che valuterà l'opportunità di tenerlo a capo dell'agenzia o meno. Lo scontro tra la commissione del Senato e la CIA va avanti da diverso tempo: come [ha scritto il _New York Times_](<http://www.nytimes.com/2014/03/05/us/new-inquiry-into-cia-employees-amid-clashes-over-interrogation-program.html?hp&_r=0>), la questione è diventata progressivamente una disputa sulla separazione dei poteri e sulla possibilità per il Congresso di supervisionare le attività delle agenzie di intelligence federali. L'attività della commissione in merito ai programmi di detenzione della CIA è iniziata nel 2009, quando ancora il direttore dell'agenzie federale era Leon Panetta. Panetta trovò un accordo con Feinstein per permettere alla commissione del Senato di condurre indagini sui discussi programmi dell'agenzia (uno dei punti più noti era l'uso della tecnica di interrogatorio del "waterboarding"). Allo stesso tempo Panetta ordinò un'indagine interna, da cui ne risultò un rapporto secretato a uso esclusivo della CIA, chiamato poi "Panetta Review". Secondo la [ricostruzione](<http://bigstory.ap.org/article/key-dates-dispute-between-cia-and-senate>) di _Associated Press_ , le cose dovrebbero essere andate così: nel febbraio 2010, e poi di nuovo nel maggio dello stesso anno, la CIA rimosse circa 870 pagine dai documenti elettronici che erano stati precedentemente messi a disposizione dalla stessa agenzia alla commissione del Senato. Alla fine di maggio la commissione notò la mancanza di alcuni documenti: accusò la CIA, che dopo avere negato affermò di avere ricevuto l'ordine di sottrarli dall'amministrazione Obama (che a sua volta negò). Nello stesso anno la commissione, non si sa bene come, riuscì a entrare in possesso del "Panetta Review": ne fece delle copie elettroniche che caricò sugli stessi computer forniti dalla CIA alla commissione (la cui riservatezza dei contenuti, in teoria, era garantita dall'accordo del 2009 tra Panetta e Feinstein). La CIA, sempre nel 2010, aggirò le protezioni dei computer e cancellò i documenti del Panetta Review. Nel dicembre 2012 la commissione del Senato approvò il suo rapporto finale di 6.300 pagine, risultato dai primi tre anni di indagini. La CIA ne accolse alcune parti ma allo stesso tempo ne contestò altre molto importanti, che arrivavano dal Panetta Review. Nel gennaio 2014 la CIA ha accusato i membri della commissione di avere ottenuto il Panetta Review attraverso metodi non autorizzati e Feinstein venne a sapere direttamente da Brennan delle incursioni della CIA nei computer dei membri del Congresso. L'11 marzo Feinstein ha accusato pubblicamente la CIA, [chiedendo](<http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304250204579433032003802464>), tra le altre cose, che il governo diffonda il rapporto approvato dalla commissione sul programma di detenzione e sulle tecniche di interrogatorio usate dall'agenzia federale sotto la presidenza Bush. Feinstein ha anche detto di avere mandato due lettere alla CIA il 17 e il 23 gennaio, per chiedere spiegazioni sull'operato degli agenti nei confronti delle attività della commissione, senza però ricevere alcuna risposta. Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, non ha commentato pubblicamente la vicenda, ma ha detto che sulla vicenda è stato riferito al dipartimento di Giustizia. *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
Il Senato americano sta litigando con la CIA
Che c’è di vero nell’articolo di Marco Travaglio sulle ong 
Un gruppo di 15 esperti di grafica editoriale [ha selezionato](<http://www.artelibro.it/blog/2014/07/22/buona-la-prima-2/>) le migliori copertine italiane uscite tra il settembre 2013 e il settembre 2014 per la mostra _BUONA LA PRIMA! copertine riuscite giudicate da chi se ne intende_ , che sarà inaugurata venerdì 12 settembre a Bologna in occasione di "Artelibro – Festival del Libro e della Storia dell’Arte" e curata da da Stefano Salis. I libri presi in considerazione appartengono a categorie molto diverse: narrativa e saggistica, manuali, fumetti, guide di viaggi e cataloghi di mostre. La giuria assegnerà anche un premio della critica alla migliore copertina, che sarà premiata domenica 21 settembre insieme a quella scelta dal pubblico, che può votare online [qui](<https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?usp=drive_web&formkey=dDYzQUNLckdZSzRtdWctVjR4THFvM1E6MA#gid=0>). [ ](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-36/> "vai alla fotogallery") [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-36/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-31/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-27/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-37/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-28/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-29/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-20/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-32/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-26/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine_07/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine_38/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-38/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-3/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-24/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-25/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-11/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-34/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-23/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-30/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-5/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-18/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-21/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-22/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine_39/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-33/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-6/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-35/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-17/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine_16/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-10/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-9/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-16/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-15/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-14/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine_32/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-4/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-7/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-2/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-8/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-12/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-13/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine-19/>) [](<https://www.ilpost.it/2014/08/04/migliori-copertine-libri/libri-copertine/>) La mostra è alla sua seconda edizione: le migliori 20 copertine e la copertina vincitrice dello scorso anno si possono guardare [qui](<https://www.ilpost.it/2013/09/04/20-belle-copertine-di-libri/>). *[MASAF]: Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste *[ICQRF]: Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari *[) ]: Rigore *[Rig), 63′ ]: Rigore *[ NF]: Norfolk Island *[22 minuti, 47 secondi fa]: 2016-07-30T20:21:38+00:00
43 belle copertine di libri
Salviamo l'isolotto di Santo Stefano dal cemento
[](<https://www.agensir.it/wp-content/uploads/2023/02/ucraina-Ucraina-mons.-Teodor-Martynyuk.jpg>) Mons. Teodor Martynyuk, vescovo ausiliare di Ternopil (Foto Ugcc) “Un segnale di indipendenza” dal mondo sovietico e da un passato “terribile e oscuro”. Un gesto di opposizione e distanziamento dalla posizione assunta dalla Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca che “apertamente ha appoggiato l’invasione dell’esercito russo sul territorio ucraino”. Ma soprattutto il segno che il popolo ucraino desidera vivere le feste cristiane in comunione con Papa Francesco e i “fratelli e le sorelle in Europa”. Così mons. **Teodor Martynyuk** , vescovo ausiliare di Ternopil-Zboriv, presente al Sinodo dell'1 e 2 febbraio della Chiesa greco-cattolica ucraina, spiega al Sir la “decisione storica” di passare a partire dal 1° settembre 2023 al calendario gregoriano per le festività fisse mantenendo l'attuale calcolo della Pasqua. **Eccellenza, come è maturata questa decisione? **Da tempo discutevamo questo problema del calendario. Fino ad oggi abbiamo seguito il calendario giuliano. Le esigenze pastorali ma soprattutto le richieste da parte del popolo ci hanno spinto a riflettere su questo cambiamento e decidere di aderire al calendario nuovo, salvaguardando ancora le date che riguardano la Pasqua e le feste legate alla Resurrezione. Ci sono quindi soprattutto ragioni di tipo pastorali. C’è anche un’altra ragione: abbiamo sempre voluto fare questo passo insieme ai nostri fratelli ortodossi. In questo periodo di guerra e di profonde sofferenze, tutto il nostro popolo si è unito nella comunione perché abbiamo capito che solo insieme possiamo sopravvivere a questa invasione russa. Abbiamo visto che anche i nostri fratelli ortodossi della Chiesa autocefala ucraina stanno proseguendo su questa strada e si preparano al cambiamento. Per adesso il Sinodo ortodosso ha deciso di dare questo permesso alle parrocchie che si sentono pronte al cambiamento . Quindi è un passo che gradualmente facciamo insieme. **Quanto ha influito su questa decisione l 'invasione russa su vasta scala cominciata lo scorso anno il 24 febbraio?** Purtroppo siamo rimasti molto toccati e rattristati dalla posizione assunta dalla Chiesa ortodossa russa del Patriarcato di Mosca che apertamente ha appoggiato l’invasione dell’esercito russo sul territorio ucraino.tutto il popolo ucraino – greco-cattolici e ortodossi – ha vissuto questa posizione come una proposta non cristiana, non evangelica, non conforme all’insegnamento di Cristo. La Chiesa ortodossa russa segue il calendario giuliano. Per questo tanti ucraini hanno cominciato a dire: ‘basta, non vogliamo più vivere con loro le celebrazioni delle feste. Vogliamo distaccarci, seguire la nostra strada’. Quindi, è vero che l’invasione russa ha influito sulla decisione. È un tema su cui stavamo discutendo da tempo ma dopo il 24 febbraio questo processo è stato accelerato. Non è stata una decisione proposta dall’alto ma partita dal popolo stesso. **Secondo lei quale segnale lancia questo cambiamento? **La prima cosa è che consideriamo i cattolici in Europa come nostri fratelli e sorelle e perciò vogliamo festeggiare e celebrare queste feste insieme al Santo Padre, con i vescovi e il popolo in Europa. È anche un segnale di indipendenza dal mondo sovietico e da questo passato terribile e oscuro che abbiamo vissuto durante il periodo sovietico. Non potevamo farlo prima. Lo abbiamo fatto adesso. **Insomma, una sorta di Euromaidan liturgico? **Esatto. Scarica l’articolo in [pdf](<https://www.agensir.it/wp-admin/admin-ajax.php?id=1151994&action=seed_download_download&type=pdf>) / [txt](<https://www.agensir.it/wp-admin/admin-ajax.php?id=1151994&action=seed_download_download&type=txt>) / [rtf](<https://www.agensir.it/wp-admin/admin-ajax.php?id=1151994&action=seed_download_download&type=rtf>) /
La Chiesa greco-cattolica ucraina passa al nuovo calendario. Mons. Martynyuk: “Segno della nostra indipendenza dal mondo sovietico”
Prospettive e incognite dello “smart working”